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  1. #1
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    Predefinito Dubbi su lotta di classe e contrapposizione lavoratori e imprenditori

    Salve a tutti,volevo porvi un mio dubbio di carattere teorico, ma che poi nei fatti ha riscontri concretamente politici: premettendo che sono un convinto assertore del marxismo e della visione della storia come storia di lotta fra classi, che ritengo opposti gli interessi fra capitalisti e lavoratori salariati, e che anzi sono davvero contento per lo slogan con cui la sinistra l'arcobaleno ha voluto lanciare la sua campagna elettorale ("Fai una scelta di parte")....premettendo tutto questo, non posso però negarvi di non riuscire ad eticchettare tutti coloro che fanno parte del complesso mondo degli imprenditori e delle partite IVA, con il termine "padroni", o cmq a ritenerli tutti dei benestanti. Vi dico questo perchè vivo questa contraddizione in famiglia: sono figlio di commercianti, proprietari di un piccolo negozietto a conduzione familiare. Pur essendo i miei dei lavoratori non dipendenti, e anzi catalogabili come "piccoli imprenditori", non riesco davvero a considerarli "padroni", benestanti, e così via....visto il nostro reddito annuale, non credo che ci sia molta differenza fra i problemi che affronta una famiglia di operai e quella che affronta la mia: la tragedia delle bollette, dell'inps, del costo della vita (pur se ovviamente con minor difficoltà rispetto ad un lavoratore dipendente) e così via la viviamo anche noi. Detto ciò, visto che esiste tutta una realtà rintracciabile nel lavoro autonomo che di certo non vive nella bambagia, ma che anzi lavora anche più di 8 ore al giorno per portare avanti la famiglia, non credete che anche la (sacrosanta) teoria della lotta di classe vada qua e là aggiornata, e che la Sinistra e i comunisti debbano avanzare proposte anche verso questa fascia di popolazione a cui tanto avremmo da dire? P.S.: Spero di non essere stato preso per un veltroniano, anzi, sono un compagno che sta conducendo con le unghie e con i denti la campagna elettorale per la Sinistra e contro il progetto liberista di PD e PdL, e che ritiene fondamentale riportare al centro dell'agenda politica la centralità del lavoro salariato e del conflitto di classe.

  2. #2
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    Citazione Originariamente Scritto da Cgillino Visualizza Messaggio
    Salve a tutti,volevo porvi un mio dubbio di carattere teorico, ma che poi nei fatti ha riscontri concretamente politici: premettendo che sono un convinto assertore del marxismo e della visione della storia come storia di lotta fra classi, che ritengo opposti gli interessi fra capitalisti e lavoratori salariati, e che anzi sono davvero contento per lo slogan con cui la sinistra l'arcobaleno ha voluto lanciare la sua campagna elettorale ("Fai una scelta di parte")....premettendo tutto questo, non posso però negarvi di non riuscire ad eticchettare tutti coloro che fanno parte del complesso mondo degli imprenditori e delle partite IVA, con il termine "padroni", o cmq a ritenerli tutti dei benestanti. Vi dico questo perchè vivo questa contraddizione in famiglia: sono figlio di commercianti, proprietari di un piccolo negozietto a conduzione familiare. Pur essendo i miei dei lavoratori non dipendenti, e anzi catalogabili come "piccoli imprenditori", non riesco davvero a considerarli "padroni", benestanti, e così via....visto il nostro reddito annuale, non credo che ci sia molta differenza fra i problemi che affronta una famiglia di operai e quella che affronta la mia: la tragedia delle bollette, dell'inps, del costo della vita (pur se ovviamente con minor difficoltà rispetto ad un lavoratore dipendente) e così via la viviamo anche noi. Detto ciò, visto che esiste tutta una realtà rintracciabile nel lavoro autonomo che di certo non vive nella bambagia, ma che anzi lavora anche più di 8 ore al giorno per portare avanti la famiglia, non credete che anche la (sacrosanta) teoria della lotta di classe vada qua e là aggiornata, e che la Sinistra e i comunisti debbano avanzare proposte anche verso questa fascia di popolazione a cui tanto avremmo da dire? P.S.: Spero di non essere stato preso per un veltroniano, anzi, sono un compagno che sta conducendo con le unghie e con i denti la campagna elettorale per la Sinistra e contro il progetto liberista di PD e PdL, e che ritiene fondamentale riportare al centro dell'agenda politica la centralità del lavoro salariato e del conflitto di classe.
    Ma i tuoi sono proprietari dei mezzi di produzione. Il problema nasce quando qualcuno decide quanto pagarti.

  3. #3
    _Eskimo_
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    Non è questione di odio o di buoni o brutti, è questione che questo sistema è crudele. Se la fabbrica va male, o l'impresa, determina fame nelle famiglie. Va cambiato. Una vita sola, non la si può spendere a tirare la cinchia, tutti abbiamo lo stesso dovere e gli stessi diritti, in quanto uomini. Un capialismo non si pone il problema del benessere dell'umanità ma del capitale, è una forma di governo basata sull'ingiustizia.
    Hasta

  4. #4
    Meglio meno ma meglio
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    Citazione Originariamente Scritto da Cgillino Visualizza Messaggio
    Salve a tutti,volevo porvi un mio dubbio di carattere teorico, ma che poi nei fatti ha riscontri concretamente politici: premettendo che sono un convinto assertore del marxismo e della visione della storia come storia di lotta fra classi, che ritengo opposti gli interessi fra capitalisti e lavoratori salariati, e che anzi sono davvero contento per lo slogan con cui la sinistra l'arcobaleno ha voluto lanciare la sua campagna elettorale ("Fai una scelta di parte")....premettendo tutto questo, non posso però negarvi di non riuscire ad eticchettare tutti coloro che fanno parte del complesso mondo degli imprenditori e delle partite IVA, con il termine "padroni", o cmq a ritenerli tutti dei benestanti. Vi dico questo perchè vivo questa contraddizione in famiglia: sono figlio di commercianti, proprietari di un piccolo negozietto a conduzione familiare. Pur essendo i miei dei lavoratori non dipendenti, e anzi catalogabili come "piccoli imprenditori", non riesco davvero a considerarli "padroni", benestanti, e così via....visto il nostro reddito annuale, non credo che ci sia molta differenza fra i problemi che affronta una famiglia di operai e quella che affronta la mia: la tragedia delle bollette, dell'inps, del costo della vita (pur se ovviamente con minor difficoltà rispetto ad un lavoratore dipendente) e così via la viviamo anche noi. Detto ciò, visto che esiste tutta una realtà rintracciabile nel lavoro autonomo che di certo non vive nella bambagia, ma che anzi lavora anche più di 8 ore al giorno per portare avanti la famiglia, non credete che anche la (sacrosanta) teoria della lotta di classe vada qua e là aggiornata, e che la Sinistra e i comunisti debbano avanzare proposte anche verso questa fascia di popolazione a cui tanto avremmo da dire? P.S.: Spero di non essere stato preso per un veltroniano, anzi, sono un compagno che sta conducendo con le unghie e con i denti la campagna elettorale per la Sinistra e contro il progetto liberista di PD e PdL, e che ritiene fondamentale riportare al centro dell'agenda politica la centralità del lavoro salariato e del conflitto di classe.
    Quella che sollevi, caro compagno, è una questione importante che i marxisti non hanno mai sottovalutato. L'alleanza tra lavoratori salariati e piccoli proprietari (contadini, artigiani, commercianti al dettaglio, intellettuali, ceto medio impoverito a vario titolo) è sempre stata un momento fondamentale delle rivoluzioni e delle lotte di liberazione nazionale. I comunisti non si sognerebbero mai di esporpriare il negozietto, la piccola attività a conduzione familiare, il primo grande bersaglio è la grande distribuzione, il monopolio, la rendita, la speculazione finanziaria che affamano sia lavoratori che piccoli commercianti. Anzi una corretta propaganda contro il grande capitale e la grande finanza che schiacciano sia i salariati che i piccoli proprietari deve essere alla base di un programma per l'estensione de blocco sociale della sinistra. Lo slogan della 'scelta di parte' è dettato dall'enfasi elettorale del momento, teso a contrastare chi vuole mettere d'accordo tutto e tutti favorendo in realtà solo il padronato, ma in realtà non c'è contraddizione insanabile, specie in una fase di crisi economica come l'attuale in cui si assite ad una generale polarizzazione della società, tra lavoratori e piccoli proprietari magari exsalariati. La battaglia per la scala mobile, per un'equa progressività fiscale che colpisca la rendita e avvantggi i redditi bassi, per il credito agevolato e l'edilizia popolare, per la nazionalizzazione dei settori strategici dell'economia, per l'aumento della spesa sociale, può benissimo mettere d'accordo sia gli uni che gli altri. La principale discriminazione tra dipendenti è autonomi è che i primi hanno reddito fisso mentre i secondi possono adeguare i prezzi alle fluttuazioni di mercato. Ma il sostegno ai redditi fissi e al welfare rafforza il mercato interno e spinge in avanti i consumi, andando incontro agli interessi di entrambe le categorie.
    Bisogna dire chiaramente ai piccoli commercianti che il nemico comune sta nella grande industria e nelle banche e che un voto a sinistra è un voto contro questi nemici pubblici numero uno.
    Non c'è niente da aggiornare ma solo da fare un corretto lavoro di propaganda e paziente spiegazione. Mi sembra che tu abbia colto perfettamente quale sia il nostro compito, continua così!
    Saluti comunisti

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da Cgillino Visualizza Messaggio
    Salve a tutti,volevo porvi un mio dubbio di carattere teorico, ma che poi nei fatti ha riscontri concretamente politici: premettendo che sono un convinto assertore del marxismo e della visione della storia come storia di lotta fra classi, che ritengo opposti gli interessi fra capitalisti e lavoratori salariati, e che anzi sono davvero contento per lo slogan con cui la sinistra l'arcobaleno ha voluto lanciare la sua campagna elettorale ("Fai una scelta di parte")....premettendo tutto questo, non posso però negarvi di non riuscire ad eticchettare tutti coloro che fanno parte del complesso mondo degli imprenditori e delle partite IVA, con il termine "padroni", o cmq a ritenerli tutti dei benestanti. Vi dico questo perchè vivo questa contraddizione in famiglia: sono figlio di commercianti, proprietari di un piccolo negozietto a conduzione familiare. Pur essendo i miei dei lavoratori non dipendenti, e anzi catalogabili come "piccoli imprenditori", non riesco davvero a considerarli "padroni", benestanti, e così via....visto il nostro reddito annuale, non credo che ci sia molta differenza fra i problemi che affronta una famiglia di operai e quella che affronta la mia: la tragedia delle bollette, dell'inps, del costo della vita (pur se ovviamente con minor difficoltà rispetto ad un lavoratore dipendente) e così via la viviamo anche noi. Detto ciò, visto che esiste tutta una realtà rintracciabile nel lavoro autonomo che di certo non vive nella bambagia, ma che anzi lavora anche più di 8 ore al giorno per portare avanti la famiglia, non credete che anche la (sacrosanta) teoria della lotta di classe vada qua e là aggiornata, e che la Sinistra e i comunisti debbano avanzare proposte anche verso questa fascia di popolazione a cui tanto avremmo da dire? P.S.: Spero di non essere stato preso per un veltroniano, anzi, sono un compagno che sta conducendo con le unghie e con i denti la campagna elettorale per la Sinistra e contro il progetto liberista di PD e PdL, e che ritiene fondamentale riportare al centro dell'agenda politica la centralità del lavoro salariato e del conflitto di classe.
    Non importa se piccoli imprenditori, autonomi o dipendenti, quello che importa è che siamo gente che si fa il culo e vive in modo onesto e fa girare la baracca... siamo tutti sfruttati dallo stesso nemico, in pratica siamo dallo stesso lato della barricata per la lotta di classe.


    Benvenuto Compagno.

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da Lev Davidovic Visualizza Messaggio
    Quella che sollevi, caro compagno, è una questione importante che i marxisti non hanno mai sottovalutato. L'alleanza tra lavoratori salariati e piccoli proprietari (contadini, artigiani, commercianti al dettaglio, intellettuali, ceto medio impoverito a vario titolo) è sempre stata un momento fondamentale delle rivoluzioni e delle lotte di liberazione nazionale. I comunisti non si sognerebbero mai di esporpriare il negozietto, la piccola attività a conduzione familiare, il primo grande bersaglio è la grande distribuzione, il monopolio, la rendita, la speculazione finanziaria che affamano sia lavoratori che piccoli commercianti. Anzi una corretta propaganda contro il grande capitale e la grande finanza che schiacciano sia i salariati che i piccoli proprietari deve essere alla base di un programma per l'estensione de blocco sociale della sinistra. Lo slogan della 'scelta di parte' è dettato dall'enfasi elettorale del momento, teso a contrastare chi vuole mettere d'accordo tutto e tutti favorendo in realtà solo il padronato, ma in realtà non c'è contraddizione insanabile, specie in una fase di crisi economica come l'attuale in cui si assite ad una generale polarizzazione della società, tra lavoratori e piccoli proprietari magari exsalariati. La battaglia per la scala mobile, per un'equa progressività fiscale che colpisca la rendita e avvantggi i redditi bassi, per il credito agevolato e l'edilizia popolare, per la nazionalizzazione dei settori strategici dell'economia, per l'aumento della spesa sociale, può benissimo mettere d'accordo sia gli uni che gli altri. La principale discriminazione tra dipendenti è autonomi è che i primi hanno reddito fisso mentre i secondi possono adeguare i prezzi alle fluttuazioni di mercato. Ma il sostegno ai redditi fissi e al welfare rafforza il mercato interno e spinge in avanti i consumi, andando incontro agli interessi di entrambe le categorie.
    Bisogna dire chiaramente ai piccoli commercianti che il nemico comune sta nella grande industria e nelle banche e che un voto a sinistra è un voto contro questi nemici pubblici numero uno.
    Non c'è niente da aggiornare ma solo da fare un corretto lavoro di propaganda e paziente spiegazione. Mi sembra che tu abbia colto perfettamente quale sia il nostro compito, continua così!
    Saluti comunisti
    Un ottimo Lev.

  7. #7
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    sostanzialmente, c'è una fetta di "piccoli propietari" che è nominalmente autonoma, ma nei fatti si trova a essere in condizioni più simili a quelle del lavoro dipendente che a quelle dei grandi confindustriali

  8. #8
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    Chi decide i destini del mondo, del modo di vivere e produrre sono coloro che fanno parte del grande capitale, chi possiede i mezzi di produzione, ma mezzi di produzione decisivi, non irrilevanti.
    La lotta di classe è qella del proletariato che passa dalla classe in se, corporativa e ristretta, e che se anche lotta non porta a casa risultati capaci di cambiar eil mondo, al proletariato classe per se, classe universale, che negando il capitalismo nega se stessa, e che è capace di egemonia, di costruire, anche con la propria strumentazione partitica, egemonia e alleanze con le altre classi, semiclassi, corpi sociali ecc.
    Engels, comunque, era figlio di un capitalista, e quindi quel che conta è la coscienza sociale e l'azione che ne consegue ...
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  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Kowalsky Visualizza Messaggio
    sostanzialmente, c'è una fetta di "piccoli propietari" che è nominalmente autonoma, ma nei fatti si trova a essere in condizioni più simili a quelle del lavoro dipendente che a quelle dei grandi confindustriali

    sacrosanta verità, ed è una peculiarità tutta italiana.
    Ma ricordiamoci che dobbiamo guardare il problema in scala planetaria, vista la dipendenza e la globalizzazione fortissima, e qui le cose cambiano.
    Il benessere di una minoranza viene pagato dalla maggioranza delle persone.
    Per tanto tempo hanno fatto credere che comunque sarebbero giunte anche loro a quel benessere, oggi invece l'andamento nega questa affermazione, e mostra un impoverimento anche nei paesi più sviluppati e ricchi.
    Le risorse non sono infinite, oggi siamo arrivati ad una situazione che vede (per fare un esempio) un deficit mondiale nella produzione di alimenti fondamentali (latte, ecc) con conseguente aumento dei prezzi di molti prodotti di prima necessità. Una volta lessi (non ricordo dove) che da circa due secoli viviamo una fase di sostanziale disponibilità di beni essenziali a costi molto inferiori ai periodi precedenti la Rivoluzione Francese. Forse questa fase (se vera) sta per finire?

  10. #10
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    Marx ed Engels, parlando di due classi (Borghesi e proletari) in lotta tra loro, hanno teorizzato la "proletarizzazione" del ceto medio. Quando senti parlare che in Italia, come in altre parti del mondo, il ceto medio è scomparso, capisci che i vecchi maestri avevano ragione: oggi un piccolo commerciante è molto più "proletario" che "borghese" (a meno che non evada le tasse, cosa che i lavoratori dipendenti non possono fare in quanto il prelievo avviene alla fonte).
    Vi sono poi altre questioni:
    1) se un piccolo commerciante assumesse un aiutante, come lo tratterebbe? Contratto in regola? Contributi versati? Oppure si comporterebbe come i padroni, a cui facevi riferimento prima?
    2) hanno coscienza di appartenere ad una medesima classe sociale? O, come fanno addirittura alcuni operai, votano a destra perchè si sentono imprenditori, pure se sono poveracci?

    Quindi, in definitiva: è secondo me possibile essere comunisti ed essere lavoratori autonomi, ma bisogna anche comportarsi da comunisti.

 

 
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