Riflessione sui risultati delle elezioni politiche 2008
Finalmente è finita la sceneggiata elettorale. Il risultato è preoccupante non solo per la vittoria schiacciante del centrodestra con il suo capo Silvio Berlusconi eletto per la terza volta primo ministro, ma soprattutto perché la nostra democrazia parlamentare si struttura diventando più simile al modello anglosassone: al governo il polo di centrodestra liberal-conservatore, all’opposizione il polo di centrosinistra liberal-progressista, entrambi liberisti, mondialisti, sionisti, borghesi, strumenti dei poteri forti economici, delle massonerie, dell’esercito statunitense, del governo israeliano: ogni polo oltre al partito principale contiene un secondo partito satellite: il polo di destra ha come partito principale il Popolo Delle Libertà, come satellite la Lega Nord (c’è anche sia pure in quantità molto ridotta un certo Movimento Per le Autonomie), mentre il polo di sinistra ha come partito principale il Partito Democratico affiancato dal satellite Italia dei Valori dell’ex magistrato Antonio Di Pietro; sopravvive un partito di centro adesso fuori dai poli: l’ UDC di Pierferdinando Casini, sempre liberista, borghese, oltre che alle più dirette dipendenze della Chiesa, destinato a rivestire il ruolo di opposizione formale al governo Berlusconi. In base ad una “antidemocratica” legge elettorale che impone sbarramenti del 4% e dell’8% rispettivamente alla camera e al senato, tutte le ali estreme o pseudo tali, presentatesi a questa competizione al di fuori dei poli del malaffare e riportanti esigue percentuali insufficienti a raggiungere quei quorum, vengono estromesse dal parlamento assieme ad altre formazioni minori tipo il PSI di Boselli. I partiti cosiddetti estremi pagano le loro ambiguità, le loro passate alleanze con schieramenti borghesi antitetici ai valori e ai progetti dichiarati, le loro battaglie di retroguardia, la loro ipocrisia, venendo tagliati fuori dai privilegi parlamentari proprio da quel sistema politico che per anni hanno servito e che avrebbero sicuramente servito ancora: l’ appello al voto utile del duo Veltroni-Berlusconi ha fatto effetto!
Si afferma così un assetto politico stra-favorevole ai poteri forti del mondo economico-finanziario, destinato in maniera esclusiva a gestire la fittizia contrapposizione destra-sinistra; forse, su volere del Vaticano e di Confindustria, più che ad una contrapposizione, ripetiamo finta, assisteremo stavolta ad una collaborazione poco mascherata, tra i 3 schieramenti rimasti a spartirsi la torta dei privilegi parlamentari.
La caduta dei partiti minori, sicuramente era già stata decisa nelle basi americane, nelle stanze dell’Opus Dei, delle logge massoniche, dei circoli mondialisti; anche la vittoria del centrodestra del Cavaliere pluri-inquisito e sempre assolto tra prescrizione abbreviata da misteriose quanto incomprensibili attenuanti generiche e da leggi “ad personam” era già stata prestabilita, in conformità con la tendenza a instaurare nei paesi occidentali governi di destra liberal-conservatrice moderna: indirizzo politico adatto a seguire l’ imperialismo guerrafondaio all’attacco dei popoli arabo-islamici e a reprimere senza pietà ogni dissenso al pensiero unico globale. Sicuramente una caduta così umiliante del PD non era in programma, perché potrebbe compromettere i sogni di un governo di larghe intese auspicato nei salotti buoni del potere capitalistico. Il tonfo si spiega perché il PD, essendo chiaro che è una fotocopia del PDL, ha perso una parte dei suoi elettori che schifati si sono orientati verso l’ astensionismo, mentre i berluscones in genere convintissimi riguardo i disvalori espressi dal loro “Dio Silvio”, votano sempre in massa senza dubbi.
Nel centrodestra si è vista l’esplosione della Lega arrivata al 10%, merito di un linguaggio popolano facente leva su problemi diretti quali sicurezza e tasse, nonché di una base militante attiva nel territorio a fianco della gente, che ha guadagnato voti di ex elettori delusi della sinistra estrema. Nel centrosinistra invece avanza l’Italia dei Valori, che grazie alla propaganda intransigente del suo capo riguardo tematiche come la moralizzazione della politica, guadagna voti di elettori della sinistra radicale speranti nel cosiddetto voto utile per fermare la destra berlusconiana.
Almeno un dato positivo emerge da queste patetiche elezioni: l’avanzare dell’astensionismo che ha raggiunto il 19.5% degli aventi diritto al voto, con un aumento del 3.5% rispetto alle elezioni 2006, e un leggero aumento delle schede nulle o vuote, che complessivamente hanno toccato quota 3.75% mentre nel 2006 furono il 3%. Una maggiore quantità di persone ha espresso chiaramente il rifiuto verso questa classe politica arroccata a difesa dei suoi privilegi scandalosi e di quelli dei suoi finanziatori, non volenterosa di affrontare i veri problemi del popolo, dal lavoro precario allo sfascio ambientale, dal carovita alla sanità inefficiente; una classe politica senza ideali ma espressione solo di interessi e logiche di potere. Molte persone sono volute uscire dalle castranti logiche del “meno peggio”, in particolare tra i potenziali elettori di sinistra, essendo chiaro che ai vari politicanti di sinistra moderata o estrema non frega nulla delle porcate dei mafiosi del centrodestra semplicemente perché sono equivalenti: i 2 anni di governo Prodi l’ hanno dimostrato.
Il malcontento avanza e pian piano si manifesta in concreti atteggiamenti di ribellione quali appunto l’astensionismo e la scheda non valida in occasione di un appuntamento elettorale per il quale ci hanno martellato per 2 mesi ossessivamente.
Molti che in nome del meno peggio hanno votato Veltroni adesso spaventati danno addosso agli astensionisti, ai vari pensatori e movimenti che si sono battuti per non votare, accusati con la loro scelta di aver fatto vincere Berlusconi. A loro dico: non pensate che il vostro antiberlusconismo a senso unico che vede le malefatte solo di Berlusconi (personaggio di cui abbiamo una pessima opinione) dimenticandosi che esistono anche Geronzi, Bazoli, De Bustis, Calearo, Colaninno, Tronchetti Provera, Profumo, De Benedetti, sia un depistaggio per rendervi sottomessi al sistema? Non è che il proporre per salvare la patria solo di turarsi il naso votando Veltroni e basta, dimostra che anche voi siete ampiamente “berlusconizzati”?
Ora mi rivolgo ai veri camerati, collocati quasi tutti tra gli astensionisti e i praticanti della scheda nulla/vuota: adesso viene il momento per noi di darci da fare, prendendo come destinatario preferito del nostro messaggio i non votanti, tra cui siamo ampiamente presenti, perché chi coscientemente e non per menefreghismo non è andato a votare o ha dato scheda nulla/bianca ha dato prova di ribellione, nonché di acquisita consapevolezza e rabbia. Quindi il soggetto rivoluzionario del futuro potrà configurarsi in colui che guarda con noia o disgusto le “elezioni democratiche”.
Ci attendono 5 anni di governo ossequioso alle direttive della massoneria (non dimentichiamo che il Popolo delle Libertà è zeppo di massoni, molti dei quali tra cui lo stesso Berlusconi hanno fatto parte della loggia P2 di Licio Gelli, che fu lo strumento dell’esercito statunitense e della CIA per creare un Italia serva dei padroni d’oltreoceano retta da una dittatura mascherata) e del grande capitale, di vergognose stramberie tipo l’elevazione di Previti e Dell’Utri ad eroi nazionali. Nel caso di una schiacciante vittoria del Partito Democratico non sarebbe certo cambiato nulla. Dunque, ci aspettano 5 anni di politiche liberiste, carovita, degrado delle masse attraverso la televisione berlusconiana, sfascio della giustizia, tremenda con i poveracci e perdonista con i veri delinquenti; 5 anni in cui dovremmo metterci in gioco mostrando le inconsistenze di questa gabbia e impostando lotte sindacali e di difesa dei consumatori; date la ingloriosa caduta della sinistra radicale e l’ennesimo tonfo del pseudo-fascismo, le occasioni per farci sentire ci sono, occorrono impegno e pragmatismo, mettendo da parte atteggiamenti e tematiche autoreferenziali, parlando di cose che riguardano la nostra vita quotidiana, accantonando inutili filosofismi e concentrandoci sul “qui ed ora”. Ovviamente dovremmo rimarcare ai “non camerati” fino alla nausea la nostra totale distanza dalla destra liberal-conservatrice al governo così come dalla fallita destra estrema.
Concludiamo ribadendo il nostro orgoglio per non essere andati a votare. Noi, non c’eravamo!
Alfredo Ibba
15 aprile 2008
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