CI METTO LA FACCIA E VADO A FIRMARE
E’ attraverso le scelte che si riesce ad evincere se stessi e ad ottenere, a conquistare la tanto vagheggiata autenticità. Le priorità, somme scelte, sono assolutamente soggettive, proprio tutte, anche quelle che assumono le prerogative dell’assoluto: estensibili a tutto. Le priorità, invece, diventano omologate e imposte quando, immanifeste, sono la risultante di disegni politici ben precisi .
Di questi tempi( e pensare che questo inizio millennio aveva aspettative ben più epocali!) va per la maggiore il tema della sicurezza. E’ stato stabilito che l’opzione prioritaria per gli italiani, ma proprio tutti, sia la sicurezza : la sicurezza delle nostre case, delle nostre terre , delle nostre città… e in questo compito si prodigano i nostri “liberi” organi d’informazione che, giorno dopo giorno, sfornano gli elementi-alimenti atti a nutrire le più viscerali ossessioni. Certo, fino al prossimo clic… l’interruttore si spegnerà, il problema miracolosamente risolto…tornerà alla ribalta al momento opportuno.
L’operazione ha radici lontane, si è preparata nel tempo, con dosi da elefante d’imbecillità si è inferto un colpo mortale alla cultura, con costanza , con pervicacia… ma se non c’è cultura , non c’è la cultura della libertà e l’aspirazione all’emancipazione. Si vive solo per accaparrare “roba” da difendere con qualsiasi mezzo, preda di un’esponenziale ossessione.
Ma non è forse improbabile che uomini che impunemente ma alacremente impegnati nel compimento del disastro ambientale abbiano a cuore la propria vita , quella dei propri figli: che cos’è che mettono in stato di sicurezza?
Prendiamo però per buono tutto ciò che costituisce l’antefatto: le condizioni delle città italiane sono da “allarme sicurezza” e allora…muri e manganelli…ronde e braccialetti…sono queste le ricette che, ahimè, uniscono in un unico empito destra e sinistra. Sono invece le tante invidiabili iniziative culturali, il meraviglioso festival del Cinema ad aver ben contribuito alla sicurezza della città di Roma ed è per questo che Veltroni ha conquistato la copertina del Times e ha ispirato un personaggio letterario (il sindaco di McEwan) e non per lo sgombero delle baraccopoli! Un progetto che se fosse sufficientemente esteso: eventi, teatri, cultura,(anche lontano dal centro), verde e bel cemento certo promuoverebbe una miglior vita per tutte quelle anime periferiche che potrebbero rendere più ricco e vitale il territorio proprio come già esprito dall’imperatore Adriano…
Come fa allora Rutelli a muoversi in questo balletto di promesso punitive e di protezione ad oltranza piuttosto che appellarsi alle prerogative della cultura di appartenenza. Lasci piuttosto che si esprima con tutta la sua eloquenza l’immagine di Fini, accorso a sostenere il suo sodale (compare di piazza e di spranga) con quell’aria da olio di ricino, a controllare i documenti degli extracomunitari. Ma non si è accorto che lo stupro che monopolizza questa Roma preballottaggio è stato perpetrato da un comunitario ai danni di una extracomunitaria?!
Per me e certo per molti come me non è prioritaria la sicurezza, lo è invece la cultura e l’inebriante senso di libertà che ne consegue e speriamo allora, che questo spirito illumini anche quegli amministratori che con provvedimenti, figli di un’insopportabile politica paternalistica, rendono le nostre città culturalmente immobili. Intanto in questi giorni c’è qualcosa da fare per liberarsi dall’azione lobotomizzante dell’italica informazione ed io, che nei confronti dell’estetica grilliana provo vera ripugnanza , ci metto la faccia e vado a firmare .
ANTONELLA SENSI




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