Salve sono nuovo in questo forum e saluti tutti...
Vorrei proporvi una risposta di un mio amico vicino alle posizioni degli oggettivisti sulla questione isolazionismo, nello specifico il mio amico risponde ad un articolo di Carlo Lottieri raggiungibile all'indirizzo:
http://www.ideazione.com/settimanale...81lottieri.htm
Di seguito la risposta del mio amico, cosa ne pensate?
Lottieri dice:
"L’utilizzo della forza, insomma, è legittimato soltanto in funzione difensiva: come strumento per tutelarsi da possibili attacchi. - Secondo Rothbard, ogni uomo ha il diritto di difendere la propria incolumità e resistere alle aggressioni: proprio per questo motivo la sua opzione per la pace non conduce necessariamente ad un pacifismo assoluto.
Una simile posizione (tolstojana) è considerata del tutto legittima, ma è ugualmente possibile che chi è minacciato si organizzi a propria difesa ed a tutela dei familiari, così come è comprensibile che chi ha subìto un torto pretenda di ottenere giustizia.Quando allora un gruppo ne aggredisce un altro, gli individui che subiscono un danno o temono di subirlo sono autorizzati ad intraprendere azioni di autotutela.
E’ però ugualmente vero che questa “difesa” non può essere esercitata che nei riguardi degli aggressori e secondo un principio di proporzionalità."
Dunque si sostiene che per un Rothbardiano sia comunque possibile rinuciare ad un pacifismo assoluto e dunque sia leggitma una difesa "proporzionata".
in particolare:
"Non è lecito, in particolare, ferire o uccidere chi non ha alcuna responsabilità nell’azione criminale."
Quindi Lottieri o i Rothbardiani sosterrebbero che si riuscirebbe a difendersi da una agressione, di qualsiasi tipo essa sia, esercitata cioè da uno Stato nemico o da gruppo di terroristi, senza che vi siano morti o addirirrura feriti innocenti?!?!
Cioè vogliamo davvero credere e postulare che ci si possa difendere senza nemmeno ferire degli innocenti?!?!
Allora poichè questo è semplicemente impossibile, o i Rothbardiani per coerenza rifiutano in ogni caso a difendersi oppure si cade in una enorme contraddizione.
Sfido chiunque a difendersi senza nemmeno rischiare di ferire chi non ci partecipa ad una aggressione; questo sarebbe impraticabile perfino nella difesa da ladri ordinari.
Non esiste attività umana che comporti rischi zero per se stessi e per gli altri; ovviamente e soprattutto anche la difesa rientra in questa categoria.
Andiamo avanti nella lettura e facciamo degli esempi; Lottieri dice:
"Ed è per tale ragione che di fronte ad un esercito invasore è lecito per la popolazione aggredita reagire anche con strumenti militari, a condizione però che i mezzi di offesa siano orientati verso quanti hanno deciso tale atto di guerra o comunque hanno partecipato all’invasione. E’ giusto difendersi, attaccare le colonne armate, respingere gli attacchi aerei e distruggere le basi navali del nemico, ma certo non è in alcun modo giustificabile un’azione di guerra che leda i diritti delle popolazioni civili: bombardando le città, ad esempio."
Sulla moralità del bombardamento indiscriminato delle città posso essere d'accordo; comunque negli anni questa pratica è in disuso nei governi "liberali" ed inoltre essi hanno sviluppato armi sempre più precise per minimizzare le perdite.
Azzerare le perdite è impossibile; l'unico modo per azzararle è non difendersi.
in particolare Lottieri dice:
"non è moralmente ammesso distruggere città, campi e fabbriche; non è possibile neppure bloccare le attività economiche di quanti appartengono ad un Paese il cui governo è in guerra con un altro"
Quindi per Lottieri è immorale e dunque non si possono distruggere le fabbriche nemiche.
Prendiamo allora spunto dagli eventi della seconda guerra mondiale; poniamoci nel 1944 e mettiamoci nei panni del governo inglese.
Su Londra stanno cadendo le V2 che non fanno distinzione tra civili e militari.
Nel 1944 non era possibile in alcun modo intercettare e abbattere le V2; volavano a circa seimila km/h ed erano dunque supersoniche.
Tanto per capirci solo oggi, negli ultimi anni, si sono iniziati ad avere su scala spesso sperimentale, i primi successi nelle intercettazione di missili; in pratica sono i frutti del difesa SDI.
Allora dinanzi a questa impossibilità di difendersi che bisognava fare?
Quale poteva essere la difesa proporzionata?
Le scelte erano due: o si bombardava Peenemunde e le altre fabbriche che producevano componenti per le V2 o si occupavano militarmente quelle fabbriche interrompendo la produzione.
Nel primo caso si sarebbero distrutte le fabbriche uccidendo coloro che ci lavoravano; dal momento che la macchina nazista era fondata sul lavoro di queste persone, esse erano corresponsabili delle morti ad opera delle V2.
Essi erano a tutti gli effetti e anche più, come soldati in prima linea e pertanto nemici da combattere.
Purtoppo questi lavoratori potevano essere degli schiavi (come spesso accadeva) e dunque ad essi non sarebbe restata che la scelta di opporsi ai nazisti, per non divenire in tutto e per tutto complici dei carnefici.
Moltissimi tecnici e lavoratori erano comunque orgogliosi di offrire i loro servigi al reich e questi dunque sono soldati del reich, criminali e basta da trattare di conseguenza.
La seconda opzione comporta l'invasione del cuore del reich tedesco e pertano volenti o nolenti la perdita di vite umane innocenti; nessun esercito o organizzazione di difesa privata, nessuno, potrebbe raggiungere il cuore della germania senza fare nemmeno un ferito o morto civile.
Quindi la realtà è ben più complessa e articolata.
Non si può dire semplicemente che occore limitarsi a respingere gli eserciti invasori.
Nell'era dei missili il concetto cambia; le distanze ad esempio non hanno senso e le cose si complicano.
Dunque o per coerenza si rinuncia del tutto a difendersi o si accetta che possano esserci delle morti innocenti; non ci sono altre vie.
Le attività economiche di quanti appartengono all'apparato industriale della germania (nazional)socialista, responsabili delle morti di innocenti inglesi, sono parte fondamentale della bestia nazista; senza questo apparato il nazismo non potrebbe esistere; verso il '44 oltre il 45% dell'economia tedesca era economia di guerra. Le fabbriche di coloro che peraltro hanno partecipato alla nascita e ascesa nazisti, sono solo fabbriche di morte.
Dunque o uno schiavo (ieri come oggi), si rende conto di questo e se vuole decide di ribellarsi, con tutto il corollario che esso comporta, oppure si accettano i rischi del lavorare (costretti o no), per i nazisti.
Tutto questo discorso vale ovviamente anche se ad operare per la difesa di una comunità non è lo Stato ma è una o più agenzie di protezione private.
Il discorso è tutto qui; non si tratta di stabilire se sia più o meno morale la difesa operata da uno Stato o da una agenzia di protezione privata; è evidente che lo Stato è un estorsore, non lo ho mai negato, anzi ne sono convintissimo come pure gli oggettivisti.
Tuttavia dal momento che si sceglie di difendersi occore fare i conti con la realtà e nella realtà lo Stato o una qualunque agenzia di protezione privata, per esercitare i loro compiti di protezione, inevitabilmente finiranno con il coinvolgere degli innocenti.
Ripeto: non esiste attività umana con rischi zero per se stessi e per gli altri, soprattutto la difesa.
Per coerenza allora i Rothbardiani devono decidersi: o rifiutano in ogni caso a difendersi e abbracciano il pacifismo assoluto oppure le loro teorie sono contraddittorie e inconsistenti; non ci si può difendere senza pensare di fare danni collaterali.
Comunque le "alleanze" con Buchanan e Chomsky di Rothbard sono davvero discutibili; ma come, critica Reagan per la limitazione delle libertà civili e poi si allea con Buchanan?
Critica la mancanza di mercato nelle azioni di Reagan (che comunque non ha potuto fare quello che voleva a causa dei democratici) e poi si allea con un anti-mercato, noglobal, che vuole spellare le imprese del "fortune 500", come Buchanan?
Chomsky poi che definisce il massacro cambogiano come "una delle più grandi campagne pubblicitarie della storia". oppure come "American propaganda."




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