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Discussione: L'era dei Pesci

  1. #1
    ooooWAGLIONEoooo
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    Exclamation L'era dei Pesci

    Prendo spunto dal post su S. Pietro per sottoporvi questo documentario che credo valga la pena di esser visto non foss'altro perchè non contiene nessun punto di vista arbitrario ma una raccolta di fatti che, non appartenendo alla nostra cultura, sono ignoti ai più.

    A mio avviso è un pò 'forte' anche per i non credenti, quindi fate vobis.

    Si consiglia la visione a schermo intero perchè trattasi di una produzione americana sottotitolata con un carattere un po' piccolo, oppure avvicinatevi allo schermo.
    Il doppio (non singolo) click sul video vi porta alla relativa pagina di youtube dove potete selezionare la modalità schermo intero come indicato qua sotto.



    i video



    http://www.youtube.com/watch?v=T4PuEbAJipE

    http://www.youtube.com/watch?v=hu6vT...eature=related

    •   Alt 

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  2. #2
    P_d_Mirandola
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    Ho visto il primo video, anche se in realtà l'avevo già visionato in passato. E per adesso mi fermo qui.

    Tempo fa vidi questo film: http://cinemanotizie.blogspot.com/20...rama-joel.html e sinceramente lo trovo molto più intrigante di questo cortometraggio.

    Poi mi viene in mente questo:

    1) New York City ha 11 lettere
    2) Afghanistan ha 11 lettere
    3) Ramsin Yuseb (il terrorista che minacciò di distruggere le Torri gemelle
    nel 1993) ha 11 lettere.
    4) George W Bush ha 11 lettere
    5) Le due torri gemelle formano un 11

    E adesso queste altre:
    1) New York è l'11° stato
    2) Il primo aereo schiantatosi contro le torri gemelle era il volo n°11
    3) Il volo n° 11 portava 92 passeggeri. 9+2=11
    4) Il volo 77, che si schiantò anche contro le torri, portava 65
    passeggeri. 6+5=11
    5) La tragedia si verificò l'11 settembre, o 9/11 (data americana) come lo
    si conosce ora.
    6) La data è uguale al numero dell'emergenza americano 911. 9+1+1=11

    E adesso queste altre ancora:
    1) Il totale del numero delle vittime negli aerei dirottati era 254.
    2+5+4=11
    2) L'11 settembre è il giorno n° 254 nel calendario dell'anno. 2+5+4=11 Di
    nuovo...
    3) L'attentato di Madrid accadde l'11/03/2004. 1+1+3+2+4=11
    4) La tragedia di Madrid accadde 911 giorni dopo quella delle torri
    gemelle.

    Poi, quest´altra piccola coincidenza:
    Il simbolo piu´ riconosciuto per gli USA, dopo le Stelle&Strisce, è l'Aquila. il versetto seguente è preso dal Corano, il Libro Sacro islamico:
    "Perchè è scritto che un figlio d'Arabia sveglierà una terribile Aquila. La
    collera dell'Aquila si sentirà attraverso le terre di Allah, mentre
    alcune persone tremarono disperate ancora più allietate: perchè la collera
    dell'Aquila ripulì le terre di Allah e ci fu pace."
    Questo è il verso n° 9.11 del Corano.
    Ma io, da qui dove mi trovo non posso controllare. Tutti voi invece potete fare in un minuto e mezzo questo esperimento che a me ha lasciato senza fiato:
    Aprite Microsoft Word ed eseguite:
    1. Scrivere in stampatello Q33 NY (e´ il numero del primo volo schiantatosi contro le torri gemelle, ma anche qui qualcuno dovrebbe prendersi la briga di controllare...)
    2. Evidenziare il Q33 NY
    E anche in questo caso trovo le coincidenze molto più curiose, per il fatto che non sono manipolate dall'uomo ma sono spontanee e indiscutibili. E poi sarebbe interessante spiegare quali sarebbero le scopiazzature sul rivoluzionario messaggio della Buona Novella, che in fin dei conti è la cosa più importante su cuis i basa questa <<fede da combattimento>>, come si dice nel video. Ma di questo nessuna traccia.



    Che poi, per ovvi motivi, la caultura precedente abbia influenzato la Chiesa, questo mi pare anche normale. Pensiamo alla nascita di Gesù, il 25 dicembre. Per noi cattolici si sa, è una data più che altro simbolica, di comodo. Ricordiamoci che i primi cristiani erano perseguitati molto pesantemente, e costretti a celebrare in situazioni di totale latitanza. Quale momento migliore, dunque, per festeggiare la nascita del Cristo, se non il giorno in cui la loro festa sarebbe potuta essere nascosta meglio all'interno di una festa pagana? Avrebbero dato meno nell'occhio. Questa può essere una razionale ragione.


    [...]
    Cominciamo con il dio Horus.
    Avvaliamoci di quanto attestato dalla laicissima wikipedia: «Horo (o Horus) è la forma latina del nome egizio Hr (nella scrittura egizia non sono rappresentate le vocali) la cui lettura è Heru oppure Hor. Il culto di Horo è attestato dal periodo predinastico fino all’epoca romana quando il suo culto viene unito a quello della madre Iside. In epoca predinastica si ebbero, con molta probabilità, diverse divinità falco la più importante delle quali era il dio-falco venerato nell’Alto Egitto. Quando i sovrani del Basso Egitto unificano le Due Terre, Horo assume il carattere di Unificatore dell’Alto e Basso Egitto. Il sovrano egizio è considerato la personificazione di Horo, ossia l’ Horo vivente; la prima tra le molte titolature che identificano un sovrano dell’Egitto è il serekht ossia il nome-Horo caratterizzato appunto dal falco» (2).
    Hor, «il lontano», precisiamo, non è precisamente il dio del sole; è il dio del cielo, i cui occhi, di fatto rappresentano il sole e la luna (il secondo perso a seguito del combattimento con Seth). Soltanto in un periodo più tardo, tale figura verrà associata a quella del dio Ra (dio del sole), dando vita alla divinità Harankhte (dio del sole nascente, Horus dei due orizzonti), contrapposto al fratello Seth (dio dell’oscurità) ed i particolare al dio Atum (il sole che tramonta).

    In realtà il culto di Hor è legato a quello di Osiride ed Iside, genitori di Horus.
    Sfatiamo subito la menzogna per la quale Horus sarebbe nato da concepimento verginale: i diversi miti che narrano la nascita ignorano questa ipotesi: la versione più accreditata è la nascita del dio da Iside, che (sotto forma di sparviero) è fecondata dal cadavere di Osiride.

    Ma veniamo all’esame di alcuni elementi distintivi, notevolmente differenti rispetto al cristianesimo, che impediscono di ipotizzare la fantasiosa tesi del plagio.
    Horus non ha alcun ruolo sacerdotale né salvifico; non è lui ad essere mediatore dell’uomo; anzi!, neppure il giudizio sull’uomo gli appartiene (chi, invece può dimenticare la raffigurazione di Michelangelo del giudizio universale in cui è Cristo a retribuire secondo le opere?); esso spetta ad Osiride, divenuto dio dell’oltretomba.
    Ma - fatto ancor più rilevante! - l’uomo non si redime né si salva per i meriti di un dio incarnato,
    ma soltanto per semplice adempimento dell’ordine universale di Ra: maat.
    Si tratta della testimonianza riportata nel Libro dei Morti, in cui il defunto, giustificandosi, dichiara di non aver commesso alcuno dei 42 peccati, ivi previsti.

    Inoltre la concezione del paradiso egizio molto somiglia piuttosto ad una visione monistica che cristiana dell’esistenza.
    Il Ba, principio primordiale di ogni cosa (anche dell’uomo, che, si suppone composto da un corpo e da tre componenti spirituali: Ka, nucleo centrale dell’anima, Ba, come detto e Akh, parte spirituale che avrà massimo sviluppo nella vita eterna), rappresenta la divinità in essenza, nella quale tutto ritorna, così come si legge nella frase del defunto, riportata nel già citato Libro dei Morti: «Io sono il più antico tra gli dei primordiali. O mio Ba, questi sono gli dei: quelli della tua eternità». Basterebbe quanto attestato per far cadere ogni fantasioso accostamento con la verità
    del cristianesimo.

    Passiamo ad Attis.
    Il culto (di Attis e della moglie/madre Cibele) è originario dell’Asia Minore.
    Tale culto rappresenta evidentemente l’alternarsi delle stagioni e dei processi generativi legati alla primavera: a questo si deve la morte e poi rinascita di Attis.
    Invero si tratta di 2 Attis, quindi nessuna resurrezione, ma solo nuova procreazione: il primo nasce da Cibele, violentata da Zeus, che disperde il seme sulla terra (Cibele è anche dea-madre), e muore autoevirandosi, ingannato da Dioniso.
    Il secondo, nasce dall’albero sorto dal sangue dell’evirazione, e feconda la figlia del dio fiume Sangario.
    Questo secondo Attis, sarà oggetto di desiderio di Cibele, che però egli rifiuterà, preferendo una principessa: a causa di ciò, Attis, indotto alla follia da Cibele, morirà nuovamente castrato e dissanguato.
    Vorremmo tanto domandare: quale sarebbe il parallelismo con Cristo?
    La festività dell’equinozio di primavera?
    Scusate, ma ci vorrebbe qualche altro argomento!

    Giungiamo infine a Mithra, dio di origine persiana ed indo-iranica, poi importato anche a Roma e diffuso soltanto presso l’esercito romano.
    Precisiamo subito: la convinzione del Cumont, per la quale ci sia continuità tra i caratteri della divinità del periodo persiano e quella del periodo romano, è stata completamente smentita (basti pensare che il primo Mithra è dio secondario al servizio di Ahura Mazda ed è un pacificatore, il secondo invece è un amante della forza e della lotta ed è dio principale del culto).
    In realtà ad essere comune è soltanto il nome, non anche le caratteristiche del dio.
    Questo crea già qualche problema ai sostenitori del plagio, che devono postdatare di molto le credenze oggetto di culto del mitraismo e collocarle quasi a ridosso del cristianesimo, se non addirittura ad esso coeve.

    Un esempio per tutti: il Mithra persiano ignora del tutto la tauractonia (l’uccisione del toro primordiale), il cui sangue (attenzione: il sangue del toro e non di Mithra, come nel caso di Gesù!) purifica e benedice l’umanità.
    Il percorso iniziatico (attraverso sette successivi avanzamenti) suppone la purificazione dell’anima dalle scorie della materia, accumulate nell’incarnazione attraverso «le sfere dei pianeti»
    Fino alla terra.
    Tale elemento è certamente di matrice gnostica e male si concilia con l’idea sacra che del corpo ha il cristianesimo: per tutti valga San Paolo, che insegna il corpo quale tempio dello Spirito Santo.
    Il concepimento di Mithra avvenne da una roccia (anche se il Mithra iraniano nasce da un incesto), qualificata come vergine!
    Non da donna vergine, ed è cosa ben diversa dell’Incarnazione!
    Inoltre, nacque già adulto!
    Questi sono i fatti documentati; il resto, pura invenzione!

    Ma proseguiamo: di Mithra, come di nessuno dei due precedenti (Horus e Attis) è dato rinvenire il seguito di dodici apostoli (per Mithra, è dimostrato!, erano solo due!); ancora di nessuno è possibile trovare riscontro in passi di San Paolo: quelli citati dai sedicenti studiosi, diffamatori della Chiesa, sono senza alcuna prova documentale: frasi asserite, ma non comprovate.
    Illazioni.
    Di nessuno è possibile trovare tracce di una vera risurrezione di un uomo-Dio, se non come figura della nuova vita che sorge a primavera.
    Accettiamo tra i parallelismi - ed è logico che sia così - eventuali coincidenze iconografiche; ma il cristianesimo ha sempre usato del precedente per illustrare il Mistero di Verità di cui è apportatore.
    Ma non è sufficiente l’utilizzo della croce o dell’aureola per significare che Cristo sia mera invenzione (non vissuto storicamente), e che, quindi, la Chiesa riproporrebbe sotto altre vesti il culto del dio sole.

    Gesù è un personaggio storico.
    Questo già basta per buttare all’aria tutte le ipotesi mitologiche.
    E che sia storia, è difficile che sia messo in dubbio anche dal più laico degli studiosi seri.
    Il cristianesimo crea una novità dirompente.
    Demitizza il contesto della religione.
    Lo colloca ad un evento; all’evento salvifico dell’Incarnazione, passione, morte e risurrezione di un uomo: dell’uomo-Dio!
    L’annuncio evangelico è centrato su questo messaggio.
    La celebrazione del Santo Natale (il 25 dicembre), che riprende e dà vero significato alla nascita del dio sole, in concomitanza col solstizio d’inverno, è tardiva e non fa parte della premura urgente dell’annunzio apostolico.
    Già questo basta per smontare le illazioni del plagio.
    Agli apostoli non interessava la coincidenza, ma la divulgazione di un fatto, di un evento: Gesù è uomo vissuto, visto risorto, toccato, ascoltato, creduto, adorato da autentici testimoni.
    Gesù è vivo e vivente e salva, vincendo il peccato, la morte ed ogni male!
    Il cristianesimo adora Gesù, è vero!
    Ma non solo; il cristianesimo - cosa che non dice nessuno di tali sedicenti studiosi - adora la Santissima Trinità!
    Gesù è una delle Persone Divine; un solo Essere, ma in Tre Persone.

    La rivelazione Trinitaria, centro dell’annuncio evangelico, insieme all’Incarnazione, morte e risurrezione di Cristo, è centrale nella predicazione: ed è un unicum assoluto rispetto ad ogni altra credenza religiosa.
    Che posto ha qui il culto del dio sole?
    Pure illazioni: mala fede o ignoranza?
    Non ci interessa.
    Quel che interessa è che si tratta solo di menzogna!

    Stefano Maria Chiari
    --------------------------------------------------------------------------
    NOTE

    1) Da http://www.clerus.org/clerus/dati/20...RCap3.rtf.html
    2) Da http://it.wikipedia.org/wiki/Horo

    FONTE

    vorrei segnalare inoltre questo interessantissimo post:

    http://www.politicaonline.net/forum/...4&postcount=85

  3. #3
    ooooWAGLIONEoooo
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    Eviterei approfondimenti ulteriori sulla vita delle divinità citate: in soli due minuti, consultando wikipedia in lingua inglese e relativi link di approfondimento, ho scoperto un sito di cultura iraniana in cui –leggendo un paio di paragrafetti soltanto- si dice che Mitra (sottoforma di Agni) è il mediatore tra uomini e divinità superiore creatrice del mondo. E’ senz’altro un caso.

    Per quanto mi riguarda, il punto clou non è tanto la somiglianza tra le varie divinità (anche io nel video avevo notato una eccessiva semplificazione) ma la frequenza con cui l’astrologia viene adoperata -almeno nella scelta dei tempi- per illustrare la vita di Cristo.

    <<il cristianesimo ha sempre usato del precedente per illustrare il Mistero di Verità di cui è apportatore>>


    Non dimenticare che parliamo di libri ispirati, certo non dettati come nel caso del Corano, ma che comunque raccontano fedelmente la vita e l’insegnamento di Gesù.

    Il problema è semplice: se nascita, vita, morte e resurrezione hanno un’origine simbolica (in due parole: vengono inventati attingendo dall’astronomia) quale ragionevole possibilità di esser vero, almeno storicamente, può avere tutto il resto?

    Possiamo considerare il rifiuto dell’allegoria e del simbolismo (così evidenti nella Bibbia) come un’ufficiale menzogna della quale è ormai impossibile sbarazzarsi senza far crollare tutto?


    Nel video è anche presente un riferimento agli studi sulla storicità di Cristo. Per fortuna sono arrivate a noi parecchie opere di storici e biografi del I e IIsec. d.C. anche persone che hanno viaggiato parecchio come Plinio il Vecchio. Nessuna traccia di Gesù. Anche in Seneca e Plutarco nessuna menzione. Bisogna attendere i vangeli canonici e apocrifi.


  4. #4
    P_d_Mirandola
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    Citazione Originariamente Scritto da waglione Visualizza Messaggio
    Eviterei approfondimenti ulteriori sulla vita delle divinità citate: in soli due minuti, consultando wikipedia in lingua inglese e relativi link di approfondimento, ho scoperto un sito di cultura iraniana in cui –leggendo un paio di paragrafetti soltanto- si dice che Mitra (sottoforma di Agni) è il mediatore tra uomini e divinità superiore creatrice del mondo. E’ senz’altro un caso.
    Curiosità: a parte il sito iraniano, c'è qualcun altro che parla di Mitra come un "mediatore"? E in che termini, esattamente?

    Per quanto mi riguarda, il punto clou non è tanto la somiglianza tra le varie divinità (anche io nel video avevo notato una eccessiva semplificazione) ma la frequenza con cui l’astrologia viene adoperata -almeno nella scelta dei tempi- per illustrare la vita di Cristo.

    Non dimenticare che parliamo di libri ispirati, certo non dettati come nel caso del Corano, ma che comunque raccontano fedelmente la vita e l’insegnamento di Gesù.

    Il problema è semplice: se nascita, vita, morte e resurrezione hanno un’origine simbolica (in due parole: vengono inventati attingendo dall’astronomia) quale ragionevole possibilità di esser vero, almeno storicamente, può avere tutto il resto?


    Guarda, di recente, discutendo con il noto anticlericale "polemiko", dopo avergli chieso il link di un suoi post, dove riportò documento sulla data della nascita del Natale, lui mi chiese: perchè? Io gli risposi: perchè mi piacerebbe approfondire la questione sulla nascita di Gesù. E lui, ancora, più o meno così: che te ne frega di sapere quando è nato Gesù?
    In pratica, anche secondo lui, l'importanza della nascita di gesù è molto relativa, come del resto lo è per ogni cattolico. Se effettivamente la data della sua nascita, o della sua morte, o della sua resurrezione, fossero state stabilite attraverso calcoli astrologici, cosa cambia? Non potrebbe essere che, ad esempio, tanto per mischiare il sacro al profano, come si usa come pretesto il ferragosto per farsi il bagno a mezzanotte dopo la comomerata sulla spiaggia, si sia utilizzato, per decidere la data esatta degli eventi, alcuni fenomeni astrologici? E non è possibile che, come succede nel film che ti ho linkato, o come per le coincidenze numeriche legate all'attantato terroristico dell'11 settembre, questi pretesti, per coincidenza, combacino con altri eventi? La possibilità mi sembra altissima.
    I documenti storici giocanoa molto a sfavore dell'ovvietà con cui si vuol presentare la logica di quel filmato. Valgono di più delle coincidenze o documenti storici che quelle coincidenze le smontano?
    Chi avrebbe escogitato, per primo, secondo l'autore di quel video, questo machiavellico meccanismo legato all'astrologia, in tutto e per tutto? Se non ci spiega questo, le sue rimangono teorie. Molto ben costruite certo, anche se con un po' più di impegno facilmente smontabili, ma fallaci nei punti cardini: le prove e soprattutto el controprove.

    Sotto, visto che ci sono, ti riporto ciù che postò Polemiko:

    http://www.politicaonline.net/forum/...&postcount=300

    Inizialmente, l’unica festa cristiana invernale era quella dell’Epifania, sorta nel II secolo tra i cristiani d’Egitto. In lingua greca, Epifania significa “manifestazione” o “apparizione” e gli antichi la riferivano alla manifestazione della divinità in forma visibile, per cui, in ambito cristiano raggruppava la nascita di Gesù, il suo battesimo nel Giordano e il suo primo miracolo, le nozze di Cana. Ma, ovviamente, rimaneva forte il desiderio di sapere in quale giorno fosse nato Cristo.
    Epifanio scriveva che una setta cristiana festeggiava la nascita di Gesù in giugno, mentre un’altra in luglio. Clemente Alessandrino diceva di ignorare la vera data di nascita di Cristo, ma, se anche per alcuni era il 19 aprile, per altri il 20 maggio, altri ancora la indicavano nel mese di gennaio, lui credeva che la data esatta fosse il 17 novembre del 3 a.C. (Strom. 1,21,147), essendosi basato sulla data di morte dell’imperatore Commodo, avvenuta il 31 dicembre 192, cioè 194 anni, un mese e tredici giorni dopo della nascita di Gesù. San Cipriano affermava, invece, che la data doveva cadere il 28 marzo, sia per il fatto che «alcuni pastori vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge» (Lc 2,8), quindi in un mese mite (all’interno della Palestina d’inverno fa freddo e i pastori dormono all’addiaccio soltanto quando è iniziata la primavera), sia perché al tempo si riteneva che la creazione del mondo fosse iniziata a partire dal 25 marzo - giorno dell’equinozio di primavera - e quindi Gesù sarebbe nato il quarto giorno quando Dio creò il sole.
    La questione fu definitivamente risolta da papa Giulio I nel 337 e nel Calendario di Furio Dionisio Filocalo, del 354, che riporta un frammento di calendario liturgico cristiano, lo si conferma: a Roma il 25 dicembre si celebrava la nascita di Cristo, oltre alla nascita (pagana) del sol invictus. In Oriente, il giorno è attestato da san Giovanni Crisostomo ad Antiochia, che nel 390 scriveva: «In questo giorno [25 dicembre] anche la natività di Cristo fu ultimamente fissata in Roma». Di conseguenza, il 25 marzo divenne la festa dell’annunciazione, ovvero il giorno del concepimento.

    La scelta del 25 dicembre - il giorno successivo al solstizio d’inverno - fu dettata dall’intento della Chiesa romana di sovrapporre una festività cristiana alla celebrazione pagana del Sole, commemorata da molti popoli. La pratica di “rinominare” le feste pagane era usuale e si mantenne a lungo: la festa di san Giorgio sostituiva l’antica festività della Parilia, quella di san Giovanni Battista la festa dell’acqua celebrata a mezz’estate, il giorno dell’assunzione della Vergine è lo stesso delle celebrazioni di Diana…
    Nel giorno del solstizio - il più corto dell’anno - il sole raggiunge, alle nostre latitudini, il punto più meridionale della sua orbita: il sole sembra fermarsi in cielo (solstitium = sole fermo), poi riprende a salire e da questo momento le giornate si allungano. Convenzionalmente, il solstizio cade il giorno 21, ma per l’inversione apparente del moto solare diventa visibile il terzo/quarto giorno successivo.
    Devi ammettere, che se quanto riportato da Plemiko fosse vero, cadrebbe in frantumi il mosaico del video e verrebbe da pensare che se c'è davvero una mente machiavellica, quella è di chi ha costruito per primo questa teoria.


    Possiamo considerare il rifiuto dell’allegoria e del simbolismo (così evidenti nella Bibbia) come un’ufficiale menzogna della quale è ormai impossibile sbarazzarsi senza far crollare tutto?
    Nel video è anche presente un riferimento agli studi sulla storicità di Cristo. Per fortuna sono arrivate a noi parecchie opere di storici e biografi del I e IIsec. d.C. anche persone che hanno viaggiato parecchio come Plinio il Vecchio. Nessuna traccia di Gesù. Anche in Seneca e Plutarco nessuna menzione. Bisogna attendere i vangeli canonici e apocrifi.

    Inchiesta sulla nascita di Gesù: le ultime scoperte rivelano che …

    di Antonio Socci

    Le tracce anagrafiche di Gesù ci portano sul Campidoglio di Roma, da dove si gode una veduta mozzafiato dei Fori imperiali. Il fazzoletto di terra tra il Tabularium – che sta alle fondamenta dell’attuale municipio – e l’Aerarium del Tempio di Saturno, duemila anni fa era il centro del mondo. In quel punto erano custoditi i documenti del censimento di Augusto, secondo Tertulliano “teste fedelissimo della natività di Nostro Signore”.

    Era lì dunque la registrazione anagrafica della nascita – fatta da due giovani ebrei – di un bambino chiamato Yehòshua’, Gesù, che significava “Dio salvatore”. Incendi e distruzioni hanno perduto quei documenti. Sempre lì dovette trovarsi anche la relazione a Tiberio che Ponzio Pilato scrisse verso il 35 d.C. per giustificare processo ed esecuzione dello stesso Gesù. Da cui venne la proposta di Tiberio al Senato di riconoscere quel Gesù come Dio, ossia di legittimare il culto di Cristo che si stava diffondendo. Il Senato rispose di no. La notizia è contenuta in un passo dell’Apologetico (V,2) di Tertulliano ed è stata recentemente dimostrata attendibile da un’autorevole storica, Marta Sordi.

    Ma torniamo a quel censimento. Negli studi della “Scuola di Madrid” – sintetizzati nel libro “La vita di Gesù” di Josè Miguel Garcia - trova soluzione anche il problema cronologico del censimento che finora non si sapeva quando collocare e pareva storicamente dubbio.
    Perché Giuseppe e Maria devono andare a Betlemme il cui nome, beth-lehem, in ebraico significa “città del pane”? Perché Erode, per conto dei romani, ha imposto un giuramento-censimento. Le autorità di Betlemme pretendono che della famiglia di Davide non manchi nessuno: Giuseppe è un discendente dell’antico casato reale che è tenuto particolarmente d’occhio. Soprattutto in questi anni nei quali – a causa di alcune profezie e di alcuni segni - si è fatta fortissima l’idea che il Messia stia per arrivare. Si sa infatti che il “liberatore” che gli ebrei aspettano è di sangue reale. E dunque quelli della famiglia di Re David sono tutti “sospetti”.

    E’ per queste origini che la famiglia di Gesù, pur essendo diventata modesta e umile, custodisce gelosamente le genealogie che non a caso si trovano riportate nei vangeli. Genealogie che raccontano storie terribili, su cui i vangeli non sorvolano affatto. Tanto da stupire quel poeta cattolico che fu Charles Péguy:
    “...bisogna riconoscerlo, la genealogia carnale di Gesù è spaventosa… E’ in parte ciò che dà al mistero dell’Incarnazione tutto il suo valore, tutta la sua profondità, tutto il suo impeto, il suo carico di umanità. Di carnale”.

    Secondo uno studio recente nelle origini familiari di Gesù troviamo la stessa tribù discendente da Caino, il primo omicida della storia. In Numeri 24, 21 si dice che i Qeniti sono i discendenti di Caino, verranno assorbiti dal popolo ebraico e la loro terra è dove poi sorgerà Betlemme. In un passo successivo (34,19) con Giosuè sono raccolti, per la spartizione della terra conquistata, i capi delle dodici tribù d’Israele. A capo della tribù di Giuda sta Kaleb detto il Qenizita, a cui Giosuè assegna una porzione della terra di Giuda. I Qeniti, spiega Tommaso Federici, sono dunque “una sottotribù di Giuda, la loro terra sta nella ‘parte montagnosa’, con capitale Hebron. Essa comprendeva la Betlemme di Kaleb, attraverso la sua sposa Efrata”. Dunque “i Davididi sono i Qeniti o Cainiti”. Ecco – commenta Federici “sopra quale abisso è disceso l’Immortale Eterno per assumere la carne dei peccatori. Cristo Signore così riassume in sé ogni Caino d’ogni tempo, per salvarlo”. Gesù dunque è “il segno” che Dio aveva posto sopra Caino “per cui questi ha salva la vita”.

    Nel profeta Isaia leggiamo infatti:

    “Egli si è caricato delle nostre sofferenze, si è addossato i nostri dolori… è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti”.

    Nello stesso ceppo familiare di Gesù sono riassunti “sia Israele, sia Giuda, sia i pagani ed i peccatori più lontani. Di fatto” spiega Federici “a Betlemme, Booz, antenato di David, sposando Rut la Moabita, dunque pagana e idolatra, l’inserisce a pieno titolo nel popolo di Dio, tanto che diventa antenata di David”.

    La predilezione di Dio non è caduta sui migliori, ma su dei peccatori. Fra i figli di Giacobbe viene scelto Giuda, il quartogenito, uno dei fratelli che avevano venduto Giuseppe. Uno la cui moralità crolla platealmente nell’unione con la nuora, Tamar, unione da cui discende legalmente Gesù. Della sua genealogia fanno parte poi dei re idolatri, immorali e qualcuno criminale. Lo stesso Davide, il più grande dei re e il più amato da Dio, commette peccati e delitti spaventosi. Le donne della genealogia di Gesù scriveva il cardinale Van Thuan “colpiscono per le loro storie, sono donne che si trovano tutte in una situazione irregolare e di disordine morale: Tamar è una peccatrice, che con l’inganno ha avuto una unione incestuosa col suocero Giuda; Raab è la prostituta di Gerico che accoglie e nasconde le due spie israelite inviate da Giosuè e viene ammessa nel popolo ebraico; Rut è una straniera; della quarta donna… ‘quella che era stata moglie di Urìa’, si tratta di Betsabea, la compagna di adulterio di David”.

    Sembra una storia terribile, eppure è la storia della salvezza. La storia da cui è nato Gesù che ha voluto riservarsi – totalmente puri e santi – solo gli ultimi rampolli di quei clan familiari: Maria e Giuseppe. Che dunque arrivano a Betlemme dove nasce Gesù. A lungo si è ritenuto che il 25 dicembre fosse una data convenzionale, scelta per contrastare le feste pagane del Natale Solis invicti (da identificare forse con Mitra, forse con l’imperatore romano). Ma recentemente una scoperta archeologica fatta tra i papiri di Qumran ha clamorosamente suggerito la possibile esattezza di quella data. Dal “Libro dei Giubilei” uno studioso israeliano, Shemarjahu Talmon ha ricostruito la successione dei 24 turni sacerdotali relativi al servizio nel Tempio di Gerusalemme e ha scoperto che “il turno di Abia” corrispondeva all’ultima settimana di settembre.

    Notizia importante perché si lega a una informazione cronologica del Vangelo di Luca (1,5) secondo cui Zaccaria, il padre di Giovanni Battista e marito di Elisabetta, appartenente alla tribù sacerdotale di Abia, vide l’Angelo, che annunciava il concepimento di Giovanni, proprio mentre “officiava davanti al Signore nel turno della sua classe”. Quindi a fine settembre.

    Il rito bizantino che da secoli fa memoria dell’annuncio a Zaccaria il 23 settembre deriva dunque da un’antica memoria, forse una tradizione orale. La Chiesa tutta poi celebra nove mesi dopo la nascita del Battista e tutta la liturgia cristiana è impostata su questa data giacché Luca (1, 26) spiega che l’annuncio a Maria avviene quando Elisabetta era al sesto mese di gravidanza. In effetti la Chiesa celebra l’Annunciazione il 25 marzo e il Natale del Signore nove mesi dopo, il 25 dicembre (lo attesta già un calendario liturgico del 326 d.C.). Ne discende che se ha fondatezza storica l’annuncio a Zaccaria il 23 settembre, a catena – come ha dimostrato Antonio Ammassari - acquisiscono storicità anche la data dell’Annunciazione e quella del Natale.

    Dal recente libro di Garcia si apprende pure la verità sul luogo della nascita di Gesù. Il contesto deve essere non una grotta, ma la grande casa paterna di Giuseppe a Betlemme. “Tali case erano costituite da un’unica grande stanza, dove le persone occupavano una specie di piattaforma rialzata, mentre in un’estremità si trovavano gli animali di cui la famiglia aveva bisogno per lavorare. E per questi animali era ovvio che ci fosse una mangiatoia”.

    Probabilmente Giuseppe e la giovane partoriente, per avere un po’ di riservatezza e più caldo, furono alloggiati in questa parte della casa e il bambino fu posto in quella mangiatoia. E’ con una storia così ordinaria, così normale, che Dio – per i cristiani – è venuto nel mondo. E con lui la bellezza, la bontà e la salvezza. Incontrarlo è il senso della vita. Scrive Péguy: “Felici coloro che bevevano lo sguardo dei tuoi occhi”.

    * * *
    Così dormiva il bambino il suo primo sonno profondo.
    Stava per cominciare l’immenso evento.
    Stava per cominciare l’immenso avvento.
    L’avvento dell’ordine e della salvezza dell’uomo.

    Assorto, il bambino dormiva un sonno profondo.
    Stava per cominciare il grande comando.
    Stava per cominciare il grande avvento,
    l’avvento di Dio nel cuore dell’uomo.

    Charles Péguy

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    Citazione Originariamente Scritto da P_d_Mirandola Visualizza Messaggio
    Curiosità: a parte il sito iraniano, c'è qualcun altro che parla di Mitra come un "mediatore"? E in che termini, esattamente?
    Beh direi che puoi accontentarti senz'altro del sito iraniano visto che Mithra è una divinità persiana (l'antica Persia corrisponde all'attuale Iran). Comunque se vuoi approfondire, il sito è questo (iranica.com)


    In pratica, anche secondo lui, l'importanza della nascita di gesù è molto relativa, come del resto lo è per ogni cattolico. Se effettivamente la data della sua nascita, o della sua morte, o della sua resurrezione, fossero state stabilite attraverso calcoli astrologici, cosa cambia?


    Cambia che nessuno ce l'ha mai detto.
    Cambia che questa non è la versione ufficiale.
    Cambia che i Vangeli, soprattutto laddove si narri di Cristo, sono dei libri ispirati e non dall'astrologia. Come puoi pensare che Marco Matteo Luca e Giovanni si siano permessi di inventare i tempi della Passione? Forse l'evangelista Matteo era anche l'apostolo...
    I Vangeli, per la CCR, raccontano fedelmente la vita e gli insegnamenti di Gesù e non vengono riconosciute interpolazioni astrologiche o astronomiche di nessun tipo.

    Ma 'sto forum è un ricettacolo solo di atei e cattolici spuri?




    Non potrebbe essere che, ad esempio, tanto per mischiare il sacro al profano, come si usa come pretesto il ferragosto per farsi il bagno a mezzanotte dopo la comomerata sulla spiaggia, si sia utilizzato, per decidere la data esatta degli eventi, alcuni fenomeni astrologici? E non è possibile che, come succede nel film che ti ho linkato, o come per le coincidenze numeriche legate all'attantato terroristico dell'11 settembre, questi pretesti, per coincidenza, combacino con altri eventi? La possibilità mi sembra altissima


    Le coincidenze numeriche dell'11/9 sono sorprendenti ma non sottendono un ragionamento o una storia. Come hai detto tu, c'è stato un probabile spostamento di fatti dall'astrologia alla vita di Cristo, fatti che mantengono un senso e un significato, una logica nonchè una sequenzialità temporale. . Perciò non possono essere casuali.
    Il discorso sulle ere ad esempio -che non ha contenuto minatorio- spiega solo i vari simbolismi del toro, dell'ariete e dei pesci. Casuale può essere la forma di alcune raffigurazioni di mitrie che sembrano teste di pesce, questo si. Ma il discorso in generale sembra tenere.

    Di Cristo sono giunte a noi le parole come uscite dalla sua bocca, pare e dico pare che abbiano conservato sudari e pezzzuoline che abbiano toccato anche per un solo attimo il suo volto, dai suoi era ritenuto il figlio di Dio..e nessuno si è disturbato a segnarsi data di nascita morte e resurrezione? E perciò viene adoperata l'astrologia per integrare?
    Sappiamo le date di nascita e morte dei presocratici e di Speusippo!

    .

    Chi avrebbe escogitato, per primo, secondo l'autore di quel video, questo machiavellico meccanismo legato all'astrologia, in tutto e per tutto? Se non ci spiega questo, le sue rimangono teorie.


    Ma ti sei risposto da solo: non è un machiavellico meccanismo, era un modo comunissimo e diffusissimo di fare letteratura.

    Riguardo a Socci, per come scrive pare che la prova cartacea dell'esistenza di Cristo sia Tertulliano, nato nella metà del II sec dopo Cristo e convertitosi al Cristianesimo all'inizio del III. ( i Vangeli sono del I sec ) La città più a oriente che ha visitato è Roma. Forse Socci era stanco di nominare ancora il testimonium flavii.

 

 

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