Granuloma da puntura di zecca
La puntura di zecca è sempre responsabile di una lesione della cute che, secondo il tipo di zecca e il suo tempo di permanenza sulla cute, può variare da una papula infiammatoria a un granuloma, fino ad una più o meno estesa lesione gangrenosa e quindi ulcerativa.
Non ci interessano in questa sede le manifestazioni che possono accompagnare le punture di zecca: queste si distinguono in manifestazioni provocate da sostanze tossiche della zecca, ad esempio paralisi flaccida ascendente, o reattive ad allergeni della zecca, e manifestazioni provocate dall’attitudine della zecca a far da vettore di agenti infettivi di vario tipo (virus, rickettsie, spirochete).
La zecca è un acaro, il cui corpo può essere coperto da uno scudo duro, come nella famiglia Ixodidae. Il ciclo vitale di queste zecche passa attraverso quattro stadi (uova, larve, ninfe e adulti).
Tranne che nello stadio di uova, le zecche hanno bisogno di pasti ematici: in particolare ne ha bisogno la femmina adulta, prima di deporre le uova. L’uomo è un ospite accidentale, mentre gli ospiti abituali sono animali selvaggi. La zecca aspetta il suo ospite nella vegetazione e, quando ne avverte la presenza con i suoi organi sensoriali, si attacca rapidamente alla sua pelliccia, introduce il suo rostro dentato nella cute dell’ospite e inizia il pasto, che per le zecche ixodidae può prolungarsi per alcuni giorni. Nel caso dell’uomo lo stazionamento prolungato non è strano perché non sempre la zecca è visibile, ad esempio se localizzata al cuoio capelluto (Fig. 759):
in questo caso il bambino può riferire solo un insistente mal di testa. Ma, anche se in sede visibile, la zecca ripiena di sangue può non essere riconosciuta e scambiata per una verruca o una neoformazione: può quindi succedere che tocchi al medico di doverla riconoscere e rimuovere dalla cute.
La rimozione non è facile perché i denti del rostro sono orientati ad angolo acuto verso la superficie dell’epidermide. Numerosi sono i metodi suggeriti per la rimozione, che variano soprattutto per la metodica tesa ad addormentare o uccidere la zecca (alcool, benzina, cloroformio ecc.) e proprio la loro molteplicità suggerisce la mancanza di un metodo elettivo.
È sufficiente di solito pinzare la zecca quanto più vicino è possibile alla superficie dell’epidermide e tirare verso l’alto in maniera continua e progressiva senza strappi improvvisi.
Dal punto di vista clinico, la lesione più frequentemente provocata dalla zecca è una papula infiammatoria grossolana oppure un nodulo (Fig. 758), ma talora può essere presente un’escara di 2-4 centimetri (Fig. 760), cui segue la formazione di un’ulcera a stampo (Fig. 761). In quest’ultimo caso la lesione regredisce con cicatrice alopecica. Al cuoio capelluto, oltre all’alopecia cicatriziale, può essere presente un’alopecia transitoria perilesionale. Quasi sempre è presente un’adenopatia regionale, dura, spesso dolente.
La terapia locale si fonda sull’uso di creme antibiotiche in caso di lesioni erosive o ulcerative e di pomate o unguenti antinfiammatori cortisonici in caso di lesioni papulo-nodulari.
http://www.dermatologiapediatrica.co.../granulomi.htm