L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE VETERANI E REDUCI GARIBALDINI (ANVRG)
deriva direttamente e vi si ispira a quella Società di Mutuo Soccorso fra garibaldini che fu fondata dallo stesso Generale Garibaldi i cui aderenti confluirono, nel 1898, nella Società Reduci dalle Patrie Battaglie fino al 1924, quando la situazione politica italiana in seguito al delitto Matteotti, determinò la rottura delle forze garibaldine fra gli oppositori ed i fautori del fascismo, questi capitanati da Ezio Garibaldi, figlio di Ricciotti e nipote del nostro Eroe nazionale il quale ebbe allora la meglio costituendo la “Federazione Italiana Volontari Garibaldini” la quale, nel 1936, fu trasformata in “Legione garibaldina” fortemente coinvolta nel fascismo.
Molti superstiti reduci garibaldini, sia fra quelli che avevano partecipato alle imprese guidate dallo stesso Gen. Giuseppe Garibaldi sia fra quelli che successivamente fecero parte delle imprese condotte da Ricciotti Garibaldi in Grecia nel 1897 e nel 1812-13, e poi ancora nel 1911 in Albania, in Serbia nel 1914, sulle Argonne nel 1914-15 e sul fronte italiano con la Brigata “Cacciatori delle Alpi” comandata da Peppino Garibaldi, si tennero criticamente al di fuori dell’organizzazione di Ezio Garibaldi fino alla caduta del fascismo nel 1943, quando fu presa l’iniziativa di ricostituire il vecchio sodalizio su base democratica ed antifascista.
Il 15 luglio 1944, con atto rogato dal notaio Marini di Roma fu data vita all’Associazione Nazionale Reduci Garibaldini “Giuseppe Garibaldi” per ripristinare l’integrale storica tradizione garibaldina. Nel 1945, anche con l’intervento dell’allora Ministero della Guerra, veniva riconosciuto ai reduci della Divisione italiana partigiana Garibaldi che aveva gloriosamente combattuto in Jugoslavia dall’8.9.43 all’8.3.45, il diritto di far parte di questa storica associazione quali i più autentici continuatori della tradizione garibaldina per avere combattuto volontariamente all’estero per la libertà di un altro popolo, mantenedo una profonda fedeltà alla patria italiana ed alle sue tradizioni democratiche e risorgimentali.
La proposta fu accolta a grande maggioranza dall’associazione, alla quale si iscrissero un forte numero di reduci della citata Divisione Garibaldi ed in quella occasione nella denominazione del sodalizio fu inserita la parola “Veterani” per distinguere i “vecchi” garibaldini dai “nuovi”, distinzione che, ormai, non ha nemmeno più motivo significante, se non quello di memoria storica, essendo rimasti, quelli della “Garibaldi”, gli unici garibaldini combattenti iscritti all’associazione. Resta comunque di alto significato la condivisione degli stessi ideali democratici esistita nello stesso sodalizio e continuata come legame storico del Risorgimento alla Resistenza espresso nella fedeltà alla patria italiana nella speranza garibaldina dell’Europa Unita.
Va qui ricordato che la citata Divisione “Garibaldi” nacque dalla fusione delle due Divisioni dell’Esercito italiano “Venezia” e “Taurinense”, dislocate in Montenegro, che all’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943, senza ordini o direttive del Governo, dopo aver chiesto a tutti i militari dipendenti di esprimere ciascuno la propria libera volontà che fu plebiscitaria, non vollero aderire agli ordini di resa imposti dai tedeschi. Il 2 dicembre 1943, dopo tre mesi di duri combattimenti e perdite, le due divisioni unite formarono appunto la Divisione italiana partigiana Garibaldi, restando Grande Unità dell’Esercito italiano, ancorché partigiana, dipendente operativamente dal Comando dell’Esercito popolare Liberatore Jugoslavo (EPLJ).
Nel 1959, allo scopo di allargare la base alle persone che pur non essendo “combattenti garibaldini” secondo le prescrizioni statutarie, intendevano condividere gli ideali garibaldini e collaborare alla loro diffusione, fu costituita un’associazione parallela denominata “Fratellanza garibaldina” fra discendenti e congiunti di garibaldini, sotto gli auspici ed il patronato dell’Anvrg, che raggiunse in breve tempo lo scopo tanto che il Congresso del 1991, dopo attento studio ed appropriate modifiche statutarie, i soci della “Fratellanza Garibaldina” divennero soci a tutti gli effetti nel rispetto della parità di doveri e di diritti. Si ebbero così due componenti dello stesso sodalizio: soci effettivi i reduci combattenti e soci ordinari gli altri, come stabilisce l’art.5 dello statuto, approvato dall’Ente tutorio dello Stato il 10 maggio 1993.
L’Anvrg intende fare ogni sforzo, nei limiti delle proprie possibilità, per proseguire nel suo impegno culturale, rievocativo, divulgativo, riferito al Risorgimento italiano, alla Resistenza ed in particolare all’epopea della Divisione italiana partigiana “Garibaldi” che partecipò alla Guerra di Liberazione in Jugoslavia, quale esempio dell’amor di patria, della libertà e della giustizia, al di sopra delle parti
L’Anvrg intende operare al recupero dei valori morali, civici e di costume che si sono fortemente deteriorati, come ogni giorno denunziano le cronache politiche e di vita sociale della nostra amata nazione, l’Italia, della nostra finalmente più grande patria, l’Europa e del mondo intero, nella forte speranza della futura Santa Alleanza dei Popoli.
L’Anvrg chiede alle cittadine ed ai cittadini italiani, ed in prospettiva augurale ai cittadini del mondo che amano la patria e le patrie e che condividono gli scopi enunciati nello statuto sociale, di riservarle fraterna attenzione ed ogni possibile adesione o collaborazione, nel rispetto d’ogni onesta opinione filosofica e politica che è lasciata alla libera responsabile coscienza di ciascuno


Parole di: Rocco Traversa
Musica di: Luigi Pantaleoni
1860
CAMICIA ROSSA
Quando all'appello di Garibaldi
m'unii coi mille suoi prodi e baldi
questa Ei con voce mi dié commossa
Camicia rossa
E dall'istante ch'io t'indossai
Camicia rossa, t'idolatrai
nel petto un foco scese repente
Camicia ardente
Porti l'impronta di mia ferita
sei tutta lacera, tutta scucita!
e per ciò appunto mi sei più cara
Camicia rara
Fida compagna del mio valore
s'io ti contemplo, mi batte il cuore
par che tu intenda la mia favella
Camicia bella
Di gloria emblema, dell'ardimento
il tuo colore mettea spavento!
Fulmin di guerra ciascun ti noma
Camicia indoma.
Là sul Volturno meco hai sudato:
partii soldato, tornai soldato!
Tu sei la stessa che allor vestia
Camicia mia.
A chi t'indossa fan sorda guerra
i prepotenti di questa terra
ma il popol tutto l'ammira e canta
Camicia santa.
E sempre meco con fiero orgoglio
sempre un tuo lembo portar io voglio
fosti mia stella, sarai mia guida
Camicia fida.
E s'altra volta d'Italia il grido
chiami i valenti su l'adrio lido
daremo insieme fuoco alla miccia
O mia camicia.
Se dei Tedeschi nei fieri scontri
vien ch'io la morte dei prodi incontri
chi sa qual sorte ti fia serbata
Camicia amata.
Ma se, adornato d'allori il crine,
muoio in mia terra libera alfine
ti vuo' sepolta nella mia fossa
Camicia rossa.
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