L’informazione che mistifica la storia
di Davide Pappalardo *
su altre testate del 11/04/2008
Non passa giorno senza che il Tg2 non ci rifili un servizio contro il Comunismo e la Sinistra in generale. A fine giornale c’è sempre una notizia creata ad hoc per attaccare determinati valori, senza peraltro possibilità di contraddittorio. L’opera sopraffina degli strateghi della borghesia nazionale non fa altro che contribuire a saldare nel Paese l’idea che Comunismo e nazismo siano uguali, che i Comunisti in Italia siano responsabili di fatti atroci, che Resistenza e fascisti siano da accomunare, che l’antifascismo sia ormai un valore sorpassato. Con tutto il corollario di conseguenze che è determinato da ciò.
Purtroppo, mi capita di tanto in tanto di dare un’occhiata a questo Tg (secondo me peggiore anche del folcloristico Emilio Fede e di Studio Aperto, un Tg a base di pseudo scoop su veline e vip o presunti tali). Mercoledì 9 aprile stavo guardando distrattamente il Tg2 delle 20.30 ed il mio interesse si è ridestato quando, in chiusura, il conduttore Dario Laruffa ha presentato un servizio parlando delle elezioni del 18 aprile 1948 come di “elezioni veramente, veramente decisive”. Guardando il servizio ho scoperto a cosa si riferisse: il “giornalista” che si è occupato della notizia, ha rievocato il clima di quegli anni e il ruolo della Chiesa e dei comitati civici di Gedda per la sconfitta del blocco di Sinistra. Grazie a questo ruolo – ha spiegato il giornalista - si è continuato ad avere in Italia elezioni democratiche e “le elezioni del 1948 non sono state le ultime nel nostro Paese”. Come se se avesse vinto il Fronte democratico popolare – che aveva garantito la Liberazione e lo svolgimento di elezioni democratiche – si sarebbe precipitati nell’abisso.
Ora vorrei sapere se questi “giornalisti” sanno qualcosa della storia d’Italia o se quello che dicono lo apprendono durante lezioni private impartite da Marcello Dell’Utri. Se sanno qualcosa del ruolo che in Italia hanno avuto i partiti di Sinistra, Comunisti e Socialisti, nella Liberazione dal nazi-fascismo. Se sanno qualcosa dei tanti compagni caduti nella Resistenza. Se sanno qualcosa del contributo che la Sinistra, insieme a forze politiche di altra estrazione come quella democristiana, ha dato nel redigere una Costituzione, ancora oggi purtroppo in gran parte inapplicata.
Vorrei ricordare loro che il giornalismo non è chinare la testa davanti ad un qualsivoglia padrone, non è fungere da grimaldello per scardinare idee e valori che hanno contribuito enormemente all’avanzata di diritti civili e sociali.
Spero che il Partito, attraverso tutti i suoi strumenti mediatici (blog, sito, Liberazione, free press) e soprattutto attraverso il lavoro duro e paziente delle compagne e dei compagni sappia lanciare una controffensiva culturale degna di questo nome. Si tratta, a mio avviso, di una sfida che poggia le basi sul terreno dell’egemonia, che si fonda e affonda le radici nella cultura di questo Paese. Il ventre molle rischia infatti di essere risucchiato da spinte che tutto tendono ad offuscare. La data del 25 aprile si avvicina, proprio mentre questo Paese che dimentica sta per cedere alle sirene dell’oblio, al mercatismo e al maccartismo berlusconiano. Ed il 25 aprile non può essere che il momento per rinfocolare i valori e gli ideali che rischiano di spegnersi. Non si può quindi cedere la storia e la memoria di una giornata fenomenale e fondamentale per l’Italia per altre manifestazioni, per mandare a quel paese questo o quel politico, come vorrebbe fare Grillo.
Altrimenti finiremo a leggere i manuali di storia scritti da chi idolatra lo “stalliere di Arcore” o da chi magari ci dice che la mafia non esiste ed è un’invenzione dei Comunisti e di qualche “giornalista cialtrone”.
* Direttore Il Saper Fare
http://www.esserecomunisti.it/index....Articolo=22747




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