Risultati da 1 a 6 di 6
  1. #1
    email non funzionante
    Data Registrazione
    25 Apr 2007
    Messaggi
    1
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Thumbs up Scuola di Liberalismo di Torino

    [mid]http://home.datacomm.ch/e.fusillo/Troppo%20bella.mid[/mid]

    “SCUOLA 2007 DI LIBERALISMO”
    La Scuola 2007 di Liberalismo anche a Torino

    IL CALENDARIO

    • mercoledì 9 maggio Lorenzo Infantino (Università Luiss) “Individualismo metodologico e società liberale”
    • lunedì 14 maggio Franco Chiarenza (Università La sapienza) “Il ruolo dell’informazione in una società liberale”
    • lunedì 21 maggio Alberto Mingardi (direttore generale Istituto Bruno Leoni.) “Liberalismo e scuola pubblica”
    • giovedì 24 maggio Pietro Paganini (PhD; presidente di Competere; vicepresidente European Liberal Youth) “Liberalismo in Europa: la via per l’innovazione”.
    • Martedì 29 maggio Salvatore Carrubba (Il sole 24 ore) “Liberalismo, non basta la parola”
    • mercoledì 30 maggio Antonio Masala (Università di Pisa) “La rinascita del liberalismo classico nel Secondo dopoguerra”
    • lunedì 4 giugno Pier Franco Quaglieni (presidente del Centro Pannunzio e storico) “Il liberalismo da Pannunzio a Malagodi”
    • giovedì 7 giugno Carlo Lottieri (Università di Siena) “Il libertarismo non è un’utopia”
    • mercoledì 13 giugno Oscar Giannino (vicedirettore Finanza e mercati) “Il liberalismo e le imposte”
    • mercoledì 20 giugno Dino Cofrancesco (Università di Genova) “Liberalismo e democrazia. Riflessioni sul terrorismo. Democrazia ovvero, non avere la verità in tasca ma rispettare le opinioni delle minoranze”
    • mercoledì 27 giugno Enzo Artemio Baldini (Università di Torino) “Radici storiche del liberalismo in Inghilterra”

    Alla fine del Corso ogni studente potrà mettere in pratica le conoscenze apprese in una Relazione Finale facoltativa su uno dei temi trattati. Il Comitato Scientifico sceglierà i migliori elaborati che riceveranno una Borsa di studio del valore di 500,00 euro messa a disposizione da Liberalcafè e Competere.
    Altre due borse di studio del valore di 500,00 euro verranno concesse dalla Fondazione Einaudi di Roma
    Liberalcafè e Competere, col contributo degli Amici della Fondazione Einaudi, del Centro Pannunzio, della Fondazione Einaudi di Torino e di Radio Alzo Zero.
    Il ciclo di lezioni, tenute da Docenti di grande spessore, è aperto a 50 giovani studenti universitari fino ai 30 anni. Durante il primo incontro verranno distribuiti, a titolo di omaggio, i testi delle precedenti edizioni.

    Le lezioni sono gratuite e aperte al pubblico.
    Per ricevere l’attestato di partecipazione e la possibilità di concorrere alle Borse di Studio, è necessario versare la quota d’iscrizione di 10 euro
    Le lezioni si terranno presso la Fondazione Einaudi, Palazzo D’Azeglio, Via Principe Amedeo n° 34 - Torino
    orari: h. 16,00 - h.18,00
    Iscrizioni all’indirizzo e-mail: adrianogg@tiscali.it
    Responsabile Adriano Gianturco Gulisano

  2. #2
    JohnNozik
    Ospite

    Predefinito

    Bello, mi piacerebbe tanto potessero farlo anche a Cagliari. Tutta la città avrebbe bisogna di conoscer emeglio le idee del Liberalismo.
    Notate che la parola Liberismo non viene citata? Conferma il fatto che Liberismo è un parolone inventato dai Socialisti per screditare uno dei principi assoluti del Liberalismo: il mercato libero.

    Notate la presenza della terza colonna del PRI: Oscar Giannino.

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Nel 2002 fu fatta a Napoli ... a cura della Fondazione Einaudi di Roma e della Fondazione Cortese di Napoli ...
    http://www.politicaonline.net/forum/...ad.php?t=22165

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    CENT’ANNI DALLA NASCITA
    Valitutti, l’etica che diventa azione politica

    «Salvatore Valitutti a cento anni dalla nascita 1907-2007». L’iniziativa, promossa dalla Provincia di Salerno, si terrà domani alle 17 a Roma nella Sala Capitolare del Chiostro del convento di S. Maria sopra Minerva del Senato della Repubblica. Dopo gli indirizzi di saluto del presidente della Provincia di Salerno, Angelo Villanim e del direttore del Centro «Valitutti» Renato Cangiano, pronuncerà il discorso commemorativo il senatore Valerio Zanone. Sono previsti gli interventi dei senatori Antonio Martino e Gaetano Quagliariello e del professore Giuseppe Cacciatore, di cui anticipiamo un brano. Giuseppe Cacciatore È impresa ardua condensare in poche battute tutti gli aspetti di una personalità così complessa come quella di Salvatore Valitutti che fu non solo politico di rinomanza nazionale (senatore, sottosegretario, ministro, presidente del Partito liberale), ma anche uomo di grande e raffinata cultura, filosofo e, innanzitutto, pedagogista tra i più apprezzati del secolo scorso. Egli è certamente riconducibile alla dimensione etico-civile ed etico-politica della cultura filosofica italiana, che muovendo da Vico e Genovesi, è sfociata nell’illuminismo riformatore meridionale è si è poi sviluppata nel corso dell’Ottocento in figure come Cuoco, Cattaneo, Mazzini, De Sanctis, consolidandosi infine nel corso del Novecento, tanto nella sua versione liberale e democratica con Croce, Einaudi, Omodeo, fino a Bobbio, tanto nella sua versione socialista e riformista da Labriola a Salvemini a Gramsci. Insomma, la cifra unitaria che può servire a dare l’immagine fedele di Valitutti sta proprio nell’intreccio di cultura e politica, di cultura e vita morale. La forte connessione tra idea filosofica del liberalismo e politica liberale che innerva coerentemente l’intero itinerario intellettuale di Valitutti, può agevolmente scorgersi nel suo costante richiamo a due saldissimi punti di riferimento: il magistero innanzitutto morale, ma anche teoretico e politico di Giovanni Amendola e di Benedetto Croce. Valitutti esprime, perciò, un tratto comune che caratterizza l’intera tradizione del liberalismo democratico italiano: la coerente rivendicazione della tradizione risorgimentale e della stretta relazione che in essa nasce e si consolida tra unità dello Stato, nazionalità e democrazia. Forse non è male che, in questa tormentata e drammatica fase di convulsione e di crisi della politica e della fiducia in essa da parte dell’opinione pubblica, si torni a riflettere sugli insegnamenti di Valitutti. Il loro spirito e l'essenza dottrinale che li caratterizza possono servire a qualificare un dibattito che finora si è caratterizzato per il prevalere della «politica-spettacolo», per la riduzione della politica alla frase d’effetto e all’ingiuria. Non è male che i politici (e non solo essi, in verità) leggano qualche pagina del libro di Valitutti sullo Stato e i partiti, dove si argomenta la necessità di guardare alla funzione «nazionale» dei partiti, al loro insostituibile ruolo nella formazione della coscienza civile e del confronto democratico - quando ovviamente sappiano ponderare con equilibrio il rapporto tra l’interesse individuale e quello generale. Perciò, nella visione di Valitutti i partiti restano quali indispensabili luoghi di dialettica democratica, come insostituibili strumenti posti a base di un moderno e aperto sistema costituzionale, senza che ciò debba significare, per un verso, il fatalistico affidarsi ai mali e alle perversioni della partitocrazia e, per l’altro, il venir meno di quell’assoluto primato del dovere morale e della responsabilità individuale.

    tratto da http://www.ilmattino.it/mattino/view...e=PASTIERA.xml

  6. #6
    email non funzionante
    Data Registrazione
    05 Mar 2002
    Messaggi
    36,452
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    ECONOMIA SOCIALE DI MERCATO
    Le regole liberali e la tutela dei soggetti deboli

    di Michele Salvati

    Nei convegni, nelle feste, nelle numerose iniziative che a fine estate cercano di fare il punto sui grandi scenari dell’economia e della politica—le vacanze non sono del tutto finite e la politica istituzionale non è ancora ricominciata — la lunga intervista a Mario Monti di Carlo Bastasin sul Sole 24 Ore di venerdì scorso meriterebbe un forte rilievo. Per l’importanza dei temi trattati; per l’equilibro dell’argomentazione e la franchezza del giudizio; per il garbo e l’understatement che sono tipici dell’intervistato. Sono quattro gli argomenti di riflessione. Primo: le conseguenze economiche del signor Bush. Ovvero, e più in generale, come gli Stati Uniti abbiano male esercitato un compito di governo che loro spettava come potenza egemone: essi avevano scatenato, quasi trent’anni fa, quella fase di liberalizzazione economica e finanziaria nella quale tuttora viviamo, la «globalizzazione»; a loro spettava il compito di governarla, non solo nel proprio interesse, ma del mondo intero.

    Egemonia e responsabilità devono andare insieme e così era avvenuto nel precedente regime economico internazionale, quello disegnato a Bretton Woods, quando spesso gli Usa si comportarono da «egemoni altruisti» (l’espressione è di Bhagwati). La conseguenza che Monti paventa è il discredito dell’economia di mercato, della visione liberale dell’economia, nonché il via libera a un confuso interventismo statale: se la liberalizzazione è intesa come sinonimo della «mercatizzazione » di Tremonti, se una liberalizzazione ben regolata e ben governata non è possibile, perché no? Ma una liberalizzazione ben regolata e ben governata è possibile: questo è il secondo tema.

    L’esempio potenziale è l’Unione Europea: l’architettura del suo modello di governance—in particolare la Bce e la politica della concorrenza, da integrare con una politica della vigilanza rafforzata — possono consentire un governo della liberalizzazione planetaria che non corre i rischi in cui sono incorsi gli Stati Uniti. Esempio potenziale, perché Monti è il primo a sapere che l’Unione, come entità politica in cerca di sovranità e di egemonia, è ancora a uno «stadio infantile» rispetto agli Stati Uniti. E che solo evolvendo a uno stadio adulto, pienamente politico, potrà contestare il liberismo impiccione (l’espressione ovviamente non è di Monti) del «signor Bush» e mostrare i meriti del suo modello di governance. Un modello radicato nella filosofia che impregna i trattati dell’Unione e deriva da quella concezione di «economia sociale di mercato» che Monti da sempre cerca di importare in Italia.

    Questo è il terzo tema dell’intervista e culturalmente il più importante: socialità è una cosa; statalismo, intervento discrezionale dei poteri pubblici, colbertismo variamente declinato, sono cose ben diverse. Il mercato ha regole che vanno rispettate e le eccezioni (Alitalia, servizi pubblici locali e quanto passa il convento del nostro Paese) vanno escluse, se non passano il test di una giustificazione rigorosa. «Socialità» alla Ludwig Ehrard vuol dire che, nel pieno rispetto del mercato e della concorrenza, e con politiche fiscali universalistiche, i ceti più deboli devono essere protetti dalle peggiori avversità del ciclo economico. Liberalismo, sì, ma assai diverso da quello americano, per il quale consiglio l'impressionante lettura di Supercapitalismo, di Robert Reich. Un liberalismo, quello auspicato da Monti, meno tollerante nei confronti di divaricazioni estreme nella distribuzione del reddito e delle chances di vita; ma anche meno interventista, discrezionale e distorsivo rispetto alle regole di mercato.

    Chi è il più liberale? Rimaneva poco spazio a Monti e ne rimane ancor meno a me, per affrontare il quarto tema: siccome lo stesso Tremonti preannuncia per settembre una discussione sull'economia sociale di mercato, come si confronta con questo ideale l'effettiva azione di governo? Monti riconosce agevolmente i meriti del ministro dell'Economia nell'impostare e far rispettare una disciplina di bilancio rigorosa. Manifesta dubbi nei confronti della strategia di sviluppo che si intravede nei provvedimenti del governo, e che non escludono confusione di ruoli tra Stato e mercato, politica e impresa. Non è questo, aggiungo a quanto dice Monti, il significato proprio dell'aggettivo «sociale» che qualifica «economia di mercato». Un vero provvedimento «sociale» sarebbe stato, nelle attuali condizioni dell'economia italiana, una forte riduzione della pressione fiscale sui redditi più bassi, i più colpiti dal ristagno e dall'inflazione. Ovviamente compensato da ancor maggiori risparmi di spesa. Ma forse, per quanto forte in termini numerici, la coalizione di governo non è forte abbastanza da potersi attenere ai principi di una vera economia sociale di mercato. Ammesso che voglia attenervisi.

    tratto da http://www.corriere.it/editoriali/08...4f02aabc.shtml

 

 

Discussioni Simili

  1. La Scuola di Liberalismo fa cinquanta!
    Di Abbott (POL) nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 19-11-08, 20:09
  2. Scuola di Liberalismo - le lezioni!
    Di Österreicher nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 01-10-07, 10:05
  3. Riparte la Scuola di Liberalismo
    Di Studentelibero nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 01-10-07, 10:04
  4. Scuola Di Liberalismo 2002
    Di Österreicher nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 27-08-02, 14:55
  5. Scuola Di Liberalismo 2002
    Di Österreicher nel forum Repubblicani
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-08-02, 14:47

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito