Elezioni regionali in Veneto: polo veneto, marmellata veneta oppure blocco indipendentista?

Alcune note di chiarimento sul dibattito in corso in vista delle prossime elezioni determinanti per il futuro veneto.

È oramai evidente a molti che stiamo per lasciarci alle spalle una fase politica. È troppo facile fare commenti il giorno dopo le elezioni. E ha poco senso politico.
Ecco perché un politico deve avere una visione chiara PRIMA delle elezioni e non dopo che questo rito si è consumato.
Per noi veneti, da un punto di vista pratico, domenica e lunedì prossimi c’è ben poco da fare. Quali sono infatti le scelte per un veneto responsabile che voglia fare il proprio dovere di cittadino? La prima scelta obbligata è quella ovviamente di andare alle urne e contribuire alle scelte politiche importanti del sistema in cui vive. Ecco spiegato perché le percentuali di affluenza al voto in Venetia sono da sempre altissime: infatti, il civismo è una delle componenti essenziali del Popolo veneto, assieme ad un forte senso dello stato (e non la burletta italica, ovviamente). Ecco perché, per quanto vi sarà un incremento del tasso di astensionismo e forse ancor più dei voti nulli, o non validi, o del rifiuto della scheda al seggio, non dobbiamo farci troppe illusioni.
La maggior parte dei veneti con ogni probabilità si recherà ai seggi. Ahinoi, aggiungiamo.
Ci piacerebbe essere smentiti, ma difficilmente sarà così.
E quali saranno i risultati del voto in Veneto?
Nessuno lo sa, ma saremmo ugualmente molto sorpresi che non vincesse il centro-destra italico, per quanto Berlusconi faccia di tutto per diminuire il suo vantaggio e poter così andare al governo assieme a Veltroni, in modo da scaricarsi di ogni responsabilità politica rispetto all’evidente ingovernabilità del sistema-italia. Saremmo inoltre molto sorpresi anche se la lega nord non prendesse un’alta percentuale di voti validi. La sua politica populista è il classico esempio di azione elettoralistica che cavalca una protesta senza in realtà dare soluzioni politiche ai problemi dei veneti, come fa magistralmente da sempre e forse – speriamo – per l’ultima volta.
Bene, per cui tra oggi e martedì prossimo non cambierà niente per noi veneti e possiamo quindi anticipare alcune note importanti per il nostro futuro.
Sta infatti partendo un dibattito da più parti sul come affrontare le prossime elezioni regionali, ritenute giustamente momento determinante per la Causa Veneta. Innanzi tutto come indipendentisti ci auguriamo che esse non cadano già questo autunno, perché ci costringerebbe a un tour de force terrificante per le attuali capacità organizzative della macchina elettorale indipendentista, purtroppo rallentata da scelte fatte da altri nel recente passato.
Ci auguriamo quindi che Galan sia responsabile e non abbandoni Venezia, sarebbe un pessimo pacco regalo che fa ai veneti. Ciò non cambierà, in ogni caso, l’esigenza politica di creare comunque una coalizione che chieda mandato ai veneti per indire un referendum sull’indipendenza. Sarà semplicemente da correre un po’ di più
Se come tutti ci auguriamo il governatore del Veneto resterà al proprio posto e non si lascerà incantare dalle sirene romane, il percorso dovrebbe essere quello canonico – a meno di ulteriori e improbabili sorprese – che ci porterà alle elezioni regionali del 2010.
Come si presenterà il PNV a tale appuntamento? È presto per dirlo, ma già possiamo individuare alcuni punti importanti.
Primo: il PNV si presenterà in appoggio a un candidato presidente indipendentista (e non autonomista, o federalista, impossibili pateracchi del passato da eliminare al più presto dal panorama politico veneto).
Secondo: il PNV è favorevole a un’intesa elettorale con le forze politiche che ne condividono la linea politica. Tradotto, vuol dire un sì ad alleanze con partiti e movimenti indipendentisti veneti e un no secco, senza possibilità di dialogo, con tutti i soggetti politici italiani autonomisti, o federalisti (e quindi falsi).
Terzo: le forze politiche che andranno a formare il blocco indipendentista dovranno sottoscrivere il programma politico che prevede l’indizione di un referendum per l’indipendenza della Venetia, da tenersi nel corso del mandato istituzionale.
Per tale ragione, i partiti autonomisti in evidente debito di ossigeno politico, o attraverseranno il guado dalla politica italiana a quella di difesa dell’interesse nazionale veneto, oppure possono cercarsi tranquillamente alleati diversi dal PNV, magari tra i tanti partiti in lizza alle elezioni-truffa del prossimo 13 e 14 di aprile.

Treviso, 10 aprile 2008

Gianluca Busato
Partito Nazionale Veneto