Oggi Francesco Storace decide di "regalare" i voti de La Destra ad Alemanno, dopo essersi speso invano per un formale quanto improponibile apparentamento.
Oggi Daniela Santanchè si scaglia dalla tribuna di Porta a Porta contro il fascismo islamico e ribadisce la propria vicinanza allo Stato di Israele con parole nette e perentorie che stridono con gli inopportuni quanto occasionali ammiccamenti al passato mussoliniano della scorsa campagna elettorale.
Oggi Maurizio Boccacci, uno dei movimentisti più rispettati nella Fiamma Tricolore, decide tramite comunicato stampa di prendere formalmente le distanze dal suo leader Luca Romagnoli in merito al voto romano e rivendica retoricamente di non aver tradito, almeno lui, l'Idea per la Giustizia Sociale.
Tra l'impossibilità di essere fascisti nel nuovo millennio e l'incapacità di incarnare una destra di tipo occidentale, si consuma così l'agonia di un partito ormai allo sbando in cui ciascuno si adatta a recitare la propria parte assegnatasi, incurante dell'effetto cacofonico generale.
I militanti guardano con apprensione al prossimo congresso.
Meno male che Silvio c'è.
PS. Se in Italia ci fosse una vera "destra", al di là e al di fuori dei vari partiti e movimenti che impunemente continuano a richiamarsi ad essa, oggi sarebbe in trincea e griderebbe contro l'ennesimo "aiutino di stato" che Silvio Berlusconi, in perfetta continuità con la storia politica sua e dell'Italia, si sta preparando a concedere per il risanamento di Alitalia. "Ha tutta l'aria di un aiuto di stato illegale" che la Commissione europea "può e deve respingere", scrive il Wall Street Jounal.
Noi veramente di destra, che non abbiamo un partito di destra, vorremmo tanto essere americani, oggi.




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