VENETO SERENISSIMO GOVERNO
Dipartimento per gli affari religiosi
La ministra italiana tra deriva neonazista e violazione della legalità.

Un addio con il botto. Così si potrebbe commentare l´ultimo provvedimento firmato dalla ministra del governo italiano dimissionario Livia Turco.
Sprezzante del fatto di doversi occupare solamente di ordinaria amministrazione, la gentil signora è riuscita a far emanare le "Linee guida per l´applicazione della legge sulla fecondazione medicalmente assistita", meglio nota come lex n. 40/2004.
Il provvedimento introduce, in modo surrettizio, una modifica nonché violazione di detta legge nella misura in cui omette di limitare al solo scopo di osservazione le indagini pre-impianto sugli embrioni, con la prevedibile e gravissima conseguenza di aprire la strada a diagnosi con finalità eugenetica (selezione degli embrioni potenzialmente portatori di patologie o in base al sesso desiderato).
A questo proposito si ricorda alla sig.ra ministra che l´eugenetica è stata condannata al processo di Norimberga contro i nazisti.
Quanto proposto evoca scenari già visti negli anni ´30 del novecento e va considerato un crimine.
La violazione di una legge dello stato italiano, regolarmente in vigore, ad opera di un membro del governo evidenzia, ancora una volta, il caratteristico costume italiano di calpestare il diritto e considerare le norme carta straccia.
La sig.ra ministra, inoltre, è riuscita a farsi beffe pure dell´articolo 1 della costituzione italiana, laddove afferma che "La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione."
Infatti, la modifica di detta legge è stata chiaramente respinta dalla gente che disertò le urne in occasione del referendum svoltosi nel 2005.
Si rammenta alla sig.ra ministra che i membri del governo italiano giurano, al momento di entrare in carica, fedeltà alla costituzione e si impegnano a servire il popolo.
Ovvia constatazione: nella migliore tradizione dei governi italiani.

Venezia, 2 maggio `08

Il responsabile degli affari religiosi
Andrea Bonesso


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