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    SENATORE di POL
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    Predefinito Secondo Prodi il Financial Time scrive "infamie"......ah sta stampa estera pollista!

    da www.ilfoglio.it

    " Un Prodi da pretura
    Piccata difesa dalle accuse piuttosto serie del Financial Times.
    --------------------------------------------------------------------------------
    Bruxelles. “Cherchez la femme? Cherchez le français!”. Il funzionario inglese della commissione di controllo di bilancio del Parlamento europeo parafrasa la massima di Alexandre Dumas per commentare la vicenda che ha colpito la Commissione Prodi, coinvolgendo due funzionari francesi. Yves Franchet, direttore generale di Eurostat (l’istituto europeo di statistica), e Daniel Byk, a capo di uno dei sei dipartimenti dell’organismo, dovranno rispondere all’accusa di aver sottratto fondi pubblici per circa 900 mila euro. L’inchiesta è stata aperta dalla procura di Parigi: le presunte malversazioni sarebbero avvenute nell’ambito di un trasferimento di fondi da Eurostat a una società francese. “Rubbish”, spazzatura, secondo l’esecutivo, che ha notificato le inevitabili smentite. Miele, invece, per il quotidiano britannico Financial Times, che ha aperto l’edizione di ieri proprio su questa notizia, puntando direttamente al presidente della Commissione, Romano Prodi, accusato di “sapere più di quanto non abbia ammesso finora”. Non ha avuto mano leggera il FT titolando: “Prodi tirato dentro lo scandalo del saccheggio di Eurostat”. Naturale quindi che, fin dalle prime ore del mattino, al Breydel – l’immobile che ospita l’esecutivo europeo – regnasse un certo nervosismo. Comprensibile: nel palazzone di Bruxelles i ricordi della vicenda che travolse la commissaria francese Edith Cresson, facendo cadere l’intero collegio guidato da Jacques Santer, sono ancora freschi. Così, dopo le giustificazioni di rito, la macchina dell’esecutivo si è messa in moto per rispondere punto per punto alle notizie riportate dal quotidiano della City: è stata la stessa Commissione, dicono al Breydel, a chiedere all’Ufficio antifrodi di Bruxelles, l’Olaf, di avviare un’inchiesta sulle presunte malversazioni. E l’Olaf, secondo Pedro Solbes, commissario agli Affari economici (da cui dipende Eurostat), avrebbe informato la Commissione delle presunte frodi soltanto a inizio maggio. Potevano non sapere. Inoltre, i due imputati francesi si sono autosospesi per scrupolo di chiarezza. Occorre aggiungere, ripetono al Breydel, che il FT non ha esattamente buoni rapporti con l’esecutivo dell’Unione. Anzi: Prodi ieri si sbilanciava in dichiarazioni contro i “giornali che da anni partecipano attivamente e in modo partigiano alla lotta politica europea”. Ma la principale fonte del quotidiano londinese sono proprio i due accusati, cui la Commissione ha garantito, almeno fino a maggio, la copertura delle spese legali. In un’intervista ripresa dal FT, Franchet ha infatti tirato in ballo proprio Prodi e tre commissari: la tedesca Michaele Schreyer, Bilancio, lo spagnolo Solbes, e l’inglese Neil Kinnock, incaricato della riforma amministrativa: sarebbero stati tutti “costantemente tenuti al corrente dei fatti”. I tre euroministri ieri in mattinata erano al Parlamento europeo per respingere le accuse. Gli eurodeputati li hanno messi alle strette, denunciando che i risultati delle prime inchieste interne erano noti da più di tre anni. Al di là dei fatti, la vicenda rischia di minare la credibilità dell’esecutivo. Innanzitutto perché la Commissione ha già dovuto affrontare il caso di Marta Andreasen, l’alta funzionaria spagnola allontanata perché in pieno dissenso con la gestione amministrativa, dopo aver detto che i bilanci europei erano approssimativi. In secondo luogo, perché altri dossier scomodi potrebbero aprirsi, di qui a breve, sull’amministrazione: ad esempio, la desamiantizzazione dell’immobile Berlaymont di Bruxelles, un appalto miliardario su cui la magistratura belga ha aperto un’inchiesta. In terzo luogo, perché tre casi sospetti di malversazione generano diffidenza nell’opinione pubblica. Gli altri problemi Oltretutto Eurostat, feudo francese da quasi vent’anni, ha un’importanza strategica perché distribuisce ai Quindici le pagelle sui conti e sull’allineamento ai parametri di Maastricht. Franchet, 64 anni, dopo tre lustri alla guida dell’istituto, si appresta a lasciare l’incarico per raggiunti limiti di età. E il suo posto fa gola a molti paesi, tra i quali l’Italia. A complicare ulteriormente la situazione potrebbero arrivare iniziative del Parlamento europeo, desideroso di esercitare una delle poche prerogative che gli spettano: quella di approvare la corretta esecuzione del bilancio della Commissione. Nel 1999 all’Assemblea sfuggì il controllo della situazione e Santer e la sua squadra dovettero dimettersi. Prodi, appena insediato, ha rivendicato la possibilità di “licenziare” i singoli commissari, ipotesi invece non contemplata nel regolamento del 1999 (che dava al Parlamento europeo il potere di approvare o bocciare il collegio esecutivo soltanto per intero). E, secondo gli osservatori a Bruxelles, difficilmente il presidente si lascerà travolgere da un articolo di giornale. Poteva non sapere.
    "

    Saluti liberali

  2. #2
    SENATORE di POL
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    Predefinito

    dal quotidiano di Torino...

    " La Stampa del 18/06/2003


    --------------------------------------------------------------------------------
    «Siluro di chi partecipa attivamente e in modo partigiano alla lotta politica»

    Prodi, attaccato, reagisce: «Un'infamia»
    Trascinato dal «Financial Times» nello scandolo Eurostat
    Enrico Singer
    --------------------------------------------------------------------------------

    "Prodi trascinato nello scandalo del saccheggio di Eurostat". Il "Financial Times" ha aperto con questo titolo la sua prima pagina di ieri e a Bruxelles è scoppiato un pandemonio. "Il titolo è infamante", ha subito reagito il presidente della Commissione. "Tanto più che non corrisponde al contenuto dell'articolo. Perché nell'articolo non c'è niente". E allora, perché questo attacco? "Siamo in una fase di fine legislatura", commenta Prodi, e non c'è da stupirsi se partono siluri "soprattutto da giornali che da anni partecipano attivamente, e in modo partigiano, alla lotta politica europea". Se il capo dell'esecutivo europeo si ferma qui, il suo portavoce non esita a definire "accuse spazzatura" quelle mosse dal "Financial Times" e spiega, lettere ufficiali alla mano, che è stata proprio la Commissione a denunciare all'Olaf - l'ufficio anti-frodi della Ue - tutta la vicenda.
    E' una vicenda che ha già portato, un mese fa, alle dimissioni del direttore generale di Eurostat, Yves Franchet, e di uno dei suoi vice, Daniel Byk, e all'apertura di un'inchiesta giudiziaria da parte del tribunale di Parigi al quale 1'Olaf ha passato quanto ha scoperto sui due alti funzionari che sono di nazionalità francese. Una storia di contratti di appalto concessi a società "amiche" che all'epoca avrebbero fruttato poco meno di due miliardi di lire di fondi neri finiti in un conto segreto del Granducato di Lussemburgo dove ha sede Eurostat, che è l'istituto statistico europeo. Ma una cosa è lo scandalo, che segue ormai il suo iter giudiziario, e un'altra è il tentativo di coinvolgere il presidente della Commissione accusandolo di "sapere di più di quanto ammesso". E la reazione di Prodi distingue questi due aspetti: "seria preoccupazione" per lo scandalo, indignazione per l'attacco politico.
    A Palais Breydel, sede dell' esecutivo europeo, si parla di "grande voglia inglese di massacrare anche questa Commissione". Le dietrologie nello staff della presidenza s'intrecciano.
    "Qualcuno vuole duplicare lo scandalo Cresson per colpire l'istituto della Commissione che ha riacquistato credibilità ed è tornato a essere il motore dell'attività europea". Lo scandalo Cresson è quello che portò alle dimissioni dell'esecutivo guidato dal lussemburghese Jacques Santer. Edith Cresson, commissaria socialista francese alla Ricerca, fu accusata di avere concesso al suo dentista - e, secondo le voci di allora, anche intimo amico - un ben remunerato incarico di consulente. Era la primavera del 1999 e, in autunno, fu proprio Romano Prodi a prendere il posto di Santer annunciando un programma di grandi riforme interne e di "tolleranza zero" contro le frodi.
    Per questo l'attacco brucia di più. "Franchet non ha mai informato Prodi delle irregolarità a Eurostat", ha detto ieri il portavoce del presidente replicando a una delle accuse del "Financial Times". E ha mostrato la lettera con la quale, al contrario, Prodi precisava già il 13 settembre del 2002 che l'ufficio anti-frodi era stato attivato dalla Commissione un anno prima di qualsiasi rivelazione di stampa. Anche gli altri tre commissari interessati al caso per il loro ruolo - l'inglese Neil Kinnock (Riforme istituzionali), la tedesca Michaele Schreyer (Bilancio) e lo spagnolo Pedro Solbes (Affari economici) - si sono presentati ieri mattina di fronte alla Commissione bilancio del Parlamento e hanno promesso tutti i provvedimenti necessari se l'indagine in corso dimostrasse responsabilità precise.
    I due funzionari, per parte loro, negano ogni accusa. Sostengono che i contratti erano regolari: realizzati secondo una consuetudine europea perché l'amministrazione non ha il personale sufficiente, non può assumerlo per non ingrossare gli organici e si rivolge per questo a società private esterne. Yves Franchet, poi, è uno dei mostri sacri dell'euroburocrazia: direttore generale di Eurostat per sedici anni consecutivi, è stato messo da parte adesso quando era a tre mesi dalla pensione. E di sicuro ha voglia di dare battaglia. Lo scandalo potrebbe riservare nuove, velenose, puntate.
    "


    Saluti liberali

  3. #3
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    Predefinito Dopo il Prodi da....

    ....Pretura, ecco il Cav. da stadio!


    Milano. Ecco la preda.
    Sfiancata dalla lunga caccia, dissanguata dal tiro al bersaglio, intossicata dai veleni e appesantita dal suono del corno degli inseguitori? Invece no. Silvio Berlusconi è stato metà lione e metà golpe (volpe). In quest’aula di tribunale, la seconda puntata del contrattacco non ha risparmiato nessuno, né gli accusatori né i pm, e ha disorientato, per un momento, anche il presidente della corte, Luisa Ponti.
    Alla quale “l’imputato Berlusconi Silvio” fa notare – subito, tanto per gradire – che non spetta ad alcun giudice stabilire se un impegno del governo è importante o no. “Inaccettabile”, ha
    tagliato corto, riferendosi alla decisione con la quale la Ponti aveva messo in discussione, mercoledì scorso, la richiesta di un rinvio per “legittimo impedimento”.
    E’ probabile comunque che i due non si incontrino tanto presto. La prossima udienza è stata fissata per il 25 giugno e se nel frattempo, come tutto lascia prevedere, il lodo Maccanico diventerà legge, il presidente del Consiglio godrà automaticamente della improcedibilità prevista per le cinque alte cariche dello Stato. Il processo potrà riprendere, ma solo quando l’imputato non avrà più un ruolo istituzionale; e al tribunale presieduto dalla Ponti non resterà che emettere la sentenza contro coloro – Cesare Previti, Renato Squillante, Attilio Pacifico e Filippo Verde – che prima dello stralcio erano i coimputati di Berlusconi e che ora sono rimasti laggiù, nello sfondo.

    Le luci inquadrano la preda, appunto. Che oggi non fugge e mordicchia. Cattiva, svelta. Apre con l’attacco alla Ponti, ricorda che “il fango buttato sul premier è fango gettato sul prestigio dell’Italia”, e mira dritto a chi ha montato e sostenuto questo processo.
    La partita si rovescia e quelli che erano i cacciatori cominciano a sentire qualche affanno.
    Fin dalle prime battute, quando riaffiora l’affare Sme, quella vendita promessa nel maggio dell’85 da Romano Prodi, presidente dell’Iri, a Carlo De Benedetti, padrone della Cir ed editore di Repubblica (promessa fatta via Dc di De Mita). Un malaffare, secondo Berlusconi. E non solo per il “prezzo vile” e per i sospetti di tangente di cui hanno parlato e continuano a parlare i ministri del governo Craxi (per ultimo il professore Francesco Forte, con una lettera nella quale sostiene che De Benedetti, in virtù dei soldi versati alla Dc per la campagna elettorale del 1983, pensava di comperare la Sme “con le stesse modalità con cui Totò voleva comprare il Colosseo”).
    Ma anche per la fragilità di un contratto che “garantiva solo l’acquirente”.
    “Eccolo”, dice sventolando, show di classe, le quattro paginette del documento sottoscritto da Prodi e De Benedetti. “Pensate – spiega – che per la vendita della sola Pavesi, nel 1991, vi furono 33 incontri e un accordo lungo 67 pagine. Per la cessione del più grosso colosso alimentare, cioè dell’intera Sme, ci furono solo due incontri e quattro paginette di contratto. Per l’affitto di un monolocale di pagine ce ne vogliono molte di più”.

    La “finta registrazione” del bar Mandara
    Berlusconi a farsi sbranare proprio non ci sta. E risponde per le rime sia a De Benedetti – che parla di risarcimenti ma che in un libro intervista, mai ripreso da Repubblica, ha raccontato in prima persona le “gaffe” e i sospetti tra i quali l’affare Sme maturava – sia a Romano Prodi. Sul presidente della Commissione europea però adotta una sorta di sospensione. “Dei rapporti con De Benedetti potrei dire altre cose ma la mia posizione istituzionale me lo sconsiglia”, conclude, ricordando che per i prossimi sei mesi lui e Prodi saranno comunque intenti a collaborare “per il prestigio dell’Italia”. Si guarda bene dall’abbassare i toni, invece, quando parla del processo.
    “Non c’è il morto e non c’è l’arma del delitto”, dice. Ci sono invece tanti misteri. Come le rivelazioni di Stefania Ariosto, “una mitomane, assediata da un mare di debiti”.
    O come il ruolo avuto da Vittorio Dotti, amico dell’Ariosto ed ex capogruppo di Forza Italia. O come la “finta registrazione” del bar Mandara, a Roma, “dove due poliziotti dicono di avere sentito il giudice Squillante fare il mio nome: ma la registrazione non c’è e il disco, sul quale avrebbe dovuto essere, è stato distrutto”. “Se un qualunque cittadino, senza le coperture che ha l’accusa, avesse inquinato così le prove marcirebbe in galera”, sentenzia.

    E’ la batosta finale. Con la quale la preda cattura il primo dei cacciatori, Ilda Boccassini, da otto anni pubblico ministero del processo, e sempre contraria ad aprire quel fascicolo – il 9520 – nel quale, secondo Berlusconi, sono nascoste le prove a suo favore: per esempio le deposizioni rese dai colleghi di Renato Squillante al sostituto Paolo Jelo, inviato dalla procura di Milano a Roma “per cercare le prove, mai trovate, dei processi aggiustati”.
    Sorpresa da tanto parlar chiaro, Ilda la rossa, tenta di inseguirlo con una domanda. Ma il premier ha già salutato la Corte, e con cortesia invita la Boccassini a Palazzo Chigi, promettendo che, se sarà il caso, tornerà il 25: a Roma lo aspetta il premier greco, Costas Simitis, per un incontro al vertice dell’Europa, verso Salonicco.


    Il quale, in serata, dichiara:”Il governo Berlusconi è legittimo e la Ue non interferisce negli affari interni degli Stati”.
    Risposta data al “giornalista” che gli chiedeva se si sentisse “in imbarazzo” a incontrare a Palazzo Chigi il premier.

    saluti

  4. #4
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    Predefinito Difese...

    ...parallele.

    Un fantastico martedì 17 per il Cav., che aveva promesso di andarci piano, invece come al solito ci è andato forte, ma senza esagerare, ed è uscito da mattatore per la seconda volta da un processo insensato che gli fu montato contro nel ’96, vigilia di elezioni due anni dopo il ribaltone. Ha detto: contro di me solo fango, niente prove, congiura politica nata nel mio vecchio entourage e raccolta da magistrati e politici e giornalisti faziosi.
    Nelle stesse ore Romano Prodi, che Silvio Berlusconi non ha tirato in ballo oltre misura per carità di patria, letteralmente, diceva più o meno le stesse cose di accuse rivoltegli dal Financial Times nel contesto di una scabrosa inchiesta sulla mala amministrazione di una delle più cruciali agenzie di Bruxelles che rispondono alla Commissione: immondizia, accuse infamanti, roba complottarda di fine legislatura, partigianeria politica dei giornali e delle forze che spingono per accaparrarsi potere nell’alta burocrazia.
    C’è una sola differenza tra questi due politici di rango internazionale.
    Berlusconi non fa mai la morale a nessuno, e si ribella contro quella che considera un’ingiustizia provocata da accanimento personale e politico contro di lui.
    Prodi si ribella contro quella che considera un’ingiustizia dettata da partigianeria politica, ma fa sempre la morale a tutti.
    Berlusconi si muove sotto il controllo dell’opinione pubblica, prima di tutto il controllo elettorale di coloro che hanno deciso di farlo governare nonostante i processi.
    Prodi si muove nel vaso di cristallo di un palazzo amministrativo e politico molto protettivo nei confronti dei suoi inquilini, sebbene la sua base di legittimazione sia di secondo grado, una nomina dei governi ratificata dal Parlamento europeo, non un’elezione popolare.

    Se ci sarà un seguito, e quale, staremo a vedere.
    Intanto consentiamoci di dire una verità che non leggerete su alcun altro giornale. Il Cav. sta per uscire dai processi, attraverso la loro sacrosanta sospensione votata dalle Camere in via breve, anzi brevissima, e con l’avallo informale delle più alte cariche dello Stato nonché con l’opposizione di facciata dei suoi avversari.
    I girotondi hanno avuto così la loro mesata o lodo, e sono liquidati senza trattamento di fine rapporto. E questo perché?
    Perché il presidente del Consiglio qualche settimana fa si è stufato di prendere sberle, ha capito che era in atto una bella manovra di aggiramento e ribaltamento del voto alla vigilia del semestre europeo, ci ha dato giù con i toni alti, ha azzeccato argomenti e tempi e modi della risposta alla condanna di Cesare Previti e alle conseguenze che il partito delle procure, fortemente rappresentato in Parlamento, voleva trarne.

    Le conseguenze le ha tratte lui, alla sua maniera, si è battuto bene e tra poco sarà un uomo libero da impacci. Ma su di lui peseranno a questo punto nuove responsabilità politiche, e qui si parrà la sua nobilitate.

    saluti

  5. #5
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    Predefinito

    In origine postato da antonio
    veramente a parlare di "stampa estera eteroguidata da D'Alema " e Tana de Zulueta siete voi...non mi pare al contrario che Prodi si sia espresso in questi termini ne' che il centrosinistra abbia fatot muro come voi ridicoli pollisti contro la Stampa estera "comunista"...
    comunque caro Moderatore..gia' che c'e' si legga questo bell'articolo.8/06/2003

    Immunità, il "Financial Times"
    "Un abuso di potere del premier"


    ROMA - La legge che garantirà al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e alle altre quattro alte cariche dello Stato l'immunità dai processi rappresenta "un abuso di potere, che danneggia l'Italia e l'Europa". Proprio nel giorno in cui il provvedimento è all'esame del parlamento italiano, arriva il durissimo attacco del Financial Times contro il cosiddetto lodo Maccanico, che molti deputati sostengono nella convinzione che risparmierà all'Italia forti imbarazzi durante il semestre si presidenza dell'Ue. "Si sbagliano di grosso - scrive in un editoriale il quotidiano britannico - Questa manovra trasparente è un profondo imbarazzo per l'Italia e per l'Ue, e pone dubbi sulla qualità della democrazia che i cittadini possono aspettarsi".

    "Perché un primo ministro che usa la sua maggioranza parlamentare per porsi al di sopra della legge in un caso in cui è evidente l'interesse personale, e che dovrebbe essere tollerato dagli altri governi - scrive ancora il Financial Times - getta un'ombra su tutta l'Ue".



    Secondo il quotidiano londinese, in Italia "ci dovrebbe essere un vero dibattito sulla giustizia", ma dovrebbe essere condotto in "un clima più calmo, non attraverso provvedimenti affrettati per tirare fuori dai guai il premier".

    "Rifiutando di battersi attraverso i tribunali, Berlusconi assesta un colpo alla fiducia nelle istituzioni del Paese - conclude il Financial Times - Gli altri leader europei difficilmente oseranno interferire. Questo provvedimento è tuttavia un abuso di potere, diminuisce la posizione dell'Italia e, per estensione, quella dei leader europei che chiudono un occhio sull'argomento".

    Veramente fare delle dichiarazioni spontanee in un processo, in Italia, ove purtroppo non vige il sistema giudiziario britannico e ove la stessa concezione generele della giustizia e del diritto sono completamente diverse, significa difendersi NEL processo, come richiesto a gran voce dalla sinistretta illiberale e anti-italiana guidata da Tana de Zulueta o come cavolo si chiama, alla quale di esporre l'Italia al ridicolo, come con la firma su una penosa denuncia contro il Premier.... non gliene frega nulla (lei è infatti anglo-sudamericana ...)...
    Sicuramente certi signori pagati per rendere un servigio allo Stato e che manipolano e occultano le prove qui in Padania, in Inghilterra non potrebbero, in un Palazzo di Giustizia, neppure fare le pulizie come detenuti destinati ai servizi sociali... Non avrebbero requisiti morali sufficienti di imparzialità, discrezione....
    I tribuali inglesi non credono ai CD ROM che si infrangono sui pavimenti, ne' ai mitomani, ne' che un fascicolo che riguarda un imputato possa essere secretato per 8 anni e sottratto alla valutazione della difesa......e dei 12 giurati scelti in contraddittorio.
    Certi tristi eroi dei giustizialisti, in Inghilterra, sarebbero davvero in galera per molti anni. Su questo non ci piove proprio.
    E a nessuno passerebbe per la testa di risarcire un figuro che voleva regalate delle aziende pubbliche tramite uno pseudo-contratto di 4 paginette (con clausole unilateralmente volte a proteggere l'acquirente privato anzichè la parte pubblica!!!!!!) malscritte firmato da un amichetto politico....che agiva usurpando, nel caso, poteri che non aveva.
    Ci può giurare! Ma purtroppo siamo in Italia......e abbiamo anche eletto come parlamentare una giornalista "Inglese" da salotto radicalchic. Ispiratrice di diecine di articoli anti-italiani (non solo antiberlusconiani!) apparsi su certi giornali britannici negli ultimi anni. Roba da rimpiangere il vecchio Nicholson!
    Certo meglio di Gemisto ....Tana ....lo è..........
    Ogni popolo ha la giustizia che si merita???

    Shalom!!!

  6. #6
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    Predefinito No, caro moderatore, alla....

    ....domanda se un popolo ha la giustizia che si merita rispondo subito NO!

    Noi questa "nostra" giustizia ce la ritroviamo così "incredibile" per i ripetuti errori di una classe dirigente che ha "vegetato" in un bozzolo di "democrazia bloccata". Democrazia senza alternative.

    Noi meritiamo una giustizia diversa, dove il giudice giudichi, il pm indaghi e accusi, l'avvocato difenda.
    Tre mestieri, tre specializzazioni, tre "missioni, tre organizzazioni separate e diverse.
    Con una Corte suprema composta da membri con incarico a vita che, tra altre cose, controlli e giudichi l'operato dei giudici.
    Che saranno indipendenti dalla politica.

    Noi, il popolo italiano, si merita questa giustizia.

    saluti

  7. #7
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    Predefinito Il F.T. di Londra beffeggia...

    ...Prodi, il Capo dell'Ue, italiano...e Repubblica mette la notizia dove difficilmente si trova; F.T. beffeggia Berlusconi, capo del governo italiano e prossimo presidente di turno dellUe...e Repubblica mette la notizia in prima pagina; F.t., quotidiano inglese, butta fango su chi può dar fastidio alle "finanze" inglesi; F.T. e Repubblica, più il secondo che il primo, lo stesso "finanziere" italiano; uno degli "orecchi" e la "bocca" di F.T. in Italia è una nota giornalista, senatore Ds, mezza sudamericana e mezza inglese.

    Tutto questo, naturalmente, solo per il bene dell'Italia e del suo popolo, oggi "bue" per aver votato Berlusconi, domani chissà!

    saluti

  8. #8
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    Predefinito

    In origine postato da antonio
    ecco bravo MUSTANG, allora prenditela con il tuo padrone berlusconi..che vorrebbe che i giudici fossero giudici a libro paga , come squillante e soci...

    e poi

    chiediti come mai sia stato fatto saltare in aria Borsellino ( e sopratutto chiedilo a Dell'Utri)..chiediti come mai sia stato fatto saltare in aria Falcone...chiediti come mai sia stato fatto saltare per aria Rocco Chinnici...
    chiediti come mai le inaudite aggressioni a quei pubblici ministeri che osano ficcare il naso nei conti esteri di una nota societa' milanese.....

    CARO PIEFFEBI': VEDO CHE NON PERDE OCCASIONE PER DIMOSTRARE LA SUA IGNORANZA E MALAFEDE..
    DIFENDERSI NEL PROCESSO CON DICHIARAZIONI SPONTANEE, MA ESIGENDO ALDIFUORI DELLE NORME DEL CPP, CHE IL PM SI RECHI PRESSO PALAZZO CHIGI SE VUOLE PORRE DOMANDE (QUESTA PREROGATIVA E' CONCESSA AI TESTIMONI, NON AGLI IMPUTATI) MUOVENDOSI , ALLO STESSO TEMPO , PERCHE' IL PROCESSO SI BLOCCHI PER LEGGE (LA SOLITA LEGGE ADHOC) E QUINDI PERCHE' DI FATTO NON ABBIA SEGUITO E POSSA ARRIVARE A CONCLUSIONE, E' UNA GRANDE DIMOSTRAZIONE DI NANISMO CIVICO MORALE..OLTRE CHE. .... DI CONSAPEVOLEZZA DELLA PROPRIA COLPEVOLEZZA...
    PERCHE' QUELLO STESSO IMPUTATO, SOPRATUTTO DOPO AVER DIMOSTRATO, DATI ALLA MANO, COME SOSTIENE LEI , LA SUA INNOCENZA CON LE SUE DICHIARAZIONI NON PUO' TEMERE IL PRONUNCIAMENTO DI QUELLO STESSO TRIBUNALE CHE GIA' IN PASSATO LO HA ASSOLTO...

    QUANTO A TANA DE ZULUETA SI RISPARMI IL SUO ZELO ACCUSATORIO, DEGNO DI MIGLIOR CAUSE: PER ESEMPIO GLI AVVOCATI-PARLAMENTARI CHE LEGIFERANO PER IL PREMIER...O I GIUDICI ISCRITTI A LIBRO PAGA DELLA FININVEST...

    TANTOPIU' CHE LA DE ZULUETA NON C'ENTRA PROPRIO NIENTE..NE' CON GLI ARTICOLI DELL'ECONOMIST SU BERLUSCONI ...NE' CON QUELLI DEL FINANCIAL TIMES....CHE FRA LA'LTRO SONO ANTITALIANI ALLO STESSO MODO IN CUI, DURANTE IL VENTENNIO FASCISTA , LO ERA LA STAMPA DEI PAESI LIBERI QUANDO ACCUSAVA MUSSOLINI... :


    «Il signor Berlusconi distrugge in questo modo la fiducia nelle istituzioni del suo Paese. Gli altri leader della Ue forse non vorranno immischiarsi. Ma è chiaro per tutti: questo è abuso di potere. Diminuisce sia la statura dell’Italia che quella di coloro che faranno finta di non vedere».

    Financial Times, editoriale, 18 giugno.


    CHI DANNEGGIA L'ITALIA , CARO PIEFFEBI', E' IL NANO E LA SUA CORTE..NON CHI, ANCHE A RISCHIO DELLA PROPRIA INCOLUMITA', PERSEGUE IL REATO DI CORRUZIONE IN ATTI GIUDIZIARI...VADA LEI A SPIEGARE IN INGHILTERRA AD ESEMPIO COME SIA POSSIBILE CHE VI SIANO DEI CONTI COMUNICANTI TRA UN GIUDICE E UN'AZIENDA CHE POI E' LA STESSA DLE PRESIDENTE DEL CONSIGLIOI E CHE QUESTO FACCIA DI TUTTO PER NON DOVER RISPONDERE DI QUESTA STRANA CURIOSITA'...
    E PER FAVORE, EVITI DI BESTEMMIARE..NON CONFONDA L'ITALIA CON QUEI LOSCHI FIGURI BERLUSCONI & CO CHE SI PRENDE LA BRIGA DI DIFENDERE CON TANTA , NATURALMENTE IMMERITATA, PASSIONE...CHE QUELLI SI', IN UN PAESE NORMALE STAREBBERO IN GALERA.....ED ONDE EVITARE FIGURE DI CACCA, EVITI DI PRENDERE PER BUONE LE FREGNACCE DI BERLUSCONI...A COMINCIARE DA QUELLE RACCONTATE, COME SUO DIRITTO IN QUALITA' DI IMPUTATO, DURANTE LO SHOW AL PALAZZO DI GIUSTIZIA PRIMA DI SCAPPARE TEMENDO DOMANDE PERTINENTI E QUINDI IMBARAZZANTI DA PARTE DEL PM...


    Innanzi tutto lei non perde occasione per evidenziare che nessuno ha mai provveduto, ma non ne faccio sicuro una colpa a lei, ad insegnarle l'educazione. Quanto ad ignoranza e maladede sono titoli, che attribuitimi da uno come Vossia, accetto volentieri. Lei urla (il maiuscolo è un urlo) pensando di avere ragione, ma io non ho neppure bisogno di leggere le assolute stupidaggini che scrive per sapere che sono tali. Mi bastano le prime tre righe e le ultime tre righe per riconoscere nell'autore un individuo pieno di rozzi preconcetti, incapace di senso critico, e che non è neppure in grado di riconoscere i contesti e le situazioni, appiattito com'è nello squallore delle sue misere certezze, ricavate dalla letteratura spazzatura alla quale si abbevera come al Vangelo, e che è pagata in gran parte da chi da questo processo si aspetta di ricavare, del tutto ingiustamente, come sanno anche gli sprovveduti, una PACCATA di MILIARDI.
    Lei è cosi ignorante da non sapere che per condannare uno in Inghilterra occorrono le prove, occorre convincere i giurati non sulla base di teoremi o percorsi logici, ma tramite fatti. E i fatti dicono che fu evitata una svendita e che quel contratto non era efficace. E che giudici non sospettati di essere stati corrotti o influenzati dai corrotti hanno così giudicato in modo incontrovertibilmente corretto.
    Saluti d'uso

  9. #9
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    dal quotidiano IL GIORNALE

    " il Giornale del 19/06/2003


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    Il «Fiancial Times» aggira le querelle di Prodi

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    Il Financial Times insiste. Per il secondo giorno di fila apre con lo scandalo Eurostat, anche se stavolta evita di chiamare in causa direttamente Romano Prodi nei titoli. Forse anche perché il presidente della commissione Ue, dopo una prima scrollata di spalle - il giorno del coinvolgimento nell'affare - ieri si aggirava con cipiglio scuro per gli uffici di palazzo Breydel, facendo capire che avvierà una azione giudiziaria contro il quotidiano della City ("Non sono esperto di legge inglese. Ci penseranno gli avvocati..."). Resta il fatto che lo scandalo cresce e i due corrispondenti britannici nella capitale belga vanno in giro a solleticare europarlamentari che si mostrano sbigottiti all'idea che le sottrazioni di danaro di cui sono accusati Yves Franchet, direttore di Eurostat e di uno dei suoi sei dirigenti, Daniel Byk, erano già sotto esame da tre anni. Sotto accusa sono finiti soprattutto i commissari Solbes (che ha l'incarico di sorvegliare Eurostat) e la tedesca Schreyer. Quest'ultima, secondo quanto racconta il Ft, avrebbe ammesso che i suoi uffici avrebbero ricevuto nei febbraio del 2000 un rapporto su quanto accadeva ad Eurostat, ma ha poi detto di averlo passato all'Olaf, l'organismo europeo che si occupa delle indagini, senza studiarlo. E solo quest'anno, quando venne informata più dettagliatamente, prese conoscenza delle frodi perpetrate. Parecchi i deputati che si sono a quel punto rivolti al Ft per deplorare la mancata sorveglianza. "Non ci posso credere! Ma che tipo di amministrazione è questa?" ha tuonato il tedesco (Cdu) Stauner. Helmuth Kunhe altro tedesco ma socialdemocratico, non è andato più leggero: "La commissione non può appellarsi all'Olaf ora che il marcio sta emergendo. Loro hanno responsabilità politiche!". Per il Ft, oro colato quest'ultima analisi, tanto da permettergli di tornare in campo contro Prodi che - tiene a sottolineare il quotidiano finanziario inglese - aveva promesso di creare una nuova classe di amministratori che avrebbe avuto "tolleranza zero contro le frodi"! Dall'Inghilterra arriva il commento del ministro per le Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione: "Ogni qualvolta un grande leader italiano è messo sotto attacco, come è successo a Prodi sul Financial Times, non è bene per l'Italia. È il prestigio dell'Italia che ci rimette". Il presidente della Commissione, comunque, tiene il punto. Per lui il governo europeo si deve ritenere al di sopra di ogni sospetto visto che 1'Olaf non aveva informato i commissari della vicenda. Aggiunge, Prodi, di non sentirsi affatto colpito dalle insinuazioni contro di lui lanciategli dal Ft "Accuse prive di senso" ha tagliato corto. Sulla mancata informazione da parte dell'organo di vigilanza, il professore si è poi limitato ad osservare che il problema sta nel fatto che non si sono ancora definiti "i suoi rapporti con la commissione. L'Olaf dev'essere forte e indipendente - ha osservato - ma con regole precise in modo che si possa definire la responsabilità con maggior chiarezza di quanto non sia avvenuto nel caso Eurostat". La difesa resta quella del primo giorno: la commissione non sapeva nulla e 1'Olaf non l'ha informata. l magistrati di rito ambrosiano forse non sarebbero d'accordo con questa tesi del "potevamo non sapere", quelli francesi e lussemburghesi continuano le loro indagini. Ma è soprattutto nell'Europarlamento che il clima va facendosi elettrico. Anche perché l'assemblea vota poche volte questioni di rilevante importanza ed una di queste è il bilancio, che risulterà appesantito dalla frode Eurostat. Logico prevedere scintille per l'occasione. Anche con Santer cominciò così e la difesa dell'allora commissario fu identica a quella adottata oggi da Prodi. E, ancora, sono diversi i giornali stranieri che hanno provveduto a ricordare ieri anche il caso di Marta Andreasen, funzionaria spagnola allontanata perché colpevole di aver detto che "i bilanci europei erano approssimativi". Al di là delle indagini e dei rischi per la commissione ("L'ultimo anno di guida è sempre di turbolenze nel quale i protagonisti che ti stanno attorno guardano al loro futuro..." ammette Prodi) a questo punto si apre anche un caso "politico" sul futuro di Eurostat che è l'istituto che distribuisce ai quindici le pagelle sui conti pubblici e sull'allineamento ai parametri di Maastricht. 1 francesi non vogliono mollarne la presa. Ma a questo punto pare difficile possano resistere anche perché gli appetiti sono molti e appaiono destinati a crescere.


    Saluti liberali

  10. #10
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    Una nota a margine di una squallida polemica:
    La cortesia istituzionale, d'uso in tutti i paesi civili del mondo, di interrogare i titolari di Alte Cariche dello Stato, nel corso di procedimenti giudiziari, presso gli Uffici di chi le ricopre, come sanno tutti tranne gli ignoranti e coloro che sono in malafede, non è normata da nessun codice. Rappresenta soltanto appunto una cortesia istituzionale non verso la persona del Capo del GOverno o dello Stato o del Ministro, ma verso la carica che costui ricopre. Ma ovviamente non si può pretendere una simile sensibilità da chi, da un lato, vuole infangare la persona a prescindere dalle sue concrete responsabilità, perchè avversario politico potente, e dall'altro non ha alcun senso dello Stato (come la sinistretta giacobina che si riduce alla parafrasi bocassiniana de l'assolutistico "Lo Stato sono IO").
    "Ma queste cose non sono dette per coloro che hanno le orecchie che crescono." (F. Nietzsche).

    Saluti liberali

 

 
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