Cambia il modo di consumare energia
Un'interessante ricerca de Il sole 24 ore ci aiuta a capire il modello di consumo della famiglia italiana. In un anno consuma circa 2.600 chilowattora, utilizzando la corrente soprattutto dalle 18 fino alle 22, non tanto per la luce, ma per mettere in funzione la lavatrice e per passare l'aspirapolvere, appena tornati dal lavoro i componenti del nucleo (familiare).
Spesso e volentieri le famiglie fanno uso del condizionatore, in estate quanto in inverno. Per cucinare molti usano il microonde, mentre si apre di continuo il frigorifero, mettendo in moto il compressore che macina di continuo.
Nel 1995 la famiglia italiana consumava in media 2.600 chilowattora l'anno perché venne introdotta in maniera massiccia la lavastoviglie. Pochi anni prima consumava più o meno lo stesso quantitativo di energia, ma per l'uso della stufetta elettrica (ancora non erano entrati nell'uso comune i riscaldamenti autonomi e quelli condominiali non bastavano al riscaldamento degli ambienti).
«I salti nel modo di consumare sono stati soprattutto due – afferma Francesco Starace, a capo del segmento Mercato dell'Enel, nell'articolo riportato su Il sole 24 ore – e cioè la metanizzazione dei primi anni 80 e l'arrivo del condizionatore negli anni scorsi». Prima della metanizzazione degli anni 70 e 80, negli abitati minori erano comuni i fornelli elettrici in cucina, lo scaldabagno elettrico sopra la vasca, le stufette elettriche in soggiorno e in camera. La metanizzazione ha fatto sparire buona parte di questi apparecchi.
«Il condizionatore d'aria, che ha avuto un boom dal 2002-2003, invece, ha invertito i periodi di consumo», aggiunge Starace.
Oggi la maggior parte della corrente elettrica è usata per raffreddare e i consumi crescono con la stagione più torrida. È la cosiddetta californizzazione dei consumi: da qualche anno la domanda elettrica estiva sorpassa in modo strutturale la richiesta invernale di corrente. L'Italia segue il cambiamento strutturale che era avvenuto in alcune aree degli Stati Uniti una quindicina d'anni fa.
In Italia, fin dalla prima elettrificazione di un secolo fa, la domanda di energia era espressa soprattutto dall'industria: acciaierie, imprese meccaniche, colossi chimici. La richiesta non era per illuminare (marginale) bensì per riscaldare (per esempio, fondere i metalli) o per muovere i macchinari (per esempio compressori, torni, presse, telai). In questi ultimi anni il sistema industriale è cambiato e al posto dei poli produttivi (basta pensare alla grande chimica) sono sorte numerose microimprese che hanno bisogno soprattutto di energia per raffreddare.
La catena alimentare del freddo comincia negli stabilimenti di surgelazione, passa per i magazzini generali, i supermercati e i negozi, arriva nel frigorifero di casa. Qualche anno fa i condizionatori erano presenti solamente nei grandi uffici e nelle banche. A partire dalla diffusione del climatizzatore in auto, gli italiani ne hanno scoperto i benefici e i condizionatori ora sono la normalità anche nei piccoli uffici, nei negozi e nelle case.
Il lavoro si svolge sempre più con i computer e sempre meno con i macchinari e i computer (rinfrescati dalla ventola) soffrono il caldo. Questo cambiamento sposta non solamente la stagionalità del consumo, che cresce con il salire della temperatura, ma anche con il modo in cui si consuma: ci sono migliaia di minuscoli punti di prelievo che accendono le apparecchiature in modo "anarchico". Inoltre buona parte dei dispositivi della casa moderna bevono chilowattora anche quando spenti (spenti solamente in apparenza). Una decina d'anni fa in casa c'erano la lavatrice, l'asciugacapelli, l'aspirapolvere: quando sono spenti non consumano. Invece i molti elettrodomestici d'oggi consumano anche quando sono in stand-by, come il lettore Dvd o il decoder della tv.
Da questo punto di vista, l'indicazione che diamo è sempre la stessa: risparmiare, consumare meno, consumare in modo responabile e non abusare delle tecnologie succhia energia.
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