(Prensa Latina) Il mondo soffre una nuova modalità di crisi energetica, ecologica e politica dovuto al crescente predominio della speculazione finanziaria, denunciò Osvaldo Martinez, una delle principali autorità economiche di Cuba. Martinez, direttore del Centro di Studi dell'Economia Mondiale, impartì una conferenza su una potenziale mega-crisi finanziaria internazionale, continuità di sorta del 1971, quando gli Stati Uniti dichiararono la non convertibilità del dollaro in oro. Questa svalutazione, assicurò l'esperto, scatenò una serie di momenti critici nell'economia mondiale, tra i quali sottolineò il crollo della borsa newyorkese nel 1987, la caduta delle Tigri del Sudest Asiatico ed il “corallito” argentino nel 2001.
Il presidente della commissione dei temi economici del Parlamento fece notare che tali situazioni ubbidiscono allo sperpero delle materie prime di base, propiziato dal sistema capitalista.
Secondo Martinez, il mondo soffre un problema sui generis, perché per la prima volta troviamo una crisi di superproduzione con una di sottoproduzione, aggravata dalla crescita del capitale speculativo.
Da una parte, esiste una capacità di produzione installata principalmente nelle nazioni asiatiche, ed esiste però anche un deficit di petrolio, di terra fertile, d’acqua e perfino di aria pulita.
Questa complessa combinazione di dinamiche minaccia con causare una mega-crisi, in conseguenza coi crescenti problemi nel mercato statunitense ed europeo, aggregò Martinez.
Il capitale speculativo negli Stati Uniti è attualmente circa 40 volte maggiore che la chiamata economia reale, di beni e servizi, generatrice di prodotto interno bruto, concluse.
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