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  1. #1
    Superpol
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    Predefinito Due padri per una sconfitta

    Lo tsunami del 13 aprile sommerge la Capitale. Com'era prevedibile, l'onda lunga della destra italiana travolge anche l'ultima, flebile "resistenza" romana. La vittoria a Sondrio o a Vicenza è un pannicello caldo, che non lenisce ma semmai acuisce la ferita profonda patita dal centrosinistra, prima a livello nazionale e poi, dopo i ballottaggi, a livello locale. Con la trionfale marcia su Roma di Alemanno la sconfitta del Pd diventa disfatta. Una disfatta che non è orfana, ma stavolta ha almeno due padri.

    C'è un padre, sul piano della proiezione politica romana. Si chiama Francesco Rutelli. Nonostante l'ottimo passato da sindaco negli ormai lontanissimi anni '90, stavolta Rutelli è stato un handicap, non una risorsa. Non è un giudizio politico, ma numerico. Il candidato alla provincia del Pd Zingaretti, nelle stesse circoscrizioni in cui si votava anche per le comunali, ha ottenuto 731 mila voti contro i 676 mila ottenuti da Rutelli. Vuol dire che quasi 60 mila elettori di centrosinistra, con un ragionato ancorché masochistico calcolo politico, hanno votato "secondo natura" alla provincia, mentre hanno fatto il contrario per il Campidoglio.

    Piuttosto che votare l'ex vicepremier del governo Prodi, hanno annullato o lasciato bianca la scheda. In molti casi hanno addirittura votato Alemanno. Dunque, a far montare la "marea nera" della Capitale che ha portato alla vittoria il candidato sindaco del Pdl ha contribuito un'evidente "pregiudiziale Rutelli" a sinistra. Soprattutto nelle aree più radicali. Che magari non ne hanno mai apprezzato "l'equivicinanza" tra le disposizioni della Curia vaticana e le posizioni della cultura laica. E che forse, punendo Rutelli, hanno deciso di dare una lezione al Pd, colpevole di aver "cannibalizzato" la sinistra nel voto nazionale di due settimane fa. Con una campagna elettorale imperniata su un principio giusto (l'autosufficienza dei riformisti) ma declinato nel modo sbagliato (il principale "nemico" è la sinistra). Così Veltroni, salvo che negli ultimissimi giorni, ha finito per perdere di vista il vero avversario, cioè Berlusconi. Adottando nei confronti del Cavaliere una forma di parossistica "pubblicità involontaria", con la trovata non proprio geniale del "principale esponente dello schieramento a noi avverso", ripetuta ossessivamente, fino all'assurdo, e così trasformata in un boomerang .

    Di questa disfatta, quindi, c'è un padre anche sul piano della dimensione politica nazionale. Quel padre si chiama Walter Veltroni. Il leader del Pd ha scontato un deficit oggettivo: nella partita sulla sicurezza, determinante nel giudizio degli elettori in tutta Italia e nelle singole città, ha dovuto inseguire il Pdl. E da sempre, in quello che Barbara Spinelli sulla Stampa definisce il "populismo penale", la destra eccelle storicamente sulla sinistra. Semplicemente perché, nella percezione dei cittadini impauriti (giusta o sbagliata che sia) "does it better": può farlo meglio. Ma il leader del Pd ha pagato anche un errore soggettivo: non ha capito che la sfida su Roma avrebbe richiesto un altro "metodo di selezione", più consono all'idea del Partito democratico costruito "dal basso", che gli elettori avevano iniziato a conoscere e ad apprezzare con le primarie.

    La candidatura di Rutelli, al contrario, è il frutto dell'ennesima alchimia di laboratorio (o di loft). Una collocazione di "prestigioso ripiego", per un dirigente che è già stato sindaco due volte, che ha corso e perso un'elezione politica nel 2001, che è stato vicepremier nel 2006 e che ora, nel nuovo organigramma del Pd sconfitto il 13 aprile, rischiava di ritrovarsi senza un "posto di lavoro". L'opinione pubblica, di sinistra ma anche di centro e di destra, ne ha tratto la sgradevolissima impressione di una nomenklatura che usa le istituzioni come "sliding doors". Porte girevoli, dalle quali si entra e si esce secondo opportunità pratica personale, e non secondo utilità politica generale.

    Ora, sul terreno di questa incipiente Terza Repubblica, per il centrodestra si aprono le verdi vallate del governo nazionale e locale, da Milano a Roma, con la fine di quello che Ilvo Diamanti definisce il "bipolarismo metropolitano". Per il centrosinistra, al contrario, non restano che macerie. Risultati alla mano, è difficile contestare l'irridente sberleffo di uno striscione della destra che, in serata, inneggiava a "Veltroni santo subito", lungo la scalinata del Campidoglio: "Con le primarie ha fatto cadere il governo Prodi. Con le politiche ha cacciato i comunisti dal Parlamento. Candidando Rutelli ha perso Roma".

    L'analisi è rozza, ma ha un suo fondamento. Ora il Pd corre un rischio mortale. All'indomani della disfatta, un regolamento di conti al vertice sarà inevitabile. Ma a un anno dalle elezioni europee, nelle quali si voterà con il proporzionale, un possibile ritorno al passato (cioè alla vecchia e agonizzante divisione Ds-Margherita) sarebbe imperdonabile.

    http://www.repubblica.it/2008/04/sez...nini-roma.html

  2. #2
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    Io sono uno di quelli che se avessi votato a Roma avrei votato Zingaretti ma lasciato in bianco il comune. Rutelli avrà ora più tempo da passare con la Binetti.

  3. #3
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    C'è un dato più inquietante, che lacererà la sinistra italiana per mesi e peserà sul futuro: Rutelli al Comune ha preso 55 mila voti in meno di quanti ne ha conquistati sul territorio cittadino Nicola Zingaretti, neopresidente eletto della Provincia di Roma. Poiché le schede bianche e nulle per Rutelli sono la metà di quelle per Zingaretti, questo significa che decine di migliaia di cittadini - di sinistra, evidentemente - hanno votato per Zingaretti alla Provincia e contro Rutelli (dunque per Alemanno) al Comune. Un voto, bisogna dirlo con chiarezza e subito, del tutto ideologico, che viene in gran parte dalla sinistra radicale, così convinta dalla tesi autoassolutoria che vede nel Pd la colpa della sua scomparsa dal Parlamento, da far pagare al Pd la battaglia di Roma, lavorando contro Rutelli. Per questi cannibali fratricidi, grillisti e antagonisti, Rutelli era il bersaglio ideale, come anche per qualche estremista del Pd: troppo cattolico, importatore della Binetti, amico dei vescovi, come se la scommessa fondativa e perenne del Pd non fosse quella di tenere insieme, a sinistra, cattolici ed ex comunisti. Un ideologismo a senso unico: che serve ad azzoppare la sinistra, facendola perdere, mentre non scatta per bloccare l'uomo di An in marcia verso il Campidoglio. Anzi.

    http://www.repubblica.it/2008/04/sez...nto-mauro.html

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da MetaPapero Visualizza Messaggio
    C'è un dato più inquietante, che lacererà la sinistra italiana per mesi e peserà sul futuro: Rutelli al Comune ha preso 55 mila voti in meno di quanti ne ha conquistati sul territorio cittadino Nicola Zingaretti, neopresidente eletto della Provincia di Roma. Poiché le schede bianche e nulle per Rutelli sono la metà di quelle per Zingaretti, questo significa che decine di migliaia di cittadini - di sinistra, evidentemente - hanno votato per Zingaretti alla Provincia e contro Rutelli (dunque per Alemanno) al Comune. Un voto, bisogna dirlo con chiarezza e subito, del tutto ideologico, che viene in gran parte dalla sinistra radicale, così convinta dalla tesi autoassolutoria che vede nel Pd la colpa della sua scomparsa dal Parlamento, da far pagare al Pd la battaglia di Roma, lavorando contro Rutelli. Per questi cannibali fratricidi, grillisti e antagonisti, Rutelli era il bersaglio ideale, come anche per qualche estremista del Pd: troppo cattolico, importatore della Binetti, amico dei vescovi, come se la scommessa fondativa e perenne del Pd non fosse quella di tenere insieme, a sinistra, cattolici ed ex comunisti. Un ideologismo a senso unico: che serve ad azzoppare la sinistra, facendola perdere, mentre non scatta per bloccare l'uomo di An in marcia verso il Campidoglio. Anzi.

    http://www.repubblica.it/2008/04/sez...nto-mauro.html
    Francamente non mi sento affatto ideologista a dire che non avrei votato ruttelli. Mi turo il naso da anni e non mi si può chiedere di farlo perennamente. Li chieda agli amici dell'opus dei i voti.

  5. #5
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    Citazione Originariamente Scritto da willy Visualizza Messaggio
    Francamente non mi sento affatto ideologista a dire che non avrei votato ruttelli. Mi turo il naso da anni e non mi si può chiedere di farlo perennamente. Li chieda agli amici dell'opus dei i voti.
    E' sempre la solita tesi degli elettori che sbagliano. L'idea che, nelle condizioni date, Rutelli non fosse un candidato "ottimale" non gli passa neanche per la testa...

    Eppure il concetto dovrebbe essere semplice. C'e' un elettorato di sx che o si e' astenuto o ha votato grillo, e questo elettorato e' molto piu' ampio dell'elettorato di centro che si potrebbe conquistare, sul quale peraltro ci sono almeno altri 2 competitor molto piu' centristi di noi...

  6. #6
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    Avessero candidato Zingaretti al Comune, non sarebbe successo. Io, se avessi votato a Roma, avrei annullato la scheda di Rutelli e votato alla Provincia per Zingaretti, per il semplice motivo che, al di là del folklore di un po' di nostalgici, alla fine, nel governo della città, non ci sarebbe stata sostanziale differenza fra Rutelli e Alemanno. Anche quando fu eletto Guazzaloca a Bologna, la sera si presentarono degli sfigati fascistelli in Piazza Maggiore a fare il saluto romano tuttavia, già a partire dal giorno dopo, non ci furono nè sabati fascisti nè olio di ricino nè confinati a Ponza. Dico di più: se si ripresenta Cofferati contro Guazzaloca, io voterò Guazzaloca, per il semplice motivo che ha amministrato molto meglio di Cofferati e anche con meno arroganza e autoritarismo e più capacità di mediazionee buonsenso con tutte le componenti della città, dalla Curia all'arcigay del Cassero, dai commercianti e dagli esercenti fino ai centri sociali che, non a caso, manifestarono l'anno scorso insieme in piazza contro Cofferati.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da MetaPapero Visualizza Messaggio
    E' sempre la solita tesi degli elettori che sbagliano. L'idea che, nelle condizioni date, Rutelli non fosse un candidato "ottimale" non gli passa neanche per la testa...

    Eppure il concetto dovrebbe essere semplice. C'e' un elettorato di sx che o si e' astenuto o ha votato grillo, e questo elettorato e' molto piu' ampio dell'elettorato di centro che si potrebbe conquistare, sul quale peraltro ci sono almeno altri 2 competitor molto piu' centristi di noi...
    Esattamente quello che penso io. Ma ci rendiamo conto che di fronte a una sconfitta del genere, invece di capirne le ragioni, si insultano gli elettori?

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da bsiviglia Visualizza Messaggio
    Avessero candidato Zingaretti al Comune, non sarebbe successo. Io, se avessi votato a Roma, avrei annullato la scheda di Rutelli e votato alla Provincia per Zingaretti, per il semplice motivo che, al di là del folklore di un po' di nostalgici, alla fine, nel governo della città, non ci sarebbe stata sostanziale differenza fra Rutelli e Zingaretti. Anche quando fu eletto Guazzaloca a Bologna, la sera si presentarono degli sfigati fascistelli in Piazza Maggiore a fare il saluto romano tuttavia, già a partire dal giorno dopo, non ci furono nè sabati fascisti nè olio di ricino nè confinati a Ponza. Dico di più: se si ripresenta Cofferati contro Guazzaloca, io voterò Guazzaloca, per il semplice motivo che ha amministrato molto meglio di Cofferati e anche con meno arroganza e autoritarismo e più capacità di mediazionee buonsenso con tutte le componenti della città, dalla Curia all'arcigay del Cassero, dai commercianti e dagli esercenti fino ai centri sociali che, non a caso, manifestarono l'anno scorso insieme in piazza contro Cofferati.

    concordo. Il Guazza ha ben amministrato.

    ps = bsviglia siamo tornati a "votare insieme"

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da willy Visualizza Messaggio
    Esattamente quello che penso io. Ma ci rendiamo conto che di fronte a una sconfitta del genere, invece di capirne le ragioni, si insultano gli elettori?
    io e' da ieri che sto dicendo che questo e' un segnale chiaro al PD, come sono chiarissimi i segnali che engono dalla Toscana.

    Il PD deve darsi un chiaro profilo di sx altrimenti il suo elettorato storico NON lo vota.

  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da willy Visualizza Messaggio
    concordo. Il Guazza ha ben amministrato.

    ps = bsviglia siamo tornati a "votare insieme"

    E ora farneticano di Cofferati a capo del Pd del Nord! Dimmi se questo non è masochismo. Ma come, a Bologna nessuno lo sopporta e voi lo volete fare dirigente di tutto il Nord? E' proprio vero che Dio acceca chi vuole perdere.

 

 
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