BELGRADO - La lista 'Per una Serbia Europea' (liberale ed europeista) guidata dal presidente della Repubblica, Boris Tadic, risulta in netto vantaggio nelle elezioni politiche serbe di oggi con il 39% dei voti contro il 29 del Partito Radicale (Srs, opposizione ultranazionalista, in maggioranza relativa nel Parlamento uscente). E' quanto indicano le prime proiezioni del Cesid di Belgrado.
"I dati preliminari indicano un convincente successo" del blocco di Tadic, ha detto Zoran Lucic, uno dei dirigenti del Cesid, precisando che le proizioni riguardano ancora metà del campione (400 seggi su 750), ma sottolineando che la tendenza appare assai più netta del previsto. I radicali, prima forza del Paese dal 2003, appaiono infatti indietro di oltre 10 punti (28,5% contro 39%).
Al blocco di Tadic le proiezioni attribuiscono inoltre 103-109 seggi, non lontano - soprattutto se si considera il quasi scontato sostegno dei deputati delle minoranze etniche - dalla maggioranza assoluta in Parlamento, pari a 126 seggi.
Oltre lo sbarramento del 5% sono indicati anche il Partito Democratico di Serbia (Dss, nazional-conservatore, reduce dalla rottura con i liberali di Tadic) del premier uscente, Vojislav Kostunica, in calo all'11,4% dei voti, il Partito Socialista (Sps) orfano di Slobodan Milosevic, all'8,2, e il Partito Liberaldemocratico di Cedomir Jovanovic (il più filo-occidentale del lotto), in bilico al 5,2.
(11 maggio 2008)




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