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    Predefinito Il nostro piccolo Monastero conosciuto anche in Russia

    Ecco un articolo pubblicato in una rivista russa dalla direttrice del Coro della Chiesa Russa di Bologna.
    LO lascio nell'italiano russegggiante della autrice, che ha voluto tradurmelo, per non sciuparne il "sapore".

    Maria Shurghina
    PELLEGRINAGGIO IN TOSCANA.
    Da “Il Messaggero Missionario” Rivista russa stampata a Perm – Marzo 2006


    .

    Nel giorno della festa dei santi tre gerarchi Basilio il grande, Gregorio il Teologo e Giovanni il Crisostomo noi con tutta la parrocchia siamo partiti in pellegrinaggio per venerare le reliquie di sant’Alessandro e compiere il molieben davanti il capo prezioso della santa granmartire Barbara.

    L’isola dell’ortodossia.
    Il nostro itinerario diresse in piccolo monastero ortodosso di San Serafino di Sarov fondato da soli venti anni fa dal Vescovo Silvano. Il monastero fa parte d’Associazione dei cristiani ortodossi in Italia e canonicamente dipende dalla Chiesa Greca Tradizionale. Alla differenza della maggioranza delle chiese ortodosse in Grecia che passarono al nuovo calendario, questo monastero rimase fedele al calendario vecchio come anche la Chiesa Russa Ortodossa. Vescovo Silvano è stabile nelle sue convinzioni di salvaguardare la pura Ortodossia e non macchiarla con i legami con odierni movimenti d’ecumenismo. Associazione riunisce tutti cristiani ortodossi residenti in Italia – figli delle Chiese di vecchio stile, difende i diritti di confessione della fede Ortodossa, si occupa di riconoscimento di festività ortodossa secondo calendario giuliano, svolge attività missionaria e organizza pellegrinaggi.

    Preghiera sulle lingue differenti.

    La piccola Chiesa tutta ornata colle pitture murali, accolse la nostra fraternità pellegrina e s’iniziò la Divina Liturgia. “ Dove sono due o tre persone congregate nel nome Mio quivi sono Io in mezzo di essi “. / Mt. 18. 20 / - ci dice il Santo Vangelo, quindi la vicinanza più intima del nostro Salvatore di quella che avviene durante la Divina Liturgia, impossibile immaginare. “ Amen”- ha spirato il coro prendendo il suo posto al kliros, mentre il maestro del coro ancora stava tirando fuori della borsa numerosi quaderni con le note musicali. Ancora un istante e nel tempio si sparge “ Gospodi pomilui” cantato in slavo. Per i parrocchiani di posto è insolito perché tutti li uffici sacri in questo luogo si compiono in italiano. Al Signore è gradita la preghiera sulle lingue differenti. La preghiera è al di la di ogni distinzione linguistiche. Il celebrante pronuncia in italiano ma il coro risponde in slavo; Signore accetta la tale preghiera e non la lascia senza la Sua pietà.
    Sua Eminenza Vescovo Silvano ufficiava adagio e monacalmente. Ella è il Vescovo di Luni, il titolo che con le sue radici deriva dalla storia. In un tempo in antica città Luni sorgesse il monastero ortodosso ( fra le città Massa e Carrara ). All’epoca d’invasione dei normanni il monastero fu distrutto fino a fondamenta e monaci subirono la morte violenta. Adesso sono rimasti solo le rovine della antica città di Luni, pero il titolo ha ereditato il Abate del monastero di Pistoia.


    Da sant’Alessandro il Romano.

    Terminata la Divina Liturgia noi andammo in monastero che è situato sulle pendii delle Appenini di Toscana e Emilia in paesino San – Felice. Piccina cupola alla “cipolla” di colore blu che incorona la piccola chiesa rammenta la Russia. In questo tempio dedicato ai santi martiri Alessandro e Agapito si conservano molti reliquie. Sul lato sinistro dal ingresso è posizionata la bara con le reliquie di sant’ Alessandro il Romano. Già parecchi anni le reliquie del santo emanano l’odore di rosa. Il Vescovo Silvano comunicò che reliquie iniziarono ad avere questo fenomeno subito dopo dal momento quando gli presero gli ortodossi. In alcuni giorni le reliquie spargono l’odore molto forte, a volte scompare, da che cosa dipende questo non sa nessuno. Nel tempio si conservano i frammenti delle reliquie d’apostolo Simone il Zelota e di Mattia, del ieromartire Ippolito di Roma, di san Giuseppe di Cappadocia; dei martiri Paolo e Giovanni di Roma, dei santi martiri Vito e Modesto, di arcidiacono Vicenzo, delle martiri Lucia e Agata, del santo gerarca Giovanni il Crisostomo, dei piissimi Antonio il Grande e Benedetto di Norcia, il frammento della Croce Vivificante e particella della verga di san Giuseppe lo Sposo. Inoltre, durante di una sua visita di questo piccolo monastero vladico Nocolaj il metropolita di Niznij Novgorod ( già defunto ) portò in regalo frammento della reliquia di San Serafino di Sarov.
    “ Santo martire Alessandro, intercedi per noi “,- cantava il coro. Il cuore si comprimeva dalla gioia: la Ortodossia è viva, l’anima si colmò di gioia e soavità. Mentre noi veneravamo le sante reliquie, il tempio si empie di fragranza. Il Vescovo Silvano aprì la barra con le reliquie di santo martire Alessandro. Le ossa chiare del martire – giovane già quasi diciassette secoli testimoniano di potenza di Dio e della Sua Gloria.

    L’eroismo del martirio.

    Santo martire Alessandro di Roma subì il martirio per Cristo nel inizio del quarto secolo. Lui era un militare che prestava il servizio nel legione del tribuno Tiberio a Roma. Ne aveva l’età di diciotto anni quando l’Imperatore Massimiliano Ercole ( 284 – 305 ) emise l’ordine nel quale obbligò tutti i cittadini di presentarsi in giorno stabilito al tempio di Zeus per rendere i sacrifici al idolo. Il tribuno Tiberio radunò tutti i suoi soldati e comandò di marciare per festeggiamento. Alessandro che da bambino stato educato nella fede cristiana rinunziò di andarci e dichiarò che ai demoni lui non offre mai i sacrifici. Tiberio temendo l’ira del imperatore riferì subito al Massimiliano che nel legione c’e un soldato – cristiano. Alessandro stato preso sotto la guardia e imprigionato. Lo processarono davanti al imperatore. Il santo audacemente confessò la sua fede in Cristo e negò adorare gl’idoli aggiungendo per di più che non teme né imperatore, né le sue minacce. Massimiliano tentava di declinare l’giovane promettendo le onorificenze, però Alessandro rimase solido nelle sue convinzioni religiose e smascherò l’imperatore e la credenza pagana.
    Quindi, cominciarono torturare il santo ma lui valorosamente sopportava le torture.
    La madre del martire, la coraggiosa Pomenia chiese di avvicinarsi al figlio e lo ispirava di sopportare le sofferenze per Cristo. “ Non mi piangere o madre, la mattina del giorno successivo Signore mi aiuterà di terminare l’atto eroico “, - rispose il figlio. Gli altri soldati rimasero stupefatti vedendo la forza del giovane e dicevano: “ Come grande è Dio dei cristiani !”
    Il giustiziere che era assegnato di compiere la condanna chiese dal santo il perdono e non poteva alzare la mano che afferrava la spada contro di lui, perché vide gli angeli che vennero per prendere l’anima del martire. Per l’intercessione del santo gli angeli divennero invisibili dopo di che lo decapitarono.
    Il corpo gettarono nel fiume. Quattro grandi cani lo trascinarono fuori dall’acqua e lo sorvegliarono fine ad arrivo della madre Pomenia. Lei prese la salma del figlio e con onore lo seppellì nelle vicinanze . Passato il tempo e dalla tomba del sant’Alessandro si manifestavano i guarigioni miracolosi.
    La memoria del santo si festeggia il 14 maggio secondo calendario dei padri.



    Viaggio a Montecatini.



    Finito il molieben e dopo aver pranzato presso la trapeza del monastero, il padre Marco e padre Vitalij accompagnarono noi alla cattedrale di Pistoia. Dove nel apposito reliquiario si conserva la reliquia di santo apostolo Giacomo il figlio di Zabedeo.
    Dopo di che noi andammo a venerare un’altra santa – santa granmartire Barbara. La sua preziosa testa si ritrova nella città di Montecatini Terme in museo parrocchiale della chiesa di santo apostolo Pietro. Mentre noi si sollevammo verso il cima della montagna dove sorge la chiesa di san Pietro, tutti dicevano: “Come sono grandi le tue opere Signore”.
    Perché più salimmo in alto più si apriva il bellissimo paesaggio, le montagne e le pianure. Il sole si tramontava e spargeva i raggi sul cielo violacce. Venne in mente la vita della santa Barbara la quale il proprio padre rinchiuse nella torre da dove lei osservava il mondo pianeggiante e il mondo montagnoso di Dio. Giornalmente lei osservava le montagne boscose, i fiumi che scorrevano rapidamente, le pianure coperte con il colorito tappeto dei fiori; ogni notte - armonioso e magnifico coro astrale rivelava lo spettacolo d’inesprimibile bellezza. Il quel tempo Barbara domandava se stessa quale la Causa d’esistenza di questo mondo cosi bello e armonioso e Chi è il suo Creatore? Lei si rafforzò in pensiero che gl’idoli inanimati sono fatti con le mani degli uomini, li adorano i maestri di lei e il suo padre. Ma loro non potevano cosi sapientemente creare il mondo circostante. La stessa testimonianza di Dio verace che in un tempo afferrò l’anima di Barbara man mano afferrava le anime nostre mentre noi si indirizzammo verso la chiesa dove si conserva la santa testa
    Importante notare che la santa Barbara è venerata nei molti paesi del mondo: in Svizzera, in Spania, in Germania, in Austria, in Egitto, in Belgio, in Francia, in Olanda, in Inghilterra e naturalmente in Russia. Con il suo nome ci sono legati i luoghi geografici: intitolati le isole in Oceano Pacifico, le città in America ( California ), in Malta, Mexico eccetera, eccetera. In Italia si trovano molte chiese dedicate alla santa Barbara: a Roma, Verona, Napoli e le altre città. I frammenti delle sue reliquie si trovano sull’isola Burano a Venezia. Nel VI secolo le reliquie di santa Barbara furono portati a Costantinopoli. Nel XII secolo la figlia d’Imperatore Bizantino Alessio Commeno ( 1081 – 1118 ) la principessa Barbara celebrando le nozze con il duca russo Michail Isiaslavovič, trasferì le reliquie a Kiev. Da quel tempo fino a nostri giorni le reliquie si riposano nella chiesa di san Volodimir a Kiev.

    Nella chiesa di santa Barbara.


    Nella chiesa di san Pietro Apostolo siamo stati prevedentemente accolti da un giovane prete cattolico. Il nostro sacerdote e il diacono indossarono i paramenti sacri e si cominciò il molieben. L’inserviente traslocò reliquiario che contiene la testa onoranda sul altare. Tutti noi cantavamo: “ Agnella, tutta beata Barbara…”. La preghiera volava sotto le volte di cupola e quando i pellegrini si inginocchiarono, si misero in ginocchio anche i presenti cattolici.
    Dopo la preghiera il prete cattolico disse che fu impressionato della nostra preghiera. La chiesa cattolica sopravive la crisi profonda: la chiesa frequentano pochi fedeli; per causa di mancanza dei monaci scompaiono i monasteri, il numero dei preti sempre cala.
    Aggiunse oltre che la chiesa di san Pietro apostolo una volta era il centro di tutti i borghi circostanti. Attualmente non è rimasto nulla dalla questa gloria remota.
    Il p. Vitalij che è il parroco della chiesa ortodossa di Pistoia esperisse i nostri ringraziamenti per la collaborazione e per data possibilità di celebrare il molieben ortodosso nella chiesa cattolica. al parroco della chiesa di Montecatini.
    Dentro di me io notai che la posizione ferma della chiesa e del monastero di Pistoia nei confronti di qualunque espressione d’ecumenismo non li impedisce di avere i buoni rapporti con i rappresentanti delle altre religioni. Poiché anche loro portano dentro di se l’immagine di Dio…
    Mentre noi tornammo da Montecatini a Bologna ringraziammo il Signore per la giornata vissuta, per le Sue misericordie nei confronti di noi indegni e pregammo che Lui aumenterebbe l’amore, darebbe la compressione e la pace fra i tutti viventi sul questo pianeta.

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    Per caso ho ritrovato questo articolo e lo vorrei riportare in evidenza perc hè rispecchia fedelmente la nostra realtà,

 

 

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