Dalla rivista " RITROVARCI ", trimestrale della FAIS, un interessante articolo sul problema "della libera scelta " dei presidi sanitari occorrenti alle persone portatrici di stomia.

Libera scelta. Uno sguardo all’estero

F
orse può interessarci, ed essere

utile far sapere ai giudici del
TAR del Lazio, se la facoltà di usare
le sacche e le placche che ci fanno
sentire più sicuri e senza provocarci
irritazioni o danni peggiori,
sono un capriccio di noi stomizzati
italiani, oppure, se è una vitale necessità
sentita e riconosciuta anche
negli altri paesi europei.
Così, per dare maggior forza al nostro
intervento presso il TAR del
Lazio in difesa del principio della
libertà di scelta, la dottoressa Laura
Gazzi, il nostro avvocato, ci ha
chiesto di documentare, al riguardo,
il trattamento negli altri paesi
europei.
Non ce lo siamo fatti ripetere due
volte e mi sono preso l’incarico di
scrivere a tutte le Associazioni stomizzati
europee ponendo due semplici
domande:
1.


Possono gli stomizzati nel vostro

paese scegliere le protesi
tra tutte le marche presenti nel
mercato?
Possono ricevere prodotti di differenti
marche anche nella stessa
fornitura?
2.


Cosa devono fare gli stomizzati

quando vogliono, o devono, passare
da una ditta ad un’altra nella
scelta delle loro protesi?
Ci hanno risposto cinque associazioni:
quella degli urostomizzati inglesi,
quella degli stomizzati stranieri
residenti in Spagna, quella
svedese, quella tedesca e quella
estone.
Cercherò di riportare sinteticamente
le risposte per renderle più
facilmente confrontabili tra loro e
noi.

Gran Bretagna:

gli stomizzati possono

scegliere tra le marche presenti
nella lista governativa che potremmo
definire "tariffario farmaceutico".
Quando il portatore di
stomia vuole cambiare sacca o placca,
deve semplicemente dirlo a chi
glieli può prescrivere, generalmente
il suo medico, senza che abbia alcuna
importanza la casa produttrice.


Spagna:


prima di tutto va detto le

aziende non importano in Spagna
tutti i loro prodotti. Detto questo,
gli stomizzati possono scegliere le
protesi più adatte a loro tra tutte
quelli presenti nel mercato nazionale.
In Spagna bisogna sempre
farsi fare la prescrizione dal medico
per ricevere la fornitura, ed è in
questa sede che si chiede il cambio
di protesi. La marca della protesi è
assolutamente indifferente in sede
di erogazione.


Svezia:


gli stomizzati possono ottenere

la loro fornitura, qualunque
sia la ditta produttrice. Se il portatore
di stomia vuole cambiare, lo
chiede allo stomaterapista che scrive
una nuova ricetta. Per dire tutta
la verità, hanno il timore che in futuro
vengano distribuiti protesi di
una sola azienda: quella più economicamente
più conveniente. Stanno
con le orecchie alzate per cogliere
ogni segnale in questa direzione
e bloccarne lo sviluppo. Esattamente
come stiamo facendo noi
in Italia.


Germania:


l’anno scorso hanno

avuto una riforma del loro Servizio
Sanitario ed erano molto preoccupati,
ma sono riusciti a mantenere
la più ampia libertà di scelta tra
tutte le aziende. Ricevono tutto gratuitamente,
tranne un contributo di
10 Euro al mese da parte dello stomizzato.
Quando il portatore di stomia
vuole cambiare tipo o marca di
sacchetti, è necessario che ci sia
una richiesta scritta da parte dell’enterostomista
o dal medico.


Estonia:


fino a poco tempo fa era

presente sul mercato estone solo la
Convatec. Adesso si è aggiunta anche
la Coloplast, ma sentono comunque
la limitazione e sono i primi
sostenitori che le sacche devono
adattarsi a noi personalmente e
non alle esigenze del governo o
delle aziende.
Dalle risposte che abbiamo ricevuto,
abbiamo ottenuto un’altra conferma
– ma non poteva non essere
che così – che la FAIS non sta difendendo
un costoso capriccio per
guadagnare un facile consenso da
parte degli stomizzati italiani. Niente
di tutto questo: il tipo di protesi
più adatto a noi può variare nel
corso degli anni, e può variare a seconda
delle circostanze che dobbiamo
affrontare: da quelle climatiche
(inverno o estate), a quelle fisiche
(a riposo o di inteso sforzo fisico),
a quelle fisiologiche (stato di
salute, di malattia, o comunque di
malessere che alteri le nostre funzioni
intestinali). E questo, lo sanno
bene anche gli stomizzati delle altre
nazioni europee. No, non siamo
capricciosi: è che una vita con una
sacca sbagliata, è una vita dimezzata,
mentre a noi – come a tutti –
piace viverla tutta intera.
Giuseppe De Salvo