A Gubbio Rifondazione comunista ha da dieci anni la sua roccaforte nazionale con risultati incredibili: alle politiche del 2006 Rifondazione Verdi e PDCI avevano insieme quasi il 17% e alle comunali del 2006 come molti sanno Rifondazione da sola prese addirittura il 23% e la sinistra di Mussi l'8% tanto che il Comune è governato da Rifondazione da verdi e dalla sinistra di mussi mentree all'opposizione c'è il PD veltroniano da una parte e il PDL dall'altra.
In queste politiche 2008 il risultato è stato completamente terremotato: la lista arcobaleno ha preso uno stentato 4,9% mentre la sinistra critica gli ha rosicchiato l'1,5%. Il 4, 9% a Gubbio è un risultato inaudito e catastrofico per Rifondazione se si pensa che la sola Destra Fiamma Tricolore ha preso il 3,4%.
Il sindaco di Rifondazione Orfeo Goracci ha accusato il colpo ed ha scriutto un comunicato:


Comunicato stampa del sindaco Orfeo Goracci
E’ sempre difficile e un po’ doloroso commentare una sconfitta clamorosa come quella subita da “La Sinistra l’arcobaleno”, ma per chi ha un ruolo istituzionale è doveroso non “fuggire” e “sfuggire” alla pesantezza della realtà. Il peso della sconfitta è molto alto, forse anche perché in altri momenti si è conosciuta la gioia di clamorose vittorie. A poco serve ricordare che io sono uno dei 5/6 dirigenti nazionali del P.R.C. che ha firmato l’appello per chiedere il mantenimento della ‘falce e martello e della bandiera rossa’, anche se in campagna elettorale ho sposato e sostenuto “La Sinistra l’arcobaleno” con lealtà e impegno. Nessuno immaginava uno ‘tsunami’ come questo. Abbiamo perso clamorosamente: alla Camera abbiamo preso poco più del 3% a fronte dell’1,1% di due “partitini” che si richiamavano al comunismo e alla falce e martello totalmente oscurati e senza organizzazione sul territorio (vorrà dire qualcosa questo?). Tra le cause della disfatta annovero la “distanza” dal comune sentire della gente, di quella che più soffre sul piano economico e sociale; non abbiamo parlato a chi sta male e a chi non arriva alla fine del mese. Al contrario, c’è stata una condotta politica verticistica, politicista e la conservazione di “ceto politico” che se va bene per gli altri (Lega, A.N., P.D. hanno da 20 anni gli stessi parlamentari e gli stessi leader) non va bene all’elettore di sinistra, che vuole diversità ed essere di “parte”, non solo negli slogan ma anche e soprattutto con comportamenti coerenti. Quindi la principale responsabilità della disfatta elettorale è nostra e principalmente nostra. Certo, con quanto sopra detto non può non essere sottolineato che la scelta del P.D. e dell’americanismo di Veltroni è stata determinante per far scomparire dalle aule parlamentari italiane le rappresentanze socialiste e comuniste, che non erano mai mancate dalla prima assemblea costituente del 1946, con un risultato elettorale per il P.D. che è stato di un punto percentuale in più (ricordo che nel P.D. sono confluiti Pannella, la Bonino e i radicali) rispetto a quello dell’Ulivo del 2006. Il P.D. doveva battere Berlusconi, sfondare al Centro politico e al nord geografico; da qui presenze come quelle di Calearo e Colaninno altamente dirompenti quanto inutili. Il risultato quale è stato? Sinistra cannibalizzata e Berlusconi che non ha solo vinto, ha stravinto come mai in precedenza (la rimonta, l’incollatura ecc, il voto utile dove erano !?!) e al nord, nord est la Lega è in diverse città importanti il primo partito. Non c’è che dire: un vero capolavoro politico. L’assenza di una rappresentanza parlamentare per una fetta di società più radicale, movimentista, insoddisfatta, delusa, emarginata (che le elezioni non hanno eliminato) non credo sia un bene per le istituzioni e per il Paese. Questo viene unanimemente riconosciuto. Non avranno rappresentanza parlamentare pezzi di società importanti, che oltre ad avere una solida tradizione e una cultura politica alle spalle secolare, non hanno certamente nella società meno seguito di Di Pietro o di Pannella-Bonino. Con quanto sopra detto, ben sapendo che i risultati amministrativi sono altra cosa rispetto alle politiche (nel 2006 ci fu una chiara dimostrazione di ciò), non possiamo non sottolineare come a Gubbio per noi la sconfitta sia, se possibile, ancora più pesante. Alla nostra quasi “disfatta”, fa da contraltare un grande successo del P.D. eugubino. Da parte di chi ha responsabilità di governo, questo dato non può non essere tenuto in considerazione; il ruolo, il peso rafforzato del P.D. speriamo siano spesi sul piano costruttivo nell’interesse di Gubbio e degli eugubini. Tanto per andare controcorrente e visto che tutti l’hanno “scaricato” a partire da Veltroni e dal P.D., un grazie a Romano Prodi per essere stato l’unico in Italia in questi 15 anni capace di battere Silvio Berlusconi nel ’96 e nel 2006, cosa non riuscita a Occhetto, Rutelli e Veltroni. Anche in politica, come nella vita, dopo la batosta ci si deve riprendere e ripartire; in questo caso a Roma, come a Perugia, come a Gubbio dovremo fare tesoro dei gravi errori commessi per RI-COMINCIARE e per quanto mi riguarda ricominciare significa ripartire dalla ‘falce e martello’ che per me sono sempre stati il simbolo dell’emancipazione, del riscatto, della difesa dei più deboli, della libertà e della democrazia.