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FILIPPO MARRA CUTRUPI
Calabria: oltre metà del consiglio regionale ha ricevuto avvisi di garanzia. E alcuni amministratori sono finiti anche dietro le sbarre.
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Quello della Regione Calabria è il consiglio regionale più indagato d’Italia. Oltre metà dei consiglieri ha ricevuto almeno un avviso di garanzia legato all’attività di amministratore. Tutto è partito cinque mesi dopo le elezioni del 2005. Il 16 ottobre a Locri, all’interno di un seggio costituito per le primarie dell’Unione, viene ucciso il vicepresidente del consiglio regionale Francesco Fortugno. Per la Calabria inizia un periodo buio: arresti, perquisizioni, avvisi di garanzia contro amministratori pubblici. Franco La Rupa (Udeur) è il quinto consigliere regionale della Calabria arrestato dal 2006 a oggi.
Il primo a finire in manette era stato nell’agosto 2006 il capogruppo dei Ds Franco Pacenza, che però era stato in seguito prosciolto da ogni accusa. Nel dicembre dello stesso anno fu la volta di Dionisio Gallo, dell’Udc, coinvolto in un’inchiesta, denominata Puma, che faceva riferimento al periodo in cui, nella precedente legislatura, era stato assessore regionale alla Forestazione. Il 28 gennaio scorso è stato arrestato il consigliere Domenico Crea, della Dc per le autonomie, coinvolto in un’inchiesta su presunti finanziamenti illeciti nel settore della sanità privata. Il quarto consigliere arrestato è stato Pasquale Tripodi (Udeur), coinvolto il 13 febbraio in un’inchiesta condotta dalla Dda di Perugia. Salvatore Luca (ex Pdm, ora Pd) siede sugli scranni di Palazzo Campanella dal 5 aprile 2007 al posto del consigliere Vincenzo Sculco (ex Margherita), condannato per associazione mafiosa e dichiarato decaduto dal consiglio regionale in carica.
Avvisi di garanzia sono stati recapitati al presidente della regione Agazio Loiero e a quello che per quasi due anni è stato il suo vice, Nicola Adamo (Pd). Stessa sorte per Maurizio Feraudo (Idv), Giovanni Dima (An) e Luigi Incarnato (Sdi): tutti e tre adesso hanno risolto i loro problemi con la giustizia. Sul registro degli indagati è iscritto il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Borrello (ex Udeur, ora gruppo misto). Mentre Antonio Acri (Pd) e Mario Maiolo (Pd) compaiono in un’inchiesta della procura della Repubblica di Paola. Pietro Giamborrino (Margherita-Pd) è stato arrestato, quando era consigliere provinciale, in un’inchiesta contro un clan malavitoso reggino. Diego Tommasi (Verdi), assessore esterno della giunta regionale della Calabria, è indagato dalla procura di Paola. Un passaggio in carcere lo fece anche Sergio Stancato (ex Udeur), quando era assessore regionale all’Ambiente. Sergio Abramo (misto), ex sindaco di Catanzaro, è stato assolto poche settimane fa da accuse che andavano dalla turbativa d’asta all’abuso d’ufficio.
Qualche problema con la magistratura calabrese l’ha avuto anche Pasquale Senatore (ex An, ora La destra), quando era sindaco di Crotone. Nel 2004 la Dda reggina ha indagato anche il suo collega di partito Alberto Sarra (An). In un’inchiesta condotta dalla squadra mobile reggina compare anche il nome di Demetrio Naccari Carlizzi (ex Margherita, ora Pd), assessore regionale al Bilancio. Il consigliere regionale Leopoldo Chieffallo (Nuovo Psi) è stato dichiarato decaduto e arrestato per la gestione degli immobili dell’Enac.
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