





E' una sensazione, la stessa che hanno provato molti americani anche in altre occasioni. Ad esempio...
http://forum.politicainrete.net/cons...e-gia-qui.html


Teniamoci stretti, che c'è vento forte.
Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
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Ovviamente quello era un 3d-passatempo, e non credo neppure che Obama sia per davvero l'Anticristo preannunziato dal Libro dell'Apocalisse. Resta intatto però il giudizio negativo verso l'operato di un Presidente che si regge per buona parte sull'immagine, sull'apparire, sui gesti ad effetto privi di sostanza.




Obama..? Niente di nuovo sotto il sole.
Per fortuna sono un bibliofilo. Attraverso i libri riesco a comprendere cose che per motivi anagrafici mi sfuggirebbero. Ad esempio, la politica americana da cinquant'anni a questa parte (ma a ben vedere anche prima) è l'eterno ritorno.
Prendiamo Obama e G.W. Bush. Il progressista e il conservatore. Il democratico e il repubblicano. Il buono e il cattivo.
Pensate che l'atteggiamento prevalentemente positivo verso il primo e quello prevalentemente negativo verso il secondo sia una novità, magari dovuta alla guerra d'Irak o al fatto che Obama sia nero? Macchè. Ciò ha influito solo in minima parte. E' nel complesso un libro già letto e imparato a memoria. Cerchiamo di ripassarlo per chi lo avesse dimenticato.
B. Clinton e G. Bush. Il progressista e il conservatore. Il democratico e il repubblicano. Il buono e il cattivo.
Vi siete già dimenticati le grida di giubilo sopraggiunte all'elezione di Bill, il "nuovo Kennedy"? E le carrettate di volumi agiografici in suo onore e di sua moglie Hillary? Non stupitevi di Barack...
Carter e Reagan. Il progressista e il conservatore. Il democratico e il repubblicano. Il buono e il cattivo.
Adesso qualcuno sbotterà: Ma Carter era un pippa! Certo!! Ma nel 76 il nostro "uomo delle noccioline" era una meravigliosa speranza per un futuro di pace e di democrazia! Il campione dell'America "pulita", il battista non fondamentalista... non vi ricorda qualcosa?
Johnson e Goldwater. Il progressista e il conservatore. Il democratico e il repubblicano. Il buono e il cattivo.
La sinistra e la destra, l'altruismo e l'egoismo, la politica sociale e il privilegio, l'antischiavismo e l'apartheid, la democrazia e il fascismo.... devo continuare o basta così? Peccato che sull'immagine del buon Lyndon abbia pesato per qualche anno la scomoda eredità del Vietnam, ma almeno ha avuto il buon gusto di levarsi di mezzo in tempo per non perdere la guerra...
J.F. Kennedy e Nixon. Il progressista e il conservatore. Il democratico e il repubblicano. Il buono e il cattivo.
Qui si finisce con lo sparare sulla Croce Rossa. Paragonare Jack, il patrizio erede primogenito del pluriosannato clan dei Kennedy, l'uomo della "Nuova Frontiera", il "nuovo Lincoln", il cantore dell'"altra America" (tutte puttanate che godono però di veridicità biblica)... con Dick, l'avvocaticchio di provincia, colui da cui non comprereste una macchina usata... non vi ricorda qualcosa? andiamo, sono passati solo un paio d'anni...
Stevenson e Eisenhower. Il progressista e il conservatore. Il democratico e il repubblicano. Il buono e il cattivo.
Questo è troppo, direte. Il vecchio Ike, passi che era repubblicano, ma era l'eroe antifascista, un moderato che piaceva pure ad Eleanor Roosevelt! Ah quanto cambia la percezione delle cose con gli anni. Ma che dicevano del "buon Ike" gli intellettuali occidentali durante i primi anni cinquanta? Eisenhower conservatore, Eisenhower reazionario, amico dei militari, pericoloso anticomunista, nemico della pace... E dello sfidante Stevenson? Speranza delle democrazie, erede di Roosevelt, uomo di cultura e di dialogo... persino Richie Cunningam di Happy Days era per Stevenson!!!
Evitiamo per carità di patria ogni confronto tra Franklin Delano, artefice del New Deal e vincitore di una Guerra Mondiale con Herbert Hoover, l'artefice della Grande Depressione e il simbolo dell'isolazionismo più gretto...
E vogliamo parlare di Wilson e di Coolidge? Di Bryan e McKinley? Di Lincoln e J. Davis? Di Jefferson e Hamilton?
E' sempre la stessa storia, scritta a volte con le medesime parole da chi ha vinto (anche quando temporaneamente ha perso) la sfida politica e detiene il potere di far passare ai posteri la sua verità. E' un secolo, ma anche due, che i progressisti sono i buoni e i conservatori i cattivi, è tradizione che i primi vengano esaltati prima ancora di fare alcunchè e i secondi denigrati pur non avendo commesso nulla di male. Poi la guerra se la fa un democratico è giusta, se la fa un repubblicano è cattiva. Se il capitalismo lo salvano i progressisti allora è a vantaggio del popolo; se lo salvano i conservatori è a vantaggio delle elites. E' sempre la stessa storia... son sempre le stesse elezioni...
... per questo Obama non è l'anticristo, ma semmai - per la destra - l'ultimo di una lunga sequenza di figure "anticristiche" osannate per aver rappresentato la libertà, l'uguaglianza, l'altruismo, la lungimiranza, l'onestà, la pace... mentre agli "altri" non è restato che rappresentare giocoforza l'opposto: la schiavitù, la disuguaglianza, l'egoismo, la grettezza, la disonestà, la guerra... Poi uno si chiede perchè Obama! Al contrario, si dovrebbe chiedere come sia stato possibile un Bush, un Reagan, un Nixon... E' evidente che le masse elettrici leggano poco. Se avessero letto il giusto avrebbero votato sempre correttamente: per un democratico, un progressista, una persona perbene.
Ultima modifica di Florian; 07-04-10 alle 19:44
SADNESS IS REBELLION





