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  1. #1
    Ritorno a Strapaese
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    Predefinito E' morto Raimondo Vianello

    MILANO - Addio a un gran signore del piccolo schermo, un volto celebre che ha fatto davvero la storia della tv italiana, fin dalla sua nascita: Raimondo Vianello è morto intorno alle 7 all'ospedale San Raffaele del capoluogo lombardo, dove era stato ricoverato qualche giorno fa. Avrebbe compiuto 88 anni il 7 maggio prossimo. Una scomparsa, la sua, che lascia un vuoto enorme nel mondo dello spettacolo: prima nelle mitiche gag con Ugo Tognazzi, poi per decenni in coppia con la moglie Sandra Mondaini, il suo humor leggero, la sua levità, hanno contribuito a fondare, arricchendolo, il varietà televisivo. All'inizio sulle reti pubbliche, e nella seconfa fase della carriera in casa Fininvest/Mediaset.

    Romano di nascita, figlio di ammiraglio, cresciuto a Spalato, aderisce alla Repubblica di Salò, e per questo viene rinchiuso nel campo di prigionia di Coltano (dove c'erano, tra gli altri, anche Walter Chiari ed Enrico Maria Salerno). Finita la guerra, non sembra appassionarsi molto alle possibilità legate alla sua laurea in giurisprudenza. E coltiva già un umorismo quasi britannico, così sottile e sornione. L'inizio della carriera d'attore è però abbastanza casuale: alto, biondo, allampanato, viene scelto per interpretare un soldato nella rivista Cantachiaro di Garinei e Giovannini. Un debutto in sordina, il suo, ma all'insegna di un marchio di grande qualità nell'ambito dell'intrattenimento, la premiata ditta G&G. E' il 1950, lui ha 28 anni.

    Da allora, praticamente, non si ferma più. Perché, subito dopo la sua prima volta sul palcoscenico, lui comincia a lavorare con partner blasonati: Carlo Dapporto, Macario, Gino Bramieri. E soprattutto Ugo Tognazzi, con cui comincia a fare coppia fissa, artisticamente parlando. E' il primo degi due incontri decisivi, nella sua carriera. Ma il secondo, avvenuto nel 1959, è cruciale anche per la sua vita privata: conosce infatti Sandra Mondaini, la sposa, e comincia un sodalizio sentimentale e professionale che durerà una vita.


    Ma torniamo a quegli effervescenti anni Cinquanta. Nel 1954 Vianello è il mattatore, insieme a Tognazzi, del divertentissimo show Un, due, tre. I loro sketch, spesso irriverenti nei confronti dei potenti, fanno discutere, oltre che ridere. E quando, nel '59, arriva sul piccolo schermo la parodia del presidente Gronchi che scivola a una serata col collega francese De Gaulle, la censura non perde tempo, e il programma viene sospeso.

    Negli anni Sessanta, però, le apparizioni televisive riprendono. Accanto alla moglie, che è attrice come lui; e che come lui è dotata di una verve comica che ne fa una partner perfetta. Ovvero la premiata ditta Raimondo & Sandra, che tutti conoscono a amano. Sono loro due le star di Studio Uno, a metà del decennio; e poi, nei primi Settanta, di Sai che ti dico?, Tante scuse, e più avanti (nel '77) Noi...no.

    Pochi anni, e il fenomeno delle tv private, riunite in un network nazionale dall'imprenditore-costruttore Silvio Berlusconi, esplode. E dopo Mike Bongiorno, è Vianello uno dei primi divi a trasferirsi in casa del Biscione: lo ricordiamo, ad esempio, come conduttore del programma Il Gioco dei Nove. E soprattutto nelle sit-com Casa Vianello e Cascina Vianello, che sulle reti Fininvest poi diventate Mediaset è un appuntamento fisso. Ma le reti berlusconiane hanno utilizzato il suo talento, la sua capacità di sdrammatizzare gli animi più accesi, anche nelle trasmissioni sportive, come Pressing.

    La Rai, però, lo richiama quando è già un signore ben oltre la soglia del settant'anni. Nel 1998, infatti, conduce il Festival di Sanremo: elegante come sempre, distaccato quanto basta. Un signore inattuale, forse, in una tv che stava cambiando pelle, con l'avvento imminente dei reality e dei talent show. Ma il suo umorismo rimarrà per sempre un classico della comicità made in Italy, senza volgarità e senza esagerazioni.

    E al di là della televisione, Vianello va ricordato anche per le sue non frequentissime interpretazioni su grande schermo. Due delle quali accanto a un genio della risata come Totò: una, da semi-esordiente, in Totò Sceicco; un'altra, da star della tv ormai affermata, in Totò Diabolicus (1962). Ed è un peccato che i registi di cinema non abbiano sfruttato di più le sue potenzialità.

    I funerali di Raimondo Vianello si svolgeranno sabato, sempre a Milano.

  2. #2
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: E' morto Raimondo Vianello

    Bravo attore, molto sottovalutato.
    Preferisco di no.

  3. #3
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    Predefinito Rif: E' morto Raimondo Vianello

    iango:

    nooooooooooooo...

    se ne stanno andando tutti... onf:
    da Sordi a Manfredi, da Bongiorno a Santi Licheri... la mia tv non c'è più.. onf:

  4. #4
    Cacciaguida
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    Predefinito Rif: E' morto Raimondo Vianello

    Patriota e Gentiluomo.
    Suo fratello Roberto pare sia stato operativo nella Decima.
    RIP.

  5. #5
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    Predefinito Rif: E' morto Raimondo Vianello

    Citazione Originariamente Scritto da Stalinator Visualizza Messaggio
    iango:

    nooooooooooooo...

    se ne stanno andando tutti... onf:
    da Sordi a Manfredi, da Bongiorno a Santi Licheri... la mia tv non c'è più.. onf:
    Vabbè dai Bongiorno e Santi Licheri chissenefrega. Poi Bongiorno è sempre stato una merda d'uomo.

  6. #6
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Rif: E' morto Raimondo Vianello

    E Raimondo Vianello difende i giovani di Salo'

    LO SHOWMAN SUL SETTIMANALE "LO STATO" E Raimondo Vianello difende i giovani di Salo' MILANO - "Non rinnego ne' Salo', ne' Sanremo". Questo il titolo di un'intervista a Raimondo Vianello sul settimanale "Lo Stato" (oggi in edicola) diretto da Marcello Veneziani. Lo show - man parla del Festival di Sanremo, di televisione. Poi la domanda politica: "Che ne pensa del revisionismo storico di Fini sulla Repubblica di Salo' alla quale lei aderi'?". Replica Vianello: "I giovani che sono andati a Salo' erano spinti dall'idea di non abbandonare la battaglia. Anche se destinati a perdere, gia' la consapevolezza della sconfitta conferisce un forte dolore a quegli ideali. Per cui condannare in toto questo capitolo storico non mi sembra giusto. Si puo' dire che il fascismo e' stato un regime dittatoriale anche perche' imborghesendosi ha tradito le sue origini socialiste, mentre a Salo' si tento' di dare nuove norme sociali partendo gia' dal nome Repubblica sociale. Quei giovani dovrebbero essere piu' rispettati se non altro per i loro ideali ispiratori. Morti ce ne sono stati da tutte e due le parti, ma chi e' andato su, sapeva di finire male. Non va abiurato". Una parte di questa dichiarazione e' stata, ieri, anticipata dalle agenzie. E Vianello si stupisce. Al Corriere commenta: "Non mi pare di aver dichiarato nulla di sconvolgente. Ho voluto solo dire che molti giovani sono andati a Salo' in buona fede, solo per tener fede alla parola. Non per vincere la guerra, ma perche' avevano degli ideali. Per questo vanno rispettati. Cio' che invece va rinnegata e' l'esperienza di regime, la dittatura". "Del resto - conclude Vianello - perfino il Presidente della Camera Violante ha lanciato un messaggio di apertura e distensione verso la questione Salo'. Disse proprio: "Nella lacerazione fascismo - antifascismo deve restare l'identita' degli uni e degli altri, pero' gli eredi di entrambi devono avere oggi un atteggiamento reciproco molto rispettoso. Non bisogna usare la memoria vendicativa come arma contro i nemici di ieri o i loro eredi di oggi".

    E Raimondo Vianello difende i giovani di Salo'
    Ultima modifica di Miles; 15-04-10 alle 12:58
    Preferisco di no.

  7. #7
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    Predefinito Rif: E' morto Raimondo Vianello

    L'ultimo vero comico. Il primo, assieme ad Ugo Tognazzi ad allietare le serate televisive dei primordi.
    Un vero signore, mai volgare. Non usava parolacce come i nuovi comici dei programmi di intrattenimento della TV odierna, eppure faceva ridere col suo sano umorismo ironico.
    Addio Raimondo... forse verrò ad applaudirti lassù, se Dio vorrà iango:
    Non ti curar di lor, ma passa e sputa

  8. #8
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    Predefinito Rif: E' morto Raimondo Vianello

    Citazione Originariamente Scritto da Miles Visualizza Messaggio
    E Raimondo Vianello difende i giovani di Salo'

    LO SHOWMAN SUL SETTIMANALE "LO STATO" E Raimondo Vianello difende i giovani di Salo' MILANO - "Non rinnego ne' Salo', ne' Sanremo". Questo il titolo di un'intervista a Raimondo Vianello sul settimanale "Lo Stato" (oggi in edicola) diretto da Marcello Veneziani. Lo show - man parla del Festival di Sanremo, di televisione. Poi la domanda politica: "Che ne pensa del revisionismo storico di Fini sulla Repubblica di Salo' alla quale lei aderi'?". Replica Vianello: "I giovani che sono andati a Salo' erano spinti dall'idea di non abbandonare la battaglia. Anche se destinati a perdere, gia' la consapevolezza della sconfitta conferisce un forte dolore a quegli ideali. Per cui condannare in toto questo capitolo storico non mi sembra giusto. Si puo' dire che il fascismo e' stato un regime dittatoriale anche perche' imborghesendosi ha tradito le sue origini socialiste, mentre a Salo' si tento' di dare nuove norme sociali partendo gia' dal nome Repubblica sociale. Quei giovani dovrebbero essere piu' rispettati se non altro per i loro ideali ispiratori. Morti ce ne sono stati da tutte e due le parti, ma chi e' andato su, sapeva di finire male. Non va abiurato". Una parte di questa dichiarazione e' stata, ieri, anticipata dalle agenzie. E Vianello si stupisce. Al Corriere commenta: "Non mi pare di aver dichiarato nulla di sconvolgente. Ho voluto solo dire che molti giovani sono andati a Salo' in buona fede, solo per tener fede alla parola. Non per vincere la guerra, ma perche' avevano degli ideali. Per questo vanno rispettati. Cio' che invece va rinnegata e' l'esperienza di regime, la dittatura". "Del resto - conclude Vianello - perfino il Presidente della Camera Violante ha lanciato un messaggio di apertura e distensione verso la questione Salo'. Disse proprio: "Nella lacerazione fascismo - antifascismo deve restare l'identita' degli uni e degli altri, pero' gli eredi di entrambi devono avere oggi un atteggiamento reciproco molto rispettoso. Non bisogna usare la memoria vendicativa come arma contro i nemici di ieri o i loro eredi di oggi".

    E Raimondo Vianello difende i giovani di Salo'
    Grandissimo.

  9. #9
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    Predefinito Rif: E' morto Raimondo Vianello

    Sembra incredibile, ma una volta si poteva fare televisione senza risse e televoti.

    Bei tempi.

    Ciao Raimondo
    Ultima modifica di Canaglia; 15-04-10 alle 13:51
    Passata la buriana facciamo i conti

  10. #10
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    Predefinito Rif: E' morto Raimondo Vianello

    Cosa dire quando se ne va un uomo così.


    Lo si può solo piangere, e convincersi del fatto che quando lo raggiungerà anche la moglie saranno di nuovo come 50 anni insieme ci permettono di ricordarli, a scherzare su di un amore che di più veri non ne ho mai visti.
    Se non sai di che morte morire, scegli me.

 

 
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