Le ronde? “Sono legali, si fanno gia’ da anni in diverse citta’. A Milano, per esempio, ci sono i City Angels”. Roberto Maroni, ministro in pectore dell’Interno (stando alle dichiarazioni dei vertici del suo partito, la Lega Nord, al termine della riunione di ieri sera con il futuro premier Silvio Berlusconi, ad Arcore), in un’intervista al Corriere della sera, interviene a gamba tesa nel dibattito sulla sicurezza, alla luce dei recenti, efferati fatti di cronaca nera nelle principali citta’ italiane.
Rilanciando la vecchia idea del Carroccio della vigilanza dei volontari contro la criminalita’, Maroni cita, oltre all’esempio milanese, anche cio’ che accade a Bologna, dove sostiene di aver visto “con piacere, e anche con un po’ di compiacimento che Cofferati ha istituito di fatto e legalizzato le ronde”. L’esponente della Lega precisa, poi che queste attivita’ di controllo del territorio “non hanno poteri di polizia giudiziaria, ma di prevenzione”. Alla domanda se esiste, nel nostro Paese, un’emergenza criminalita’, Maroni non ha dubbi: “Si’. E’ collegata all’immigrazione, spesso clandestina. Ma quali saranno, allora, i provvedimenti del futuro governo in tema di sicurezza? Maroni li riassume cosi’: “piu’ rigore contro l’immigrazione clandestina. Serve piu’ pulizia e polizia”, il tutto, aggiunge, “coinvolgendo le autonomie locali”. E, sulla legge Bossi-Fini, che in circa due anni il governo di centrosinistra, malgrado ne avesse manifestato piu’ volte l’intenzione, non e’ riuscito a modificare, l’esponente del Carroccio dichiara che quello della normativa e’ “un problema essenzialmente di applicazione. Bisogna attuarla con rigore- chiude Maroni- come la legge Biagi”. Nel dibattito si inserisce anche Gianfranco Fini, “«la nuova maggioranza concorda sui quattro punti base dell’intervento che abbiamo in mente» e per questo Gianfranco Fini si dice sicuro che il governo del Pdl sarà capace di intervenire con mosse concrete. «Primo: controllo del territorio» che significa, per il leader di An intervistato da ‘Il Giornalè, «più uomini e mezzi per le forze dell’ordine». In secondo luogo, «certezza delle pene per chi delinque», quindi «incrementare la lotta alla droga perchè chi la assume perde ogni remora morale ed è pronto ad uccidere anche per 50 euro». Quarto punto, «procedere nella bonifica di città e quartieri da sbandati e immigrati clandestini giuntio qui non per lavorare onestamente ma per delinquere». Per il presidente di An «la situazione è andata fuori controllo grazie alla maggioranza di centrosinistra» e Prodi e compagni «ci hanno spiegato ad esempio che i romeni non possono essere espulsi in quanto comunitari… Io, che da ministro degli Esteri avevo seguito la questione, so invece che se un cittadino comunitario non dimostra di avere un lavoro e una residenza, dopo tre mesi di soggiorno in Italia, può essere espulso. Le direttive Ue sono chiarissime in proposito». Fini sostiene che «occorrerà rendere ancora più incisiva» la legge Bossi-Fini e le espulsioni dovranno diventare «allontanamenti immediati». Veltroni ha basato la propria campagna elettorale dicendo si può fare, adesso sul tema della sicurezza dovrà competere a destra sul terreno dell’avversario, visto che molti dei suoi sindaci sono presi come esempio.
A sinistra invece, occorre cominciare a dire qualcosa di nuovo su questi temi, non serve opporsi alla narrazione prevalente semplicemente dando del razzista ai nostri avversari, che il più delle volte sono felici di sentirselo dire. Se la lega propone le ronde di quartiere, contro uno stato inefficiente, la sinistra deve sviluppare le proprie “ronde sociali”, fatte di presidi di solidarietà ed integrazione , di autorganizzazione popolare, e di nuove forme di mutualismo. Molto probabilmente assisteremo ad un giro di vite che non porterà a niente altro che ad uno spostamento del fenomeno fino alla prossima emergenza mediatica ( che non sarà così pompata come oggi, dato che il centro destra dovrà dimostrare di aver ridotto la criminalità). In effetti i reati stanno diminuendo da anni pur in presenza di flussi migratori consistenti, pertanto l’emergenza sicurezza tenderà a sgonfiarsi non per il fatto che non esistono dati che la confermano, quanto semmai perchè perderanno di tono le campagne mediatiche che la sostengono. Nei prossimi anni la vera sfida si giocherà nella capacità di radicamento delle forze della solidarietà sociale nei territori contro quelle della paura. La guerra permanente ai poveri è iniziata da qualche decennio, essa ha avuto una fase costituente, ed ha vinto nella società perchè mette i poveri contro se stessi, nelle fabbriche come nelle strade. Questa guerra sociale, che è il trionfo del sovversivismo delle classi dominanti si manifesta oggi nella sua forma matura, si nutre della paura e della competizione per l’accesso al welfare e al lavoro e chiude gli spazi dei diritti sociali e delle libertà, mettendo nella berlina madiatica il capro espiatorio di turno. Se la sinistra vorrà riprendere parola nella società essa dovrà essere prima di tutto sociale evitando di farsi trascinare nell’emotività del dibattito emergenziale. Questo vale anche e soprattutto per i partiti che la compongono, che dovranno modificare profondamente i loro linguaggi, le loro forme organizzative, e le loro pratiche. Oggi non contano soltanto gli assessori che si prendono in una città, o le tessere che si fanno, ma anche quante palestre popolari, mense, asili autogestiti e gruppi di acquisto solidale si creano. Al di la dei leader e dei dibattiti interni la vera sfida contro la guerra permanente ai poveri si giocherà nel quotidiano, nella capacità di ricreare tessuto sociale e legami di solidarietà dando risposte concrete a bisogni concreti.
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