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Dragonball
ZAPATERO, SOCIALISTA LIBERA TUTTI? NO, È LEGHISTA – NEL 2007 LA SPAGNA HA ESPULSO IL 90% DEGLI IMMIGRATI IRREGOLARI – ED È STATO ANNUNCIATO UN AUMENTO DELLA SEVERITÀ NEI CONTROLLI E NEL RILASCIO DEI DOCUMENTI…
Michele Calcaterra per “Il Sole 24 Ore”
La Spagna è, alle spalle degli Usa, il principale Paese d'immigrazione nel mondo, con 569mila arrivi all'anno di media nel periodo tra il 2000 e il 2005. Tant'è vero che il 10% circa dei 41 milioni di abitanti è straniero. Naturalmente non tutti sono regolari. Si calcola infatti che i clandestini siano almeno un milione e questo nonostante nel 2005 il Governo Zapatero abbia proceduto alla regolarizzazione in blocco di oltre mezzo milione di "sin papeles".
Negli ultimi anni la Spagna ha stretto però le maglie. E ieri il nuovo ministro del Lavoro, Celestino Corbacho, ha dichiarato: «Bisogna far sapere a chi arriva in Spagna che il benessere è frutto del lavoro di molta gente e non possiamo metterlo in crisi». Vale a dire, d'ora in avanti l'immigrazione sarà fortemente regolamentata e ci sarà più severità nella concessione dei documenti.
Gli ultimi dati annunciati dal Governo all'inizio dell'anno riferiscono che nel 2007 la Spagna ha espulso 9 immigranti irregolari su 10. Un record reso possibile grazie al maggiore controllo delle frontiere e del territorio, ma grazie anche a un aumento del 25% delle forze di Polizia.
In valore assoluto, comunque, i rimpatri di clandestini si sono dimezzati tra il 2006 e il 2007 (da 99mila a circa 56mila) come conseguenza dell'ingresso a tutti gli effetti di Bulgaria e Romania nella Ue. A livello più generale, negli ultimi 4 anni i rimpatriati complessivi sono stati circa 370mila, il 43,3% in più rispetto alla precedente legislatura guidata da Aznar.
I rimpatri sono costati lo scorso anno allo Stato oltre 45 milioni. Mentre la Spagna destina annualmente oltre 300 milioni (la quota principale viene distribuita alle diverse regioni) per favorire l'integrazione degli immigranti. Un budget quasi 9 volte superiore a quello stanziato nel 2003 dal Partito popolare e pari a circa 41 milioni.
Il tema immigrazione è considerato uno dei più sensibili nel Paese. La Spagna ha bisogno degli extracomunitari per far girare l'economia e occupare quelle mansioni lavorative di più basso livello, che gli spagnoli ormai snobbano. Così come ha bisogno di immigrati per finanziare il sistema pensionistico e quello sanitario a cui apportano il 7% circa dei contributi.
Ma il Paese ha bisogno d'immigrazione regolare, oltre che qualificata. Gli arrivi di extracomunitari con contratto di lavoro sono aumentati dai 70mila del 2003 agli oltre 234mila del 2007. Si tratta di un aumento del 300% che è andato di pari passo con il successo dell'economia spagnola nell'ultima decade, ma che non può durare, dato che la crisi ha iniziato a picchiare anche sulla Spagna.
È in questa logica che il Governo sta pensando da un lato di regolare i flussi in arrivo con una politica più severa, ma dall'altro di offrire ai disoccupati extracomunitari residenti in Spagna aiuti finanziari per tornare nei loro Paesi d'origine e avviare attività in loco. Così come fa parte della stessa politica l'aver stretto nel recente passato importanti accordi con alcuni Paesi africani per formare la manodopera da utilizzare sia in Spagna in particolari settori come la ristorazione, sia su piazza per incentivare nuove iniziative industriali, commerciali e nei servizi.
Dagospia 24 Aprile 2008
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