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    Predefinito Lettera aperta a Report e alla sua censura legale...

    LETTERA APERTA A
    Amministratore Delegato RaiNet
    p.c. dott.sa Milena Gabanelli
    Redazione Report
    p.c. Admin RAI Community
    p.c. a tutti quelli che ci leggono
    Non avremmo mai pensato di dover scrivere una lettera del genere, non avremmo mai pensato potessero verificarsi gli eventi che stiamo per descrivere, in particolare sul forum di Report. Eventi che, alla luce della loro ultima azione, eticamente inaccettabile, assumono aspetti inquietanti e pongono ulteriori interrogativi.

    Il forum di Report è uno spazio, come è scritto sulla copertina del forum stesso, "dedicato a telespettatori, critici o semplici curiosi, i quali potranno intervenire con le proprie opinioni, idee e commenti, offrendo nuovi spunti di riflessione ed indagine.".

    A un gruppo di utenti, sono stati revocati i permessi per postare, per essere intervenuto e per aver espresso la propria opinione riguardo la denuncia portata da Paolo Barnard (ex giornalista di Report , trasmissione per cui ha lavorato 10 anni) contro la "Censura Legale".

    "Si tratta, in sintesi, dell´abbandono in cui i nostri editori spesso ci gettano al primo insorgere di contenziosi legali derivanti delle nostre inchieste ´scomode´. Si tratta di un fenomeno dalle ampie e gravissime implicazioni per la società civile italiana. Siamo già in tanti colleghi abbandonati e zittiti in questo modo. Ecco come funziona la vera "scomparsa dei fatti", quella che voi non conoscete, oggi diffusissima, quella dove per mettere a tacere si usano, invece degli `editti bulgari´, i tribunali in una collusione di fatto con i comportamenti di coloro di cui ti fidavi; comportamenti tecnicamente ineccepibili, ma moralmente assai meno.Questa è censura contro la tenacia e il coraggio dei pochi giornalisti ancora disposti a dire il vero, operata da parte di chiunque venga colto nel malaffare, attuata da costoro per mezzo delle minacce legali e di fatto permessa dal comportamento degli editori. Infatti oggi in Italia sono gli avvocati dei gaglioffi, e gli uffici affari legali dei media, che di fatto decidono quello che voi verrete a sapere, giocando sulla giusta paura di tanti giornalisti che rischiano di rovinare le proprie famiglie se raccontano la verità ".

    Questa è una parte della denuncia che Paolo Barnard ha fatto girare nel web e che è stato oggetto di apertura di un thread sul forum di Report. Molti utenti vi hanno partecipato, è stata superata quota 30000 visite.

    Si è parlato di manleva (la clausola in cui ci si impegna a sollevare l´editore da qualunque responsabilità legale in solido e che un giornalista freelance è costretto a firmare per lavorare); si è parlato di responsabilità legali di giornalisti, editori e caporedattori; si è parlato dello sfruttamento dei freelance; si è parlato della censura e di quanto questa possa incidere sulla vita dei cittadini.

    Gherardo Colombo ha così commentato l´accaduto: "Mi interessa molto il problema che dalle dichiarazioni di entrambi i giornalisti", (Milena Gabanelli e Paolo Barnard), "sembra affiorare: quello della censura indiretta verso l'informazione, magari approfondita e veridica, ma proprio per questo spesso scomoda, che si attua semplicemente utilizzando il timore dei giornalisti di essere non tanto chiamati a rispondere della correttezza del loro lavoro, ma costretti a sostenere da soli tutte le spese legali a ciò necessarie, trovandosi magari paradossalmente contrapposti allo stesso ente che liberamente si è avvalso dei loro reportages. Emerge che questa censura non ha bisogno neppure di dichiarazioni o di dinieghi, perchè si maschera dietro un meccanismo legale capace di far leva sul timore delle conseguenze personali e familiari che un'inchiesta o un reportage può innescare; si avvale più o meno consapevolmente di autolimitazioni, del buon senso che spinge soprattutto chi tiene famiglia a chiedersi se ne valga la pena."

    Alex Zanotelli invece ha chiesto "che gli editori difendano i loro giornalisti che rischiano per il pubblico interesse, e che si impegnino a togliere le clausole di manleva dai contratti che gli stessi giornalisti sono obbligati a firmare. Questo bavaglio ha e avrà sempre più potere paralizzante sulla denuncia dei misfatti italiani a mezzo stampa o Tv. Questa è una lotta per la libertà di stampa, colonna portante di qualsiasi democrazia".

    Questa discussione è stata, improvvisamente e senza alcun avviso, spostata dalla prima alla quattordicesima pagina del forum di Report grazie a una cambio di criterio di visualizzazione delle discussioni e sono stati cancellati e/o accorpati al thread principale i post insistentemente inseriti in prima pagina dagli utenti che protestavano e chiedevano spiegazioni in merito a questa decisione.

    A seguito di questa veemente protesta, alcuni di noi si sono visti revocare i permessi per postare su tutti i forum RAI (non solo nello spazio dedicato a Report); tutti gli altri partecipanti sono stati ugualmente penalizzati dagli accorpamenti e dalla cancellazione di post e thread sul forum di Report, la cui redazione ha ritenuto di fornire, come unica motivazione, quanto segue: "Abbiamo motivo di pensare che ci sia una volontà mirata ad attaccare la credibilità di un gruppo, costruita in tanti anni di lavoro. Per questa ragione ogni intervento su questo argomento d´ora in poi non sarà pubblicato. Nel forum di Report si scambiano opinioni, critiche e suggerimenti relativi alle puntate che vanno in onda. Si aprono discussioni costruttive e rispettose del lavoro altrui. Se invece qualcuno intende trasformarlo in un luogo di livori personali, pettegolezzi, o altro, saremo costretti a chiuderlo".

    Siamo noi quella "volontà mirata ad attaccare la credibilità di un gruppo"?

    Non c´è mai stata alcuna intenzione di denigrare o dileggiare Report e la dott.sa Milena Gabanelli, non c´è mai stata l´intenzione di attaccare la credibilità del gruppo, non sono state scritte offese, non sono stati violati i regolamenti della community. Sono stati posti spunti di riflessione, pareri personali e domande che non hanno ottenuto risposta. (Alcuni di noi, in verità, hanno trovato offensivi alcuni interventi di Milena Gabanelli e Bernardo Iovene e, se ritiene, possiamo fornirli).

    Per questo un gruppo di noi utenti, con permessi revocati e non, ha deciso di mettere in atto alcune forme di protesta. Abbiamo aperto due thread nel forum di Report: "Sbannate i bannati" e "riammissione bannati" in cui abbiamo chiesto alla redazione di Report e a Milena Gabanelli alcune spiegazioni e la riammissione degli utenti tacitati, in nome della libertà d´espressione e contro ogni forma di censura. Abbiamo organizzato uno sciopero dei post. Abbiamo, ripetutamente, inviato mail e messaggi alla redazione, al Team Community, a Milena Gabanelli e agli Admin per esprimere il nostro sconcerto nei confronti dei provvedimenti messi in atto. Non abbiamo ottenuto risposta alcuna.

    Dopo dodici giorni di protesta la Redazione di Report ha aperto un nuovo thread, blindato per comunicare che "I bannati sono stati tutti riammessi ieri mattina (17 marzo)".

    NON E' VERO! Chi di noi si è visto revocare la possibilità di postare, ancora non può farlo.

    L´atto che vuole farci passare come graziati ad un passo dal patibolo non fornisce le spiegazioni che chiedevamo. Al contrario pone nuove e più inquietanti domande; reitera i metodi arbitrari utilizzati per tacitarci, non spiegando le motivazioni della differenza di trattamento tra noi e alcuni altri che violano costantemente le regole di comportamento; sembra che lanci nuovamente accuse ingiustificate verso semplici utenti il cui unico torto è stato quello di voler fare domande per capire, credendo, fortemente, nella libertà di opinione; pone la Redazione di Report al livello di un monarca da cui dipendono vita e morte dei sudditi ai quali concedere la sospensione di pena (in realtà poi neanche concessa); pretende di ipotecare il nostro diritto di parola, anche per il futuro.

    Questo atteggiamento ci ha, ancora di più, offesi e indignati!

    Non possiamo e non vogliamo accettare che l'immagine di Milena Gabanelli, della Redazione di Report e della RAI debba essere costruita a danno dei suoi utenti.

    Siamo convinti che ciò che Barnard ha scritto e quello che ha detto in una sua intervista su Arcoiris Tv non riguardi soltanto gli aspetti della sua vicenda. Crediamo infatti vi siano implicazioni su tutto il Sistema Italia: i fondi per la Ricerca; il ricatto per lavorare al quale tutti sono sottoposti dagli operai della Thyssen ai Giornalisti; l´adesione acritica ai guru di turno; lo sfruttamento; i finti spazi liberi dell'Informazione; la lobby degli studi legali; la connivenza di parte della Giustizia; il nostro diritto ad essere informati integralmente, senza preventive "Censure Legali", e a poter esprimere i nostri dissensi, sempre e ovunque, da cittadini attivi e protagonisti. Denunciamo un Sistema che paralizza le nostre coscienze, una ragnatela, dalla quale non usciremo, se non riappropriandoci della nostra capacità di riflessione, di giudizio, della nostra indipendenza.

    Per tutte queste motivazioni chiediamo il Suo intervento perché agli utenti interessati vengano restituiti i permessi per postare e perché i rapporti tra le Redazioni e gli utenti dei forum diventino, finalmente, trasparenti, corretti e liberi, nel rispetto del nostro inderogabile diritto di parola e di opinione, da poter manifestare e condividere nello spazio offerto dal servizio pubblico.
    Alla prossima puntata (1- continua)
    Firmatari (in ordine alabetico)

    Paolo Rossi Barnard - nick barnard - permessi revocati
    Francesco Beato - nick franca mente (permessi revocati) - nick FRANKmente (permessi revocati) - nick francamentix (permessi revocati) - nick francamentix17 (permessi revocati)
    Marisa Conte - nick Marisetta - permessi revocati
    Salvatore Marcello - nick dp0 - permessi revocati
    Francesco Tumbarello - nick Foucault - permessi revocati

    M. Gabriella Alfano - nick lupetta69 - sostenitrice
    Renato Comolli - nick panoramix - sostenitore
    Antonio Conte - nick acorsi - sostenitore
    Simona Fierro - nick Simona_REArte - sostenitrice
    Fabio Gaffo - nick gnaffetto - sostenitore - vari post cancellati
    Silvia Innocenzi - nick Silvia I. - sostenitrice
    Marika Marchi -nick marikkina - sostenitrice
    Enrico Nannetti - nick enrico.nannetti - sostenitore
    Roberto Pinzi - nick Roberto Pinzi - sostenitore
    Aparecido Versolato - nick aparecido - sostenitore
    20 marzo 2008

  2. #2
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  3. #3
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    Ho seguito la vicenda di Censura Legale. La faccio breve. Sono scioccata dalla condotta della redazione di Report, che fa cose che non avrei mai pensato possibili da parte di Milena Gabanelli. Quanto da loro fatto a Barnard e ai partecipanti che lo condividevano è un attacco allo Stato di Diritto italiano. E' gravissimo, oltremodo perché viene fatto da chi dovrebbe difenderlo lo Stato di Diritto sui nostri schermi tv. Su questa linea, moralmente non vedo differenze fra quanto fatto dalla polizia al G8 di Genova e le azioni di Report in questo caso.

    CHE FARE IN CONCRETO

    Invito tutti coloro che hanno a cuore il futuro dei nostri diritti, di postare all'infinito sul forum di Report e come nuova discussione l'ultimo testo "Ecco chi diffama Report" di Paolo Barnard (qui sotto in copia), ogni volta che verrà cancellato. Fatelo. Ne va del nostro futuro di liberi partecipanti al libero dibattito, che è il succo della libertà del cittadino. Fatelo.

    Alessandra
    ___________

    Sono Paolo Barnard.

    La censura con cui Milena Gabanelli mi ha zittito (assieme a molti altri cittadini e da lei ammessa pubblicamente nel suo 'Importante Questione Barnard' - forum Report) mi impedisce oggi persino di visualizzare questo forum. Un messaggio mi informa che "Il tuo account è stato temporaneamente sospeso. La sospensione terminerà il 29 Jun 2008". Mi è negato altresì qualsiasi accesso ai forum della RAI, il primo prezzo che pago per averne denunciato le dubbie condotte legali a scapito della libera informazione.

    Questo atto illiberale e inaudito non solo testimonia che la Redazione di Report mente quando dichiara che "I bannati sono stati 'sbannati' il 17 marzo", ma prova oltre ogni dubbio e per chiunque abbia i minimi requisiti del senso morale che gli unici oggi a ordire piani per diffamare Report e il suo lavoro sono Milena Gabanelli e i suoi complici attraverso i loro atti inconsulti e da 'giunta birmana'.

    E' incredibile che proprio chi si occupa a tempo pieno di 'libera' informazione nel contenitore di Report non abbia ancora compreso l'assoluta inutilità della censura del dissenso e delle critiche. Più ci imbavagliate più ci date voce.



    Questo messaggio è stato cancellato almeno un paio di volte dal forum di report...

  4. #4
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    Pure da grillo qualsiasi intervento sul suo blog, viene tempestivamente cancellato....

    Che siano stati toccati i tasti giusti?
    Io credo proprio di sì, qui la censura è veramente una morsa sull'informazione!

    Qui la prima intervista di Paolo Barnard:
    http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Unique&id=9128


    Ragazzi se avete a cuore veramente la libera informazione, fate vostra questa battaglia!

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da francamente Visualizza Messaggio
    Questo messaggio è stato cancellato almeno un paio di volte dal forum di report...
    Prova a fare qui su POL quello che fate su Report....

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Antiglobal Visualizza Messaggio
    Prova a fare qui su POL quello che fate su Report....
    postare domande?
    o parli di dimostrare le scemenze?

    O parlavi di spam?
    quello che stai facendo tu aprendo discussioni tutte uguali ogni giorno?

    Devi essere più chiaro...

  7. #7
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    REPORT CENSURA "CENSURA LEGALE"

    I FATTI, LA STORIA



    Il 9 febbraio 2008, il giornalista Paolo Barnard lancia in Rete una denuncia contro la cosiddetta Censura Legale e cioè, la minaccia alla libertà di stampa derivante dal timore degli editori di essere coinvolti in rivalse giudiziarie con richieste di risarcimento danni, a causa dei servizi “scomodi” che essi pubblicano o mandano in onda (link1). Si tratta di un pericolo crescente e gravissimo alla libera informazione che sta creando in Italia un duopolio inaccettabile: già vi sono infatti poche testate e relativi giornalisti che possono dire ciò che vogliono poiché ricche a sufficienza per poter ovviare a Censura Legale e, poi, vi sono quelle che invece non se lo possono permettere, divenendo di fatto tacitate in diverse istanze. Non è difficile comprendere che, in un tale sistema, a informare con ampio raggio d’azione saranno sempre più solo i ricchi media commerciali che sono, però, notoriamente condizionati dagli interessi dei forti gruppi finanziari e industriali che li finanziano. Mentre penalizzati saranno i “piccoli”, gli indipendenti, gli editori in Rete, che di norma lavorano con bassi budget ma che spesso sono i più coraggiosi nella ricerca della “verità”. Si delinea così un futuro per l’informazione del tutto inquietante.

    A partire dunque dal 9 febbraio, Censura Legale si diffonde in Rete, con grande velocità, su un ampissimo numero di siti e blog, fino ad approdare in meno di 10 ore sul forum della trasmissione Report di RAI3, condotta da Milena Gabanelli. Come avrete letto nel link1, Paolo Barnard, per illustrare i meccanismi di Censura Legale, parte da una sua infelice esperienza che lo vede contrapposto proprio alla RAI, a Report e a Milena Gabanelli, di cui denuncia la complicità in questo tipo di imbavagliamento dell’informazione per vie giudiziarie. Sul forum sopraccitato prende vita quindi una discussione, animata da cittadini e spettatori (link2), in cui la stessa Milena Gabanelli interviene ripetutamente, seguita sempre dalle repliche di Paolo Barnard (link3). I termini del dibattito e delle richieste di chiarimenti posti alla conduttrice di Report sono allarmati e densi di incredulità, data la fama di cui essa gode, assieme al suo format, come ‘paladini’ della libertà d’informazione in Italia.

    Oltre a ottenere un numero di letture da record (oltre 30.000), tale discussione sul forum di Report ospita alcuni interventi di personaggi noti, fra cui quelli dell’ex magistrato Gherardo Colombo e del missionario Alex Zanotelli (link4), del giornalista Giovanni Minoli (link5) e viene rilanciata dai blog di Sabina Guzzanti (link6), di Oliviero Beha (link7) , di Sandro Gilioli (link8) e di moltissimi altri, come già detto. Si registra tuttavia, e nonostante la pregnanza del tema nell’ambito della libertà d’informazione di questo Paese, il silenzio di tutta la stampa di sinistra e centro sinistra, con episodi ben documentati di rifiuto categorico di parlarne (link9). Silenti sono anche due nomi assai noti della contro informazione, Beppe Grillo (verifica la censura di Grillo sulla vicenda (link10) e Marco Travaglio (link11). Si profila così una chiusura a riccio dei sopraccitati in difesa acritica di una loro collega ma, soprattutto, l’indisponibilità degli editori a mettersi in discussione. Inerti sono anche l’Ordine dei Giornalisti, la Federazione della Stampa e i giornalisti stessi i quali, in diverse istanze, manifestano a Barnard la loro preoccupazione ma anche la loro indisponibilità ad esporsi. I costi professionali sarebbero proibitivi.

    Poi un giorno, inaspettatamente, i partecipanti alla discussione di cui sopra scoprono che il contenitore su Censura Legale con i loro tantissimi interventi è sparito dalla prima pagina del forum di Report. Dopo una rapida verifica informatica, alcuni utenti esperti scoprono che la redazione del programma ha inspiegabilmente cambiato il criterio di visualizzazione delle discussioni, mutandolo da “mostra discussioni ordinate per data ultimo messaggio” a “mostra discussioni ordinate per data inizio discussione”, così che la discussione su Censura Legale, pur essendo frequentatissima e accesissima, è rotolata a pagina 14 del forum. Inoltre, essendosi accese altre discussioni sullo stesso tema, a testimonianza della sua centralità d’interesse, anche queste risultano scomparse e si scopre che sono state accorpate alla discussione principale finita a pag. 14, in una babele incomprensibile. Ma perché questo?

    La risposta giunge rapida non appena una manciata di partecipanti manifesta il proprio forte disappunto alla redazione di Report e a Milena Gabanelli. Infatti, tanti loro messaggi di protesta scompaiono letteralmente dal forum appena dopo essere stati inviati (link12). Si tratta dunque di un atto deliberato di censura ai danni del tema Censura Legale e delle opinioni di alcuni partecipanti, fortemente critici nei confronti della conduttrice di Report; l’atto è compiuto dalla redazione stessa. La conferma di ciò arriva dopo poco in un post blindato di Milena Gabanelli, in cui ella adduce le sue ragioni per un simile comportamento, peraltro attuato su un forum dell’emittente pubblica nazionale deputato per eccellenza al libero dibattito (link13). Contestualmente, alcuni cittadini coinvolti in questa vicenda, fra cui lo stesso Paolo Barnard, vengono addirittura “bannati” (cioè banditi) dal forum stesso, ovvero gli si impedisce radicalmente di scrivervi le proprie opinioni (es. link14link15 - link16). Nel caso del giornalista, gli viene addirittura impedito di visualizzare la pagina internet del forum di Report (link17 - link18).

    Il “popolo” dei cittadini, in tal modo messo a tacere, reagisce con crescente indignazione e incredulità a questa censura e, in particolare, alle ragioni addotte da Milena Gabanelli a giustificazione di quanto ella sta facendo (link19). Essi sono sempre memori del fatto paradossale che vede proprio la “paladina” della libertà d’informazione italiana censurare senza tregua le loro legittime domande. Di fronte al conseguente ostinato silenzio della medesima, che rifiuta qualsiasi dibattito diretto coi suoi spettatori dissidenti sia su Censura Legale che sul resto, e di fronte al reiterarsi continuo delle censure anche di coloro fra essi che ancora possono intervenire sul forum, il gruppo dei “bannati” decide di costituirsi in un comitato, affiancato da sostenitori.

    L’unica ulteriore reazione da parte della conduttrice di Report, a questo punto, ha come risultato di lasciare sconcertata la compagine dei cittadini censurati. La Redazione di Report, in data 18 marzo 2008, pubblica sul forum un intervento dove annuncia che “i “bannati” sono stati tutti riammessi” (link20) ma dove reitera quelle stesse argomentazioni per il suo agire che il gruppo sopraccitato già aveva ripudiato con sdegno tempo prima. Incredibilmente, si scopre da lì a pochissimo che in realtà quasi nessuno è stato riammesso e, anzi, che la redazione di Report persiste nel cancellare, nell’accorpare, e nel far sparire in ogni modo molti degli interventi di protesta che, da diverse parti, ancora piovono sul forum.

    Il gruppo dei cittadini “bannati” decide quindi di redigere una esaustiva lettera di protesta inviata, oltre che a Report, ai responsabili del sito internet della RAI e ai Presidenti di Camera e Senato (link21). A oggi quella lettera non ha ricevuto la benché minima attenzione da alcuno, in particolare da Milena Gabanelli, che nega ogni possibile confronto e risposta, e che persiste nel violare il diritto di quel gruppo di cittadini imbavagliati di poter continuare a esercitare le proprie prerogative costituzionali anche sul forum di una trasmissione dell’emittente pubblica italiana.


    Conclusioni.

    Questi sono i fatti, documentati. Riteniamo che quanto accaduto da quel 9 febbraio 2008 a oggi vada molto oltre i confini dello scontro fra due giornalisti e del coinvolgimento di alcuni cittadini interessati. Ci troviamo di fronte, innanzi tutto, al tentativo da parte di RAI, Report, Milena Gabanelli e di gran parte della stampa ed editoria italiana, di mettere a tacere il fenomeno della Censura Legale e l’allarme estremo che esso deve suscitare in chiunque abbia a cuore il proprio diritto di essere informato della verità dei fatti che ne condizionano l’esistenza. Non possiamo che eccedere nel sottolineare la gravità di questo tentativo di imbavagliare quell’allarme, poiché esso tocca le vite della totalità dei cittadini di questo Paese, e il futuro dei loro figli. Assieme alla libertà di stampa e di opinione è in gioco la tutela della democrazia, nientemeno.

    In secondo luogo, ci preoccupa moltissimo la replica dei metodi tipici dei Sistemi di potere, consolidati e antidemocratici, attuata in questa vicenda proprio da colei che ha dedicato l’intera vita professionale a denunciarli. Questo apre scenari inquietanti sull’affidamento acritico di centinaia di migliaia di cittadini in buona fede a personaggi pubblici cosiddetti “liberi”, “nuovi”, “affidabili”. Se finiremo per scoprire che, in alcuni casi, “il nemico marcia alla nostra testa” col nostro inconsapevole plauso, quello sarà certamente il peggior giorno per le speranze italiane di un futuro migliore.

    Vi invitiamo a farvi una vostra opinione su questi accadimenti che riteniamo di primissimo piano.
    Ma per coloro che riterranno imperativo anche l’intervenire a tutela propria, del proprio avvenire e della libertà di informazione in questo Paese, ecco cosa è possibile fare nell’immediato: tre cose.

    1) Divulgate a chiunque lo ritenete opportuno questa realtà. Dibattetene.

    2) Scrivete ai media, ai loro editori, manifestando la vostra preoccupazione per la Censura Legale.

    3) Iscrivetevi al forum di Report e partecipate, continuativamente, alla discussione che porta il titolo “Report censura “Censura Legale” – i fatti, la storia”, per mantenerla viva fino all’ottenimento della riammissione al forum di tutti i censurati e di risposte esaustive da parte della RAI, di Milena Gabanelli e della redazione di Report su Censura Legale e sulle sue nefaste conseguenze. Ribadiamo, però, che solo la vostra partecipazione continuativa nel tempo a quella discussione potrà sortire qualche speranza di ottenere giustizia e tutele per tutti gli italiani a lungo termine.

    Ne va del nostro e del vostro futuro. Prima che sia troppo tardi.

    Grazie

    Firme.

    Paolo Barnard – nick barnard

    Francesco Beato – nick franca mente

    Giambattista Carta - bista

    Claudio Chicco - CLAUDIO79

    Renato Comolli – nick panoramix

    Antonio Conte – nick acorsi

    Marisa Conte – nick Marisetta

    Simona Fierro –nick Simona_REArte

    Uriele Flamigni – nick Foki

    Massimo Guerra – nick Mr Jones

    Silvia Innocenzi – nick Silvia I.

    Silvia Kuchler – nick Sally52

    Salvatore Marcello – nick Dp0

    Roberto Pinzi – nick Roberto Pinzi

    Francesco Tumbarello – nick Foucault

  8. #8
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    Ciao ragazzi, da oggi il forum di Report non è più raggiungibile, non si sa il perchè, spiegazioni zero. ma non funziona più...

    Insomma, zittite per sempre le proteste...

  9. #9
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    Tanto ci sono altri forum, possono censurare un forum ma non possono censarure tutta la rete perchè internet è libera.

    Citazione Originariamente Scritto da francamente Visualizza Messaggio
    Ciao ragazzi, da oggi il forum di Report non è più raggiungibile, non si sa il perchè, spiegazioni zero. ma non funziona più...

    Insomma, zittite per sempre le proteste...

  10. #10
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    “Chiuso il forum di Report, in risposta alla civile protesta dei censurati. Siamo a questo, siamo alla ‘Birmania’ in casa Gabanelli, Piero. Puoi trovare ogni dettaglio cancellato da Report QUI. Per reagire, per TE STESSO, per la tua libertà, scrivi a Report e ai media. Ancora grazie”. Paolo Barnard.
    Post scriptum
    ieri ho cercato il giornalista Paolo Barnard per un’intervista sul suo caso di “censura legale”, con annessa vertenza con la Rai e polemica con Milena Gabanelli. Il Caso Barnard, che ha già fatto il giro della Rete, riguarda la residua libertà di inchiesta giornalistica in Italia e merita di essere conosciuto, approfondito e dibattuto, senza censure. Le righe di sopra sono una sua mail, arrivatami oggi pomeriggio. Torneremo sul tema. Intanto al link indicato sono riepilogati i fatti.




    Si aggiunge anche Piero Ricca alla lista delle persone che si sono interessate al tema:
    http://www.pieroricca.org/2008/04/03/il-caso-barnard/

 

 
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