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    Sa cantadora Marisa Sannia si 'nd'est andada ...



    "Ci sono voci che vengono da molto lontano.
    Attraversati secoli e silenzi, ci raggiunge il loro canto misterioso, di solitarie creature.
    Il suo segreto è così antico, eppure così tuo, che ascoltandolo sembra di vederti in uno specchio." (Antonio Strinna)

    Pigau de LEGGO online de oi:

    ADDIO A MARISA SANNIA,
    MUSICA POPOLARE IN LUTTO

    Lutto nel mondo dello spettacolo per la morte, ieri mattina, dopo una breve malattia, della cantante sarda Marisa Sannia, conosciuta al grande pubblico per la sua partecipazione, nel 1968, al Festival di Sanremo dove cantò il brano "Casa bianca", in coppia con Ornella Vanoni. A darne notizia è oggi il quotidiano L'Unione Sarda che ricorda la sua grazia e riservatezza mantenuta nel tempo. Fra i successi iniziali anche il singolo "La compagnia" che venne poi portato al successo da Battisti e oggi è stato riproposto anche da Vasco Rossi. Magra, capelli a caschetto, grande cantante popolare, si presentò a Sanremo con la sua "Casa bianca" ed arrivò seconda. Negli anni Settanta si dedicò anche al teatro (con Tony Cucchiara e Giorgio Albertazzi) e successivamente, dopo una breve parentesi anche nel cinema (col film Aiutami a sognare di Pupi Avati), si avvicinò alla poesia e nel 1993 propose uno struggente disco-raccolta di brani in lingua sarda "Sa oghe de su entu e de su mare" (La voce del vento e del mare). Mentre l'ultimo suo lavoro, prima della morte avvenuta a 61 anni, è "Rosa de papel" dedicato alla vita ed alla poesia di Federico Garcia Lorca.

    CHI ERA Marisa Sannia era nata ad Iglesias, ed aveva da pococ (15 febbraio) compiuto 61 anni. E' stata una cantante di musica leggera negli anni Sessanta, è stata interprete di canzoni d'autore, attrice e poi ha iniziato una ricerca artistica che l'ha portata a diventare un'apprezzata cantautrice in lingua sarda.
    Dopo essere stata una giocatrice di basket di livello, Marisa Sannia iniziò la sua carriera musicale nei primi anni Sessanta vincendo un concorso per voci nuove che le permise di ottenere un contratto discografico con la Fonit Cetra.

    SANREMO Partecipò alle trasmissioni televisive Scala reale e Settevoci cantando canzoni scritte da Sergio Endrigo che la scoprì e che produsse il suo 45 giri d'esordio Tutto o niente. Dopo alcuni discreti successi e una partecipazione al Festivalbar del 1967, Marisa Sannia conobbe la vera popolarità nel 1968, quando si classificò seconda al Festival di Sanremo con Casa bianca scritta da Don Backy e cantata in coppia con Ornella Vanoni.
    Dopo il grande successo sanremese, Marisa Sannia pubblicò il suo primo album. Seguirono alcuni dischi di successo come Una lacrima, La compagnia (composta da Carlo Donida e Mogol e ripresa nel 1976 da Lucio Battisti e poi nel 2007 da Vasco Rossi), L'amore è una colomba, Com'è dolce la sera stasera e La mia terra.

    CINEMA E TV Marisa Sannia lavorò anche per il cinema e partecipò a varie manifestazioni canore come Canzonissima, il Festival Internazionale di Musica Leggera di Venezia, Una Canzone per l'Europa in Svizzera e nuovamente a Sanremo nel 1970 e nel 1971.
    Nei primi anni Settanta si dedicò al teatro partecipando a due musical di grande successo accanto a Tony Cucchiara e successivamente in alcuni lavori diretti da Giorgio Albertazzi. Sempre sotto l'ala protettrice di Sergio Endrigo, partecipò anche all'album L'arca, una raccolta di canzoni di Vinicius de Moraes dedicate all'infanzia. Nel 1973 pubblicò un disco con canzoni tratte dai film di Walt Disney intitolato Marisa nel paese delle meraviglie.
    Nel 1976 venne pubblicata la sua prima interessante raccolta come cantautrice intitolata La pasta scotta.
    All'inizio degli anni Ottanta Marisa Sannia apparì anche nello sceneggiato televisivo George Sand accanto a Albertazzi, Anna Proclemer e Paola Borboni e partecipò al film di Pupi Avati Aiutami a sognare. Nel 1984 il ritorno a Sanremo con Amore amore a cui seguì un lungo periodo di lontananza dalle scene.

    LA SUA SARDEGNA Nel 1993 il ritorno con un disco in lingua sarda nel quale musicò i versi di Antioco Casula, poeta sardo attivo nella prima metà del Novecento, dal titolo Sa ohe de su entu e de su mare. In seguito Marisa Sannia ritornò al teatro con Albertazzi in Le memorie di Adriano - Ritratto di una voce del 1995. Nel 1997 incise il nuovo disco Melagranàda in collaborazione con lo scrittore contemporaneo Francesco Masala in una raccolta tratta dall'opera Poesias in duas limbas. Nel 2002 partecipò a Canzoni per te, disco tributo a Sergio Endrigo, intepretando Mani bucate.
    Nel 2003 uscì la terza raccolta in lingua sarda, Nanas e janas, con parole e musiche inedite scritte da lei stessa. Questa ricerca poetica e musicale è riassunta nel recital Canzoni tra due lingue sul cammino della poesia presentato in importanti rassegne italiane ed estere come La Notte dei Poeti all'anfiteatro romano di Nora, al Festival di Taormina e nell'ambito della rassegna Roma Incontra il Mondo.

    L'ULTIMO LAVORO L'ultimo lavoro di Marisa Sannia è Rosa de papel, dedicato alla vita e alla poesia di Federico García Lorca. Come autrice ha vinto il Festival della Canzone d'Autore per Bambini. Marisa Sannia ha all'attivo moltissime partecipazioni in lavori di altri artisti e alcune sue composizioni sono state intepretate anche in Spagna dalla cantante Ester Formosa. E' deceduta a causa di una improvvisa e grave malattia Marisa Sannia è deceduta il 14 aprile 2008.

    Deris e cras (de Marisa Sannia)

    Notte lughente
    Notte istellada
    Notte sulena
    Notte galana
    Boghes antigas
    Boghes luntanas
    Currene currene
    Undas de mare
    Rajos de lughe
    In die de frittu
    Su coro meu
    Chelzo ninnare
    Aèra lizera
    Sos pensamentos
    Currene currene
    Undas de mare
    Malos disizos
    Dulches isperas
    Deris e cras
    Notte lughente
    Notte istellada
    Notte sulena
    Notte galana
    Boghes antigas
    Boghes luntanas
    Currene currene
    Undas de mare
    Rajos de lughe
    In die de frittu
    Su coro meu
    Chelzo ninnare
    Aèra lizera
    Sos pensamentos
    Currene currene
    Undas de mare
    Malos disizos
    Dulches isperas

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    Artista notissima negli anni Sessanta, se n'è andata ieri a 61 anni

    Ninna nanna, pizzinna

    Addio alla cantautrice Marisa Sannia

    Luminosa e nascosta. Così era Marisa Sannia, cantante di successo da ragazza, cantautrice raffinata negli anni della maturità. Ieri mattina se n'è andata, dopo una breve malattia, portandosi dietro l'amore di chi ha avuto la gioia di starle accanto per una vita e il rimpianto di chi ha avuto il privilegio di conoscerla. Era una donna dotata di una grazia speciale, bella, slanciata come una gazzella, riservatissima. A Roma faceva una vita più “pubblica”, a Cagliari trascorreva lunghi periodi chiusa nella sua casa che tanto le somigliava. Non amava farsi vedere in giro, a spasso o in ristorante, a teatro o a cinema. Non era snobismo da diva, il suo. Era riserbo. Quello che la portava a definire con rigore i confini del suo lavoro e della vita privata. Un marito e una figlia trentenne che proteggevano la sua riservatezza, a Cagliari era conosciuta da tutti. Popolarissima negli ambienti del basket che aveva frequentato da campionessa negli anni Sessanta, ancora più popolare in quelli della musica che l'avevano vista trionfare a Sanremo con “Casa Bianca”, attrice di cinema e teatro, era sfuggita grazie al suo equilibrio alle sirene degli sterili rimpianti. Chiusi gli anni del successo popolare, delle copertine di riviste, delle interviste, delle tournée, era rientrata nei territori che le erano più congeniali, quelli della privatezza, portandosi dietro la sua chitarra. E con la chitarra la passione per la musica, l'interesse per la poesia, il gusto per la bellezza riservata a pochi.
    Come l'ultimo lavoro “Rosa de Papel”, dedicato all'universo lorchiano, come il penultimo, “Nanas e janas”, 13 canzoni in italiano, logudorese, catalano, castigliano. Tutte sue nella musica, quasi tutte sue nelle parole. Arrangiamenti di Marco Piras, edizioni Nar, il progetto era della Arte Duchamp di Angela Grilletti, il libretto di carta cucito e il disegno di quarta di copertina di Maria Lai. L'artista di Ulassai, grande amica di Marisa, con lei aveva dato vita ad altri due cd davvero speciali: nel '93 “Sa oghe de su entu e de su mare”, testi di Antioco Casula, Montanaru, musiche della cantante, sempre arrangiate da Piras. Fu la Ninna nanna di Anton 'Stene, a metterla sulle tracce della poesia sarda. «Non conoscevo Montanaru, Cicito Masala me lo fece apprezzare». Nel '97 venne “Melagranàda”. Testi del poeta e della cantante, musica tutta sua.
    Di Sergio Endrigo e Luis Bacalov fu il primo cd che incise, nel '67, a vent'anni. Poi venne Sanremo, “Casa Bianca” di Don Backy, il successo che per un periodo non lungo ma febbrile la rese popolarissima, sconvolgendo i suoi ritmi. «Dopo quattro anni avevo già chiuso con quel mondo, con quelle canzoni». Scelse il teatro, il musical “Caino e Abele” di Cucchiara, un album come cantautrice, la collaborazione con Albertazzi, il ritiro. «Mi allontanai dal pubblico, non dalla musica». Quindici anni fa l'incontro magico con la lingua sarda. «È la lingua sarda che mi dà il senso di appartenenza», diceva a chi le chiedeva della fase matura del suo percorso artistico. Marisa trasformava in conoscenza quello che era un bisogno del cuore: sentire la lingua della madre perduta. «Mamma mi ha sempre detto che da piccolissima mi cullavo e mi cantavo la ninna nanna. In fondo è quello che continuo a fare anche adesso».
    MARIA PAOLA MASALA

    L'unione sarda 15/04/2008


    La carriera.

    Dal Festival di Sanremo a Canzonissima, storia di un'antidiva riservata e timidissima

    Quando Mogol le regalò “La compagnia”

    Marisa Sannia si è saputa imporre nel complicato mondo discografico per grazia, sobrietà, eleganza. Viso dolce su un corpo agile da giocatrice di pallacanestro, è stata un'artista riservatissima ma testarda (da buona sarda di Iglesias, dove era nata il 15 febbraio del '47): è sempre andata avanti per la sua strada, ponderando con cura le sue scelte, anche a scapito di un successo immediato.
    Esempio, la nascita del suo primo singolo, La compagnia , con la casa discografica Cgd. Marisa aveva litigato con la Fonit Cetra che l'aveva lanciata dopo la vittoria a un concorso per voci nuove e tenuta sotto contratto fin dal 1966. All'epoca stipulò un contratto per la durata di tre anni. Era il marzo del 1966. Aveva 19 anni e ancora nessun disco all'attivo. Avrebbe voluto presentarsi al Festival di Sanremo con la canzone Una donna sola , ma invece la Fonit la obbligò a cantarla in semifinale a Canzonissima. Mentre per Sanremo i discografici già deciso per lei: si sarebbe dovuta esibire in coppia con Gianni Pettenati con una canzone dal titolo Non battere cuore mio . Lei accettò Canzonissima ma disse “no grazie” all'imposizione sanremese.
    La rottura era ormai in atto. La Cgd l'avvicinò e nonostante avesse in scuderia già due primedonne come la Caselli e la Cinquetti le fece stipulare un contratto. Il primo singolo fu La compagnia . Si tratta di un pezzo di Mogol, attribuito a Battisti perché proprio Battisti lo portò al successo nel '76, inserendolo nell'album La batteria, il contrabbasso eccetera . La versione della Sannia è leggermente più accelerata di quella del cantautore reatino, che invece ne preferì una più fumosa e intimistica come l'atmosfera del brano stesso. Una curiosità: La compagnia è tornata oggi in classifica nella versione di Vasco Rossi.
    É il 1968. Marisa Sannia, magrissima, i capelli a caschetto, le gambe lunghe, arriva al Festival di Sanremo. Si classifica seconda, in coppia con Ornella Vanoni, con il brano Casa bianca , scritto per lei da Don Backy.
    Musa di Sergio Endrigo, nei primi anni Settanta si dedica al teatro partecipando a due musical di grande successo accanto a Tony Cucchiara e Giorgio Albertazzi. Sempre sotto l'ala protettrice di Endrigo, partecipa anche all'album L'arca , raccolta di canzoni di Vinicius de Moraes. Nel '73 pubblica un disco di canzoni tratte dai film di Walt Disney intitolato Marisa nel paese delle meraviglie . Nel 1976 la sua prima interessante raccolta come cantautrice intitolata La pasta scotta .
    All'inizio degli anni Ottanta appare anche nello sceneggiato televisivo George Sand accanto ad Albertazzi, Anna Proclemer e Paola Borboni e partecipa al film di Pupi Avati Aiutami a sognare . Nel 1984 il ritorno a Sanremo con Amore amore a cui segue un lungo periodo di lontananza dalle scene.
    Nel '93 il ritorno con un disco in lingua sarda nel quale musica i versi di Antioco Casula: Sa oghe de su entu e de su mare . Poi ritorna al teatro con Albertazzi in Le memorie di Adriano . Nel '97 incide il nuovo disco Melagranàda , con la collaborazione di Francesco Masala. Ancora silenzi sino al 2003, quando esce la terza raccolta in lingua sarda, Nanas e janas . La sua ricerca poetica e musicale è riassunta nel recital Canzoni tra due lingue sul cammino della poesia presentato a Nora e a Taormina. L'ultimo lavoro di Marisa Sannia è Rosa de papel , dedicato alla vita e alla poesia di Federico García Lorca.

    L'unione sarda 15/04/2008

  3. #3
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