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  1. #1
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Prezzo Frumento: -40% in due mesi

    Venerdì 2 Maggio 2008, 0:03

    In due mesi il prezzo del frumento è sceso del 40%, non è stato così per pane e pasta
    Di Alberto Susic




    Imputare alla speculazione la responsabilità dei rialzi delle materie prime è un modo comodo di affrontare i problemi e scaricare responsabilità, ma non corrisponde alla realtà - così dichiara Maurizio Mazziero, direttore generale di ClubCommodity.com - in due mesi il prezzo del frumento contrattato a Chicago è sceso del 40%, non mi sembra che al prezzo di pane e pasta sia avvenuto altrettanto.


    Lo stesso vale per il riso - prosegue Mazziero - gli scambi al CBOT di Chicago, sono estremamente scarsi, mediamente 150-200 contratti al giorno, eppure il prezzo è salito di oltre il 50% nel 2008, inseguendo così le quotazioni nel mercato reale. Proprio nel riso, la speculazione è intervenuta invece negli ultimi giorni, con scambi di oltre 1.400 contratti, ma per spingere al ribasso i prezzi raggiunti; nell'ultima settimana il prezzo è sceso di circa un 11%.
    Le cause dei rialzi delle materie prime sono strutturali - spiega Mazziero - e non si risolveranno in breve tempo; da un lato la domanda in costante crescita da parte delle economie emergenti, dall'altro la crescita di produzione di biocombustibili, mentre le rese per ettaro calano a causa del global warming.
    Nei prossimi anni - conclude il direttore di ClubCommodity.com - non abbiamo altra scelta che modificare i nostri consumi alimentari, cercando di incrementare la produzione di energie rinnovabili, in particolare solare ed eolico.


    Per gentile concessione di www.clubcommodity.com

    http://it.biz.yahoo.com/01052008/92/...-per-pane.html

  2. #2
    La rivoluzione è come il vento
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    Guarda che questi sono gli effetti della "Globalizzazione sì grazie"

  3. #3
    Viva la piadina!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da Ventidio Basso Visualizza Messaggio
    Guarda che questi sono gli effetti della "Globalizzazione sì grazie"
    Balle..... sono gli effetti di un maggior benessere in paesi molto popolati, se per te questo e' un male, oltre ovviamente ad un protezionismo dell' agricoltura in USA UE e Giappone che ha bloccato per anni uno sviluppo imprenditoriale e commerciale dell' agricoltura inmolti paesi in via di sviluppo.

  4. #4
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    L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica governativa inflazionistica. Ludwig von Mises
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    Citazione Originariamente Scritto da Ventidio Basso Visualizza Messaggio
    Guarda che questi sono gli effetti della "Globalizzazione sì grazie"
    questo è l'effetto dell'intervento dello Stato...in primis degli stati sviluppati...

  5. #5
    Austrian libertarian
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    L'ignoranza del pubblico è un fattore necessario per il buon funzionamento di una politica governativa inflazionistica. Ludwig von Mises
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    Predefinito Contro la fame, liberiamo i mercati

    Di fronte alla crisi agricola di questi mesi (particolarmente dolorosa nel Terzo Mondo) era prevedibile che le organizzazioni internazionali si mobilitassero. Su iniziativa del segretario dell’Onu, Ban Ki-moon, è stata così costituita una task force con il compito di varare interventi d’urgenza. Non solo: si prevede fin d’ora che il prossimo anno vi sarà un raddoppio dei finanziamenti all’agricoltura africana, che raggiungeranno gli 800 milioni di dollari. Non aspettiamoci però miracoli da queste iniziative, che muovono da una grave incomprensione del problema.
    La crisi attuale, infatti, ha molte origini, ma le principali sono politiche. Certo è indubbio che taluni recenti raccolti sono andati male per ragioni climatiche; ed è egualmente vero che questo rarefarsi dell’offerta è stato accompagnato da una crescita della domanda connessa al fatto che ci sono Paesi qualche anno fa poverissimi, e che ora invece iniziano a lasciarsi alle spalle la miseria. Se India o Cina chiedono più beni alimentari, non ci si deve stupire se i prezzi aumentano.
    Ma oltre a questo c’è altro. A seguito delle pressioni esercitate dagli ecologisti, l’amministrazione americana ha predisposto incentivi per produrre bioetanolo. E anche questo ha contribuito a far crescere il prezzo di taluni prodotti agricoli, come si è visto in Messico durante le “rivolte delle tortillas”.

    Contrariamente a quanto spesso viene detto, questa allora non è una crisi del capitalismo, ma della sua assenza.
    Il caso del bioetanolo è esemplare, dato che non ha senso essere pregiudizialmente a favore o contro tale soluzione, ma è chiaro che se le iniziative volte a ricavare carburante dai prodotti della terra sono artificiosamente incentivate per un editto di Bush o di altri, non ci si può stupire se poi si va incontro a situazioni come quella che stiamo vivendo.
    Sullo sfondo, inoltre, abbiamo il fallimento della politica agricola europea. Mentre i prezzi del settore agricolo vanno alle stelle, i paesi occidentali continuano a regolamentare e sostenere in forme assistenziali il settore primario: con il risultato davvero folle che Bruxelles, ad esempio, finanzia molti proprietari affinché non coltivino i campi e impone pure quote di produzione per limitare i raccolti.
    Insomma, la pianificazione sta conoscendo un suo esito classico: mentre ci sarebbe bisogno di una produzione accresciuta (per far fronte allo squilibrio tra domanda e offerta, e in tal modo abbassare i prezzi), la politica continua a muoversi nella direzione sbagliata. Il risultato è che il Terzo Mondo è impossibilitato a esportare da noi e non può crescere né svilupparsi.

    L’occasione è allora propizia per mettere in discussione la Pac: eliminando ogni aiuto (a vantaggio dei contribuenti europei) e cancellando i vincoli alla produzione (così da stimolare lo sviluppo, anche da noi, di un’agricoltura imprenditoriale).
    Il caso del bioetanolo è interessante, perché nulla esclude che in futuro esso possa essere economicamente conveniente: il che dipende essenzialmente dal prezzo del petrolio e dalla produttività agricola per ettaro. In questo senso, se si superasse il tabù degli Ogm e si permettesse lo sviluppo di piantagioni ad altissima resa per ettaro, quella del bioetanolo potrebbe rilevarsi una strada molto opportuna.

    Bisogna però mettere da parte pregiudizi irrazionali e soprattutto abbandonare quel sistema di gestione pubblica dell’economia che oggi impedisce ai nostri agricoltori di cogliere la straordinaria opportunità legata ai prezzi alti e impedisce ai Paesi poveri di emergere. In definitiva, i politici devono smetterla di sostituire le loro decisioni a quelle degli agricoltori. Hanno già combinato troppo disastri in ogni parte del mondo, impedendo quei graduali aggiustamenti e quelle positive reazioni che ogni imprenditore avveduto adotta nel momento in cui osserva l’andamento dei prezzi. Si ritirino in buon ordine e restituiscano i campi a quanti li possiedono e li lavorano.
    Stavolta ne va anche della vita di milioni di persone.

    Da L’Opinione, 30 aprile 2008

    http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=6605

  6. #6
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    La questione è molto semplice : si sta avvicinando la stagione del raccolto nell'emisfero boreale , dove viene prodotta la maggior parte del grano del mondo.
    E quest'anno , anche in conseguenza dei prezzi alti , ci sono state più semine (+13% nella CE).
    Quindi si sta approssimando un forte aumento di offerta del prodotto.
    Chi aveva accantonato , per speculare , vende , e i prezzi calano.
    E' il mercato , baby.......

  7. #7
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    Questo è l'effetto della globalizzazione, del libero mercato, del liberismo, degli stati occidentali. E cioè quando il prezzo del frumento e del petrolio sale, il prezzo del pane, della pasta e della benzina si adeguano. Quando il prezzo del frumento e del petrolio scendono (come di recente) il prezzo di questi alimenti e della benzina rimangono invariati. E non è un fattore italiano questo. Ma dove cazzo sta' l'URSS? Rivoglio l'Armata Rossa, l'esercito difensore del popolo e dei lavoratori. Bastava solo la sua presenza che i capitalisti bastardi di tutto il mondo avevano un occhio di riguardo per i poveri (rubavano lo stesso ma almeno lasciavano qualcosa ai lavoratori, adesso fanno strike).

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da seven77 Visualizza Messaggio
    Questo è l'effetto della globalizzazione, del libero mercato, del liberismo, degli stati occidentali. E cioè quando il prezzo del frumento e del petrolio sale, il prezzo del pane, della pasta e della benzina si adeguano. Quando il prezzo del frumento e del petrolio scendono (come di recente) il prezzo di questi alimenti e della benzina rimangono invariati. E non è un fattore italiano questo. Ma dove cazzo sta' l'URSS? Rivoglio l'Armata Rossa, l'esercito difensore del popolo e dei lavoratori. Bastava solo la sua presenza che i capitalisti bastardi di tutto il mondo avevano un occhio di riguardo per i poveri (rubavano lo stesso ma almeno lasciavano qualcosa ai lavoratori, adesso fanno strike).

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Balle..... sono gli effetti di un maggior benessere in paesi molto popolati, se per te questo e' un male, oltre ovviamente ad un protezionismo dell' agricoltura in USA UE e Giappone che ha bloccato per anni uno sviluppo imprenditoriale e commerciale dell' agricoltura inmolti paesi in via di sviluppo.
    Serve la curva di Laffer

  10. #10
    Viva la piadina!!!
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    Citazione Originariamente Scritto da picchio Visualizza Messaggio
    Serve la curva di Laffer
    Magari.... ma poi ci sono molti, se non erro anche tu, che pure davanti all' evidenzia la negano

 

 
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