Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 22
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    07 May 2009
    Messaggi
    1,866
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito I borghesi: dovete essere mobili e flessibili...

    Far carriera in Azienda: flessibili e mobili
    Page 1 of 1

    Consuntivo della giornata di inaugurazione della guida per neolaureati "Dall'Università all'Azienda". Flessibilità, mobilità, chiarezza sono i segreti per avere successo nel mondo del lavoro. Parola di azienda


    Volano alto le lauree in economia e ingegneria gradite dal 50% delle aziende italiane. Le lauree informatiche seguono a ruota interessando il 20% delle imprese, un po' meno le altre discipline universitarie, dalla giurisprudenza alle lauree umanistiche, che vedono un interesse del 10% sul totale delle aziende nostrane. Per quanto riguarda le posizioni dopo il periodo di stage e formazione dei giovani inseriti in organico, il 54% delle imprese conferma il numero di assunzioni dell'anno precedente e ben il 24% manifesta l'intenzione di aumentare il numero di assunti.

    Questi i dati diffusi il 26 febbraio scorso durante la presentazione della guida ACTL "Dall'Università all'Azienda" in collaborazione con jobpilot.it. Nella sala stracolma, messa a disposizione dalla sede milanese dell'Assolombarda, i giovani neolaureati presenti hanno avuto la possibilità di ascoltare i pareri e i commenti di rappresentanti istituzionali e del mondo imprenditoriale sulla situazione occupazionale in Italia. Fra i relatori, Michele Perini, Presidente di Assolombarda, Marina Verderajme, Presidente di ACTL, Cosma Gravina, Assessore al Lavoro della Provincia di Milano e, per la parte relativa alle testimonianze aziendali, Cipriano Moneta, Amministratore Delegato di jobpilot.

    Il convegno di inaugurazione ha avuto come tema dominante le modalità e le possibilità di carriera per i giovani laureati. Accanto ai concetti di flessibilità e di mobilità, è stata ribadita l'importanza e la disponibilità ad accettare forme di inquadramento atipiche, prima fra tutte lo stage. A fronte di un probabile declino del posto fisso, infatti, le modalità di ingresso in azienda si diversificano incontrando il favore del mondo imprenditoriale e, sempre di più, anche dei giovani candidati.

    Momento d'incontro - e confronto - quindi fra neolaureati e aziende in cui sono emersi gli elementi critici che caratterizzano il rapporto giovani/mondo del lavoro. Se gli aspiranti candidati si lamentano della difficoltà di trovare nell'immediato un'occupazione soddisfacente, sono le aziende che rispondono lamentando una mancanza di chiarezza nelle aspirazioni dei giovani laureati. Avere le idee chiare e partire da una formazione adeguata e possibilmente da precedenti esperienze lavorative, anche se brevi, sono i must per superare i colloqui più selettivi.

    Adeguarsi anche al nuovo modello economico, molto più flessibile rispetto al passato e improntato alla globalità, significa anche sviluppare una attitudine alla mobilità e una maggiore sensibilità a quelle che sono le esigenze del mercato. A questo proposito jobpilot, forte della sua posizione di operatore a 360° sul mondo del lavoro italiano e di uno storico di circa 3000 posizioni al mese nel corso del 2001, ha fornito il suo apporto orientativo. Ancora una volta è il comparto ICT a trainare il mercato del lavoro con il 35% delle offerte presenti sul sito. Segno non solo di una resistenza alla crisi economica internazionale che ha colpito le net economy, ma anche di una ripresa, come testimonia la disponibilità delle aziende ad investire in campagne di recruiting articolate.

    Il fattore comunicazione in questo caso gioca un ruolo importante per le società a caccia di talenti. Elemento interessante che dal punto di vista jobpilot viene letto come una piccola rivoluzione nel compleso rapporto azienda/candidato: non è (più) solo l'impresa a scegliere il futuro collaboratore, ma sono i jobseeker che possono permettersi di selezionare l'azienda migliore. Un consiglio su tutti però, pianificare la propria carriera significa partire con le idee chiare sul proprio futuro. Parafrasando Ivano Fossati, ha aggiunto Cipriano Moneta, non è il caso di arrivare troppo tardi a dire "Il mio lavoro non è".



    Alessandra Santangelo


    http://primolavoro.monster.it/4716_it_p1.asp

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    07 May 2009
    Messaggi
    1,866
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ho trovato questo articoletto girovagando su Internet ed è incredibile la prepotenza e l'arroganza mostrata dalla borghesia in questo preciso frangente che senza avere un minimo di senso di comunità non si fa scrupoli ha sfruttare la povera gente e metterla sempre più nel lastrico.



    Gente come questa andrebbe ridimensionata ed espropriata di tutti i suoi averi.

  3. #3
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    15 Jan 2007
    Località
    O Hitler a Mosca, o Stalin a Lisbona! Fuori gli yankee!!
    Messaggi
    8,542
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    sono d'accordo con il signor Squalo_2

  4. #4
    Forumista assiduo
    Data Registrazione
    15 Jan 2007
    Località
    O Hitler a Mosca, o Stalin a Lisbona! Fuori gli yankee!!
    Messaggi
    8,542
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Lotta di classe: più d’attualità oggi che nei sessanta

    Luca Cordero di Montezemolo, quando ha applaudito la scelta del Partito Democratico di Walter Veltroni di candidare nelle sue liste Massimo Calearo e Matteo Colaninno, non ha fatto una scelta di campo, anzi ha caldeggiato che “vadano in Parlamento persone che rappresentano la cultura d’impresa” e ha affermato di aspettarsi che anche Il PDL faccia la sua parte in tal senso. Si tratta di mostrarsi super partes con lo scopo di difendere soltanto i propri interessi, di essere i veri vincitori a prescindere dal verdetto delle urne. Si tratta di tattica efficace che storicamente la FIAT ha sempre attuato con successo: si pensi all’Agnelli antifascista nel dopoguerra che, incalzato sulle sue precedenti simpatie per il regime mussoliniano affermò “noi siamo sempre, per definizione, filogovernativi”. La stessa strategia il presunto nobile la applica non più a una sola azienda, ma a tutta Confindustria, superando così il proprio maestro tanto che, rovesciando i termini, si può dire che un governo può sussistere solo essendo vicino agli industriali: quando Berlusconi accusa Veltroni di copiarlo in fondo scopre soltanto l’acqua calda.
    Rispondendo alle critiche arrivate dai partiti a sinistra del PD, Colaninno ha affermato che è assurdo continuare a pensare in una logica da lotta di classe e che bisogna lavorare tutti insieme in un mondo globale dove la vera competizione non è “tra le imprese, ma tra interi sistemi produttivi”. E’ troppo comodo. Per poter ragionare nel modo che egli suggerisce si dovrebbe poter individuare i confini del sistema produttivo di cui si fa parte (nazionale? europeo?) e tutti gli attori interessati, dagli imprenditori agli amministratori, dai manager ai dipendenti, dovrebbero averne coscienza. Nulla di più lontano dalla situazione attuale. Coloro i quali denunciarono, in tempi non sospetti, i rischi intrinseci al mondialismo prima e al globalismo più tardi, avevano previsto anche i problemi legati alla competizione senza confini che oggi tanto spaventa Colaninno. Negli anni sessanta e settanta, quando la critica al mondialismo partì da ambienti di destra, non venne accettata a sinistra perché contraria alla dottrina internazionalista e chiunque la fece sua fu accusato di essere un fascista. Molti anni dopo a sinistra si capì l’antifona ma troppo spesso, pur di non dar ragione agli odiosi fasci, si ribattezzò il mondialismo come globalizzazione. D’altra parte negli ambienti più radicali del neofascismo italiano degli anni sessanta e settanta si rifiutava l’internazionalismo della sinistra, ma se ne condivideva la richiesta di giustizia sociale: la lotta di classe non è altro che un mezzo (secondo il marxismo l’unico mezzo) per raggiungere tale scopo. Quello che è successo negli ultimi trent’anni ha reso anacronistiche tali distinzioni, in quanto viviamo in una società sempre più multietnica dove il lavoratore autoctono che fa fatica ad arrivare a fine mese si trova sulla stessa barca col collega immigrato e non certo col datore del lavoro. D’altra parte la giustizia sociale è un obiettivo molto più lontano oggi che trent’anni fa, visto l’allargamento della famosa forbice tra le possibilità economiche della parte più doviziosa della popolazione e quella base di nuovi poveri che va via via allargandosi.
    La lotta di classe, in definitiva, andrebbe riportata d’attualità, e subito. E’ vero che la sinistra l’ha persa di vista, ha smesso di combatterla, anche e soprattutto per l’indolenza del sindacato, il problema è che chi non ha mai smesso di sferrare i propri attacchi sono stati proprio gli imprenditori e la mossa di Calearo e Colaninno è da interpretare proprio entro questa strategia.
    Non si tratta di rifiutare l’idea di merito o pretendere di inseguire il sogno della perfetta uguaglianza nella politica ridistribuiva, le differenze economiche non serve annullarle, ma si deve assolutamente limitarne gli eccessi, difendendo gli interessi dei lavoratori almeno fino a quando questi saranno ancora sotto attacco.

    http://www.generazioneeuropa.it/lottaclasse.htm

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    07 May 2009
    Messaggi
    1,866
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Sabotaggio Visualizza Messaggio
    sono d'accordo con il signor Squalo_2
    Questo tipo di battaglie dovrebbero essere poste maggiormente al centro dell'attenzione, è proprio dal mondo del lavoro e della classe borghese che proviene il più grosso attacco verso la comunità che ha strappato i diritti di cui godiamo oggi (ma che ci vengono sempre più tolti da sotto il naso).

    La borghesia vuole sempre più manodopera a basso costo per ingrassarsi e vivere nell'opulenza e nel vizio. Questa situazione va corretta e anche urgentemente, a maggior ragione ora che siamo costretti a competere con gente proveniente dai quattro angoli del mondo.

  6. #6
    beduino italico
    Data Registrazione
    25 Feb 2008
    Località
    futuro post-nucleare
    Messaggi
    1,611
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    E' il totalitarismo borghese: oggi i manager sono i veri padroni delle nostre vite, ci impongono di essere come cazzo vogliono loro, dobbiamo pensare al lavoro anche fuori orario lavorativo. Possono arrogarsi la licenza di leggere la nostra vita quando ci presentiamo ai colloqui.

  7. #7
    email non funzionante
    Data Registrazione
    07 May 2009
    Messaggi
    1,866
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Chandra Bose Visualizza Messaggio
    E' il totalitarismo borghese: oggi i manager sono i veri padroni delle nostre vite, ci impongono di essere come cazzo vogliono loro, dobbiamo pensare al lavoro anche fuori orario lavorativo. Possono arrogarsi la licenza di leggere la nostra vita quando ci presentiamo ai colloqui.
    Come dicono loro, un buon lavoratore è quello che dal momento in cui finisce di lavorare alla mattina pensa al lavoro da svolgere per il giorno dopo.

    I manager, gli economisti e più in generale i borghesi vanno messi al muro e fucilati, si ingegnano su come fottere la gente onesta che lavora.

  8. #8
    simposiante
    Data Registrazione
    16 Jul 2007
    Località
    abitante della terra isolata
    Messaggi
    3,116
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    i borghesi? ma che idea hai tu della borghesia?

  9. #9
    Bello e dannato
    Data Registrazione
    05 Apr 2009
    Località
    Parma - Milano Due - Roma Nord
    Messaggi
    17,464
     Likes dati
    2,606
     Like avuti
    4,809
    Mentioned
    15 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Chandra Bose Visualizza Messaggio
    E' il totalitarismo borghese: oggi i manager sono i veri padroni delle nostre vite, ci impongono di essere come cazzo vogliono loro, dobbiamo pensare al lavoro anche fuori orario lavorativo. Possono arrogarsi la licenza di leggere la nostra vita quando ci presentiamo ai colloqui.
    E tu non andarci, ai colloqui.

  10. #10
    guerre seule hygiène du monde
    Data Registrazione
    31 Mar 2008
    Località
    All the animals come out at night: whores, skunk pussies, buggers, queens, fairies, dopers, junkies, sick, venal, someday a real rain will come and wash all this scum off the streets
    Messaggi
    1,522
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da Squalo_2 Visualizza Messaggio
    Come dicono loro, un buon lavoratore è quello che dal momento in cui finisce di lavorare alla mattina pensa al lavoro da svolgere per il giorno dopo.

    I manager, gli economisti e più in generale i borghesi vanno messi al muro e fucilati, si ingegnano su come fottere la gente onesta che lavora.
    Esatto.
    I manager sono l'archetipo dell'homo aeconomicus che l'etica borghese ha costruito nel corso dei decenni, prendendo spunto dal modello americano.
    E' attraverso questa figura che oggi si consuma quello che è poi il vero scopo dello spirito borghese: vivere per lavorare (e consumare). E chiaramente chi non si rispecchia in questa morale "produttivista" o è uno sfigato o è uno che non ha voglia di fare un cazzo (esperienza personale).

 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 27
    Ultimo Messaggio: 09-09-10, 19:53
  2. Perchè ci piace essere "borghesi"
    Di FalcoConservatore nel forum Conservatorismo
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 28-03-10, 17:58
  3. Flessibili e occupati
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 25-03-07, 15:26
  4. Berlusconi ai "legionari": dovete essere scassa-palle ...
    Di Ezechiele (POL) nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 37
    Ultimo Messaggio: 12-12-05, 16:18
  5. Elettricita', in arrivo tariffe flessibili e sconti per la notte
    Di Brontolone nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 7
    Ultimo Messaggio: 28-06-04, 21:25

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito