
Originariamente Scritto da
dantalian1976
LECCO, PAURA SERIAL KILLER
UN'ALTRA SQUILLO SPARITA

Modalità simili per far sparire i cadaveri, stessi colpi nell'uccidere e per tutte la stessa professione: prostitute. Sono questi gli elementi che portano a ipotizzare che dietro le tre vittime ritrovate nel Lecchese, tutte giovani stranieri, ci sia un'unica mano. Una pista, quella del serial killer, che non viene smentita né dai carabinieri del Comando provinciale di Lecco guidati da Alessandro De Angelis nè dalla procura che indaga sul loro ritrovamento. «L'ipotesi del serial killer esiste» dicono gli inquirenti che precisano «è solo una pista e le indagini continuano su più fronti». Solo oggi è stata identificata la terza vittima trovata domenica scorsa all'interno di un sacco di plastica nei boschi che costeggiano la strada provinciale tra Esino Lario e Perledo. Si tratta di Silvia Demciuc, moldava di 25 anni, prostituta conosciuta con il nome di Natasha. A rendere possibile l'identificazione le impronte digitali della donna, controllata in passato dalle forze dell'ordine. L'autopsia, particolarmente complessa per lo stato del cadavere, non ha fornito al momento elementi riguardo alle cause e al periodo del decesso. Sarebbe stata soffocata e ha ricevuto tra l'altro una coltellata, sembra non mortale, appena sotto al seno. La vittima era spesso insieme a un'altra amica della quale non si hanno notizie. Nessuna denuncia, nè prove concrete della sua sparizione, ma l'ombra del "killer sul lago" si fa largo.
«Le prostitute si spostano e lei può aver cambiato zona o essere tornata in Patria» rispondono gli inquirenti. Intanto, l'unica certezza è che salgono a tre, negli ultimi otto mesi, i cadaveri ritrovati in zona. Nell'agosto scorso, gettati tra i boschi in località Monterone, furono trovate e identificate due prostitute romene. Si trattava di Ionela Dragan, 19 anni e Luminita Dan, 17 anni e madre di un bambino di pochi mesi, costretta dal compagno a prostituirsi nella zona tra Milano e il Comasco. Entrambe avevano ferite, tagli fatti con delle lamette e segni di bruciature. Allora i carabinieri presero in considerazione tutte le ipotesi: dal festino a base di droga finito male al serial killer fino alla vendetta del racket della prostituzione. Ipotesi che restano valide anche dopo l'identificazione della moldava venticinquenne, mentre tornano alla memoria i casi di serial killer famosi: da Renato Bilancia accusato di aver ucciso diciassette persone tra le quali quattro prostitute a Gianfranco Stevanin, condannato all'ergastolo per l'omicidio con l'aggravante della violenza sessuale, di distruzione e occultamento di cadavere di sei prostitute. La vita delle tre vittime, le loro conoscenze e i loro clienti, sono al setaccio dei militari alla ricerca di un 'filò conduttore che leghi gli omicidi fino ad arrivare al nome dell'assassino.
http://www.leggo.it/articolo.php?id=8006