A mio avviso lì'opposizione a Berlusconi va impostata facendo notare queli sono le discrepanze tra le promesse elettorali e quello che farà al governo (per esempio sulla famosa "cordata Alitalia" o sui rifiuti in Campania) ma anche affrontando le contraddizoni culturali di un centro-destra voatato anche dalla classe operaia e in genere dai ceti meno abbienti. Parto dal presupposto che il socialismo di matrice marxista appare fortemente ridiemnsionato, non solo in Italia ma in tutta l'Europa (perlomeno la parte più avanzata); sebbene personalmente (pur non essendo un socialista) ritenga che certe istanze d'ispirazione socialista possano sicuramente avere un futuro, per il momento la ricetta da applicare è differente. C'è sicuramente bisogno di un "pensiero forte", che dica a quegli operai che hannno votato Lega che quello non è il loro partito naturale, dato che si tratta di una forza fondamentalmente di destra, come dimostra il loro atteggiamento xenofobo o il tradizionalismo a oltranza, sia pagano che cattolico preconciliare. Se l'hanno votata è solo perché il governo Prodi, pur con l'obiettivo giustissimo di risanare i conti pubblici, non ha migliorato per nulla le loro condizioni di vita e la Sinistra radicale si è concentrata su "froci e zingari" (le parole non sono mie) piuttosto che sulle ragioni degli operai. Il concetto d'uguaglianza non appartiene alla destra, che solo nella sua parte "sociale" (che non è neppure entrata in parlamento) può a ragione difendere gli interessi dei lavoratori (a discapito degli immigrati), mentre la destra liberista è fortemente classista e vicina ai ceti più abbienti, come dimostrano le detassazioni di Berlusconi ai redditi maggiori.