
Originariamente Scritto da
FalcoConservatore
una riflessione brillante ma al tempo stesso cupa e, ebbene sì, nichilista, annientatrice. "Il reazionario non crede in nulla". Qual è dunque il senso della vita? Solamente ed esclusivamente soffrire, senza scopo, senza obiettivo, senza alcun fine? E dunque, che senso ha vivere, ma anche solo studiare, dilettarsi nella lettura e nella speculazione politica, scrivere in un Forum e cercare, con la propria oratoria fondata sull'intelligenza e sulla versatilità, di controbattere le tesi avversarie e di far trionfare, tramite il buon esempio e la coerenza, i propri valori? Se davvero noi siamo qui solo per il gusto di aspettare il cadavere del mondo moderno che passa sul fiume, ma senza neppure la certezza che ciò accada nella nostra breve esistenza, allora tanto vale farla finita subito, restare sordi, muti e zitti, e soprattutto subire senza rispondere, senza agire. Ma a questo punto, anche la reazione perde di significato. Vince il pessimismo cosmico, il male interiore.
L'unica vera libertà non è abbracciare la schiavitù, non è stare sulla riva in attesa di un cadavere, ma è credere, e per quanto mi riguarda credere in Dio sul versante religioso, e nel conservatorismo, ovvero nell'ordine, nell'autorità, nella gerarchia, nella libertà regolata sul versante politico. E non permetto a nessuno - neppure all'amico Florian, che spero possa capire questa dura risposta al suo intervento - di contestare la verità della fede, la nobiltà del conservatorismo, la necessità che prevalgano, in questa società moderna e odiosa, i principi propri del conservatore. Certo, lo sappiamo: i conservatori sono estrema minoranza, spesso si confondono con i liberali, hanno ormai accettato il sistema democratico, il dialogo, la collaborazione, financo con gli avversari peggiori, sullo stesso piano. Ma non è del tutto vero: resta pur sempre un moto d'orgoglio, che ogni tanto riaffiora, e che crea scandalo nei progressisti. Pazienza! Il conservatore, tendenzialmente, è una persona mite, un agnello dolce, ma che sa trasformarsi in un leone feroce in guerra. Quando scoppia la guerra, quando certi valori sono minacciati, il conservatore prende le armi e va in battaglia, spavaldo, coraggioso, come lo sono solo coloro che sanno di essere nel giusto e nella verità. E' per questo che ritengo il tuo intervento, caro Florian, una resa, e per giunta ingiustificabile. Una resa totale al nichilismo e alla schiavitù, al pessimismo ed al male di vivere. Il nostro scopo è, all'opposto, cercare e trovare la libertà; compito non facile, che non esclude la sofferenza e il dolore. Nessuno qui nega che il mondo sia come una prigione, dove moltissimi spargono lacrime, dove trionfa il nulla, il vuoto. Ma perchè mai dovremmo arrenderci a questo stato di cose? Perchè limitarci alla pura denuncia? Chi non fa, chi non agisce, chi non contribuisce, non ha diritto di lamentarsi, non ha voce in capitolo! Come dicevo sopra, meglio allora starsene zitti e subire! "Dateci le catene" - tu dici - ebbene io sono favorevole alle catene quando necessario, per ridurre all'impotenza i nemici dell'ordine, o le bestie inumane ed insensibili che ballano sui morti ancora caldi. Ma al contempo io non rinuncio alla battaglia, non faccio a meno della parole, non escludo che per il bene comune si possa, anzi si debba, dialogare. Il conservatorismo non si confonde con la reazione tout-court e neppure con il liberalismo. E' una via centrale, di mezzo, e forse per questo feconda in certi casi, e priva di identità specifica in altri. Purtroppo in Italia non c'è uno "spirito conservatore" strutturato, per motivi storici, politici e forse mentali. Ma non è neanche vero che siamo così soli e privi di armi. Basta avere un sano atteggiamento realista. Per concludere, come si è capito, non condivido questa svolta, e dunque non abbandonerò la mia postazione. Mi auguro che il mio intervento, sia pure dialetticamente più debole del tuo, Florian, ti possa fornire ulteriori spunti di riflessione. Nessuna regola ti trattiene in questo spazio, ma come sai ci sono tante persone, me compreso, che ti vorrebbero ancora al loro fianco. Sei libero pertanto di pensare e approfondire nonchè, se te la senti, di ritornare
