
Originariamente Scritto da
polemiko
Rapine e botte per un cellulare
l'incubo della nuova criminalità
Dall´aggressione al ciclista a Tor di Valle alla violenza contro una cinquantenne a Colle Oppio
di Paolo G. Brera
Colle Oppio, scenario di un'altra violenta rapina
Sono giovani, quasi sempre stranieri, terribilmente violenti. Dietro di loro lasciano lunghe prognosi e una scia di terrore, ma spariscono con bottini da quattro soldi: un orologio qualsiasi, il telefonino che sarà bloccato e qualche volta servirà ad acciuffarli, chincaglieria elettronica usata del valore di pochi euro, qualche banconota nelle pieghe del portafogli. È questo che fa paura di loro: i nuovi protagonisti della cronaca nera romana si aprono la strada a cazzotti, bastonate e coltellate per rapinare nulla.
Agiscono in centro come in periferia, quasi sempre di notte. Martedì sera è toccato a Giuseppe Tornatore, ma gli episodi sono sempre più frequenti e violenti, l´elenco delle vittime è già lunghissimo e mette a tacere all´istante il sospetto che sia solo una psicosi razzista, la solita allergia collettiva a stranieri e zingari. Poche ore dopo l´assalto al regista, l´incubo della rapina con botte accessorie l´ha vissuto una donna di 46 anni aggredita a Colle Oppio: stava salendo in auto, tre ragazzi dell´Europa dell´Est l´hanno spedita all´ospedale con le ossa del viso a pezzi, e sono scappati con gli anelli e le collane che indossava.
Luigi Moriccioli, 57enne dirigente amministrativo del San Giovanni, sta lottando per sopravvivere alla rapina subita in bicicletta sulla ciclabile di via Ostiense: venerdì scorso pedalava dalle parti dell´Ippodromo Tor di Valle e - secondo la ricostruzione della scientifica - è stato aggredito da qualcuno che aveva deciso di rubargli la bici, una mountain bike "Trek" da 800 euro, e che ha rinunciato perché nella colluttazione è saltata la catena. Bilancio della rapina: rubato il cellulare, sulle cui tracce elettroniche sono al lavoro gli inquirenti, e spedito un uomo in coma farmacologico al San Camillo con una frattura della scatola cranica.
Vicino a Largo Preneste un ragazzo dell´Est ha seguito e aggredito una ragazzina diciottenne in un ascensore, rapinandola: quando sono arrivate le volanti, era stremata dallo spavento. Altri tre romeni sono stati arrestati la settimana scorsa dagli uomini della mobile per avere aggredito, massacrato, ucciso e poi bruciato con la benzina un poveraccio al quale volevano rubare un cartoccio di vino e mezzo pacchetto di sigarette. Josefsz Sudi, 44enne ungherese, era solo l´ultimo dei barboni finiti nel mirino di Romeo Gafun e di Danil e Adrian Costantinescu, tre romeni di poco più di vent´anni, tre ragazzoni che per vivere rapinavano i più poveri e indifesi tra gli uomini.
A Casal Lumbroso, zona Aurelio, sabato scorso uno straniero nascosto da un passamontagna ha immobilizzato la colf di un villino e ha sferrato una coltellata al collo del padrone di casa, un ingegnere sessantenne costretto poi con uno sfregio sul viso a tirare fuori qualche soldo. Alla fine è scappato con la Bmw dell´ingegnere, parcheggiata in giardino. Stranieri gli aggressori, sì, ma spesso anche le vittime: mercoledì notte all´Esquilino un marocchino 25enne è stato preso a bottigliate in testa da un connazionale 19enne, arrestato per tentata rapina. Mezz´ora prima, cinque romeni erano entrati in casa di un connazionale di 33 anni a Monte Compatri, picchiandolo con un mattone in testa: sono finiti in galera con l´accusa di rapina aggravata e lesioni.
(24 agosto 2007)