Il federalismo che non ci piace. Quello che moltiplica le poltrone | Generazione Italia
Il federalismo che non ci piace. Quello che moltiplica le poltrone
di Salvatore Tatarella
Il nuovo “guru” della sinistra (o forse sarebbe meglio dire l’ultimo rimasto), Nichi Vendola, inizia il suo secondo mandato come Governatore della Puglia con una scelta più che discutibile: aumentare i seggi del consiglio regionale, portandoli da 70 a 78.
Tale scelta costituirebbe una palese violazione del diritto e dello Statuto della Regione Puglia. Vogliamo ricordare che il nuovo articolo 123 della Costituzione testualmente recita: “Ciascuna Regione ha uno Statuto che, in armonia con la Costituzione, ne determina la forma di governo e i principi fondamentali (..) Lo statuto è approvato e modificato dal Consiglio regionale con legge approvata a maggioranza assoluto dei suoi componenti, con due deliberazioni successive adottate ad intervallo non minore di due mesi”.
L’art. 24 dello Statuto della Regione Puglia (Composizione, modalità di elezioni e scioglimento del Consiglio regionale) al comma 1 recita: “Il Consiglio regionale è composto da 70 consiglieri eletti a suffragio universale dai cittadini, donne e uomini, iscritti nelle liste elettorali dei comuni della puglia, con voto diretto, personale, eguale, libero e segreto”.
Se l’autonomia statutaria conferita dalla Costituzione alla Puglia permette al nostro Statuto di “atteggiarsi” a carta costituzionale della nostra regione l’aumento dei consiglieri regionali provocherebbe, quindi, un grave precedente istituzionale.
Infatti, la Costituzione disciplina all’art. 56 il numero dei membri della Camera dei deputati, permettendo cosi agli elettori di conoscere “ex ante” il numero dei parlamentari da eleggere. Nella storia repubblicana diverse sono state le leggi elettorali con cui abbiamo votato: dal sistema proporzionale al maggioritario con collegi uninominali, dal “Mattarellum al Porcellum”, e mai, in nessun caso, il numero dei parlamentari è diminuito o aumentato di un seggio rispetto al numero di 630 previsto dalla Costituzione. Questo consente al cittadino-elettore di essere informato.
Infine, oltre al danno la beffa. Lo Statuto all’art. 43 prevede che gli assessori regionali sono 1/5 dei consiglieri. Pertanto, se questi passassero da 70 a 78, conseguentemente, gli assessori regionali sarebbero 15 e non più 14. I posti in più in Regione diventerebbero, quindi, 9 e non più 8. Per la serie non c’è limite al ridicolo.




Rispondi Citando
