Come da titolo, questo thread è rivolto specificatamente agli elettori - simpatizzanti della Destra e dell'UDC, ma, naturalmente, ciò non significa che commenti e contributi di altri forumisti non siano bene accetti...
Dunque: a pochi giorni dalle elezioni, credo che ormai il pronostico quanto al risultato della Camera presenti pochi dubbi: rimane da definire l'entità del distacco ( probabilmente non abissale... ) tra i due schieramenti, ma che la maggioranza vada al PDL e ai suoi alleati credo sia ormai abbastanza certo.
Completamente diversa è la situazione al Senato a causa dei perversi meccanismi della attuale legge elettorale che permettono risultati profondamente diversi in seguito allo spostamento anche di poche decine di migliaia di voti nelle Regioni in bilico e che, pertanto, rendono aleatoria qualsiasi previsione sul risultato finale: fosse una partita di calcio, sarebbe sicuramente da "tripla" 1-2-X...
Ora, permettetemi di analizzare i tre possibili risultati nell'ottica, appunto, di un simpatizzante della Destra ( ma il discorso vale anche per un seguace dell'UDC...).
La prima opzione, quella di una chiara vittoria del PDL anche al Senato, col formarsi di una maggioranza autosufficiente ( anche solo pochi eletti di scarto sarebbero basterebbero... ), è, forse, la più probabile: ma, sicuramente, è anche la PEGGIORE possibile per questi due partiti...
Anche qualora riuscissero ad eleggere dei Senatori in qualche Regione, infatti, essi sarebbero assolutamente ininfluenti ai fini della nascita e della vita del nuovo governo... Ancora peggio se venissero, comunque, inclusi, magari in uno strapuntino, nella Compagine governativa: rischierebbero la scomparsa per annessione nel PDL..
Tutta un'altra questione, invece, la seconda opzione, quella di un pareggio: in questo caso, infatti, qualora riuscissero ad eleggere anche pochi senatori, avrebbero un fortissimo potere di condizionamento sul nuovo governo, sia dal punto di vista della conquista di posizioni di prestigio sia ( e credo che per voi militanti sia l'aspetto più importante... ) dal punto di vista del condizionamento della linea politica dell'esecutivo.
Ancora meglio, sempre dal vostro punto di vista, la terza opzione, quella di una prevalenza, sia pure di poco, della sommatoria di PD e SA: stante la maggioranza del PDL alla Camera, infatti, questa situazione avrebbe come unico sbocco possibile il famoso Veltrusconi, cioè un governo che comprenda sia PD che PDL, sia pure con l'apparentemente limitato obiettivo di una nuova legge elettorale. Questo sviluppo della situazione permetterebbe ai partiti che rimarrebbero fuori di sparare a palle incatenate ed ad alzo zero contro il nuovo governo, sfruttando per di più il clima che il prossimo aggravarsi della situazione economica produrrà nel Paese. Questi partiti potrebbero già l'anno prossimo passare all'incasso del credito acquisito in occasione delle elezioni europee, elezioni proporzionali pure, che vedrebbero sicuramente, in questo scenario, un pesante ridimensionamento dei due partiti maggiori. E potrebbero ulteriormente far valere il nuovo peso acquisito in occasione delle successive elezioni politiche ( che non potrebbero certo tardare... ).
Se così stanno le cose ( e non vedo come altro potrebbero stare... ) non si capisce per quale motivo un militante della Destra o dell'UDC dovrebbe contribuire, col proprio voto disgiunto al Senato, all'avverarsi PROPRIO dell'ipotesi più infausta per lui, ovverosia una larga vittoria al Senato per il PDL... Nè si può obiettare che dovrebbe fare un simile sacrificio nell'ottica di evitare al Paese un nuovo governo delle sinistre: questa ipotesi, abbiamo detto, è del tutto irrealizzabile visto lo scontato successo di PDL e alleati alla Camera ( detto tra parentesi, è per questo che un tale ragionamento vale solo per i miltanti di Destra e UDC e non, dal polo opposto, per quelli della SA... ); e anche qualora si volesse essere così pessimisti da ipotizzare un successo del PD anche alla Camera, allora l'UNICA cosa da fare, semmai, sarebbe di votare PDL alla Camera, appunto, e non al Senato: o, al massimo, di votare in PDL in ambedue i casi sacrificando il proprio partito del cuore...
Insomma: comunque la si voglia mettere, l'opzione del voto disgiunto, Camera al partito in cui si milita e Senato al PDL non sta in piedi ed appare, almeno a me, del tutto irragionevole: anzi, visto l'indiretto contributo che si darebbe all'affossamento del proprio partito di riferimento, un caso di puro masochismo, un incredibile autolesionismo ( che ricorderebbe il tafazzismo solitamente associato ai partiti di sinistra...).
E, in quest'ottica, i ripetuti appelli al voto disgiunto, che leggo ribaditi spesso anche in questo forum, sono da considerare assimilabili all'invito ad avvolgere un cappio intorno al collo per poi fare un bel saltino dalla sedia...
Posso capire che una proposta del genere possa trovare seguito tra persone, diciamo così, non particolarmente addentro ai meccanismi della politica... Ma che possa attecchire anche tra i partecipanti a POL che, si presume, siano ,almeno politicamente parlando, tutt'altro che sprovveduti... beh, va al di là delle mie capacità di comprensione...![]()
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