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  • Massimo D'Alema (Primo Ministro) Ds-Dem.-DL-Sse-Rif.Com.

    6 46.15%
  • Silvio Berlusconi (Primo Ministro) LdL-An-PdS

    4 30.77%
  • Beppe Grillo (Primo Ministro) Lega Nord-Radicali

    0 0%
  • Pino Rauti (Primo Ministro) Ms-Fiamma Tricolore

    1 7.69%
  • Marco Ferrando (Primo Ministro) LR-Comunismo2000

    0 0%
  • Democratici di Sinistra

    3 23.08%
  • Democratici dell'Asinello

    2 15.38%
  • Democrazia è Libertà

    0 0%
  • Sinistra Socialismo Ecologia

    2 15.38%
  • Rifondazione Comunista

    1 7.69%
  • Lista della Libertà

    2 15.38%
  • Alleanza Nazionale

    0 0%
  • Partito del Sud

    0 0%
  • Lega Nord

    0 0%
  • Radicali

    1 7.69%
  • Movimento Sociale - Fiamma Tricolore

    1 7.69%
  • Lotta Rivoluzionaria - Comunismo2000

    0 0%
  • Non voto nè Lista nè Candidato Primo Ministro

    0 0%
  • Non voto Lista

    0 0%
  • Non voto Candidato Primo Ministro

    0 0%
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Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    Anti-liberista
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    Predefinito Elezioni Politiche 2001

    2000 : In vista delle regionali dove si gioca la candidatura contro Berlusconi nel 2001,D’Alema ri-allaccia i rapporti con Bertinotti e Rifondazione comunista e presenta in tutte le regioni vaste alleanze dal Cdu di Buttiglione fino appunto a Rifondazione Comunista passando per Ds guidati da Veltroni (con la forte minoranza interna di sinistra a cui manca un vero leader per contrapporsi all’ala riformista dell’asse D’Alema-Veltroni),Democratici di Prodi (che non è Presidente della commissione europea ma forte leader assieme ad Antonio Di Pietro,Francesco Rutelli e Massimo Cacciari del partito che alle europee 1999 ha preso oltre il 10% portando i Popolari al 3% e imponendo un rimpasto del governo D’Alema con l’ingresso di una nutrita truppa di prodiani da Arturo Parisi agli Interni a Beniamino Andreatta alla Difesa ecc ecc),Ppi (dilaniato dai conflitti interni tra “ulivisti” di Rosy Bindi e Dario Franceschini con il beneplacito di Marini e “tradizionalisti” del segretario Castagnetti, di Beppe Fioroni e Sergio D’Antoni),Sdi (guidato da Martelli che in forte polemica con Craxi,ancora vivo ad Hammamet,si è schierato apertamente con il centrosinistra),Verdi,Comunisti Italiani di Cossutta,Rinnovamento di Dini,Udeur di Mastella.

    Sul fronte opposto Berlusconi non riesce a stringere un nuovo patto di alleanza con Bossi e la Lega che ancora forti della loro posizione autonoma ed identitaria (il crollo dopo il boom del 1996 non c’è stato,anzi) presentano candidati autonomi in Piemonte,Lombardia,Veneto e Liguria,all’interno della Lega Roberto Maroni che da anni soffre la posizione isolata del partito si scinde e fonda “Autonomia e Libertà”,un partito-movimento che si schiera con i candidati di Berlusconi e riesce a raccogliere le firme in Piemonte e Veneto (ma non in Lombardia dove pochissimi seguono la scissione di Maroni).

    I Radicali guidati da Emma Bonino alle Europee hanno preso l’1% ma sono in lento declino legati ormai solo alla notorietà della leader,Pannella infatti si è ritirato dalla vita politica,si pongono contro il sistema partitocratico e per questo sono fuori da tutte le coalizioni.

    In vista delle elezioni Berlusconi e Casini devono affrontare due significative scissioni territoriali in seno ai loro rispettivi partiti (Forza Italia e Ccd),l’ala pugliese di Forza Italia guidata da Raffaele Fitto confluisce assieme all’ala Siciliana del CCD guidata da Raffaele Lombardo nel nuovo Partito del SUD che si oppone ad una nuova alleanza con la Lega ed è stufo del continuo inseguire Bossi da parte di Berlusconi.

    Per frenare le tendenze frammentarie interne al centro-destra e per dimostrarsi forze di governo coese contro il mare di partiti del centro-sinistra Forza Italia,Ccd e AN quasi ovunque presentano le liste unite della Casa della Libertà alla quale non partecipano il Nuovo Psi di De Michelis e il Pri di Nucara che si presentano nei cartelli “Socialisti e Repubblicani Uniti”.

    Le regionali vengono vinte dal centro-sinistra che conquista 10 regioni (Piemonte,Abruzzo,Basilicata,Campania,Emilia Romagna,Liguria,Marche,Molise,Toscana,Umbria) contro le 5 del centro-destra (Calabria,Lazio,Lombardia,Veneto,Puglia),sotto il profilo dei voti di lista il riepilogo delle 15 regioni è :

    Ulivo : 46,4%

    Ds 20,1% Democratici 10% Rifondazione Comunista 4,2% Ppi 2,8% Pdci 2% Udeur 2% Cdu 1,8% Sdi 1,5% Verdi 1,2% Rinnovamento 0,8%

    Polo della Libertà : 41,1%

    Lista Casa della Libertà (lista Forza Italia+An+Ccd) 30,9% Partito del Sud 5,8% Autonomia e libertà 2,9% Socialisti e Repubblicani Uniti 1,5%

    Lega Nord : 10%

    Movimento Sociale-Fiamma Tricolore-Rauti : 2%

    Radicali : 0,5%

    I dati parlano chiaro,Berlusconi e il centro-destra strappano Lombardia e Veneto nel nord per pochi voti al centro-sinistra (con candidati della Lega oltre il 15% in entrambi i casi) e nel Piemonte Chigo perde contro la Turco proprio perché c’è il candidato leghista (il giovane Roberto Cota) ad intercettare quasi il 9% dei consensi (identico scenario in Liguria),nel Lazio conquista la presidenza con Storace (AN) per un soffio (con la forte concorrenza dello stesso Rauti che si candida e prende il 4%),gli unici risultati forti sono la Calabria ma soprattutto la Puglia dove Fitto stra-vince con il 55% dei consensi anche se sotto il profilo politico per il listone di centro-destra è una sconfitta, il Partito del Sud opera il sorpasso : 27,6% a 24,3% e già si parla di Fitto per il dopo-Berlusconi.

    Sotto il profilo delle liste se il centro-sinistra continua ad avere una frammentazione molto forte (che però premia i due partiti più compatti ed espressione maggioritaria della linea di governo,ovvero i DS e i Democratici) ma contemporaneamente continua a vincere,nel centro-destra l’operazione del Listone Pigliatutto non è riuscita,partiti con un obiettivo (dichiarato) di prendere il 40% dei voti e di annientare completamente Sinistra e Lega Berlusconi,Fini e Casini si sono ritrovati con quasi 10 punti in meno delle aspettative,una Lega che continua a cavalcare l’onda del Nord,due partiti nuovi della coalizione (Autonomia e Libertà e Partito del Sud) che insieme hanno quasi il 9% dei voti,e una sinistra che continua a tenere unito (nonostante le alleanze larghissime e ideologicamente incompatibili) e a portare alle urne tutto il suo elettorato.

    Berlusconi non la considera una sconfitta e punta ,con il consenso di Casini a continuare sulla strada della lista unica di centro-destra premendo affinchè gli altri partiti aderiscano,la crisi scoppia dentro Alleanza Nazionale dove Fini poche ore dopo i primi risultati abbastanza definitivi si dimette da Presidente del Partito non prima di aver convocato una Assemblea straordinaria.

    Il clima dentro l’ex-Msi è teso,Rauti continua ad intercettare voti,al Nord An è liquefatta, pochissimi sono i candidati eletti (il listone si è rivelato appannaggio quasi esclusivo di Forza Italia),il partito resiste nella roccaforte Laziale e in Calabria,perde consensi ovunque nelle altre regioni,il risultato del Listone viene giudicato “impietoso” dal neo-governatore del Lazio Storace,ma il leader alternativo a Fini (nei giorni del post-elezioni si fa spesso il nome di Alessandra Mussolini o dello storaciano Gianni Alemanno) non spunta fuori e l’area della Destra Sociale (l’unica che potrebbe strappare di mano le redini ai Finiani) ripone ancora la sua fiducia nelle mani dell’ex-Delfino di Almirante che però ritorna Presidente del partito con dei paletti e delle condizioni (votate quasi all’unanimità dall’Assemblea aennina) chiare : Stop alla Lista unica di centro-destra,lavoro ed impegno per rivalutare il prestigio e l’importanza nella coalizione di AN,puntare a un confronto con Forza Italia e gli alleati per ridiscutere tutto,anche la Leadership.

    Anche nel centro-sinistra ci sono reazioni alle elezioni soprattutto nell’area centrista,Rosy Bindi strappa a Pierluigi Castagnetti (segretario del partito) un Congresso straordinario nella quale le due aree affilano i coltelli e si preparano alla completa frattura di quel che (ufficialmente) resta della Democrazia Cristiana,da una parte la mozione Uno candida Rosy Bindi segretaria e propone una federazione con i Democratici di Prodi (Franceschini è più esplicito e parla proprio di “fusione” perché “la spinta propulsiva del PPI nato nel 1994 è finita,il futuro è altrove”) e ha l’appoggio di Franco Marini e del movimento giovanile guidato da Adinolfi,la mozione Due candida l’ex-segretario CISL D’Antoni ed è appoggiata da quella macchina da guerra dc che è Beppe Fioroni,dal primo segretario Martinazzoli e dal segretario uscente Castagnetti che invece propone di rilanciare il PPI come forza aggregatrice di un nuovo partito assieme all’Udeur,al Cdu e a Rinnovamento Italiano per rafforzare il centro dell’Ulivo e che fa una forte campagna tra gli iscritti contro la volontà della mozione Uno di andare nel partito di Di Pietro.

    D’Antoni la spunta con il 52% dei voti congressuali,la Bindi opera una dolorosa scissione,anche Marini (che uomo di scissioni non è) se ne va,viene battezzato il Movimento Popolari e Riformisti (alla quale approda una piccola scissione del Cdu guidata da Bruno Tabacci) che però ha vita breve e dopo pochi mesi Bindi,Marini,Franceschini,Tabacci e grossa parte dei Giovani Popolari aderiscono ai Democratici dell’Asinello.

    Passate le elezioni regionali D’Alema torna al suo progetto originario,fare le riforme istituzionali assieme al centro-destra e per la prima volta il disegno non fallisce,rinforzato dalle regionali e con il partito fedele alle spalle rinsaldando l’asse con i veltroniani (cosa che non c’era nel 1997) D’Alema da presidente del consiglio apre un nuovo Tavolo delle Riforme a cui aderiscono tutti i partiti tranne,ovviamente,la Lega,dopo mesi di trattative e votazioni passa questo nuovo sistema elettorale e questo nuovo assetto istituzionale che può essere riassunto in tali punti :

    1) Il Presidente della Repubblica rimane autorità super-partes ed eletta dal Parlamento ogni 7 anni,ma gli viene tolto il potere di far dimettere e di nominare i Ministri,che passa alla nuova carica di Primo Ministro,con una eccezione riguardante il Ministero degli Esteri che è di nomina del Quirinale che acquista una forte influenza nella politica estera del paese che viene sempre più istituzionalizzata e sempre meno politicizzata. Ciononostante le decisione prese in comune accordo tra Presidente della Repubblica e Ministro degli Esteri in tema di politica estera devono comunque passare,se fossero leggi o decreti,per il parlamento.
    2) Il Presidente del Consiglio viene sostituito dal Primo Ministro che sul modello delle elezioni regionali si presenta direttamente al Popolo Sovrano,ha il potere di nominare e far dimettere i ministri.
    3) Il Parlamento si riduce ad un’unica Camera,la Camera dei Rappresentanti del Popolo,formata da 450 membri.
    4) Il sistema elettorale è ripreso da quello Regionale (inserendo però il doppio turno alla francese),combinando voto al Primo Ministro (che ha un suo listino formato da candidati di tutti i partiti di una coalizione elettorale che da un bonus parlamentare di maggioranza di 50 deputati al candidato vincente al primo turno e di 35 al candidato vincente al secondo turno ) e voto di lista (con preferenza unica facoltativa). Qualora un candidato Primo Ministro non superasse il 51% al primo turno si passerebbe ad un secondo turno nella quale si presenterebbero i due candidati che hanno preso più voti nel primo turno,ci sarebbe però un semplice ballottaggio tra candidati primi ministri poiché il voto di lista non viene riproposto al secondo turno e la composizione della Camera che può essere variata solo dal risultato del Listino.
    5) Per quanto riguarda il voto di lista accedono in parlamento solo i partiti che superano il 3% se alleati in coalizione,il 4% se autonomi.

    Come vediamo i Ds e i Democratici riescono a strappare il doppio turno al centro-destra (debole dopo i risultati delle regionali),Forza Italia il premier con poteri forti (una fissa di Berlusconi) e Alleanza nazionale l’elezione diretta del Premier (anche se puntava,come da tradizione,al presidenzialismo e non al premierato),votano la riforma elettorale-istituzionale i seguenti gruppi parlamentari : Ds,Democratici,Forza Italia,An,Ccd,Autonomia e libertà,Partito del sud,Sdi,Udeur,Socialisti,Pdci (che da anni si pongono l’obiettivo di federare la sinistra extra-Ds e vedono nello sbarramento il giusto mezzo) ; votano contro Ppi,Rinnovamento,Cdu (dubbiosi dei troppi poteri del Primo Ministro anche se slegano completamente l’azione di Governo dall’andamento delle riforme mantenendo posizione nel centrosinistra),Repubblicani,Radicali e Fiamma di Rauti,si astengono Rifondazione comunista (che vive un conflitto interno contro Bertinotti e il nuovo governiamo infatti Rifondazione dopo le regionali è tornata all’appoggio esterno del csx) e i Verdi (contrari agli sbarramenti per i partiti alleati).

    2001 : Il centro-sinistra si appresta a gareggiare le prime elezioni con il nuovo sistema con la candidatura del presidente uscente Massimo D’Alema e una coalizione molto composita che ha avuto degli incidenti di percorso : la rottura con Rifondazione,la caduta di Prodi,l’ascesa del leader ds con l’appoggio dei centristi dell’Udr e del Cdu,le prime manovre finanziarie “pesanti” per entrare in Europa,alcun tagli allo stato sociale,la mancata legge sul conflitto d’interessi osteggiata da ampi settori del PPI,Udeur e Rinnovamento ;

    ma anche molti lati positivi : l’entrata nell’Euro,il ri-equilibrio dei conti pubblici anche grazie all’operato di Ciampi,ora Presidente della repubblica,il rifiuto alla guerra in Kosovo che D’Alema anche su forti pressioni della base del partito e degli esponenti cattolici non avvalla e presso la quale gioca una carta positiva con l’opinione pubblica,la lotta all’evasione fiscale tramite un massiccio uso degli ispettorati e dei controlli,un piano industriale di rinnovamento e di ammodernamento gestito dal Ministro dell’Economia Pierluigi Bersani e dal suo vice Visco con le parti sociali e Confindustria,un nuovo patto sul lavoro con i sindacati gestito da D’Alema stesso,dal popolare[poi Democratico] Enrico Letta,da Martelli e da Sergio Cofferati (ds ma soprattutto segretario CGIL) che punta ad una “flessibilità” arricchita di garanzie e ammortizzatori,il rinnovato patto con Rifondazione ecc ecc…

    D’Alema però da candidato Primo Ministro di una coalizione composita e piena di “nanetti” (terrorizzati dal 3%) punta ad una semplificazione del quadro politico del suo schieramento e chiede alle forze minori più omogenee tra di loro di unirsi e di presentarsi alle elezioni con dei cartelli elettorali unitari.

    La proposta viene colta sia al centro che a sinistra,ma di fatto non si traduce in una semplificazione efficace infatti seppur lodevole il cartello unitario di centro “Democrazia e Libertà” che unisce Ppi,Rinnovamento,Cdu e Udeur (previsto da tempo,all’indomani del congresso del Ppi) e quello più bizzarro sulla sinistra che unisce Verdi,Pdci e Sdi (la decisione di Martelli si fare un cartello con Cossutta provocherà la scissione di Bobo Craxi,Stefano Caldoro e altri socialisti verso il Nuovo Psi di De Michelis) denominato “Sinistra,Socialismo,Ecologia” con tutti e tre i simboli dei partiti in piccolo (escamotage per non far rinunciare a Cossutta e Diliberto la falce e martello),la frammentazione in macro-aree nell’Ulivo rimane forte infatti Rifondazione priva di slancio il cartello a sinistra dei Ds non aderendovi (Bertinotti già deve affrontare una scissione interna per aver firmato il programma dell’Ulivo) e i due partiti principali della coalizione,ovvero la Quercia e l’Asinello non fanno nulla per creare una lista in comune (come tra l’altro invoca da mesi Antonio Di Pietro),l’invito di D’Alema viene cosi in buona parte de-potenziato dalle logiche di partito.

    Nel centro-destra c’è da risolvere il nodo leadership,Berlusconi viene appoggiato da tutta la coalizione meno An che chiede delle primarie su modello americano,Berlusconi che ama la legittimazione popolare accetta la competizione,chiede di partecipare anche Rauti ormai leader indiscusso della destra radicale ma gli viene impedito per via burocratica tramite un cavillo.

    La sfida è tutta tra i due,Berlusconi però,al contrario di Fini ha le televisioni e non ha la pregiudiziale anti-fascista che ancora serpeggia tra i ceti moderati nonostante la svolta di Fiuggi,in più il Cavaliere non ha candidati di disturbo infatti l’astro nascente pugliese Fitto dato che si profila una vittoria (anche se di misura e al secondo turno) del centro-sinistra e di D’Alema non vuole essere bruciato subito.E infatti Berlusconi batte Fini 70-30,nelle prime primarie italiane alla quale partecipano poco più di un milione di elettori.

    Dentro Rifondazione Comunista maturano due scissioni : la prima a sinistra,forti di un buon 20% del partito che dinanzi il rifiuto della maggioranza di avere un congresso pre-elezioni per decidere la linea,un gruppo principalmente composto di trozkisti guidati da Marco Ferrando ne esce fondando Lotta Rivoluzionaria-Comunismo 2000,la seconda a destra,che conta il 7% nell’assemblea nazionale di Rifondazione (il suo parlamentino) e che si chiama Sinistra Unita che confluisce nel Pdci e vede come inaccettabile che Rifondazione,il principale partito a sinistra dei Ds non tenti di aggregare quell’area politica,è guidata da Gianpaolo Patta.

    La lista unica del centrodestra viene riproposta ma non vi aderiscono Alleanza Nazionale e Partito del Sud,gli altri partiti come Ccd,nuovo Psi,Pri,Autonomia e Libertà non sicuri di passare il 3% si coalizzano con Forza Italia nella Lista della Libertà (e firmano un patto con il Cavaliere di formare un gruppo unico in Parlamento).

    La Lega che teme il voto utile,ma soprattutto che i suoi voti finiscano a Berlusconi nel ballottaggio (ed è su questo che punta il Cavaliere che definisce la Lega più e più volte come un partito inutile per cambiare le cose dell’Italia) fa una campagna elettorale fortemente antipolitica dai toni aspri,e candida come Primo Ministro il noto comico Beppe Grillo che si definisce “l’unica cura a questo paese di vecchi comunisti e di imprenditori mafiosi”,si alleano con la Lega e Grillo,i Radicali,per la loro vocazione anti-sistema.

    Rauti punta tutto sull’elettorato di Fini e rifiuta un accordo proposto lui da Alemanno di lista comune con An,e si candida primo ministro.

    Questo è l’ultimo sondaggio elettorale prima del classico stop.

    Voto al Primo Ministro :
    Massimo D’Alema Primo Ministro : 47%
    Silvio Berlusconi Primo Ministro : 42,3%
    Beppe Grillo Primo Ministro : 8,5%
    Marco Ferrando Primo Ministro : 0,9%
    Pino Rauti Primo Ministro : 1,3%

    Voto di Lista :

    Democratici di Sinistra : 22,8% (effetto D'Alema)
    Democratici dell’Asinello : 10,7%
    Rifondazione Comunista : 4,4%
    Democrazia e Libertà : 4,7%
    Sinistra Socialismo Ecologia : 3,1%

    Totale Ulivo-Centro Sinistra : 45,7%

    Lista della Libertà : 24,8%
    Alleanza Nazionale : 9%
    Partito del SUD : 6,4%

    Totale Polo-Centro Destra : 40,2%

    Lega Nord : 10,6%
    Radicali : 0,4%

    Totale Grillo : 11%

    Movimento Sociale-Fiamma Tricolore : 2%

    Lotta Rivoluzionaria-Comunismo 2000 : 1,1%

    Descrizione Partiti :

    Democratici di Sinistra : evoluzione del Pds ed eredi del Partito Comunista Italiano,il segretario è Walter Veltroni,sono il principale partito della sinistra italiana,fanno parte dell’Internazionale Socialista e del Pse,hanno un forte radicamento territoriale (soprattutto nelle regioni Rosse) e assieme ai Democratici dell’Asinello sono il perno dell’alleanza dell’Ulivo. Al loro interno si distinguono quattro principali aree : “Ulivisti” guidati dall’ex-segretario Achille Occhetto che vorrebbe,come chiede da tempo Antonio Di Pietro,la fusione tra il partito di Prodi e la Quercia, “Dalemiani” corrente maggioritaria che si identifica nella socialdemocrazia europea,che vuole mantenere intatta l’identità del partito e nella quale si ritrovano oltre alla maggiorparte dei dirigenti della svolta tutti i più anziani ed autorevoli dirigenti ex-Pci (da Napolitano a Reichlin passando per Luigi e Giovanni Berlinguer), “Veltroniani” si pongono in mezzo tra Ulivisti e Dalemiani,in precedenza erano più propensi alla fusione con Prodi e l’Asinello ma da quando c’ è stato il passaggio di consegne D’Alema-Veltroni si sono ri-allineati ai Dalemiani con la quale gestiscono il partito, “Sinistra DS” è un’area che dopo molto tempo si è unita,vi si riconoscono ex-rifondaroli di Garavini,Cesare Salvi (che ha rotto con Fabio Mussi rimasto tra i dalemiani),gli ambientalisti di Fulvia Bandoli e molto sindacalismo Cgil,manca un leader forte per prendere il controllo del partito.

    Democratici dell’Asinello : partito fondato da Romano Prodi dopo la caduta del suo governo,i primi nuclei erano i Comitati per l’Ulivo di estrazione prodiana e di estrazione popolare,poi è arrivata la Rete di Leoluca Orlando, l’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro,il Movimento CentoCittà di Francesco Rutelli e Massimo Cacciari ed infine i Popolari e Riformisti di Rosy Bindi e Dario Franceschini, sono un partito di centro-sinistra riformatore ed europeista,si battono per l’unità delle forze del centrosinistra e sono rientrati prepotentemente nella dialettica di quest’ultimo dopo il risultato delle elezioni Europee (10%),da li in poi detengono con i Ds il ruolo di guida della coalizione,non vi si riconoscono particolari aree,ci sono solo alcune visioni diverse sul rapporto con i Ds,il grosso dei prodiani e Di Pietro vogliono approdare al partito unico,Dario Franceschini e il suo gruppo di popolari e anche il gruppo di Bruno Tabacci (fuoriuscito dal Cdu) sbarrano la strada a questa ipotesi.

    Rifondazione Comunista : partito comunista di stampo moderno,radicale,ambientalista,movimentista e pacifista guidato da Fausto Bertinotti,ha subito varie scissioni,le prime verso il Pds-Ds (Garavini),poi la più dolorosa,quella con Cossutta e il Pdci ed infine quella di Ferrando.Ha un programma molto radicale ma ha appoggiato il programma di D’Alema per necessità di coalizione e per “battere la destra” che è poi lo slogan principale della campagna elettorale del partito che al suo interno è comunque variegato. Ci sono i “Bertinottiani” del Segretario e di Paolo Ferrero,Nichi Vendola e Gennaro Migliore che vogliono un partito critico nei confronti del centrosinistra moderato ma comunque alleato fedele per non ripetere l’errore del 98 che avrebbe potuto portare ad un nuovo governo Berlusconi, l’area “Obiettivo Comunista” che è quella orfana di Ferrando,è diventata parecchio minoritaria dopo la scissione e vuole la fine del collaborazionismo,l’area “Rifondare la Sinistra nel Nuovo Millennio” è d’accordo con l’impronta movimentista della maggioranza ma vorrebbe un patto di desistenza e non un’alleanza organica con il centrosinistra.

    Democrazia e Libertà : cartello di centro che unisce :
    - Partito Popolare Italiano : guidato da Sergio D’Antoni,erede della Democrazia Cristiana ha affrontato tantissime scissioni,da quella del Ccd di Casini verso Berlusconi a quella dei Popolari Riformisti della Bindi verso i Democratici,punta a rafforzare l’area di centro e spera in un insuccesso di Rifondazione affinchè non sia determinante per la coalizione dell’Ulivo
    - Udeur : figlia dell’Udr di cossighiana memoria è una formazione centrista radicata in Campania guidata da Clemente Mastella,soffre molto la posizione nel centro-sinistra ma non può presentarsi ai suoi elettori in alleanza con AN ma soprattutto non vuole saltare sul carro del presunto perdente
    - Cdu : da scissione del PPI aveva prima aderito al centro-destra poi era confluito nell’Udr di Cossiga passando al centrosinistra per sostituire Rifondazione nella coalizione di D’Alema,quando sono scoppiati contrasti tra Cossiga e Mastella ne è ri-uscita ma è rimasta fedele al Premier ex-comunista in cambio del ministero della Famiglia (dato a Buttiglione),ha subito una scissione di Bruno tabacci prima verso il movimento della Bindi e quindi nei Democratici,porta in dote al cartello il simbolo della Dc,lo scudo crociato.
    - Rinnovamento Italiano : movimento sempre più in crisi che trova identità solo nel suo leader che come l’Udeur punta a far pesare di più il centro e meno la sinistra,si oppone a qualsiasi legge sul conflitto d’interessi,Dini dovrebbe diventare Ministro della pubblica amministrazione.

    Sinistra Socialismo Ecologia : cartello di sinistra che unisce :
    - Pdci : guidato dal sempreverde Armando Cossutta,ha un programma specificatamente marxista ma di fatto avvalla qualsiasi decisione dei cugini DS con la quale hanno uno stretto rapporto politico,Cossutta è quello che si è speso di più per difendere la candidatura di D’Alema dopo il rifiuto di Prodi di fare coalizione con l’Udr di Cossiga,contemporaneamente il Pdci si batte per unificare tutta la sinistra extra-Ds in un partito unico.
    - Sdi : riunisce quei socialisti che hanno scelto il centro-sinistra,è guidato da un Claudio Martelli folgorato sulla via di Damasco che pentito del suo passato craxiano ha riunito i vari Boselli,Intini ecc ecc e cerca di far pesare l’anima riformista all’interno della coalizione,è ostile verso Rifondazione e scettico nei confronti dei Ds ma comunque ha contribuito a scrivere la legge sulla flessibilità garantita assieme a Letta,D’Alema e Cofferati.
    - Verdi : movimento ecologista che ha perso la sua spinta propulsiva,punta ad aggregarsi con le forze politiche di sinistra più attente alla questione ambientale,ha perso molti quadri più moderati verso i Democratici di Prodi,da Paolo Gentiloni a Ermete Realacci.

    Lista della Libertà : cartello di centro-destra che unisce :
    - Forza Italia : il movimento politico di Silvio Berlusconi,è nato per andare al governo in tempi rapidi ma dopo la caduta del Berlusconi I per mano della Lega nei lunghi anni di opposizione dal 1996 non è riuscito a farsi partito “pesante” e ben strutturato,ha subito la scissione del partito pugliese di Raffaele Fitto,è molto forte in Lombardia.Ha fatto fallire le riforme della Bicamerale ma ha accettato di pagare un prezzo elevatissimo (il doppio turno) nel secondo tavolo delle riforme con D’Alema, si dice liberal-conservatrice.Ha l’appoggio dichiarato da Hammamet di Craxi ma soprattutto dell’impero mediatico del suo leader alla quale però si contrappone una Rai che prima durante Prodi e poi durante D’Alema si è fortemente schierata e “sinistrizzata” che fa da bilanciere all’offensiva anti-d’alema e anti-governo delle reti Mediaset.
    - CCD : scissione del primo Partito Popolare,guidato da Pierferdinando Casini e Marco Follini,punta a rafforzare i democristiani nella coalizione di centro-destra e punta alla successione quando Berlusconi non sarà più sulla scena,nel frattempo è uno dei suoi più fidi alleati,ha lavorato molto sotterraneamente per portare dall’altra parte Udeur,Dini e Cdu ma invano.
    - Nuovo Partito Socialista : tutti i Socialisti che hanno scelto il centro-destra,è più un partito di ceto politico che di popolo,lo stesso Craxi con i suoi fax dalla Tunisia non li considera proprio.
    - Partito repubblicano : portato da Nucara a destra ha subito grosse perdite verso i Democratici di Prodi (la Sinistra Repubblicana di Luciana Sbarbati)
    - Autonomia e Libertà : partito scissione della Lega Nord,propone un federalismo moderato ed è guidata da Roberto Maroni,è più o meno forte al Nord ma incerta sulla possibilità di superare il 3% ha preferito accasarsi nel listone berlusconiano.

    Alleanza Nazionale : partito di destra guidato da Fini,è in contrasto con Berlusconi per la questione della leadership del centro-destra ma la sonora sconfitta alle primarie ha fatto abbassare i toni della polemica interna,Fini e i suoi prima della sconfitta elettorale avevano iniziato un processo moderato verso il Popolarismo Europeo e i Conservatori britannici ma dopo la sconfitta con la Destra Sociale di Alemanno e Storace che han cominciato a fare la voce forte Fini è tornato su posizioni più tipicamente di destra.All’interno si riconoscono tre aree : “Destra Sociale” fortissima area dai connotati laziali guidata dal governatore del Lazio Storace a da Alemanno che vuole un atteggiamento più aggressivo verso Berlusconi e il riavvicinamento con Rauti, i Finiani che ultimamente hanno fatto asse con Destra Sociale e nella quale sembra appartenere Alessandra Mussolini e “Destra di governo” l’area più moderata guidata da Fisichella che punta sulla personalità di Fini ma che preferirebbe far crescere la sua leadership dentro la lista unica di centro-destra.

    Partito del Sud : partito territoriale guidato da Raffaele Fitto e Raffaele Lombardo di carattere assistenzialista e anti-federalista,è contraria a qualsiasi alleanza con la Lega e mal sopporta la presenza di Maroni nella coalizione,lavora per il dopo-Berlusconi.Raggiunge ottimi consensi nelle regioni del Sud specialmente in Puglia,Sicilia,Calabria e Campania.

    Lega Nord : il partito di Bossi non ha perso neanche un po’ della rabbia e dell’aggressività degli esordi,dopo la breve esperienza di governo continua ad essere movimento di lotta e desidera portare la rivoluzione del nord a partire dal basso dalla conquista dei piccoli comuni della Lombardia e del Veneto,in molti di essi la Lega governa da sola contro destra e sinistra.Ha intercettato anche il malumore verso la politica di molti giovani che si riconoscono nel comico Beppe Grillo e lo ha candidato Primo Ministro contro D’Alema e Berlusconi.L’ultima stranezza di Bossi è l’alleanza con la Bonino definita "una donna con le palle da padana".

    Radicali : movimento contro la partitocrazia,anti-proibizionista,federalista e liberista,ha perso Pannella nel 99 (ormai ritiratosi a vita privata) e d’allora si affida ad Emma Bonino che stavolta ha deciso di appoggiare la candidatura di Beppe Grillo assieme alla Lega.

    Lotta Rivoluzionaria-Comunismo2000 : partito comunista trozkista guidato da Marco Ferrando che muove una campagna elettorale durissima contro Bertinotti accusato di aver svenduto i valori della Rifondazione movimentista del comunismo al “moderatismo socialdemocratico e ruffiano nei confronti di Confindustria” di D’Alema,propone se entra in parlamento (cosa molto poco probabile) una opposizione durissima al probabile governo di centrosinistra.Si spende poco contro la destra definita più “coerente” rispetto alla “presunta sinistra di governo”.

    Movimento Sociale-Fiamma Tricolore : Scissione di Alleanza Nazionale non ne condivide il processo moderato,ha una visione anti-liberista,anti-comunista e anti-capitalista punta a un governo delle classi popolari di periferia guidate dalla Borghesia cattolica e di destra,propone la costituzione delle corporazioni che devono sostituire i sindacati,al suo interno ci sono le più disparate anime della destra radicale,dalla destra xenofoba e razzista a quella più legata all’oltranzismo religioso a quella più sociale che riscopre il primo fascismo.
    Ultima modifica di SteCompagno; 13-04-10 alle 16:13
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    Ciao Manfr!
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  4. #4
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    D'Alema e Ds.Anche se il candidato ideale nel 2001 sarebbe stato Ciampi...

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