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  1. #1
    laico progressista
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    Predefinito Tematiche. Prostituzione: proibizione o case chiuse?

    Prendo spunto dalla tematica proposta da McFly e raccolta da Lucas, per aprire un thread sull'argomento.
    Cosa pensate sul fenomeno prostituzione? Siete favorevoli ad una regolamentazione, e in che modo? O siete per la lotta senza quartiere al mercato del sesso? A voi la parola.

  2. #2
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    Bisognerebbe porsi questa domanda: la prostituzione è un lavoro che, normalmente, una persona può desiderare? E' una condizione di vita accettabile?

    La risposta mi pare, piuttosto palesemente, no a entrambe, alla prima senza ombra di dubbio a prescindere dalle condizioni.

    E' palese che i motivi che spingono una ragazza alla prostituzione sono negativi: da ragioni sociali disagiate, a problemi personali di varia natura, all'impossibilità di trovare altri impieghi. Nonché, ovviamente, lo sfruttamento vero e proprio.

    Proprio in virtù del fatto che la prostituzione è un "mestiere" che si accetta per degrado e per mancanza di alternative, andrebbero combattute le cause che portano alla nascita di tale fenomeno e non trattarlo come una qualunque altra professione.

    A meno che non riteniate, e spero vivamente di no, che sia normale sentire dire da una bambina di dieci anni "da grande voglio fare la prostituta".

    Poi qui parliamo di prostituzione, non di "leggere d'alto borgo", cioè le ragazze e donne che si offrono spontaneamente al ricco e/o potente di turno per avere in cambio un posto o un favore. Quello è tutt'altro discorso, non essendo prostituzione ma un semplice modus operandi personale.

  3. #3
    Oderim dum metuant
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    la prostituzione, a mio parere, deve essere regolamentata, permettendo a chi voglia esercitare la professione di farlo in luoghi sicuri al chiuso e non per strada, con vantaggi per il cliente, che sarebbe sicuro di igiene e professionalità. inoltre ciò provocherebbe un crollo della prostituzione per sfruttamento, molti clienti preferiranno infatti quella legale, sentendosi più sicuri igienicamente e di fronte alla legge, rispetto a quella illegale.
    Il discorso che fa Luca mi sembra un po' banale. Non considerando le persone che vogliono fare le prostitute (che ci sono), chi è che desidera di fare la donna delle pulizie, chi desidera fare il minatore, chi desidera pulire i bagni?
    Togliedosi i pregiudizi, la prostituzione è un mestiere come altri, che pertanto andrebbe legalizzato e tutelato. Altra cosa è la prostituzione odierna, che viene sfruttata

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da emoned Visualizza Messaggio
    [..]la prostituzione è un mestiere come altri, che pertanto andrebbe legalizzato e tutelato. Altra cosa è la prostituzione odierna, che viene sfruttata
    Dì questo in un convegno femminile e dubito che ne esci integro, e a buona ragione aggiungo. Bisogna capire che il punto di vista femminile è ben diverso da quello maschile sul tema sessuale, in quando la donna concede di più.

    Ripeto: tu reputeresti normale sentir dire da una bambina "da grande voglio fare la prostituta"? Mi auguro di no.

    Si prostituisce chi, per un motivo o per un altro, non ha alternative ed è costretta a vivere nel degrado (perché a lungo andare la prostituzione porta a questo).

  5. #5
    Oderim dum metuant
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    Citazione Originariamente Scritto da Lucas86 Visualizza Messaggio
    Dì questo in un convegno femminile e dubito che ne esci integro, e a buona ragione aggiungo. Bisogna capire che il punto di vista femminile è ben diverso da quello maschile sul tema sessuale, in quando la donna concede di più.

    Ripeto: tu reputeresti normale sentir dire da una bambina "da grande voglio fare la prostituta"? Mi auguro di no.

    Si prostituisce chi, per un motivo o per un altro, non ha alternative ed è costretta a vivere nel degrado (perché a lungo andare la prostituzione porta a questo).
    ma anche prostituzione maschile, perchè no? Guarda che con una prostituzioe sicura, si guadagna molto in poco tempo. Certo, la sensibilità personale impedisce a molte persone di farlo.
    E' ovvio che una bambina, che magari non sa neppure cosa è il sesso, non dica che vorrà fare la prostutita, ma chi è che da piccolo dice che vuole fare il minatore, la bidella, lavorare in una azinda di pulizie, ecc?

  6. #6
    laico progressista
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    E magari ci si liberasse un po' da tutti 'sti tabù sessuali.... che paura c'è??

    Ma provocazioni a parte, affrontiamo seriamente la questione che, ahimé, si presta alla riesumazione di molti luoghi comuni. E ad essi non mi sottraggo.

    La prostituzione è un lavoro. Il più vecchio lavoro del mondo, che svolge da sempre una funzione sociale essenziale.
    Quanti stupratori in più, quanti maniaci sessuali repressi, quante croniche infelicità avremmo tra la gente, se non ci fossero le prosititute?
    Tant'è vero che la stessa società è da sempre stata tollerante e lassista nei confronti del mestiere. C'è da domandarsi per esempio come mai la via Salaria di Roma sia da sempre un'interminabile arteria commerciale del sesso a pagamento, di notte e di giorno, e la polizia, quando di ferma, lo fa per trattare sul prezzo. E ogni città d'Italia ha la sua via Salaria....
    Dunque, il proibizionismo nasconde un principio di ipocrisia che di certo allieta le coscienze di bacchettoni e perbenisti, ma non aiuta a risolvere il problema.
    Problema che non risiede nella prostituzione in sé. Ma nel modo in cui viene praticata e gestita: cioè, come sottolinea Emoned, in modo non igienico, non trasparente, e soprattutto non legale, sia sotto il profilo dello sfruttamento, sia sotto quello fiscale.

    Le case d'appuntamento risolverebbero il problema. I contratti di lavoro sarebbero legali, i rapporti più sani, il decoro cittadino salvaguardato, l'attività sottoposta a controlli, le casse dello Stato più floride.

    E' poi curiosa la distinzione che Lucas fa tra la mignotta da strada e la meretrice d'alto bordo. La prima è una povera disgraziata che fa un mestiere ignobile e immorale, l'altra invece una che ha scelto di usare la vagina per fini nobilitati da non si sa che cosa.
    Credo che le femministe, se dovessero decidere chi malmenare tra noi, sceglierebbero proprio te, Lucas, se non altro perché aggiungi al maschilismo una discriminazione di classe che diventa intollerabile. Le femministe sai da che parte stanno, no?

    Quanto alla stessa questione morale, sinceramente non vedo il problema. Non tutte le donne indigenti fanno le prostitute. Anzi. Ci sono tanti modi, più o meno umilianti, più o meno frustranti, per sbarcare il lunario. Il pony express che si rompe la schiena tutto il giorno sul motorino per quattro lire a busta e due di mancia, con mezzo e benzina a sue spese, senza assicurazione sulla vita, non è da meno.
    Chi decide di prostituirsi, sia per piacere, sia per scelta di vita, sia per mancanza di soldi, sia per fare in fretta i soldi, fa una scelta. Che noi possiamo giudicare alla stregua di tante altre cose. Quello che invece è intollerabile è la costrizione.
    Dunque, apriamo le case chiuse. Finalmente prostituirsi diventerà una scelta e non un obbligo. Ne va, credo, anche della qualità del servizio. ()

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena Visualizza Messaggio
    E' poi curiosa la distinzione che Lucas fa tra la mignotta da strada e la meretrice d'alto bordo. La prima è una povera disgraziata che fa un mestiere ignobile e immorale, l'altra invece una che ha scelto di usare la vagina per fini nobilitati da non si sa che cosa.
    Credo che le femministe, se dovessero decidere chi malmenare tra noi, sceglierebbero proprio te, Lucas, se non altro perché aggiungi al maschilismo una discriminazione di classe che diventa intollerabile. Le femministe sai da che parte stanno, no?
    La distinzione è palese: la prostituta di strada lo fà di continuo, per arrivare a fine mese. E', insomma, costretta a farlo per campare.

    Quella "d'alto borgo", invece, lo fà per soddisfare bisogni assolutamente secondari, come una promozione o un favore particolare.

    Esempio pratico: tra una ragazza che va a letto con un produttore per diventare valletta e la prostituta di strada la differenza è palese, no?

    Poi sia chiaro, io non sono un proibizionista e sono di larghe vedute sul tema sessuale (molto di larghe vedute). Intendevo solo porre l'accento sul fatto che il più delle prostitute lo fanno perché costrette, e che se potessero farebbero tutt'altro lavoro.

  8. #8
    laico progressista
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    Beh, allora non ci capiamo.
    Prima domanda. Giudichi accettabile o no il prostituirsi? Come dove e perché lo vediamo dopo. Fammi capire se dai la dignità di "mestiere" al fare i soldi col sesso (o all'avanzare in carriera, che è, sotto questo profilo, la medesima cosa).
    La seconda domanda te la faccio dopo che hai risposto alla prima.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Paolo Arsena Visualizza Messaggio
    Beh, allora non ci capiamo.
    Prima domanda. Giudichi accettabile o no il prostituirsi? Come dove e perché lo vediamo dopo. Fammi capire se dai la dignità di "mestiere" al fare i soldi col sesso (o all'avanzare in carriera, che è, sotto questo profilo, la medesima cosa).
    La seconda domanda te la faccio dopo che hai risposto alla prima.
    In linea di principio sono liberale, ergo se una o uno vuole prostituirsi devono essere liberi di farlo, senza leggi ad impedirlo.

    Però bisogna combattere, senza proibizionismo sia chiaro, le cause che spingono le donne a prostituirsi: degrado sociale, mancanza di alternative lavorative e ovviamente lo sfruttamento.

    La differenza tra chi si "svende" sporadiche volte per risultati ben precisi e chi lo fà come mestiere, continuativo e per relativamente poco, è palese; non dirmi che non vedi differenza tra la valletta che si concede al produttore per un posto e la prostituita di strada. Anche perché nel primo caso non è un mestiere, ma un modus operandi per ottenere le cose.

    Poi ti ripeto, sono liberale e sono contro il proibizionismo, soprattutto se bigotto.

  10. #10
    laico progressista
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    Per me la valletta che si concede per un favore e la prostituta di strada sono entrambe "mignotte". Quindi se devo esprimere un giudizio di merito, non faccio differenze.
    E non faccio differenze neppure sulla liceità del loro comportamento. Libera la valletta di concedersi, libera la prostituta di fare il suo mestiere. Liberi pure noi di giudicare, d'altronde. Se poi devo salvare una delle due, se permetti, salvo la prostituta, che almeno svolge pure una funzione sociale, e butto dalla torre la valletta e il suo produttore, che offrono solo un pessimo esempio di corruzione.

    Poi sul combattere le cause del degrado, lo sfruttamento e tutto il resto siamo d'accordo.
    Ma delle due l'una: o si è liberali e si accetta il mestiere, senza proibizionismi. Oppure non si accetta il mestiere e si reprime. Ma se si accetta, è chiaro che le case chiuse consentano di combattere molto meglio sfruttamento, violenze, costrizioni. E di far svolgere la prostituzione in modo pulito e regolare.
    L'Italia è nel limbo, e somma due sbagli: ritiene illegale la prostituzione, ma lascia che si svolga in mezzo alla strada, in mano alla delinquenza e in balia di qualunque rischio infettivo. Questo è lo specchio di due fenomeni ingestibili: da un lato l'esigenza atavica di soddisfare un bisogno sociale ineludibile, dall'altro l'esigenza di rispondere alla morale diffusa del cattolicesimo.
    In fondo, anche qui urge la voce dei laici.

 

 
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