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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Le nuove valigie di cartone

    FOCUS la ricerca di lavoro

    Sud, la nuova emigrazione

    Ogni anno 270 mila persone vanno al Nord

    http://www.corriere.it/cronache/08_a...4f486ba6.shtml



    Non c’è stato partito che in campagna elettorale non abbia promesso il rilancio del Mezzogiorno e adesso perfino la Lega, con Roberto Calderoli, dice che «la questione settentrionale non può essere risolta se non si affronta la questione meridionale».

    È successo anche che Confindustria, Cgil, Cisl e Uil hanno firmato un nuovo documento comune per il Sud. E, ovviamente, non sono mancati gli appelli degli economisti ad affrontare l’annoso problema delle «due Italie». Ma adesso, dopo il voto, chi si ricorderà di tutto questo?

    Le persone in carne e ossa, intanto, cercano in prima persona una soluzione. Che spesso è la nuova migrazione da Sud a Nord. Che, ovvio, non è più quella degli anni Cinquanta e Sessanta, dei contadini poveri e ignoranti che con la valigia di cartone si trasferivano nel triangolo industriale per lavorare in fabbrica. Ma che, se è molto diversa qualitativamente, tocca però le stesse vette numeriche di allora. Ogni anno, infatti, si spostano dalle regioni meridionali verso quelle del Centro-Nord circa 270 mila persone: 120 mila in maniera permanente, 150 mila per uno o più mesi, dice l'istituto di ricerca Svimez. Un dato vicino a quello dei primi anni Sessanta, quando a trasferirsi al Nord erano 295 mila persone l’anno.

    Una città intera che si sposta

    Parlare di 270 mila uomini e donne che ogni anno vanno da Sud a Nord per lavorare o per studiare significa immaginare una città come Caltanissetta che si sposta tutta intera per trovare un futuro. Anche i contorni economici del fenomeno sono profondamente diversi da quelli del dopoguerra. Allora le rimesse degli emigranti generavano un flusso di risorse discendente, dalle regioni settentrionali a quelle del Mezzogiorno: servivano a mantenere le mogli o i genitori anziani rimasti al paese e magari a mandare avanti i lavori per costruire o ampliare la casa.

    Oggi, al contrario, i soldi risalgono la Penisola, per sostenere gli studenti meridionali nelle Università del Nord o i lavoratori precari che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, ma che tirano avanti con l’aiuto delle famiglie d’origine (comprese le pensioni dei nonni) con l’obiettivo di raggiungere poi il contratto a tempo indeterminato.

    Il trend consolidato

    Al ministero dello Sviluppo Economico, il viceministro Sergio D’Antoni ha stimato con i suoi tecnici che si arriva a circa 10 miliardi di euro che per tutti questi motivi (compreso il mancato sviluppo nel Sud) «emigrano» ogni anno dal Mezzogiorno al Nord. Il che non è esattamente il massimo per un Paese che dovrebbe ridurre le distanze tra le due Italie.

    Spiega Delio Miotti (Svimez) che da tempo studia la nuova migrazione: «Negli ultimi anni si sta consolidando un trend: più di 120 mila persone all’anno si spostano dal Sud nelle regioni del Centro-Nord cambiando residenza. Sono in gran parte giovani, tra i 20 e i 45 anni, diplomati, ma uno su cinque è laureato. A questi bisogna aggiungere altri 150 mila che si trasferiscono al Nord come pendolari di lungo periodo, cioè per almeno un mese. Sono studenti o lavoratori temporanei che non si possono trasferire stabilmente perché non hanno un reddito sufficiente per mantenersi e per portare la loro famiglia nelle regioni settentrionali, dove la vita è più cara ».

    Ma se è così, perché questa emigrazione non fa più notizia? «Perché chi emigra —risponde D’Antoni— non ha problemi d’integrazione con la realtà del Nord: spesso è un giovane che usa Internet e parla inglese come i suoi coetanei settentrionali. Non diventa quindi un caso sociale, come negli anni Cinquanta.

    Quella di adesso è perciò un’emigrazione invisibile, silenziosa ». Eppure ci sono comuni che lentamente si vanno svuotando delle energie migliori. Quelli a più alto tasso migratorio (intorno all’8 per mille annuo) sono in Calabria: Cirò, Petilia Policastro, Dinami, Rocca Imperiale. La zona di Cirò, in provincia di Crotone, tra il ’91 e il 2006 ha visto un calo di popolazione del 34% circa.

    I giovani studenti

    Se ne vanno parecchi giovani per studiare nelle Università del Centro- Nord: 151mila nell’anno accademico 2005-2006. Più di 36 mila sono partiti dalla Puglia, 25 mila dalla Calabria, 24 mila dalla Sicilia, 23 mila dalla Campania. Una parte di questi non torneranno più indietro. L’agenzia governativa Italia Lavoro ha calcolato che a fronte di 67 mila neo-laureati del Sud previsti in ingresso nel mercato del lavoro nel 2007, le imprese industriali e dei servizi del Mezzogiorno hanno espresso, nello stesso anno, una domanda di laureati pari a 12.390 unità, il 16,4% del totale. Anche se si sommano i neolaureati richiesti dalla pubblica amministrazione e dal lavoro autonomo, si può stimare che circa la metà dei giovani che si laureano nelle regioni meridionali è di troppo rispetto alla domanda locale. Nessuna meraviglia, conclude quindi Italia Lavoro, se questi giovani cercano lavoro altrove e se il 60% dei meridionali che si laurea al Nord, vi rimane anche dopo la laurea. Per necessità, più che per scelta.

    Gli incentivi

    Ora non ci sarebbe niente di male se questo fenomeno fosse indice di una società mobile, all’americana. Il fatto è che in Italia questo movimento è a senso unico, con un progressivo impoverimento del Mezzogiorno. Per combattere questo trend i vari governi hanno provato a incentivare fiscalmente le assunzioni nel Sud. Nell’ultima Finanziaria è stato inserito anche un bonus di 400 euro al mese per sei mesi per i neolaureati che svolgono stage nelle imprese del Sud che, se poi li assumono, ricevono un contributo di 3 mila euro. Il meccanismo sta funzionando, afferma D’Antoni. Ma non è solo un problema di incentivi. Paolo Sylos Labini, il grande economista morto nel 2005, che amava il Mezzogiorno, ripeteva che la questione meridionale prima ancora che economica è una questione civile. In altri termini, non è solo la domanda di lavoro qualificato che deve aumentare, ma devono migliorare anche le condizioni generali di vivibilità, dal funzionamento della pubblica amministrazione al controllo del territorio da parte dello Stato contro la criminalità. Altrimenti, in silenzio, i migliori se ne vanno.

    Enrico Marro

    23 aprile 2008

    An sa dét amò turna...

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  2. #2
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    c'hanno provato pure le regioni (vedi la puglia) con i contratti etici... ti finanzio la borsa di studio, fai il master fuori e poi ritorni....
    ..poi vedono che c'è ancora vendola e rimangono fuori....

  3. #3
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    Immaginiamo solo per un attimo se Disneyland invece di sbarcare a Parigi, avesse impiantato il suo mega parco giochi in Sicilia, in Puglia o in Campania.
    Non a caso le regioni meridionali sono le più favorevoli, per le condizioni climatiche, per certe attrazioni, in quanto lavorerebbero 11/12 mesi all'anno (vedasi negli USA dove sono dislocati i parchi Disneyland).
    Il ritorno d'immagine ed economico per l'Italia sarebbe stato straordinario, si sarebbe creato un indotto da trattenere parte di quei tanti giovani che dal Sud emigrano verso Nord.
    I vertici di Disneyland avevavno preso in considerazione una tale possibilità,
    ma sono stati dissuasi dall'idea da alcuni fattori come: carenze infrastrutturali, problemi legati alla criminalità, pessima credibilità ed affidabilità delle istituzioni nazionali e locali.
    Un così forte flusso migratorio delle forze necessarie allo sviluppo di enormi macroaree, può comportare problemi di carattere strategico economico non solo per l'area che si spopola ma per l'intera nazione.

  4. #4
    naufrago
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    Il meridione, specialmente alcune zone, hanno un patrimonio turistico inimmaginabile. Sfruttarlo? Ma no, figuriamoci, aspettiamo che roma si appropri dei soldi prodotti altrove e ce li spedisca, si fa meno fatica e se mai qualcuno dovesse contestare, gli diciamo che è razzista e tutto finisce lì.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da FdV77 Visualizza Messaggio
    Il meridione, specialmente alcune zone, hanno un patrimonio turistico inimmaginabile. Sfruttarlo? Ma no, figuriamoci, aspettiamo che roma si appropri dei soldi prodotti altrove e ce li spedisca, si fa meno fatica e se mai qualcuno dovesse contestare, gli diciamo che è razzista e tutto finisce lì.
    hai ragione dovremmo sfruttarlo, mà finchè saremo una colonia non ce lo permetteranno! Credimi la maggior parte di noi non li vede neppure quei soldi di cui parli, e onestamente nemmeno li vogliamo.
    Credo che la secessione dura e pura sia lla unica soluzione, purtroppo credo che con la lega al governo ce la possiamo scordare

  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da ves69 Visualizza Messaggio
    hai ragione dovremmo sfruttarlo, mà finchè saremo una colonia non ce lo permetteranno! Credimi la maggior parte di noi non li vede neppure quei soldi di cui parli, e onestamente nemmeno li vogliamo.
    Credo che la secessione dura e pura sia lla unica soluzione, purtroppo credo che con la lega al governo ce la possiamo scordare
    Dì pure quello che vuoi. Cerca con il solito ruffianismo meridionale di accattivarti le simpatie dei forumisti antilega. La verità è che non ho ancora sentito parlare di un partito/movimento secessionista al sud, non se ne parla perchè non esiste. Non ho letto di adunate oceaniche lungo le rive del Rubicone per segnare il confine con l'odiato nord. I meridions che sento parlare si riempiono la bocca di itaglia e tricolore. Non ho assistito ad incursioni di forze di polizia dello stato occupante nella sede di un partito secessionista meridionale, con i suoi uomini accusati di attentato all'unità dello stato. Non c'è, per esempio a Taranto, un PM di nome Papalin, di chiarissima origine veneta, che inquisisce per i motivi suddetti gli indipendentisti meridionali. Semplicemente NON ESISTONO gli indipendentisti meridionali.
    Voglio proprio vedere cosa ne pensano gli indipendentisti meridionali del fatto che l'80% delle risorse prodotte al nord vengano gestite dalle istituzioni regionali del nord. Aspetto una manifestazione di migliaia di persone con l'accento salentino, campano, siciliano che sfila per le vie di Roma a sostegno del federalismo fiscale... si, aspetto...

  7. #7
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Citazione Originariamente Scritto da ves69 Visualizza Messaggio
    mà finchè saremo una colonia non ce lo permetteranno!
    Certo, la colpa è sempre degli altri! La conoscenza della parola "responsabilità" è pari a zero, vero? Se dovete sempre piangere, abbiate almeno la decenza e il pudore di stare zitti.

  8. #8
    naufrago
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    Citazione Originariamente Scritto da ves69 Visualizza Messaggio
    hai ragione dovremmo sfruttarlo, mà finchè saremo una colonia non ce lo permetteranno! Credimi la maggior parte di noi non li vede neppure quei soldi di cui parli, e onestamente nemmeno li vogliamo.
    Credo che la secessione dura e pura sia lla unica soluzione, purtroppo credo che con la lega al governo ce la possiamo scordare
    Le cazziate le hai già prese quindi è inutile rincarare la dose; dico solo: ci sono veri indipendentisti nel mezzogiorno? Bene, che lavorino anche loro verso l'obiettivo comune.

  9. #9
    geometra leghista
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    Citazione Originariamente Scritto da marcagioiosa Visualizza Messaggio
    lungo le rive del Rubicone per segnare il confine con l'odiato nord
    Solita sfiga, fuori dalla Padania per mezzo chilometro.
    E dire che si vedono bene le mie origini celtiche..

  10. #10
    la ricerca della bellezza nascosta
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    Citazione Originariamente Scritto da marcagioiosa Visualizza Messaggio
    Dì pure quello che vuoi. Cerca con il solito ruffianismo meridionale di accattivarti le simpatie dei forumisti antilega. La verità è che non ho ancora sentito parlare di un partito/movimento secessionista al sud, non se ne parla perchè non esiste. Non ho letto di adunate oceaniche lungo le rive del Rubicone per segnare il confine con l'odiato nord. I meridions che sento parlare si riempiono la bocca di itaglia e tricolore. Non ho assistito ad incursioni di forze di polizia dello stato occupante nella sede di un partito secessionista meridionale, con i suoi uomini accusati di attentato all'unità dello stato. Non c'è, per esempio a Taranto, un PM di nome Papalin, di chiarissima origine veneta, che inquisisce per i motivi suddetti gli indipendentisti meridionali. Semplicemente NON ESISTONO gli indipendentisti meridionali.
    Voglio proprio vedere cosa ne pensano gli indipendentisti meridionali del fatto che l'80% delle risorse prodotte al nord vengano gestite dalle istituzioni regionali del nord. Aspetto una manifestazione di migliaia di persone con l'accento salentino, campano, siciliano che sfila per le vie di Roma a sostegno del federalismo fiscale... si, aspetto...
    parli di indipendentisti veri ?
    O di indipendentisti da corteo coreografico ?

    Se vuoi conoscere qualcosa sul vero indipendentismo fai una ricerca su: Salvatore Giuliano; indipendentisti siciliani.
    Ti dico solo questo: quelli non sventolavano bandierine .......

 

 
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