



Lo stato è già proprietario di Alitalia, nel senso che detiene la maggioranza delle azioni ed è il massimo responsabile della situazione che si è creata.
Il problema di Alitalia è che la compagnia è troppo piccola per essere un grande vettore internazionale, ha troppe rotte per essere un vettore regionale ed è troppo grossa per essere una compagnia low-cost.
Anche se domani con contributo pubblico venisse eliminato il debito che pesa sulla compagnia (ovvero se ci fosse un completo risanamento finanziario), la compagnia non sarebbe economicamente vitale.
Diciamo che il problema non è Alitalia pubblica o privata, ma con chi fare un'alleanza/vendita della stessa.


'na meraviglia, insomma!
Ma se al posto della capitalizzazione e del piano industriale di nuovi investitori ci fosse la statalizzazione e conseguente piano industriale del management pubblico?Diciamo che il problema non è Alitalia pubblica o privata, ma con chi fare un'alleanza/vendita della stessa
Que viva el berluscon!


Premetto che io non sono né per le statalizzazioni, né per le privatizzazioni in quanto ritengo che non bisogna limitarsi a guardare l'involucro giuridico, ma valutare più in profondità il senso delle operazioni industriali.
Su Alitalia ripeto che oggi nel mercato dei trasporti aerei ci sono tre tipologie produttive capaci di essere vitali economicamente (grande vettore internazionale, vettore regionale, vettore low cost), ma la nostra compagnia di bandiera non rientra in nessuna di queste tipologie.
Da sola, oggi, Alitalia non può essere vitale economicamente, ormai i buoi sono scappati dalla stalla..... la responsabilità è bipartisan.
Un'alleanza/ fusione/vendita con un'altra compagnia è indispensabile. Il problema è con chi e a che condizioni.
La proposta Air-France non è una proposta di vendita, ma bensì un'offerta pubblica di scambio. Questo vuol dire che lo stato italiano scambia le sue azioni Alitalia (49% del capitale) con azioni AirFrance-KLM secondo un cambio prestabilito. Alla fine lo stato italiano sarà proprietario del 2-3% di AirFrance, gruppo il cui principale azionista è lo stato francese con il 15%.
Il governo Prodi ha fortemente voluto questa soluzione (facendo naufragare tutte le alternative) con l'idea poi di vendere le azioni AirFrance e di fare cassa.
E' la sola soluzione?
No, ci sono soluzioni alternative. Per esempio nel piano AirFrance è previsto
il lancio di un aumento di capitale per Alitalia di un miliardo di euro. Se lo stato italiano partecipasse (sganciando 490 milioni di euro) facendo entrare anche l'aumento nell'offerta pubblica di scambio alla fine si troverebbe proprietario del 6-8% di AirFrance.
Sarebbe di fatto co-socio assieme allo stato francese del più grande gruppo aereo mondiale. Non ci sarebbe quindi una "svendita" di Alitalia, ma un'alleanza internazionale in cui l'Italia avrebbe un peso decisivo notevole.
Insomma vorrebbe dire fare una politica industriale e un'alleanza politica.
Questo il governo Prodi non voleva farlo, il nuovo ne dubito molto.


Rinazionalizza coi soldi nostri e mette un cane a guidare l'azienda che farà altri debiti che ripagheremo con soldi nostri, senza contare che nel frattempo pagheremmo una multa per violazione della normativa europea sulla concorrenza, chiami l'amico Putin e faccia l'allenza strategica con Areoflot