
Originariamente Scritto da
costel88
Il docente accusato di violenza lavora in una media di Niguarda
Prof ubriaco in classe, molestie agli alunni
Insulti, gestacci, oscenità: mimava addirittura scene a luci rosse davanti ai dodicenni. Insulti razzisti a uno studente egiziano
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MILANO - Il prof va ubriaco a scuola. E quel che è peggio, nonostante l'inchiesta della Procura della Repubblica e l'indagine interna avviata dal Provveditorato agli studi, è che il prof a scuola continua ad andarci. E sempre ubriaco. Talmente fuori di sé, spesso e volentieri, che durante le sue lezioni ai ragazzini di una scuola media statale del quartiere Niguarda è capitato un po' di tutto. Anche di essere vittime di rapporti sessuali mimati, con lui, il prof, che balza all'improvviso alle loro spalle oppure allunga le mani sulle loro parti intime, maschi o femmine poco importa.
E poi sono insulti, gestacci, oscenità da osteria e altro ancora, fino a snocciolare un repertorio che con le aule di una scuola non dovrebbe avere nulla a che fare. I superiori hanno richiamato il docente al suo dovere più di una volta, ma le reprimende sono scivolate via senza lasciare alcun sospirato beneficio. Così il prof continua ad alzare il gomito, e parecchio, e quando lo fa a scuola va come va. «Per intervenire — lamentano alcuni genitori degli studenti che frequentano la scuola media scossa dal caso — ci hanno detto che il Provveditorato attende l'esito dell'inchiesta della Procura, ma noi siamo preoccupati e vorremmo quantomeno una sospensione temporanea... Può un ubriaco insegnare in una scuola?».
L'inchiesta, che ha preso il via grazie a una segnalazione del preside dell'istituto, risale ormai ad alcuni mesi or sono e proprio ieri mattina, in sede di incidente probatorio, molti degli studenti vittime dei comportamenti violenti del professore sono stati ascoltati dal giudice delle indagini preliminari Caterina Interlandi. Ad assistere alle testimonianze, al settimo piano del Palazzo di giustizia, anche uno psicologo nominato dal Tribunale, il pubblico ministero che coordina l'inchiesta, Giancarla Serafini, e l'avvocato dell'indagato, contro cui è ipotizzata l'accusa di violenza sessuale aggravata. E al giudice Interlandi i ragazzini di dodici e tredici anni hanno confermato tutto quanto emerge dalla relazione della scuola finita in Procura.
Hanno raccontato delle molestie sessuali e degli insulti gratuiti, delle lezioni vissute come un incubo e del terrore di ritrovarsi all'improvviso figuranti di scellerate scene a luci rosse mimate dal professore imbottito di alcol. A uno di loro, inoltre, il prof non ha risparmiato insulti razzisti: «Tornatene a casa tua, sporco egiziano... Assomigli a un cammello...». «Non è accettabile — dicono ancora i genitori dei ragazzi in balia del professore schiavo della bottiglia — che in un luogo deputato all'insegnamento e alla crescita dei nostri figli vadano in scena disprezzo e violenza...». Dicono così, e sperano tutti che la giustizia, quella dei tribunali, faccia davvero in fretta. Intanto, le testimonianze raccolte ieri durante l'incidente probatorio sono una vera e propria anticipazione del processo (che appare oramai scontato) e di fatto saranno riversate interamente nel dibattimento per evitare ai giovanissimi testimoni l'angoscia e le fatiche di una deposizione davanti alla corte
17 aprile 2008