15 Aprile 2008Paola BinettiPsicoterapeuta e medico chirurgo, Senatrice PD e membro commissione Sanità del Senato della Repubblica
INELUDIBILE A SINISTRA
IL CONFRONTO SULLE RADICI
I risultati delle elezioni offrono diverse chiavi di lettura e ci vorrà del tempo prima che emerga con chiarezza la forza innovativa che esprimono. Un tempo che va misurato considerando sia lo stile della squadra di governo che l`attività parlamentare, con i contenuti specifici che si affronteranno, il clima del dibattito e i risultati che si otterranno. Perché il successo di queste elezioni andrà misurato alla luce di tre descrittori forti: capacità di restituire credibilità alla politica e alle sue istituzioni, coraggio nel mettere in atto le riforme necessarie al Paese, tempestività nel contrastare i nuovi livelli di impoverimento. Perché vincere le elezioni in fondo significa capacità di governare e di legiferare avendo presente il bene comune del Paese e guardando prima di tutto le fasce più deboli, al di fuori di possibili conflitti di interesse.
Durante la campagna elettorale il Partito democratico ha svolto un ruolo guida. Scegliendone i modi: correre da soli; percorrendo l`Italia da cima a fondo, per ascoltarla al di fuori di facili stereotipi; mantenendo aperto il dialogo con tutti, compresi gli avversari.
Veltroni, dettando l`agenda sui temi e sui tempi, ha cercato di abbattere steccati, come quando ha ricreato una delicata filigrana tra lavoratori ed imprenditori; è andato decisamente controcorrente, quando ha esplicitamente rifiutato qualunque voto di ambienti in cui non c`era certezza di legalità. Ha anticipato nuovi orientamenti, quando ha parlato di emergenza educativa. Una campagna elettorale che ha entusiasmato le piazze italiane, raggiungendo tanti giovani precari in cerca di ideali, contagiando speranza ed ottimismo a persone delle più diverse condizioni sociali.
Ma indubbiamente la vittoria di Bossi e Berlusconi appare schiacciante: nove punti sono molto più di quanto ci si potesse aspettare, sapendo che se nei sondaggi il Pdl era sempre in vantaggio, il Pd avanzava riducendo progressivamente la distanza.
Qualcosa si è inceppato e ognuno ora tenta una sua interpretazione dei risultati, alla luce delle proprie aspettative e della proiezione dei propri valori.
Credo, ad esempio, che il Pd non abbia convinto fino in fondo una certa parte del suo potenziale elettorato cattolico. Il Manifesto dei valori, pur con alcune ambiguità, è una buona sintesi, ma sono ancora troppo pochi gli elettori che ne hanno fatto una lettura attenta ed approfondita. E` mancato il tempo per chiarire in che modo si possa davvero fare sintesi delle sue culture fondative: quella cattolico-popolare e quella della sinistra riformista. Viceversa la presenza dei radicali, ma soprattutto il timore di un laicismo strisciante e conflittivo rispetto a tematiche quali la vita, la morte, la famiglia, la ricerca scientifica, ecc. hanno fatto temere che durante la nuova legislatura si potessero assumere posizioni scarsamente condivisibili. Né sembra che i radicali abbiano portato voti, come ha fatto invece l`IdV.
Forse tra gli obiettivi della prossima legislatura il partito democratico dovrà dedicare una particolare attenzione alla riflessione sul quadro di riferimento culturale in cui si riconosce una parte importante del popolo italiano. C`è ancora chi tende a liquidare questa cultura bollandola di arretratezza clericale. Peccato, perché il Pd oggi rappresenta l`unica realtà politica del centro sinistra legittimata dagli elettori con il compito di affermare una laicità positivamente capace di affermare anche a sinistra i valori della tradizione cattolica radicata nel Paese. D`altra parte non riteniamo facile né scontata la vita dei cattolici impegnati in politica, né al centro né a destra: ci sono forme diverse di laicismo che si insinuano nell`agire politico e che possono assumere caratteri insospettati di egoismo di casta, o di consumismo edonista. Anche su questo fronte si può fare opposizione. O viceversa si può collaborare quando ci sono programmi di grande respiro che permettono di affrontare politiche serie di sostegno alla famiglia e di contrasto alla povertà.
Paola Binetti
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