Siamo sempre stati dalla parte della pacificazione Nazionale. In Spagna, dopo una lotta civile ancora piu' violenta e lunga che in Italia, a pochi anni dalla scomparsa del Generale Francisco Franco gia si parlava di pacificazione nazionale e monumenti ai caduti partigiani della repubblica e dei falangisti furono mantenuti in ogni parte di Spagna per sottolineare il fatto che la Spagna del 2000 piange ogni suo conpatriota caduto per la Spagna, da quale parte politica non aveva importanza.

In Italia non e' cosi', c'erano i buoni, i puri, e i cattivi dall'altre parte, i demoni. Negli ultimi anni pero' grazie anche all'operato di rivisitazione storica nazionale di alcuni intellettuali e anche grazie all'operato di Governo di Alleanza Nazionale con l'istituzione della Giornata del Ricordo dei martiri delle Foibe e degli esuli giuliano-dalmati, oggi si puo' dire che qualcosa si sta muovendo nelle coscienze degli italiani: nel 1944 non c'erano ne angeli ne demoni. C'erano solo ragazzi che volevano un Italia diversa, sia da una parte che dall'altre, e credevano fermamente in cio' che credevano.

Oggi il prossimo Presidente del ConsiglioSilvio Berlusconi - di cui ne siamo orgogliosi di aver aiutato alla vittoria - ha sottolineato il fatto che "occorre capire le motivazione dei ragazzi di Salo" e che "il 25 Aprile deve essere una festa per tutti". Noi ci troviamo in piena sintonia con il Presidente sulla sua forte dichiarazione, che vuole portare a quello per cui Azione Giovani ha sempre lottato: la pacificazione nazionale, riconoscere la giustizia storica e da una parte e dall'altra.

Ci preme sottolineare che i ragazzi di Salo' erano della stessa eta' dei ragazzi partigiani, erano dello stesso strato sociale, erano pieni di speranze e sogni come tanti altri ragazzi, avevano tante donne nelle loro fila che iniziando con iniziative periferiche, spontanee appunto, che collaborano alla riapertura di federazioni e all'organizzazione della vita politica e dell'assistenza.

A Milano, ad esempio, secondo l'ausiliaria Maria Pavignano, appena dopo la costituzione del Fascio repubblicano il 16 settembre 1943 «erano sorti non meno di quattro gruppi di donne che volevano combattere», e alcune si erano presentate a «ufficiali tedeschi e italiani per vedere di farsi ammettere nei reparti». Successivamente questi reparti femminili vennero ufficializzati con un decreto. Insomma nessuna costrizione di regime, solo spontaneita' della piu' alta qualita': quella femminile.

Noi da tempo abbiamo capito l'importanza della Resistenza e le motivazioni di quei ragazzi, soprattutto perche' ne siamo stati bombardati letteralmente nei libri di scuola. Ma quanti libri di scuola hanno raccontato cio' che ha descritto Gianpaolo Pansa nel "Sangue dei Vinti" ? Quanti italiani avrebbero ricordato i martiri delle Foibe se non si fosse istituzionalizzata una giornata a loro ricordo? E quindi quanta storia e' ancora sotterrata nel limbo dei perdenti di allora?

Non cerchiamo giustizia, ma memoria. Quindi rispetto per tutti i caduti del '44, nessuno escluso: questo e' il 25 Aprile che vorremmo.


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