Con alemanno la democrazia cristiana torna protagonista!
Con Alemanno la democrazia cristiana torna protagonista!
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Sembrerebbe l'affermazione malevola di un denigratore, ma è lo slogan di una delle formazioni politiche che supportano la candidatura del parlamentare pidiellino alla carica di sindaco di Roma.
L’affermazione del poster elettorale è peraltro confermata, nella sostanza, dall'outing neocentrista fatto da Giovanni Alemanno nell'editoriale "un atto di amore per l'Italia" (vedi www.alemanno.it), piatto (e come tale meritato) elogio funebre di Alleanza Nazionale, in cui il travaglio è espresso in una poco convincente concatenazione sintattica di frasi fatte e luoghi comuni.
L’aver sciamanicamente condito il discorso con parole magiche (comunità nazionale,identità, grande momento storico, opporsi al declino) si risolve in un inutile e piatto esercizio retorico: Alemanno invoca il "Grande Partito" quale volano salvifico della Nazione, senza (voler) considerare che anche la sua parte politica è responsabile del declino italiano; ed è infatti sintomatico che l'aspirante sindaco non abbia indicato l'ubi consistam della primazia morale e politica del centrodestra.
Fatti e cifre smentiscono la campana alemanniana: la classe politica aennina non si è affatto mostrata antropologicamente diversa da quella degli altri partiti (e comunque una eventuale diversità non si è manifestata con il mostrarsi migliori degli altri) ed è singolare che si pretenda di saper cogliere le occasioni politiche quando l'esperienza ha dimostrato che aenne si è sempre dovuta adattare ai cambiamenti di rotta altrui, che siano stati dettati dai rivolgimenti della Storia o, più banalmente, come in questo caso, da Berlusconi.
Il percorso di Alemanno rende scettici sulla sua reale possibilità di cambiare il quadro politico italiano, quando solo si consideri che,nonostante il suo seguito, non è riuscito ad affermare le proprie posizioni neanche nell’alveo del proprio partito.
Per fare qualche esempio: Alemanno si professava terzaforzista, antinuclearista, antisionista e culturalmente avversava quella che, allora, si definiva “american way of life” e ora si chiama occidentalismo.
Oggi è un convinto filosionista, un fiero e affidabile alleato degli Stati Uniti, si richiama ai valori dell'Occidente, ed entra a testa alta in un partito che ha, nel suo programma politico, la reintroduzione del nucleare.
I revirement non sono solo questi, e non ho neanche citato i più eclatanti. Ma il quadro è sufficiente per comprendere in cosa consistano il realismo e il radicamento evocati da Alemanno.
E che dire della esortazione alla sobrietà? Lasciando perdere le cronache mondane e festaiole di questi giorni, rimane comunque la domanda: quando mai Alemanno e i suoi sodali hanno mostrato sobrietà? mortadella e champagne rimarranno a lungo lo stigma di questo centrodestra sobrio e serio.
Il caso Alemanno è comunque solo una cartina di tornasole. La parabola del deputato pidiellino è simile a quella di tanti altri ex duri e puri che catechizzavano i neofiti del Fronte della Gioventù dando loro da leggere "la Guardia di Ferro" e "i Leoni Morti" e che ora campano o campicchiano grazie alla politica o meglio:grazie agli incarichi reperitigli dalla social security del partito.
Difficile che questa gente eviti il declino dell'Italia. Impossibile.
Ma non bisogna perdersi d'animo.




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Articolo già visto e pieno di rancore. Alemanno ha sviluppato una capacità incisiva e politica di tutto rispetto senza rinunciare alle linee guida della Componente.

