Episode 1 : la “lista dell’attesa”
La prima frase è “perché ho deciso di volare American Airlines tra LA & NY?”: credo che la risposta sia il frutto di un ragionamento molto semplice, ossia un’analisi del rapporto qualità / prezzo; i voli domestici americani hanno poco da offrire, sia in termini di servizio sia in termini di qualità, indipendentemente dal vettore che si seleziona e pertanto non vale la pena dannarsi l’anima cercando l’el dorado quando al massimo puoi trovare la mediocrità. AA offriva, da questo punto di vista, la miglior soluzione economico / temporale.
Il piano originario era quello di finire la settimana a LA e poi domenica, a metà giornata, trasferirmi a New York, arrivando in tarda serata per poi essere pronto il giorno dopo: il volo AA40 in partenza alle 11,30 era quanto di meglio potessi chiedere. Ma che succede se ti chiamano e ti dicono “ce la fai ad essere a Manhattan per le 19?”…. Non è che gli puoi dire vaffa… Vista la mia tariffa, veramente risicata, e abituato alle pratiche dei vettori europei ero già pronto a buttare il biglietto e comprarne uno ex-novo; guardo su internet i voli e le disponibilità, e – con orrore – scopro che il problema non è la tariffa ma proprio il posto: il thanksgiving colpisce ancora, nessun posto – o quasi - a nessun prezzo. Chiamo un carissimo amico che vola sempre con AA e gli chiedo se ha idee: mi dice che non c’è bisogno di buttare il biglietto, posso spostarmi su un volo prima (fino a 24 ore) pagando 25$ purchè ci sia posto… facile ma posto non c’è! Insiste, mi sprona a chiamare AA e a farmi waitlistare su tutti i voli prima perché il customer care di AA è ben preparato e una soluzione può trovarla.
Non ero convinto ma a mali estremi (4000 $ per farmi un transcon - anche se nn li pago io - non se ne parla!) estremi rimedi. Dalla lobby dell’hotel chiamo il call center di AA e il risponditore automatico mi conduce nei pertugi della tecnologia tra suoni e rumori del nuovo millennio. In meno di un minuto registra tutti i miei dati, quindi mi trasferisce ad un operatore a cui spiego la mia travagliata situazione. Per l’AA2 le speranze sono minime, perché il volo è veramente chiuso. Tuttavia se voglio c’è l’AA34, pure lui un nonstop service tra L.A. e NY, in partenza da LAX alle 7.30: il posto nella mia classe non c’è ma possono mettermi in lista d’attesa; tutto ciò che devo fare è presentarmi al check-in in tempo utile e vedere se sono rimasti posti liberi perché in quel caso, indipendentemente dalla classe di prenotazione mi assegnerebbero il posto. Sembra fantastico! Il tipo però mi dice di non contarci troppo perché le possibilità restano poche.
Per guadagnare un’ora di sonno chiudo il conto dell’hotel rinunciando all’ultima notte e mi trasferisco allo sheraton dell’aeroporto. Mi butto giù dal letto alle 5,20, quando manco so dove sono o come mi chiamo, mi lancio nella doccia, poi a bere un caffè schifido, quindi giù, davanti alla reception, con tutti i bagagli, insieme a 3 o 4 famiglie in partenza – oltre ogni possibile dubbio – per le Hawaii o per qualche crociera. Caoticamente ci accodiamo per salire sullo shuttle che l’hotel mette a disposizione gratuitamente per raggiungere i vari terminal. L’omino che lo guida secondo me fa un pacco di soldi: supposto che ogni persona gli dia 1 dollaro di mancia, ad ogni giro raccoglie dai 10 ai 25 dollari (aho, son 7 terminal). Se, poco poco, fa 10 giri in una giornata sono da 100 a 250 dollari. E tutti esentasse….. quasi quasi vado a farlo pure io.
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