Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Thumbs down L'Unità augura la morte di Berlusconi

    Questa è la tanto paventata "democrazia" a cui alludono i sinistrati , la morte del premier ed il governo tutto. L'Unità organo ufficiale del Pd non fa sconti , papale papale fa sentire quanta acredine , odio e quant'altro nutre nei confronti dei nostri governanti. Anche se lo fa con una semplice vignetta , esplicita nel modo più "satirico" le sue vere "ambizioni" . Ormai è chiaro , il Pd e sinistre tutte invocano l'eliminazione fisica del Premier, sperando in altro gesto di qualche pazzoide,l' essenziale è inculcare odio.:giagia:

    Vignetta sull'Unità: vogliono Berlusconi morto


    di Salvatore Tramontano

    Il Pdl: un'infamia. Il vignettista: non volevo offendere
    Travaglio molla Di Pietro e ritorna da Fini

    Qui ormai ci vuole uno psicanalista, ma uno di quelli bravi. L’antiberlusconismo non è più un’identità politica o l’ultima ideologia dell’intellighentia post comunista. Non è una strategia spesso perdente. È un’ossessione. È come la megamamma di Woody Allen. È il sesso per Freud o per la Chiesa. È come chi sogna ogni notte di volare e poi precipitare. È un incubo mai digerito. Per queste cose non ci sono vie d’uscita: o vai dall’esorcista o finisci su un lettino a raccontare la tua infanzia. È una psicopatologia radical chic.

    La fase più acuta di questa malattia si caratterizza con il desiderio di morte verso la fonte dell’ossessione. La vignetta di Staino su l’Unità va oltre la satira. È agghiacciante. Gioca con la tragedia polacca e augura la morte a quello che non è più un avversario politico. È il nemico. È l’uomo che deve morire. La scena è questa. Bobo dice alla figlia: «Novantasei membri del governo polacco spariti in un colpo». E Ilaria risponde: «La solita storia: a chi tutto e a chi niente». Perfino ovvio il riferimento al governo Berlusconi. Non è una sbavatura di cattivo gusto. Non è che questa volta Staino ha esagerato lasciando che la matita prendesse il sopravvento, un errore, una gaffe.

    Quella vignetta esprime esattamente ciò che voleva dire: speriamo che il governo italiano faccia la fine di quello polacco. La prova è che la «politicamente corretta» Concita De Gregorio, che di solito si mette le mani davanti agli occhi ad ogni minima volgarità, sente il dovere di spiegare nel suo «filo rosso» domenicale la scelta di pubblicare la vignetta. E lo fa come chi durante un funerale sussurra: dài, prendiamola a ridere. Scrive: «Un sorriso anche nella tragedia: si può. Anzi, si deve: trovare ovunque un sorriso, un respiro». Non c’è dubbio: qui serve lo psicanalista.

    Questa sinistra incarognita e incattivita sta aspettando che la morte li liberi dallo loro ossessione. E sopravvive nell’attesa del grande evento, sgranando il rosario, contando i giorni, come una sorta di apocalisse «libera tutti». Molti di loro hanno fissato l'appuntamento per il 2013, come se quella data di fine legislatura sia una sorta di profezia Maya, quel 2012 evocato al cinema. La fine del berlusconismo come la fine del mondo. C’è qualcosa di messianico, da setta catacombale, in questo sentimento. All’inizio faceva sorridere, ora comincia a sembrare un po’ troppo paranoica. Esagerata. La satira come malocchio, come fattura, come maleficio non fa ridere. Non graffia. È l’ultima risorsa dei disperati. Ricorda quei poveretti che vanno dalla fattucchiera, dall’imbonitrice tv, per far crepare il vicino di casa. Se questa è la ricetta politica dell’opposizione è davvero meschina.

    L’impressione è che la sinistra non sappia andare oltre una sola singola idea: eliminare il Cavaliere di Arcore. Questo chiodo fisso sta cancellando tutta la storia della sinistra. La sta abbrutendo. Non ci sono più idee, ideali, scenari, voli, soluzioni a problemi pratici. Non ci sono più leader. Non c’è più carisma. C’è solo l’odio verso Berlusconi. È come se un’identità e una tradizione politica si fosse accartocciata intorno alla sua maledetta ossessione. Da quanto tempo non si sente nel Pd e dintorni un ragionamento, una battaglia, un orizzonte che non tiri in ballo lui, Berlusconi? Impossibile. Quindici anni a rodersi il fegato. Sempre peggio e questo ultimo anno è la conferma. Tutti gli sforzi culturali, politici e mediatici si riducono a questo. Ci hanno provato con lo strumento sano e legittimo del voto. È andata male. Sconfitti alle Politiche con Veltroni, stracciati alle Europee, battuti alle Regionali. È deludente, magari frustrante, ma in democrazia capita.
    Hanno sperato nella scossa, nelle veline, nelle escort, nel terremoto, nelle feste di Casoria, nel divorzio, in Spatuzza, nel sangue di piazza Duomo, nei panini fuori orario e i pasticci delle liste. Niente. Tutti gli assalti, tutte le trappole sono andati a vuoto. Eccola l’ossessione. Berlusconi sembra invincibile. Non resta che fare affidamento sul fato, sulla maledizione degli aerei, sulla rivincita che arriva dal cielo. Questo è quello che racconta la vignetta di Staino. Il vecchio Bobo meritava un finale migliore.

    Vignetta sull'Unità: vogliono Berlusconi morto - Interni - ilGiornale.it del 12-04-2010
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  2. #2
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    Predefinito Rif: L'Unità augura la morte di Berlusconi

    Perdenti... in ogni fronte.
    Ultima modifica di acquazzurra; 12-04-10 alle 10:34

  3. #3
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    Predefinito Rif: L'Unità augura la morte di Berlusconi

    Aggiungo:
    Neanche capaci di rispettare certe tragedie. Il rancore li ha annientati anche umanamente.

  4. #4
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    Predefinito Rif: L'Unità augura la morte di Berlusconi

    I comunisti possono cambiare pelle ma l'animo rimane sempre quello , cinico e odioso . Non c'è al mondo niente di più bastardo del comunismo , l'ha insegnato la fu Unione Sovietica , insegna ancora oggi la Cina , Il Vietnam del Nord, il Venezuela , Cuba e non ultimi i nostri bastardoni figli del più becero bolscevismo . Hanno di gran lunga soverchiato il Nazismo ed il Fascismo messi insieme .

    Il Pdl: un’infamia segno di follia Il vignettista: «Non volevo offendere»
    di Redazione

    RomaL’Unità, pagina 3. Papà Bobo informa: «Novantasei i membri del governo polacco spariti in un colpo!». La piccola Ilaria commenta: «La solita storia: a chi troppo e a chi niente». L’ultima vignetta di Staino non strappa sorrisi nella maggioranza. Anzi. Ed è bufera politica sul fumettista toscano. Bocche cucite nel Pd, ma forte indignazione nel Pdl per la «vergognosa offesa alle vittime della tragedia aerea», per dirla con le parole di Maurizio Gasparri, il primo a bollare come «segno di follia» la pubblicazione di «infamie simili».
    Di certo, non si può parlare di una svista del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Lo testimonia un passaggio della rubrica «Filo rosso», autografata a pagina 2 dal direttore Concita De Gregorio: «Un sorriso anche nella tragedia: si può. Anzi si deve: trovare ovunque un sorriso, un respiro». Legittimo pensarla così. Ma all’indomani del disastro aereo in terra russa, dove ha perso la vita anche il presidente polacco Lech Kaczynski, il centrodestra denuncia invece in blocco il proprio «sconcerto». Prima e dopo la replica di Staino, che tenta di spiegare: «Non è nel mio stile fare vignette in cui si offendono vittime di tragedie, mi sembrava una cosa così enorme che tutti quanti viaggiassero su un aereo. È questo “troppo” che volevo sottolineare...». Forse, aggiunge, «viene un cattivo pensiero sulle parole di Ilaria, ma se si guarda bene la vignetta si vede che certo non sono allegri, ma tristi, sgomenti». Detto questo, «se poi qualcuna delle vittime si sente offesa mi dispiace, né volevo augurare la morte a Berlusconi».
    Parole che non placano Gasparri: «La risposta peggiora il quadro, perché conferma il desolante cinismo di chi, corroso dal livore contro chiunque, offende i vivi e i morti. Non ha avuto nemmeno il pudore di chiedere scusa». Si associa Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: «C’è da rimanere allibiti dinanzi a una simile caduta di gusto. Quando l’odio contro Berlusconi raggiunge questi livelli, non ci sono neppure parole adeguate per commentare». Le trova Fabrizio Cicchitto: «La vignetta è concepita secondo la tradizione della casa, cioè è ignobile. La cosa più incredibile è che spesso l’Unità s’impanca a dare anche lezioni di politicamente corretto».
    Pollice verso anche da parte dell’Udc. «Di solito le vignette di Sergio Staino sono dirette, pungenti, spesso autocritiche e per nulla compiacenti verso la sinistra», premette Roberto Rao, però convinto che quella pubblicata ieri era «priva di senso dell’umorismo, “scivolando” su una pessima allusione che non ha niente a che vedere con la satira e con lo stile del vignettista. Credo che nessun lettore dell’Unità con un minimo di buon gusto abbia riso di fronte a quel macabro dialogo».


    Il Pdl: un’infamia segno di follia Il vignettista: «Non volevo offendere» - Interni - ilGiornale.it del 12-04-2010
    la giustizia dei Robespierre ancora una volta ha collocato il nostro Paese tra il Ruanda ed il Burundi

  5. #5
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    Predefinito Rif: L'Unità augura la morte di Berlusconi

    Che schifo.

  6. #6
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    Predefinito Rif: L'Unità augura la morte di Berlusconi

    Citazione Originariamente Scritto da orpheus Visualizza Messaggio
    I comunisti possono cambiare pelle ma l'animo rimane sempre quello , cinico e odioso . Non c'è al mondo niente di più bastardo del comunismo , l'ha insegnato la fu Unione Sovietica , insegna ancora oggi la Cina , Il Vietnam del Nord, il Venezuela , Cuba e non ultimi i nostri bastardoni figli del più becero bolscevismo . Hanno di gran lunga soverchiato il Nazismo ed il Fascismo messi insieme .

    Il Pdl: un’infamia segno di follia Il vignettista: «Non volevo offendere»
    di Redazione

    RomaL’Unità, pagina 3. Papà Bobo informa: «Novantasei i membri del governo polacco spariti in un colpo!». La piccola Ilaria commenta: «La solita storia: a chi troppo e a chi niente». L’ultima vignetta di Staino non strappa sorrisi nella maggioranza. Anzi. Ed è bufera politica sul fumettista toscano. Bocche cucite nel Pd, ma forte indignazione nel Pdl per la «vergognosa offesa alle vittime della tragedia aerea», per dirla con le parole di Maurizio Gasparri, il primo a bollare come «segno di follia» la pubblicazione di «infamie simili».
    Di certo, non si può parlare di una svista del quotidiano fondato da Antonio Gramsci. Lo testimonia un passaggio della rubrica «Filo rosso», autografata a pagina 2 dal direttore Concita De Gregorio: «Un sorriso anche nella tragedia: si può. Anzi si deve: trovare ovunque un sorriso, un respiro». Legittimo pensarla così. Ma all’indomani del disastro aereo in terra russa, dove ha perso la vita anche il presidente polacco Lech Kaczynski, il centrodestra denuncia invece in blocco il proprio «sconcerto». Prima e dopo la replica di Staino, che tenta di spiegare: «Non è nel mio stile fare vignette in cui si offendono vittime di tragedie, mi sembrava una cosa così enorme che tutti quanti viaggiassero su un aereo. È questo “troppo” che volevo sottolineare...». Forse, aggiunge, «viene un cattivo pensiero sulle parole di Ilaria, ma se si guarda bene la vignetta si vede che certo non sono allegri, ma tristi, sgomenti». Detto questo, «se poi qualcuna delle vittime si sente offesa mi dispiace, né volevo augurare la morte a Berlusconi».
    Parole che non placano Gasparri: «La risposta peggiora il quadro, perché conferma il desolante cinismo di chi, corroso dal livore contro chiunque, offende i vivi e i morti. Non ha avuto nemmeno il pudore di chiedere scusa». Si associa Daniele Capezzone, portavoce del Pdl: «C’è da rimanere allibiti dinanzi a una simile caduta di gusto. Quando l’odio contro Berlusconi raggiunge questi livelli, non ci sono neppure parole adeguate per commentare». Le trova Fabrizio Cicchitto: «La vignetta è concepita secondo la tradizione della casa, cioè è ignobile. La cosa più incredibile è che spesso l’Unità s’impanca a dare anche lezioni di politicamente corretto».
    Pollice verso anche da parte dell’Udc. «Di solito le vignette di Sergio Staino sono dirette, pungenti, spesso autocritiche e per nulla compiacenti verso la sinistra», premette Roberto Rao, però convinto che quella pubblicata ieri era «priva di senso dell’umorismo, “scivolando” su una pessima allusione che non ha niente a che vedere con la satira e con lo stile del vignettista. Credo che nessun lettore dell’Unità con un minimo di buon gusto abbia riso di fronte a quel macabro dialogo».


    Il Pdl: un’infamia segno di follia Il vignettista: «Non volevo offendere» - Interni - ilGiornale.it del 12-04-2010
    Più o meno si giustificò così anche Vauro quando fece quella macabra vignetta sui morti dell' Aquila ... :giagia:
    Ultima modifica di Antonio Banderas; 12-04-10 alle 11:46

  7. #7
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    Predefinito Rif: L'Unità augura la morte di Berlusconi

    Mica tanto da vignettare : i servizi segreti tengano sotto controllo strada ed emergency che, cogli amici che hanno non si sa mai.

  8. #8
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    Predefinito Rif: L'Unità augura la morte di Berlusconi

    mi pare quasi più probabile la morte dell'Unità con la direttrice tutta chiappe&banalità che si ritrova
    Nulla alle spalle, dubbi sul futuro
    Oggi m'hanno incuXXto...ma con che austerità ragazzi! Roba da signori! Ho ringraziato e chiesto un'altro appuntamento.

 

 

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