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  1. #1
    Conservatorismo e Libertà
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    Arrow Il 25 Aprile ha ancora un senso?

    La domanda che insistentemente si riaffaccia ogni anno in vista della Festa della Liberazione è sempre la stessa: è giusto e necessario proseguire nelle celebrazioni di tale ricorrenza, o è lecito cominciare a dubitare seriamente dei suoi attuali significati?


    E’ bene innanzitutto chiarire che l’obbiettivo di questo articolo non consiste nel dileggiare il 25 Aprile, ma di precisare alcuni fatti e di sottolineare che ormai è tempo di cambiare una vecchia e inesatta storiografia di “sinistra”. E’ certamente legittimo festeggiare la liberazione dalla dittatura nazifascista, perchè c’è sempre da rimanere contenti per la scomparsa di un crudele totalitarismo, ed è giusto ricordarne la ricorrenza. Tuttavia molte ombre si gettano su una parte dei “liberatori”. Prendiamo atto per prima cosa che , in realtà, furono le potenze alleate ad impegnarsi con tutte le forze e i mezzi a disposizione. Senza i soldati inglesi e americani, i partigiani non sarebbero mai riusciti a fare granchè. Comunque, al di là di questa constatazione, è necessario rimarcare il fatto che non tutti i partigiani possono essere considerati come integralmente dediti alla conquista dei diritti e della libertà. La storiografia di “sinistra” nasconde volutamente che, al di là dei meriti immediati, il vero obbiettivo dei partigiani comunisti consisteva nell’asservimento della Nazione ad un totalitarismo ancora più duro, se si può, del nazifascismo. Ci riferiamo ovviamente alla dittatura del proletariato, la realizzazione dell’ideologia comunista in vista della scomparsa della classe borghese e dello Stato. E’ inutile negarlo: il PCI, ben collegato all’Unione Sovietica staliniana, non si sarebbe mai lasciato sfuggire l’occasione propizia per conquistare i gangli del potere e spazzare via tutti i suoi avversari politici, economici e sociali. Fortunatamente questa occasione propizia non arrivò mai, soprattutto per merito dei dirigenti della DC e dell’alleato statunitense, in grado di tenere testa a tutte le ambizioni sovietiche, e in definitiva del popolo italiano, che consegnò una larga maggioranza alle forze cattoliche e moderate. Del resto, perchè mai i comunisti, ancora alcuni anni dopo la fine della guerra, tenevano nascosti veri e propri arsenali di armi? Quindi, in sostanza, il 25 Aprile non può essere degnamente celebrato senza prendere atto che parte dell’antifascismo è corrotto fin dalle origini da questo grave “peccato”, che consiste appunto nella volontà dei comunisti di cacciare gli occupanti tedeschi e i gerarchi fascisti, ma soprattutto di instaurare una loro dittatura non appena fosse stato possibile. Molti partigiani persero la vita per la libertà dall’occupante -e di questo bisogna dare atto- ma con la consapevolezza di lottare poi, fino in fondo, per la falce e martello, per la vittoria socialista, e in definitiva per la negazione della vera libertà. In più, non è possibile dimenticare le stragi e le vendette che fecero seguito alla fine del conflitto, con migliaia di vittime fra ex-fascisti dichiarati, ma anche fra semplici cittadini, sacerdoti, suore, colpiti dall’odio di classe, o solo per biechi motivi personali. Come esempio si può portare il tristemente famoso Eccidio di Schio, che vide la morte di tanti innocenti. Sono passati molti anni, ma questi fatti non devono essere dimenticati, e fanno parte della storia e della memoria.


    Ecco perchè il 25 Aprile divide il paese: senza una reale riflessione, senza una presa d’atto di queste considerazioni, diviene una festa di parte, che esclude tutti coloro che non si adeguano alla storiografia celebrativa ufficiale, ormai infarcita di falsità e di retorica. In molti si spingono a chiedere l’abolizione di tale ricorrenza; qui ci limitiamo -al momento- di domandare perlomeno una completa e radicale revisione del suo significato. I cosiddetti “antifascisti” che ancora si rifanno all’ideologia comunista dovrebbero chiedersi, finalmente, se davvero più di 60 anni fa si combattè per la libertà di tutti, o, all’opposto, per il dominio di una sola classe e la distruzione degli oppositori; dovrebbero chiedersi se è giusto il silenzio che cade ancora, purtroppo, sulle vittime delle vendette e dell’odio.Una reale riconciliazione può arrivare solo attraverso la verità, senza reticenze o tentennamenti di sorta. Per rispondere alla domanda posta nel titolo dell’articolo, possiamo affermare che ormai il 25 Aprile, così com’è, non ha più alcun senso (anzi, non ne ha mai avuto), non serve all’unità, proprio perchè si fonda su presupposti ideologici.


    Il 25 Aprile 2008 sarà ancora festeggiato da una parte sola, ma pochi giorni dopo ci sarà una occasione particolare per cambiare questo stato di cose. Gianfranco Fini sarà eletto Presidente della Camera, e nel suo discorso di insediamento potrà senz’altro, se ne avrà la forza, rivendicare con orgoglio la propria esperienza e soprattutto portare a compimento il processo di riflessione e di scoperta della verità storica, non più serva dell’ideologia e della storiografia a senso unico.

  2. #2
    Conservatorismo e Libertà
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    Affido alla considerazione di tutti questo articolo che ho scritto per Il Falco, con la consapevolezza che il tema è forte e può dare adito a divisioni e diverse opinioni.
    Ditemi pure cosa condividete e cosa no; l'importante è riflettere con serietà.

  3. #3
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    il 25 aprile è una data di parte,assurta a festa nazionale per il volere di una sinistra che vendeva la sòla di una guerra di liberazione che in realtà era una guerra civile e con la passiva rassegnazione che una DC che cedeva senza reagire il predominio culturale a Togliatti senza minimamente prevedere cosa ciò avrebbe comportato. Da parte mia invito a sostenere,anche se l'uomo è ceto molto lontano dall'essere un conservatore, Giampaolo Pansa che col suo "sangue dei Vinti" sta facendo quell'opera di pulizia storica che si sarebbe dovuta fare già negli anni '60. Ed invito coloro che possono,il 25 aprile a recarsi presso uno dei numerosi cimiteri militari americani sparsi per l'Italia e portare un fiore sulle tombe di quei ragazzi che morirono per darci una libertà che forse nemmeno ci meritiamo....

  4. #4
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    Il 25 aprile non ha mai avuto un senso, addirittura festeggiarlo è assurdo.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da perplesso666 Visualizza Messaggio
    il 25 aprile è una data di parte,assurta a festa nazionale per il volere di una sinistra che vendeva la sòla di una guerra di liberazione che in realtà era una guerra civile e con la passiva rassegnazione che una DC che cedeva senza reagire il predominio culturale a Togliatti senza minimamente prevedere cosa ciò avrebbe comportato. Da parte mia invito a sostenere,anche se l'uomo è ceto molto lontano dall'essere un conservatore, Giampaolo Pansa che col suo "sangue dei Vinti" sta facendo quell'opera di pulizia storica che si sarebbe dovuta fare già negli anni '60. Ed invito coloro che possono,il 25 aprile a recarsi presso uno dei numerosi cimiteri militari americani sparsi per l'Italia e portare un fiore sulle tombe di quei ragazzi che morirono per darci una libertà che forse nemmeno ci meritiamo....
    meglio esporre il Tricolore Sabaudo, ovvero la bandiera nazionale e non il Tricolore denudato dai comunisti e dai traditori.
    NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
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  6. #6
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    Citazione Originariamente Scritto da perplesso666 Visualizza Messaggio
    il 25 aprile è una data di parte,assurta a festa nazionale per il volere di una sinistra che vendeva la sòla di una guerra di liberazione che in realtà era una guerra civile e con la passiva rassegnazione che una DC che cedeva senza reagire il predominio culturale a Togliatti senza minimamente prevedere cosa ciò avrebbe comportato. Da parte mia invito a sostenere,anche se l'uomo è ceto molto lontano dall'essere un conservatore, Giampaolo Pansa che col suo "sangue dei Vinti" sta facendo quell'opera di pulizia storica che si sarebbe dovuta fare già negli anni '60. Ed invito coloro che possono,il 25 aprile a recarsi presso uno dei numerosi cimiteri militari americani sparsi per l'Italia e portare un fiore sulle tombe di quei ragazzi che morirono per darci una libertà che forse nemmeno ci meritiamo....
    condivido la prima parte del tuo discorso ma non andro' al cimitero americano, ricordandomi le tante bombe intelligenti alleate lanciate dagli alleati su cittadini inermi e i traditori italiani che dicevano agli alleati che dovevano distruggere più territorio italiano possibile. una giornata di lutto e di ricordo di tutti gli italiani, TUTTI quelli morti per un'idea e una fede

  7. #7
    direttamente dall'Inferno
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    Beh C@ndido,potresti però recarti al cimitero comune di Altare (SV),dove per volere del locale responsabile della RSI sono stati sepolti l'uno accanto all'altro i caduti della Resistenza,quelli della RSI ed i morti civili,a significare che si vuol rendere onore a chi è caduto nella sincera speranza di un'Italia migliore. Ti va?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da zaffo Visualizza Messaggio
    Affido alla considerazione di tutti questo articolo che ho scritto per Il Falco, con la consapevolezza che il tema è forte e può dare adito a divisioni e diverse opinioni.
    Ditemi pure cosa condividete e cosa no; l'importante è riflettere con serietà.
    Trovo il tuo articolo molto sensato.. dico subito che io sono per mantenere la festività del 25 Aprile, depurata dall' "agiografia" di stampo comunista che l'ha effettivamente resa una festa di parte.
    Andrebbe festeggiata per quel che semplicemente è: l'anniversario della fine della dittatura nazifascista e il ritorno della democrazia nel nostro paese.
    Se ci si limitasse a festeggiare questo, credo che lo si potrebbe fare benissimo ricordando sia il contributo dei soldati alleati che morirono per liberarci, sia i (non moltissimi) italiani che combatterono come partigiani.
    Invece mi pare che più che l'evento, si ricordi l'ideologia di chi combatteva, sia da chi ancora oggi la esalta, sia da chi la denigra.. ed è qui secondo me la vera ragione della divisione.
    Non tutti i partigiani che combatterono furono comunisti, c'erano anche cattolici, liberali, monarchici.. (la formazione partigiana che combattè nella mia città, Spoleto, era comandata da un monarchico e composta da uomini appartenenti ad un po' tutte le forze politiche) e invece a destra si fa l'equazione resistenza=comunismo, anche grazie al fatto che la sinistra scende puntualmente in piazza a festeggiare con le bandiere rosse.
    Per semplificare: siamo contenti di vivere in democrazia o rimpiangiamo il fascismo? Se siamo contenti allora la festa può rimanere e finiamola con le diatribe ideologiche.. d'altronde in America festeggiano il 4 luglio anche se buona parte dei padri fondatori erano schiavisti praticanti..

  9. #9
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    Il grande equivoco

    È giusto e comprensibil e che gli italiani, col 25 aprile, festeggino la liberazione dal nazifascismo. È del tutto improprio che se la attribuiscano. Improprio e controproducente. La nostra Repubblica nasce infatti su un equivoco : che a liberare l'Italia siano stati i partigiani e non gli angloamericani. Che gli italiani cioè si siano liberati da soli. In realtà la Resistenza è stato un fatto del tutto marginale all'interno di quel gigantesco evento che fu la seconda guerra mondiale. Vale come riscatto morale per quelle poche decine di migliaia di uomini (e di donne) coraggiosi che vi parteciparono, ma ebbe una incidenza del tutto secondaria nella liberazione del nostro Paese e, soprattutto, non riguardò la stragrande maggioranza del popolo italiano che, come sempre, stava a guardare come sarebbe andata a finire per schierarsi col vincitore.
    L'equivoco della Resistenza ha consentito agli italiani di far finta di aver vinto una guerra che invece avevano perso, e nel più ignominioso dei modi, e gli ha impedito di fare fino in fondo, a differenza dei tedeschi e dei giapponesi, i conti con se stessi. Semplicemente gli italiani si trasformarono da un giorno all'altro da tutti fascisti, o quasi, quali erano stati, in tutti antifascisti.Ma poiché non si erano conquistati la libertà con le proprie mani, ma sulle canne dei fucil i altrui, divennero antifascisti in modo fascista. Cioè con la stessa intolleranza e faziosità. Ciò che fece dire a Mino Maccari nel dopoguerra la famosa frase: "I fascisti si dividono in due categorie: i fascisti propriamente detti e gli antifascisti".Gli italiani non capirono che l'antifascismo non è un fascismo di segno contrario, ma il contrario del fascismo. Nacque così un antifascismo di maniera e di parata che paradossalmente ma non troppo, divenne sempre più intollerante e truculento man mano che ci si allontanava dai fatti e non c'era praticamente nessuno che non potesse inventarsi patenti "resistenziali".
    Non c'è chi, nella generazione che ha preceduto la mia, non affermi di essere stato come minimo "staffetta partigiana".È incredibile il numero dei messaggi che si sarebbero scambiati quei pochi che veramente combatterono in montagna.Quell'antifascismo intollerante raggiunse il suo acme - anche perché serviva alle classi dirigenti di allora a deviare altrove i malumori popolari - col Sessantotto e dintorni ("Uccidere un fascista non è reato"; "Fascista, basco nero, il tuo posto è al cimitero" e via delirando).Sul mito della Resistenza si basò poi, in larga misura, anche il fenomeno delle Brigate Rosse.
    L'equivoco della Resistenza ha avuto quindi conseguenze molto concrete e drammatiche, di cui il "terrorismo rosso" è solo uno degli aspetti.Ma la cosa più grave, i cui effetti risentiamo ancora oggi, come dicevo, sta nell'aver consentito agli italiani di non prendere piena coscienza delle proprie responsabilità, come popolo (l'adesione in massa al fascismo, alle leggi razziali, alla guerra) come se quei fatti potessero essere imputabili al solo Mussolini e pochi altri.
    Ricordiamo pure, quindi il 25 aprile, ma se volessimo essere una volta tanto sinceri con noi stessi, più che come una Festa dovremmo viverlo come una celebrazione penitenziale.

    http://www.massimofini.it/

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Nero Visualizza Messaggio
    sentire un BADOGLIANO parlare di tradimento è veramente divertente.
    primo: sono MONARCHICO, non sostenitore di un ex presidente del consiglio...

    secondo: il giuramento di fedeltà era al Re ed alla Patria, nell'interesse del Bene Comune, non al leader di un partito, che tra l'altro era stato dimesso dagli stessi organismi costituzionali che aveva inventato lui (ovvero Gran Consiglio del Fascismo)...dalla guida della Patria.

    Per il resto.....a liberare l'Italia contribuirono in misura molto considerevole le forze fedeli al Re ed alla Patria, in testa il Regio Esercito, senza però aver commesso porcherie od atrocità, come invece fecero molte bande partigiane, di natura comunista, azionista o socialista, insomma repubblicane.
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