Dopo l’ennesima pantomima messa in scena dal cappellano magico, con la cordata dei “presunti coraggiosi”, che acquisiscono una società con le sole cose buone, scaricando sui contribuenti oltre 20 anni di politiche fallimentari, credo sia opportuna una presa di posizione chiara e coraggiosa. Da repubblicani. Ma quelli di una volta, che non avevano paura di dire la verità, e cioè: non vi alternativa al Fallimento dell’Alitalia. La respirazione bocca a bocca non serve più. Il paziente è già morto. Per colpa di amministratori scellerati. Di un sindacato anti-storico. Di una politica e di politici men che mediocri. Ma soprattutto per colpa del libero mercato. E’ questo il vero punto. E’ il libero mercato che ha consentito e consente di viaggiare a costi contenuti. E’ il libero mercato che ha affondato Alitalia. Ed è giusto che affondi. L’ultimo tentativo, quello di Air France di prendersi Alitalia, sotto Prodi., è fallito non per ostruzionismo. Ma per colpa dell’aumento del petrolio. Tutti gli indicatori economici, mostrano, è notizia di oggi, che le compagnie aeree da qui a 2 anni contrarranno i loro margini. E’ un’Alitalia o Cai come si chiamerà la futura armata Brancaleone, quali prospettive ha di rimanere competitiva sul mercato? Si dice ma, noi dobbiamo avere la compagnia di bandiera per la politica turistica. Ma perché, da quale giorno è iniziata la politica turistica in Italia? Dunque, sarebbe ora che anche la stampa la smettesse di celebrare ciò che non è da celebrare: il rinvio di una fine che è già nei fatti.




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