Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    A Destra...per il Sociale!
    Data Registrazione
    20 Feb 2006
    Località
    Cagliari
    Messaggi
    1,493
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori e proletari

    Tratto da corriere.it

    Scettico sulla svolta di Fini, ha coltivato l'ala «sociale». E da ministro ha pescato anche a sinistra

    Se è diventato amico di Carlin Petrini leader gastronomo della sinistra, senza smettere il ricordo dell'amico di gioventù ammazzato dagli estremisti di sinistra. Se oggi lo festeggiano i tassisti irriducibili, e Montesano ex eurodeputato Ds; se l'hanno votato le grandi famiglie già papaline quindi democristiane infine rutelliane, e le classi popolari rimaste in città, allora Gianni Alemanno non è più da molto tempo il «picchiatore», il «camerata», l'avanguardia della «marea nera» annunciata da qualche suo coetaneo del fronte avverso. Ieri, in una giornata non meno storica del 13 aprile, il cerchio aperto nel '93 si è chiuso. Allora fu Fini a sfiorare la vittoria contro Rutelli. Adesso a batterlo è l'uomo che più ha faticato a seguire Fini nella marcia verso il centro, che per cinque anni è stato al governo quasi come capo di una corrente alternativa, che a lungo ha diviso con Storace la guida di una «destra sociale» sospettata di velleità neocorporative, ma che ora dimostra come la destra nuova sappia convincere la maggioranza dei romani, reduci da una lunga stagione non priva di successi ma associata al cliché eterno della mediazione, dei circoli, dei salotti interclassisti, delle relazioni privilegiate.

    Così le grida dell'ultima ora contro «l'uomo nero» non hanno influenzato il voto più di quanto avrebbe fatto anni fa una campagna contro D'Alema «lanciatore di molotov»; come l'insistenza maliziosa sul matrimonio di Alemanno con la figlia di Pino Rauti non ha mosso l'umore dell'elettorato più di un attacco da destra a Pietro Ingrao, per citare un altro «grande vecchio» sconfitto dalla storia e dal crollo delle ideologie ma a cui è giustamente riconosciuto un onore delle armi ad altri negato, almeno sinora. Questo non significa che al ballottaggio esca sconfitto anche l'antifascismo, valore importante pure nella capitale; ma che proprio per questo non andava svilito e strumentalizzato in una maniera che si è rivelata non solo inelegante ma, forse, controproducente.

    La vittoria di Alemanno (e di Fini, che l'aveva prevista così come alla vigilia del 13 aprile aveva anticipato che la Fiamma di Storace si sarebbe fermata al 2%) dimostra che, come al Nord la Lega tiene le chiavi dell'identità e della rappresentanza, così a Roma la destra ha il polso dell'anima profonda della città, dalle borgate ai quartieri piccoloborghesi, e sa coniugarla in sintonia con quelli che un tempo avrebbe definito polemicamente i «poteri forti» della capitale, dalle gerarchie vaticane ai costruttori; poteri in parte persuasi da tempo, in parte rapidi nel riallineamento.

    Le ragioni e la natura di questo passaggio storico sono tutte nella biografia del nuovo sindaco. Un uomo capace di cambiare anche radicalmente, senza abiure spettacolari, senza conversioni pubbliche, senza rinnegare il proprio passato. Alemanno, pugliese d'origine (padre di Lecce, madre di Gallipoli), cresce in una Roma che coltiva una memoria del fascismo fatalmente diversa da quella del Nord operaio, che certo non rimpiange le leggi razziali e l'occupazione ma neppure dimentica il lascito del regime: una nuova urbanistica, grandi edifici dal Foro Italico all'università, grandi ospedali come il San Camillo e il Forlanini; un ceto medio impiegatizio con l'espansione della burocrazia statale, un proletariato di periferia con le borgate, un hinterland con le bonifiche; e, soprattutto, l'idea (sia pure espressa nelle forme rozze e antistoriche della retorica dell'Impero) di Roma capitale.

    Un'eredità che andava molto oltre l'elettorato missino, come si vide appunto nel '93. La storia di Alemanno è l'adesione sofferta, anche se via via più convinta, al nuovo corso di Fini, avvenuta senza perdere neppure uno dei voti (quelli di Storace sono rientrati tutti al ballottaggio) di un blocco sociale storico, che si è andato evolvendo assieme alla destra. E allora i vecchi militanti e i giovani, i parastatali, i tifosi delle curve (compresa quella romanista), i cultori dei morti degli Anni Settanta celebrati da manifesti, fiori, scritte sui muri, i piccoloborghesi di piazza Bologna e piazza Tuscolo, i nuovi proletari delle borgate, in una parola le classi popolari che nell'apparente indifferenza della sinistra stanno pagando il prezzo dell'immigrazione, sia in termini di sicurezza che di concorrenza sul mercato del lavoro.

    Ai sostenitori del '93, Alemanno ha saputo aggiungerne altri, infastiditi o semplicemente stanchi del Quindicennio, con lo stesso lavoro di apertura e tessitura che l'ha portato a diventare un ministro apprezzato anche dall'opposizione, e a costruire rapporti di stima con personaggi molto lontani dal recinto della vecchia destra, da Luca di Montezemolo ai viticoltori piemontesi, da Giuseppe De Rita agli agricoltori emiliani preoccupati dall'espansione degli ogm. Tutto questo non poteva essere ridotto a una croce celtica — per quanto non rinnegata e anzi mostrata sia pure con sofferenza alla tv, in ricordo dell'amico ucciso Paolo Di Nella —, né andava confuso con il folklore.

    Rispolverare l'armamentario quello sì sempre uguale, ammiccare al fascista sul Campidoglio si è rivelato un errore strategico. La lezione di Roma è semmai quella contraria: dopo il lungo periodo in cui la capitale è stata governata prima da uomini del Pci, compreso quel Luigi Petroselli indicato da destra come il miglior sindaco dai tempi di Ernesto Nathan, poi da giunte in cui gli ex comunisti avevano un peso determinante, ora la maggioranza cambia di segno e premia un esponente del fronte opposto ma non per questo escluso dalla legittimazione e dall'alternanza. E chi oggi parlasse di «seconda marcia di Roma» non coltiverebbe l'indignazione, preparerebbe la prossima sconfitta.

  2. #2
    Forumista
    Data Registrazione
    05 Nov 2011
    Messaggi
    185
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Gianni Alemanno e vai!!!!!!!!!!!!!!!!!

    http://www.rinascita.info/
    Solo il commissario Montalbano salva il centrosinistra dalla disfatta totale. La vittoria di Zingaretti alla provincia di Roma, comunque percepita dai romani come un’amministrazione di serie “B”, ha infatti la significativa impronta del più famoso fratello Zingaretti, quello che interpreta in una serie Tv il commissario creato dalla penna di Camilleri. Il candidato del Pd ha usato con abbondanza nei suoi manifesti un’immagine molto “somigliante” e forse solo così ha battuto il mediaticamente debole candidato del Pdl, quell’Antoniozzi che per la politica romana è sempre stato solo “Alfredino”. Una vittoria comunque di misura.
    Il ballottaggio che contava veramente, non solo a Roma, ma anche per i risvolti nazionali che comporta, è stato perso da Rutelli, piuttosto nettamente, prima ancora che vinto da Alemanno. E’ stata così sconfitto il buonismo ipocrita, la politica dell’accoglienza a tutti i costi verso ogni genere di immigrato. Ha vinto la paura della gente, la rabbia per il degrado della città, la consapevolezza che dopo due mandati di Rutelli e due di Veltroni non si poteva continuare su una strada disastrosa. Tutto ciò senza alcun particolare merito di Alemanno al quale è bastato fare appena la voce un po’ grossa sul tema sicurezza per passare alla cassa. Molti non hanno votato per lui, ma contro Rutelli e questo da domani peserà, e non poco, anche all’interno del Pd.
    Veltroni solo due anni fa fu eletto al primo turno con il 61,4% dei voti, proprio contro Alemanno, ma oggi anche il piccolo Kennedy de’ noantri avrebbe sofferto pagando il totale fallimento del governo Prodi, oltre la sua politica al Campidoglio.
    Quel che pochi dicono, soffermandosi solamente sul dato relativo all’affluenza senza analisi successive, che il sindaco di Roma è stato eletto con il consenso di appena un cittadino su tre. Già perché il 50% dei voti sul 60% di votanti sugli aventi diritto afferma proprio questa incontrovertibile verità: ha vinto l’astensione. Con il suo 40% totale il sindaco fantasma è il vero primo cittadino della Capitale.
    Un’altra verità è che è cambiata la geografia del voto. Rutelli era il candidato dei benestanti ed ha pagato anche il lungo ponte che ha interessato i giorni del voto. Forse i vecchi comunisti che ancora abitano nel Pd hanno fatto i conti pensando all’antico, quando casa al mare e barchetta era roba d’altri, invece stavolta i voti li ha persi proprio “Franciasco”.

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 20-11-09, 20:12
  2. Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori e proletari
    Di simonespiga nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 29-04-08, 10:44
  3. Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori e proletari
    Di simonespiga nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 29-04-08, 10:29
  4. Gianni, l'uomo della nuova destra che unisce imprenditori e proletari
    Di simonespiga nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 29-04-08, 10:24
  5. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 28-12-04, 16:34

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito