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    Predefinito La teoria di classe agorista

    Le citazioni sono tratte dalla traduzione di Stefano Miatto e Flavio Tibaldi
    - "Ricordate bene che Marx ha delineato il corso della storia e non si limitò semplicemente a tratteggiare un possibile corso predefinito. Se la storia non dovesse svolgersi secondo quel percorso “scientificamente” stabilito, tutto l’impianto teorico marxista crolla". Questo non è Marx, ma Kautsky, il quale ha appiattito la categoria della necessità su quella della necessità assoluta, e non l'ha fatto per svista, ma per la semplice ragione che in questo modo si poteva meglio giustificare la sua teoria del gradualismo (una riforma graduale del sistema, per inciso, invece del materialismo dialettico si ha un materialismo meccanicista senza salti qualitativi, senza rotture rivoluzionarie, permeato dall'ideologia del progresso). Questo non può essere Marx, perchè in lui la contraddizione non è semplice (e perciò lineare e necessitante in modo assoluto), ma complessa (cfr. Mao, Sulla Contraddizione, 1937); questo vuol dire che la necessità si manifesta tramite complessi rivolgimenti della sua (della contraddizione dominante, in ultima istanza il livello economico) struttura interna, e questa complessità implica che la contraddizione dominante sia surdeterminata (ovvero inegualmente-complessamente-gerarchicamente determinata) da sfere che le stanno al di fuori. La struttura a dominante del processo contraddittorio (dello sviluppo quindi), la complessa interazione reciproca dei suoi elementi, l'ineguaglianza nello sviluppo delle contraddizioni (insomma la surdeterminazione appunto) fa sì che la necessità diventi possibilità (al limite alta probabilità). Immaginate una sfera che ruota su un enorme piano inclinato ed incontra nel percorso continui ostacoli, questi fanno sì che il percorso possa essere deviato, ritardato, al limite anche impedito. Oltretutto Marx non ha mai sottovalutato quella che viene chiamata ideologia (è troppo lungo spiegare il significato di questo termine, lo do per noto), la forma in cui si svolgono i conflitti tra le classi, insomma la forma in cui gli uomini vivono la propria realtà. Con tutte queste variabili, come si può ancora credere alla storia del Marx determinista?
    - "Proprio come previsto da Ludwig von Mises nella sua pietra miliare Socialismo (1922), libro in cui l’impossibilità del calcolo economico in regime di proprietà collettiva dei mezzi di produzione veniva ampiamente dimostrata, l’economia di Marx ha miseramente fallito". Ecco il padre della patria (il loro, sia chiaro). La scuola di von Mises e von Hayek, i padri del niente, del vuoto pneumatico, i geni che pretendono di misurare le distanze spaziali in grammi o litri. Impossibilità del calcolo economico in regime ... ecc ecc. Forse la loro, perciò emetto il verdetto: rimandati in terza elementare! Propongono modelli matematici in cui il sistema di variabili è creato a modello di un mercato capitalistico, poi non riescono a pianificarne il funzionamento (che grossa scoperta!) e concludono che il capitalismo non è pianificabile (ah no.... che il SOCIALISMO non è pianificabile); da applausi. Il Calcolo economico è possibile in regime di socializzazione dei mezzi di produzione soprattutto perchè il socialismo è un processo (vecchio errore del dimenticarsi il tempo), processo in cui gli uomini prendono coscienza dei propri bisogni reali, e, con forze produttive potenziate, li soddisfano. C'è un salto qualitativo anche e soprattutto dell'uomo in quanto essere dotato di coscienza.
    - "“La parte del marxismo che ha maggiormente attirato le masse è stata con ogni probabilità la visione di una rivoluzione socio-politica come apocalisse secolare. Mentre altri hanno dato la loro spiegazione di Rivoluzione, solo Marx gli ha dato tale significato. Non era più questione degli oppressi che semplicemente estromettevano un vecchio regime per instaurarne uno nuovo, ugualmente brutale, ma solo un po’ diverso, ma della Rivoluzione in grado di rendere le cose così perfette che più nessuna rivoluzione sarebbe stata necessaria. Il miraggio di Marx era in effetti profondamente conservatore; una volta che la Rivoluzione avesse vinto, non ce ne sarebbero state altre. Anche i più acerrimi monarchici si tirarono indietro da un simile immobilismo". Qui l'ideologia borghese penetra nelle viscere. Per questi signori la storia procederà per sempre tramite sangue a fiumi; siccome la storia millenaria delle società classiste mostra rivolgimenti di simile fattura, allora per sempre così sarà, e amen (così sia). Peccato che assenza di classi non equivalga ad assenza di mutamento, questo lo capirebbe anche un bambino dell'asilo; se si vogliono per sempre le classi, lo si dica.
    Questa è un'introduzione.

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    Predefinito Riferimento: La teoria di classe agorista

    Citazione Originariamente Scritto da Matteo Visualizza Messaggio
    Oltretutto Marx non ha mai sottovalutato quella che viene chiamata ideologia (è troppo lungo spiegare il significato di questo termine, lo do per noto),
    Una nota di Paolo Giussani a riguardo:
    È curiosa la sorte toccata al sostantivo 'ideologia'. Definito ed utilizzato da Marx come sinonimo di 'falsa coscienza', è stato in seguito trasformato dagli intellettuali di professione (che appunto esercitano il mestiere di vendere l'ideologia) in qualcosa come 'concezione del mondo' o ' impostazione o metodo generale' per affrontare i fenomeni. L'ideologia è connaturata ad un sistema sociale solo per il fatto che gli uomini ci vivono dentro senza controllarlo, e debbono quindi concepirlo metafisicamente come un sistema naturale che non possiede una determinata dinamica evolutiva studiabile; come tale l'ideologia costituisce il maggior ostacolo all'analisi scientifica dei rapporti sociali.
    Citazione Originariamente Scritto da Matteo Visualizza Messaggio
    - "Proprio come previsto da Ludwig von Mises nella sua pietra miliare Socialismo (1922), libro in cui l’impossibilità del calcolo economico in regime di proprietà collettiva dei mezzi di produzione veniva ampiamente dimostrata, l’economia di Marx ha miseramente fallito".

    Ecco il padre della patria (il loro, sia chiaro). La scuola di von Mises e von Hayek, i padri del niente, del vuoto pneumatico, i geni che pretendono di misurare le distanze spaziali in grammi o litri. Impossibilità del calcolo economico in regime ... ecc ecc. Forse la loro, perciò emetto il verdetto: rimandati in terza elementare! Propongono modelli matematici in cui il sistema di variabili è creato a modello di un mercato capitalistico, poi non riescono a pianificarne il funzionamento (che grossa scoperta!) e concludono che il capitalismo non è pianificabile (ah no.... che il SOCIALISMO non è pianificabile); da applausi. Il Calcolo economico è possibile in regime di socializzazione dei mezzi di produzione soprattutto perchè il socialismo è un processo (vecchio errore del dimenticarsi il tempo), processo in cui gli uomini prendono coscienza dei propri bisogni reali, e, con forze produttive potenziate, li soddisfano. C'è un salto qualitativo anche e soprattutto dell'uomo in quanto essere dotato di coscienza.
    Naturalmente io non concordo con la concezione leninista del socialismo. Dove c'è calcolo economico c'è capitalismo.
    Riguardo alla presunta impossibilità di fare a meno del calcolo economico consiglio la lettura dell'articolo "Perché non abbiamo bisogno del denaro".
    http://socialismo-mondiale.blogspot.com/
    Invece della parola d'ordine conservatrice Un equo salario per un'equa giornata di lavoro, i lavoratori devono scrivere sulla loro bandiera il motto rivoluzionario Soppressione del sist. del lavoro salariato

 

 

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