La burocrazia di Stato uccide, noi libertari lo sosteniamo da sempre.
Ogni qualvolta esce un nuovo studio sul tema però, non si può fare a meno di rimanere stupiti, nonostante i dati in questione siano tutto tranne che una novità.

Stavolta è toccato al dipartimento della funzione pubblica confermare la tragedia italiana: 14 miliardi all'anno, è questa la cifra che le imprese devono sborsare per mantenere in vita una vera e propria casta di parassiti.
Quasi una finanziaria insomma, e si tratta di un calcolo relativo ai soli adempimenti legati agli obblighi informativi sull'attività svolta, esclusi quindi gli oneri riguardanti le tipiche procedure di "autorizzazione" e, soprattutto, quelli collegati ai numerosi "passaggi" fiscali e ai bolli.

Circa un punto di Pil risucchiato dalle fauci sempre spalancate della burocrazia, questo è il danno certificato dal ministero per le Riforme nella pubblica amministrazione, che ha completato il lavoro di «misurazione degli oneri amministrativi» (denominato Moa), realizzato in collaborazione con le imprese.
Dal Sole24Ore apprendiamo che in testa alla classifica dei costi burocratici sono gli adempimenti informativi in tema di lavoro (tenuta del libro paga -oltre 6miliardi- e assunzioni di personale -375 milioni di euro-), mentre sul versante previdenziale e assistenziale a incidere maggiormente è la divulgazione delle informazioni richieste per la denuncia mensile dei dati retributivi (oltre un miliardo di euro) e le denunce contributive mensili (circa 990 milioni).
Ancora maggiori i costi a carico delle pmi per gli obblighi informativi relativi alla certificazione di prevenzione incendi (oltre 800 milioni) e all'autorizzazione allo scarico di acque reflue industriali dove viene superata la soglia del miliardo di euro.

Lunghe attese ed una serie infinita di adempimenti la fanno poi da padrone: anche per un'attività tutto sommato poco complessa come un'officina di carrozzeria per auto servono 76 adempimenti con il coinvolgimento di ben 18 amministrazioni!!!

La ricerca è stata effettuata su un campione di 4,4 milioni di aziende, l'88% delle quali con meno di cinque dipendenti: un vero e proprio screening insomma, da cui emerge con chiarezza che l'elefantiasi burocratica è un vero e proprio cancro, che assieme alla rapina fiscale condanna molti imprenditori al fallimento.
I politici però sembrano capaci solo di finanziare studi e ricerche come questo, ovviamente con i nostri soldi: di soluzioni, invece, nemmeno l'ombra.

Liberarsi di una zavorra simile è fondamentale, per un paese oramai in via di sottosviluppo: organizziamoci per resistere!

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